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La Boemia sta sul mare – Biennale Internazionale Donna V edizione
La V edizione di BID, intitolata La Boemia sta sul mare, si svolge dal 27 marzo al 3 maggio 2026 al Magazzino 26. Curata da Riccardo Rizzetto, riunisce artiste internazionali e un progetto satellite a Portopiccolo, esplorando memoria, trasformazione e nuove possibilità del presente attraverso l’arte
Comunicato stampa
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Giunta alla sua quinta edizione, la Biennale Internazionale Donna consolida il proprio percorso come piattaforma culturale capace di interrogare criticamente il presente e i suoi dispositivi di nominazione, rappresentazione e potere.
Anche quest’anno, con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il patrocinio di Io Sono FVG, la Biennale si struttura — in continuità con la propria origine — come uno spazio di confronto attento alle urgenze del tempo storico, in cui pratiche artistiche, ricerca teorica e contesti internazionali dialogano in una prospettiva di apertura e trasformazione.
In un’epoca che chiede incessantemente di essere nominata e resa leggibile attraverso categorie sempre più rigide, la Biennale assume la parola donna non come identità naturale o categoria descrittiva, ma come campo critico; una superficie sensibile su cui si inscrivono proiezioni culturali, aspettative politiche, economie del desiderio e forme di esclusione. Lontana da ogni definizione essenzialista o binaria, la Biennale osserva come questa parola ritorna, su quali corpi insiste e quali possibilità apre o chiude.
Questa configurazione della Biennale opera non solo come piattaforma espositiva, ma come dispositivo di elaborazione culturale, in cui le categorie non vengono date per scontate, bensì attraversate e rinegoziate, assumendo la complessità del contemporaneo come condizione di lavoro. Il tema curatoriale si sviluppa in dialogo con il nuovo manifesto della Biennale, che riflette su un presente in cui ogni trasformazione sembra esigere un nome che la contenga, e in cui le parole rischiano di stabilizzare ciò che dovrebbero invece mettere in movimento.
Donna è una di queste parole: un termine carico, un corpo sotto pressione, su cui si depositano ruoli, attese e proiezioni mentre il mondo cambia forma attorno ad esso. Nata a Trieste, la Biennale Internazionale Donna torna ogni due anni come un dispositivo critico che non stabilizza questa parola, ma la mette in tensione.
Non per definire chi sia donna, ma per interrogare cosa diventa possibile quando essa smette di funzionare come categoria descrittiva e viene assunta come strumento critico. In questa instabilità, la BID apre uno spazio di immaginazione, resistenza e trasformazione, lasciando emergere pratiche e narrazioni in continuo divenire. È all’interno di questa prospettiva che si colloca il tema curatoriale di questa articolazione della Biennale, curata da Riccardo Rizzetto in qualità di curatore invitato.
LA BOEMIA STA SUL MARE
Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti
In un presente segnato dall’incertezza, il rapporto con il tempo appare profondamente instabile: il futuro è percepito come una promessa mancata, mentre il passato ritorna come spazio di rifugio e proiezione nostalgica. In questo scenario, la nostalgia si afferma come dispositivo egemonico capace di semplificare conflitti, normalizzare fratture e restringere l’orizzonte dell’immaginabile, offrendo un’illusione di sicurezza che finisce per immobilizzare il pensiero e porre il futuro stesso in quarantena.
La quinta edizione della Biennale Internazionale Donna, nella sua attuale configurazione, si colloca criticamente all’interno di questa impasse, interrogando la nostalgia non come desiderio di ritorno, ma come gesto da contro-appropriare: uno sguardo rivolto al passato capace di restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato, interrotto o escluso dalle narrazioni dominanti. In questa riapertura, il tempo torna a muoversi e si rende nuovamente pensabile un futuro non già prescritto.
In questo contesto, la speranza non è intesa come proiezione salvifica, ma come atto situato e pratica critica: un movimento che non elude l’ostacolo, ma lo assume come condizione di possibilità per introdurre uno scarto, un cambio di prospettiva, una discontinuità nel tempo lineare. Come nel salto di Dick Fosbury, la speranza diventa un gesto controintuitivo che attraversa il limite invece di aggirarlo, aprendo a forme inattese di agency.
