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La Belle Epoque nell’Impero
A questo momento di passaggio, che preludeva ai drammatici cambiamenti che sarebbero intervenuti nella storia dell’umanità, i Musei Provinciali di Gorizia dedicano una grande rassegna
Comunicato stampa
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L’atmosfera scintillante ma inquieta della Belle Epoque, un periodo storico e culturale che si sta riscoprendo e ristudiando sotto una luce critica diversa, più analitica. A questo momento di passaggio, che preludeva ai drammatici cambiamenti che sarebbero intervenuti nella storia dell’umanità, i Musei Provinciali di Gorizia dedicano una grande rassegna dal titolo La Belle Epoque nell’Impero, che si inaugura il prossimo 24 giugno.
Non a caso. Una volta spentasi l’eco delle commemorazioni per il novantesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, il 24 maggio, l'intento dell’esposizione sarà quello di contribuire a fare luce sull'epoca e sulla civiltà che hanno preceduto il conflitto. Il periodo preso in esame sarà quello tra il 1882 e il 1914: contraddittorio, ma estremamente vitale, compreso tra ansia di modernità e paura del nuovo. La mostra sarà allestita nelle due sedi dei Musei Provinciali, a Borgo Castello e a Palazzo Attems-Petzenstein. Circa 200 i pezzi esposti tra dipinti, manifesti pubblicitari, riviste, fotografie, mobili e complementi di arredo, abiti e accessori che si susseguiranno a formare un percorso espositivo originale ed evocativo.
Il fulcro della mostra sarà costituito da opere riguardanti l'area compresa tra Gorizia e Trieste, senza trascurare gli inevitabili echi viennesi, per allargarsi poi a territori che attualmente appartengono alla Slovenia e alla Croazia. In passato questi non erano segnati da confini perché appartenenti ad un'unica realtà statuale, la monarchia austroungarica, di cui condividevano le istanze e le contraddizioni proprie di un'area eterogenea dal punto di vista linguistico ed etnico.
Importante sarà l’apporto iconografico: saranno esposte circa 100 tele, opere di Vlaho Bukovac, Bela Čikoš-Sesija, Slava Raškaj, Ivo Pilar, Rihard Jakopič, Ivan Grohar, Franz von Stuck, Umberto Veruda, Gino Parin, Italico Brass, Vittorio Bolaffio, Glauco Cambon, Edgardo Sambo. Si segnala la presenza di cinque importanti tele di Josef Maria Auchentaller, mai prima d’ora esposte in mostra. Non mancheranno cartellonisti celebri come Gino de Finetti, Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich.
Nella mostra verranno ricostruiti alcuni ambienti – due salotti, una camera da letto, una sala da ballo ed anche un caffè – che faranno rivivere quel clima così speciale della Mitteleuropea di quel periodo. Una trentina di splendidi abiti ed uniformi faranno da corredo ad una mostra volta a ricostruire i caratteri salienti dell'epoca esaminata: al pari dell'evoluzione dell'arte vi troveranno spazio miti e riti sociali. Si tratta di una tipologia di mostra che ben si sposa con la fisionomia dei Musei Provinciali, museo multiplo che racchiude collezioni tra loro estremamente diversificate, alcune delle quali saranno interessate direttamente dall'esposizione, come il Museo della Moda e delle Arti Applicate, la Pinacoteca e la Fototeca. Senza contare che l'itinerario della mostra, fatalmente, può trovare una prosecuzione ideale nel Museo della Grande Guerra.
I pezzi esposti proverranno da prestigiose raccolte, pubbliche e private, italiane, slovene e croate. L'evento, in particolare, segna l'inizio di una collaborazione pluriennale con il Museo delle Arti Decorative di Zagabria (Muzej za umjetnost i obrt).
A breve distanza da Gorizia, presso il Museo Civico del Territorio di Cormòns, potrà essere visitata la raccolta di opere dello scultore secessionista Alfonso Canciani.
