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Junk, il futuro in discarica
Il 18 marzo p.v. apre a Roma, alla Pavart Gallery, JUNK, il futuro in discarica, la mostra personale di Uter a cura di Velia Littera, che affronta il tema urgente dell’inquinamento globale e dell’accumulo dei rifiuti attraverso un linguaggio visivo innovativo e critico, la meta-fotografia.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Le opere fotografiche, generate con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, trasformano la tecnologia in uno strumento di indagine poetica e concettuale. La mostra presenta due approcci distinti, da un lato scenari che sembrano realistici ma rivelano una dimensione decisamente surreale, dall’altro composizioni di oggetti e figure trasformate in icone drammatiche dall’estetica quasi pop. In entrambi i casi le immagini combinano ciò che è familiare con dettagli inaspettati, creando un effetto visivo potente e inquietante che porta lo spettatore a confrontarsi con l’eccesso, l’accumulo e l’artificio del mondo qui rappresentato. Visioni che uniscono estetica e denuncia, invitando lo spettatore a confrontarsi con i problemi ambientali del presente e delle possibili conseguenze future.
Il lavoro di Uter si inserisce nell’ambito della meta-fotografia, una pratica che supera la registrazione del reale e trasforma la fotografia in riflessione sul proprio linguaggio. Le immagini nascono dall’atto di immaginare e ricostruire il mondo, fondendo realtà, finzione e tecnologia e interrogando l’idea stessa di verità visiva.
In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale diventa una vera e propria pittura digitale, capace di dare forma a scenari e simboli che nessuna macchina fotografica tradizionale potrebbe catturare. La mostra non si limita a documentare i rifiuti, ma li trasforma in esperienza concettuale e emotiva, ponendo lo spettatore di fronte al proprio ruolo nel ciclo del consumo e dello scarto.
Velia Littera, curatrice della mostra, grazie alla sua costante ricerca di nuove forme espressive, ha concepito questo progetto espositivo attraverso la meta-fotografia, un linguaggio che le ha permesso, ancora una volta, di stimolare il coinvolgimento del pubblico e di trasformare la fruizione in un’occasione di riflessione critica e consapevole.
JUNK si colloca nel solco dell’arte contemporanea che dialoga con le urgenze ecologiche e sociali e introduce un elemento dirompente grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale. La mostra parla, non solo di rifiuti materiali, ma anche di rifiuti culturali, politici ed etici, ciò che la società tende a rimuovere e accumula ai margini. Le opere esposte offrono un percorso visivo e concettuale che rende visibile ciò che spesso preferiamo non vedere e invita a ripensare con urgenza il nostro rapporto con il mondo che abitiamo.
Il lavoro di Uter si inserisce nell’ambito della meta-fotografia, una pratica che supera la registrazione del reale e trasforma la fotografia in riflessione sul proprio linguaggio. Le immagini nascono dall’atto di immaginare e ricostruire il mondo, fondendo realtà, finzione e tecnologia e interrogando l’idea stessa di verità visiva.
In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale diventa una vera e propria pittura digitale, capace di dare forma a scenari e simboli che nessuna macchina fotografica tradizionale potrebbe catturare. La mostra non si limita a documentare i rifiuti, ma li trasforma in esperienza concettuale e emotiva, ponendo lo spettatore di fronte al proprio ruolo nel ciclo del consumo e dello scarto.
Velia Littera, curatrice della mostra, grazie alla sua costante ricerca di nuove forme espressive, ha concepito questo progetto espositivo attraverso la meta-fotografia, un linguaggio che le ha permesso, ancora una volta, di stimolare il coinvolgimento del pubblico e di trasformare la fruizione in un’occasione di riflessione critica e consapevole.
JUNK si colloca nel solco dell’arte contemporanea che dialoga con le urgenze ecologiche e sociali e introduce un elemento dirompente grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale. La mostra parla, non solo di rifiuti materiali, ma anche di rifiuti culturali, politici ed etici, ciò che la società tende a rimuovere e accumula ai margini. Le opere esposte offrono un percorso visivo e concettuale che rende visibile ciò che spesso preferiamo non vedere e invita a ripensare con urgenza il nostro rapporto con il mondo che abitiamo.
19
marzo 2026
Junk, il futuro in discarica
Dal 19 marzo al 10 aprile 2026
arte contemporanea
fotografia
fotografia
Location
PAVART
Roma, Via Giuseppe Dezza, 6B, (Roma)
Roma, Via Giuseppe Dezza, 6B, (Roma)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì per 11-13 e 15-18
Vernissage
18 Marzo 2026, ore 18-21
Editore
pavart
Ufficio stampa
Vania Lai
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Produzione organizzazione
Sponsor