È da questa soglia che prende forma il titolo dell’edizione, La Boemia sta sul mare, inteso non come utopia risolutiva, ma come figura critica e instabile. Richiamando una tradizione letteraria che attraversa Shakespeare, Fühmann e Ingeborg Bachmann, la Boemia emerge come un altrove fragile e immaginabile, capace di incrinare ciò che nel presente appare inevitabile e di riattivare l’idea stessa di alternativa.
Attraverso pratiche artistiche che lavorano su archivi mancanti, genealogie spezzate e possibilità incompiute, la Biennale diventa uno spazio in cui la memoria si traduce in azione e il presente si apre come campo di tensioni operative. Lontana da promesse di progresso lineare, la Biennale propone politiche del presente fondate sulla cura, sulla vulnerabilità e sulla capacità di sostare nell’incertezza, restituendo all’immaginazione un ruolo attivo nella trasformazione del reale.
Le artiste invitate, coinvolte attraverso un invito del direttivo artistico e del corpo curatoriale diretto, agiscono come punti di riferimento per il campo di ricerca dell’edizione, aprendo — attraverso il loro percorso e la loro pratica — traiettorie di lettura e confronto per i capitoli a venire.
Artiste invitate: Francesca Centonze, Luisa Elia, Arianna Giorgi, Silvia Giordani, Francesca Pionati, Marta Ravasi, Laura Russell, Vittoria Serena (Claudia Zaggia), Andrea Solaja, Sarah Staton, Vivianne van Singer, Sarah Kate Wilson, Alba Zari.
Le artiste selezionate sono state individuate attraverso un bando pubblico, valutato da una giuria indipendente, che ha riconosciuto nelle loro pratiche una forte affinità con i temi e le urgenze della Biennale.
Artiste partecipanti alla V edizione della Biennale Internazionale Donna: Gaia Adducchio, Karina Akopyan, Aliteia (Alice Babolin), Anastasiia Artiukhina, Beatrice Bartolozzi, Franca Bertani, Letizia Carattini, Chiara Anna Colombo, Marina Comerio, Tiziana Contu, Martina Dalla Stella, Marie-José D’Aprile, Marija Delić, Donatella Donatelli, Elisabetta Eleutieri Serpieri, Fabiola Faidiga, Marica Fasoli, Kikki Ghezzi, Monica Gorini, Valentina Grilli, Barbara Grossato, Jane Kerry Lowery, Paulina Jazvić, Sofia MacGregor Oettler, Micol Magni, Eliana Marinari, Pamela Martinez Rod, Maria Cristina Marzola, Viviana Rasulo, Giorgia Razzetta, Ann Russell, Claudia Villani, Ana Vivoda.
All’interno dell’esposizione prende forma A Library for the Time Being, una biblioteca effimera concepita come organismo vivo e commons contemporaneo. Attiva esclusivamente per la durata della Biennale, è uno spazio temporaneo di circolazione del sapere che esiste attraverso l’uso, l’incontro e lo scambio. Più che conservare informazioni, la biblioteca attiva conoscenze e le espone alla trasformazione, alla frizione e alla perdita.
Rifiutando la logica dell’archivio come luogo di stabilizzazione e possesso, il sapere viene inteso come pratica situata, relazionale e vulnerabile. Testi, voci e contributi eterogenei convivono in un’ecologia instabile, in cui il senso è costantemente negoziato. La partecipazione prevale sulla competenza, la circolazione sull’accumulazione. L’effimero diventa così una postura critica per interrogare le politiche del sapere e della sua trasmissione. La biblioteca si configura come una soglia: non un deposito, ma uno spazio di attivazione condivisa nel presente.
Come in occasione di ogni edizione, la Biennale Internazionale Donna V affianca al programma principale un Progetto Satellite, che nasce come naturale estensione della mostra centrale e si inserisce pienamente nel quadro curatoriale di Die Boheme Liegt am Meer.
A cura di Marlene Elvira Steinz, il Progetto Satellite austriaco si svolge presso la Galleria di Portopiccolo e si configura come un’esposizione in gemellaggio con l’Austria. Per la prima volta, l’Austria sviluppa un progetto satellite autonomo all’interno della Biennale, ampliandone il perimetro curatoriale e costruendo un ponte diretto con la mostra principale.
