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Jiří Kolář – Volens nolens, opere dagli anni ’60 agli anni ’90
Jiří Kolář, volens nolens, opere dagli anni ’60 agli anni ’90 .
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Galleria Six è lieta di annunciare l'apertura della mostra:
Jiří Kolář
volens nolens
opere dagli anni '60 agli anni '90
[…] Ogni scrittore sa cosa vuol dire comporre tre, quattro versioni di un testo per poi buttare i tentativi falliti nel cestino. Anche a me una volta è successo lo stesso. Non appena misi un foglio nuovo nella macchina da scrivere pensai se la versione che avevo fatto – quella finita nel cestino – non fosse ancora utilizzabile. Dopo averla recuperata e aver cercato di togliere qualche piega dalla pagina, subito afferrai che cosa mancava a quel testo: le tracce dell’accartocciamento. Come stregato estrassi il foglio pulito dalla macchina da scrivere, lo accartocciai e dopo averlo stirato con le mani rimasero delle grinze: davanti a me c’era un foglio bianco, ricoperto da una scrittura sconosciuta. Forse si trattava della scrittura del fallimento, forse di quella della rabbia. Comunque: era una bella scrittura. E così è cominciato tutto. Prima un foglio bianco, poi uno nero, scritte, note musicali, un’incisione, una riproduzione. Un accartocciamento non riesce bene a secco. La carta deve essere ben impregnata e non può essere lavorata a lungo. Bisogna agire in modo rapido ma con sensibilità, e il risultato è sempre incerto da definire, essendo sempre figlio del caso. Le correzioni sono possibili in minima parte, in quanto il foglio tende facilmente a strapparsi e il lavoro deve essere finito in fretta. Il senso di questa operazione lo può cogliere chiunque. Penso che ognuno di noi abbia fatto esperienza di questi momenti, quando qualcosa di intimo si spezza eppure – volens nolens – si tratta di continuare a conviverci. Ognuno di noi non porta forse in sé una piccola rovina? È possibile poi definire con precisione se distruggere significa parimenti l’inizio di qualcosa di nuovo?
(Un ringraziamento all'Archivio Jiří Kolář, www.archiviojirikolar.it)
Jiří Kolář
volens nolens
opere dagli anni '60 agli anni '90
[…] Ogni scrittore sa cosa vuol dire comporre tre, quattro versioni di un testo per poi buttare i tentativi falliti nel cestino. Anche a me una volta è successo lo stesso. Non appena misi un foglio nuovo nella macchina da scrivere pensai se la versione che avevo fatto – quella finita nel cestino – non fosse ancora utilizzabile. Dopo averla recuperata e aver cercato di togliere qualche piega dalla pagina, subito afferrai che cosa mancava a quel testo: le tracce dell’accartocciamento. Come stregato estrassi il foglio pulito dalla macchina da scrivere, lo accartocciai e dopo averlo stirato con le mani rimasero delle grinze: davanti a me c’era un foglio bianco, ricoperto da una scrittura sconosciuta. Forse si trattava della scrittura del fallimento, forse di quella della rabbia. Comunque: era una bella scrittura. E così è cominciato tutto. Prima un foglio bianco, poi uno nero, scritte, note musicali, un’incisione, una riproduzione. Un accartocciamento non riesce bene a secco. La carta deve essere ben impregnata e non può essere lavorata a lungo. Bisogna agire in modo rapido ma con sensibilità, e il risultato è sempre incerto da definire, essendo sempre figlio del caso. Le correzioni sono possibili in minima parte, in quanto il foglio tende facilmente a strapparsi e il lavoro deve essere finito in fretta. Il senso di questa operazione lo può cogliere chiunque. Penso che ognuno di noi abbia fatto esperienza di questi momenti, quando qualcosa di intimo si spezza eppure – volens nolens – si tratta di continuare a conviverci. Ognuno di noi non porta forse in sé una piccola rovina? È possibile poi definire con precisione se distruggere significa parimenti l’inizio di qualcosa di nuovo?
(Un ringraziamento all'Archivio Jiří Kolář, www.archiviojirikolar.it)
15
febbraio 2026
Jiří Kolář – Volens nolens, opere dagli anni ’60 agli anni ’90
Dal 15 febbraio al 30 aprile 2026
arte contemporanea
Location
GALLERIA SIX
Milano, Piazzale Gabrio Piola, 5, (Milano)
Milano, Piazzale Gabrio Piola, 5, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a venerdì ore 12-18, sabato ore 15-18
Vernissage
15 Febbraio 2026, ore 15-20
Sito web
Ufficio stampa
Chiara Bertoni
Autore
Curatore