La rassegna, che resterà aperta sino al 30 settembre, sarà coadiuvata da un ricco catalogo edito dai Musei Provinciali di Gorizia.
Non a caso. Una volta spentasi l’eco delle commemorazioni per il novantesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, il 24 maggio, l'intento dell’esposizione sarà quello di contribuire a fare luce sull'epoca e sulla civiltà che hanno preceduto il conflitto. Il periodo preso in esame sarà quello tra il 1882 e il 1914: contraddittorio, ma estremamente vitale, compreso tra ansia di modernità e paura del nuovo. La mostra sarà allestita nelle due sedi dei Musei Provinciali, a Borgo Castello e a Palazzo Attems-Petzenstein. Circa 200 i pezzi esposti tra dipinti, manifesti pubblicitari, riviste, fotografie, mobili e complementi di arredo, abiti e accessori che si susseguiranno a formare un percorso espositivo originale ed evocativo.
Il fulcro della mostra sarà costituito da opere riguardanti l'area compresa tra Gorizia e Trieste, senza trascurare gli inevitabili echi viennesi, per allargarsi poi a territori che attualmente appartengono alla Slovenia e alla Croazia. In passato questi non erano segnati da confini perché appartenenti ad un'unica realtà statuale, la monarchia austroungarica, di cui condividevano le istanze e le contraddizioni proprie di un'area eterogenea dal punto di vista linguistico ed etnico.
Importante sarà l’apporto iconografico: saranno esposte circa 100 tele, opere di Vlaho Bukovac, Bela Čikoš-Sesija, Slava Raškaj, Ivo Pilar, Rihard Jakopič, Ivan Grohar, Franz von Stuck, Umberto Veruda, Gino Parin, Italico Brass, Vittorio Bolaffio, Glauco Cambon, Edgardo Sambo. Si segnala la presenza di cinque importanti tele di Josef Maria Auchentaller, mai prima d’ora esposte in mostra. Non mancheranno cartellonisti celebri come Gino de Finetti, Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich.
Nella mostra verranno ricostruiti alcuni ambienti – due salotti, una camera da letto, una sala da ballo ed anche un caffè – che faranno rivivere quel clima così speciale della Mitteleuropea di quel periodo. Una trentina di splendidi abiti ed uniformi faranno da corredo ad una mostra volta a ricostruire i caratteri salienti dell'epoca esaminata: al pari dell'evoluzione dell'arte vi troveranno spazio miti e riti sociali. Si tratta di una tipologia di mostra che ben si sposa con la fisionomia dei Musei Provinciali, museo multiplo che racchiude collezioni tra loro estremamente diversificate, alcune delle quali saranno interessate direttamente dall'esposizione, come il Museo della Moda e delle Arti Applicate, la Pinacoteca e la Fototeca. Senza contare che l'itinerario della mostra, fatalmente, può trovare una prosecuzione ideale nel Museo della Grande Guerra.
I pezzi esposti proverranno da prestigiose raccolte, pubbliche e private, italiane, slovene e croate. L'evento, in particolare, segna l'inizio di una collaborazione pluriennale con il Museo delle Arti Decorative di Zagabria (Muzej za umjetnost i obrt).
A breve distanza da Gorizia, presso il Museo Civico del Territorio di Cormòns, potrà essere visitata la raccolta di opere dello scultore secessionista Alfonso Canciani.
La rassegna, che resterà aperta sino al 30 settembre, sarà coadiuvata da un ricco catalogo edito dai Musei Provinciali di Gorizia.
24
giugno 2005
La Belle Epoque nell’Impero
Dal 24 giugno al 30 settembre 2005
arte moderna
arti decorative e industriali
arti decorative e industriali
Location
PALAZZO ATTEMS-PETZENSTEIN
Gorizia, Piazza Edmondo De Amicis, 2, (Gorizia)
Gorizia, Piazza Edmondo De Amicis, 2, (Gorizia)
Biglietti
intero € 6,00 ridotto € 4,00
Orario di apertura
9-19; lunedì chiuso