Il satellite è inteso come metafora di relazione e scambio: una presenza che orbita attorno al nucleo della Biennale mantenendo una propria identità critica. Corpo autonomo ma in costante dialogo, il satellite diventa un dispositivo curatoriale che lavora su prossimità e distanza, invio e ricezione, centro e orbita. In questa prospettiva, il progetto sviluppa una declinazione specifica del tema attraverso le pratiche artistiche femminili contemporanee, in relazione con il contesto internazionale della Biennale.
Mentre il progetto centrale articola l’orizzonte simbolico e letterario della Bohemia come spazio utopico e paradossale — ispirato a Shakespeare e Ingeborg Bachmann — il Satellite austriaco ne esplora una dimensione più sensoriale ed esperienziale, concentrandosi su luce, fragilità e desiderio come forze attive del presente. Le due prospettive convivono all’interno di un unico ecosistema curatoriale, rafforzandosi reciprocamente.
Al centro del progetto vi è la luce, indagata come materia, energia e principio vitale: fenomeno fisico, biologico e simbolico. Le opere esplorano una forma di “invisibilità visibile” attraverso installazioni luminose, scultura, suono, video e performance. Fragilità, ambiguità e sensibilità emergono come risorse trasformative, capaci di generare connessioni profonde e nuovi orientamenti del pensiero.
La presenza di artiste austriache sia nel Progetto Satellite sia nella mostra internazionale al Magazzino 26 rafforza il dialogo tra centro e orbita, restituendo l’immagine di una Biennale plurale, condivisa e in costante movimento. Il progetto si configura così come una soglia poetica: un invito a immaginare l’impossibile e a riconoscere nella luce una forza di rinnovamento.
Artiste invitate – Satellite Pavilion: Noémi Kiss, Billi Thanner, ISA Stein.
Artiste partecipanti – Satellite Pavilion: Julia Bugram, Julia Dorninger, Marion Kilianowitsch, Gabriele Kutschera, Dora Mai, Teresa Maria von Matthey, Viktoria Morgenstern, Lea Radatz, Michaela Schwarz-Weismann, Birgit Schweiger, Hannah Stippl, Heike Stuckstedde.
La Boemia sta sul mare – Catalogo della V edizione della Biennale Internazionale Donna
La Biennale Internazionale Donna presenta il catalogo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti, V edizione a cura di Riccardo Rizzetto, che interroga la parola donna come campo culturale instabile e terreno critico di ridefinizione. Il volume accompagna il progetto espositivo come spazio di riflessione autonoma e condivisa.
La cura editoriale di Antonella Trotta ne sostiene l’impianto teorico, mantenendo il pensiero in movimento e mettendo in tensione categorie consolidate. In dialogo con la mostra, A Library for the Time Being attiva uno spazio temporaneo di circolazione del sapere fondato sull’uso, lo scambio e la trasformazione nel presente. Catalogo e biblioteca operano come dispositivi complementari, invitando a sospendere le categorie date e ad aprire uno spazio condiviso di immaginazione critica.
Dichiarazione della presidente di Bid: Šeherzada Ahmetović
“Questa edizione della Biennale Internazionale Donna si apre nel segno di una forza collettiva sempre più riconoscibile. Accanto al team già consolidato, la direzione artistica si arricchisce anche del contributo di Antonella Trotta, ampliando lo sguardo editoriale e rafforzando l’ambizione culturale del progetto. In questa nuova composizione, Riccardo Rizzetto è stato invitato ad assumere una sfida decisiva: costruire un percorso curatoriale capace di attraversare le complessità del presente, tenendo insieme ricerca, immaginazione critica e apertura al contemporaneo.
Il progetto satellite curato da Marlene Elvira Steinz estende la Biennale oltre il suo perimetro, attivando un dialogo internazionale e territoriale che moltiplica prospettive e alleanze. Il catalogo a cura di Antonella Trotta e la biblioteca effimera A Library for the Time Being, ideata da Riccardo Rizzetto, spingono ulteriormente questa traiettoria: non semplici apparati, ma dispositivi vivi di pensiero, scambio e trasformazione, in cui il sapere circola, si mette in discussione, cambia forma.
Ringrazio le artiste, la giuria, i partner e tutte le persone che rendono possibile la Biennale Internazionale Donna. Trieste torna a essere, ancora una volta, un luogo in cui l’arte non offre un semplice apparato espositivo, ma apre domande necessarie e pratiche condivise.”
CREDITI Direzione artistica: Šeherzada Ahmetović, Francesca Carmellino, AntonellaTrotta Curatore invitato: Riccardo Rizzetto Progetto satellite: a cura di Marlene Elvira Steinz Catalogo: a cura di Antonella Trotta Biblioteca effimera A Library for the Time Being: ideata da Riccardo Rizzetto
Anche quest’anno, con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il patrocinio di Io Sono FVG, la Biennale si struttura — in continuità con la propria origine — come uno spazio di confronto attento alle urgenze del tempo storico, in cui pratiche artistiche, ricerca teorica e contesti internazionali dialogano in una prospettiva di apertura e trasformazione.
In un’epoca che chiede incessantemente di essere nominata e resa leggibile attraverso categorie sempre più rigide, la Biennale assume la parola donna non come identità naturale o categoria descrittiva, ma come campo critico; una superficie sensibile su cui si inscrivono proiezioni culturali, aspettative politiche, economie del desiderio e forme di esclusione. Lontana da ogni definizione essenzialista o binaria, la Biennale osserva come questa parola ritorna, su quali corpi insiste e quali possibilità apre o chiude.
Questa configurazione della Biennale opera non solo come piattaforma espositiva, ma come dispositivo di elaborazione culturale, in cui le categorie non vengono date per scontate, bensì attraversate e rinegoziate, assumendo la complessità del contemporaneo come condizione di lavoro. Il tema curatoriale si sviluppa in dialogo con il nuovo manifesto della Biennale, che riflette su un presente in cui ogni trasformazione sembra esigere un nome che la contenga, e in cui le parole rischiano di stabilizzare ciò che dovrebbero invece mettere in movimento.
Donna è una di queste parole: un termine carico, un corpo sotto pressione, su cui si depositano ruoli, attese e proiezioni mentre il mondo cambia forma attorno ad esso. Nata a Trieste, la Biennale Internazionale Donna torna ogni due anni come un dispositivo critico che non stabilizza questa parola, ma la mette in tensione.
Non per definire chi sia donna, ma per interrogare cosa diventa possibile quando essa smette di funzionare come categoria descrittiva e viene assunta come strumento critico. In questa instabilità, la BID apre uno spazio di immaginazione, resistenza e trasformazione, lasciando emergere pratiche e narrazioni in continuo divenire. È all’interno di questa prospettiva che si colloca il tema curatoriale di questa articolazione della Biennale, curata da Riccardo Rizzetto in qualità di curatore invitato.
LA BOEMIA STA SUL MARE
Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti
In un presente segnato dall’incertezza, il rapporto con il tempo appare profondamente instabile: il futuro è percepito come una promessa mancata, mentre il passato ritorna come spazio di rifugio e proiezione nostalgica. In questo scenario, la nostalgia si afferma come dispositivo egemonico capace di semplificare conflitti, normalizzare fratture e restringere l’orizzonte dell’immaginabile, offrendo un’illusione di sicurezza che finisce per immobilizzare il pensiero e porre il futuro stesso in quarantena.
La quinta edizione della Biennale Internazionale Donna, nella sua attuale configurazione, si colloca criticamente all’interno di questa impasse, interrogando la nostalgia non come desiderio di ritorno, ma come gesto da contro-appropriare: uno sguardo rivolto al passato capace di restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato, interrotto o escluso dalle narrazioni dominanti. In questa riapertura, il tempo torna a muoversi e si rende nuovamente pensabile un futuro non già prescritto.
In questo contesto, la speranza non è intesa come proiezione salvifica, ma come atto situato e pratica critica: un movimento che non elude l’ostacolo, ma lo assume come condizione di possibilità per introdurre uno scarto, un cambio di prospettiva, una discontinuità nel tempo lineare. Come nel salto di Dick Fosbury, la speranza diventa un gesto controintuitivo che attraversa il limite invece di aggirarlo, aprendo a forme inattese di agency.
È da questa soglia che prende forma il titolo dell’edizione, La Boemia sta sul mare, inteso non come utopia risolutiva, ma come figura critica e instabile. Richiamando una tradizione letteraria che attraversa Shakespeare, Fühmann e Ingeborg Bachmann, la Boemia emerge come un altrove fragile e immaginabile, capace di incrinare ciò che nel presente appare inevitabile e di riattivare l’idea stessa di alternativa.
Attraverso pratiche artistiche che lavorano su archivi mancanti, genealogie spezzate e possibilità incompiute, la Biennale diventa uno spazio in cui la memoria si traduce in azione e il presente si apre come campo di tensioni operative. Lontana da promesse di progresso lineare, la Biennale propone politiche del presente fondate sulla cura, sulla vulnerabilità e sulla capacità di sostare nell’incertezza, restituendo all’immaginazione un ruolo attivo nella trasformazione del reale.
Le artiste invitate, coinvolte attraverso un invito del direttivo artistico e del corpo curatoriale diretto, agiscono come punti di riferimento per il campo di ricerca dell’edizione, aprendo — attraverso il loro percorso e la loro pratica — traiettorie di lettura e confronto per i capitoli a venire.
Artiste invitate: Francesca Centonze, Luisa Elia, Arianna Giorgi, Silvia Giordani, Francesca Pionati, Marta Ravasi, Laura Russell, Vittoria Serena (Claudia Zaggia), Andrea Solaja, Sarah Staton, Vivianne van Singer, Sarah Kate Wilson, Alba Zari.
Le artiste selezionate sono state individuate attraverso un bando pubblico, valutato da una giuria indipendente, che ha riconosciuto nelle loro pratiche una forte affinità con i temi e le urgenze della Biennale.
Artiste partecipanti alla V edizione della Biennale Internazionale Donna: Gaia Adducchio, Karina Akopyan, Aliteia (Alice Babolin), Anastasiia Artiukhina, Beatrice Bartolozzi, Franca Bertani, Letizia Carattini, Chiara Anna Colombo, Marina Comerio, Tiziana Contu, Martina Dalla Stella, Marie-José D’Aprile, Marija Delić, Donatella Donatelli, Elisabetta Eleutieri Serpieri, Fabiola Faidiga, Marica Fasoli, Kikki Ghezzi, Monica Gorini, Valentina Grilli, Barbara Grossato, Jane Kerry Lowery, Paulina Jazvić, Sofia MacGregor Oettler, Micol Magni, Eliana Marinari, Pamela Martinez Rod, Maria Cristina Marzola, Viviana Rasulo, Giorgia Razzetta, Ann Russell, Claudia Villani, Ana Vivoda.
All’interno dell’esposizione prende forma A Library for the Time Being, una biblioteca effimera concepita come organismo vivo e commons contemporaneo. Attiva esclusivamente per la durata della Biennale, è uno spazio temporaneo di circolazione del sapere che esiste attraverso l’uso, l’incontro e lo scambio. Più che conservare informazioni, la biblioteca attiva conoscenze e le espone alla trasformazione, alla frizione e alla perdita.
Rifiutando la logica dell’archivio come luogo di stabilizzazione e possesso, il sapere viene inteso come pratica situata, relazionale e vulnerabile. Testi, voci e contributi eterogenei convivono in un’ecologia instabile, in cui il senso è costantemente negoziato. La partecipazione prevale sulla competenza, la circolazione sull’accumulazione. L’effimero diventa così una postura critica per interrogare le politiche del sapere e della sua trasmissione. La biblioteca si configura come una soglia: non un deposito, ma uno spazio di attivazione condivisa nel presente.
Come in occasione di ogni edizione, la Biennale Internazionale Donna V affianca al programma principale un Progetto Satellite, che nasce come naturale estensione della mostra centrale e si inserisce pienamente nel quadro curatoriale di Die Boheme Liegt am Meer.
A cura di Marlene Elvira Steinz, il Progetto Satellite austriaco si svolge presso la Galleria di Portopiccolo e si configura come un’esposizione in gemellaggio con l’Austria. Per la prima volta, l’Austria sviluppa un progetto satellite autonomo all’interno della Biennale, ampliandone il perimetro curatoriale e costruendo un ponte diretto con la mostra principale.
Il satellite è inteso come metafora di relazione e scambio: una presenza che orbita attorno al nucleo della Biennale mantenendo una propria identità critica. Corpo autonomo ma in costante dialogo, il satellite diventa un dispositivo curatoriale che lavora su prossimità e distanza, invio e ricezione, centro e orbita. In questa prospettiva, il progetto sviluppa una declinazione specifica del tema attraverso le pratiche artistiche femminili contemporanee, in relazione con il contesto internazionale della Biennale.
Mentre il progetto centrale articola l’orizzonte simbolico e letterario della Bohemia come spazio utopico e paradossale — ispirato a Shakespeare e Ingeborg Bachmann — il Satellite austriaco ne esplora una dimensione più sensoriale ed esperienziale, concentrandosi su luce, fragilità e desiderio come forze attive del presente. Le due prospettive convivono all’interno di un unico ecosistema curatoriale, rafforzandosi reciprocamente.
Al centro del progetto vi è la luce, indagata come materia, energia e principio vitale: fenomeno fisico, biologico e simbolico. Le opere esplorano una forma di “invisibilità visibile” attraverso installazioni luminose, scultura, suono, video e performance. Fragilità, ambiguità e sensibilità emergono come risorse trasformative, capaci di generare connessioni profonde e nuovi orientamenti del pensiero.
La presenza di artiste austriache sia nel Progetto Satellite sia nella mostra internazionale al Magazzino 26 rafforza il dialogo tra centro e orbita, restituendo l’immagine di una Biennale plurale, condivisa e in costante movimento. Il progetto si configura così come una soglia poetica: un invito a immaginare l’impossibile e a riconoscere nella luce una forza di rinnovamento.
Artiste invitate – Satellite Pavilion: Noémi Kiss, Billi Thanner, ISA Stein.
Artiste partecipanti – Satellite Pavilion: Julia Bugram, Julia Dorninger, Marion Kilianowitsch, Gabriele Kutschera, Dora Mai, Teresa Maria von Matthey, Viktoria Morgenstern, Lea Radatz, Michaela Schwarz-Weismann, Birgit Schweiger, Hannah Stippl, Heike Stuckstedde.
La Boemia sta sul mare – Catalogo della V edizione della Biennale Internazionale Donna
La Biennale Internazionale Donna presenta il catalogo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti, V edizione a cura di Riccardo Rizzetto, che interroga la parola donna come campo culturale instabile e terreno critico di ridefinizione. Il volume accompagna il progetto espositivo come spazio di riflessione autonoma e condivisa.
La cura editoriale di Antonella Trotta ne sostiene l’impianto teorico, mantenendo il pensiero in movimento e mettendo in tensione categorie consolidate. In dialogo con la mostra, A Library for the Time Being attiva uno spazio temporaneo di circolazione del sapere fondato sull’uso, lo scambio e la trasformazione nel presente. Catalogo e biblioteca operano come dispositivi complementari, invitando a sospendere le categorie date e ad aprire uno spazio condiviso di immaginazione critica.
Dichiarazione della presidente di Bid: Šeherzada Ahmetović
“Questa edizione della Biennale Internazionale Donna si apre nel segno di una forza collettiva sempre più riconoscibile. Accanto al team già consolidato, la direzione artistica si arricchisce anche del contributo di Antonella Trotta, ampliando lo sguardo editoriale e rafforzando l’ambizione culturale del progetto. In questa nuova composizione, Riccardo Rizzetto è stato invitato ad assumere una sfida decisiva: costruire un percorso curatoriale capace di attraversare le complessità del presente, tenendo insieme ricerca, immaginazione critica e apertura al contemporaneo.
Il progetto satellite curato da Marlene Elvira Steinz estende la Biennale oltre il suo perimetro, attivando un dialogo internazionale e territoriale che moltiplica prospettive e alleanze. Il catalogo a cura di Antonella Trotta e la biblioteca effimera A Library for the Time Being, ideata da Riccardo Rizzetto, spingono ulteriormente questa traiettoria: non semplici apparati, ma dispositivi vivi di pensiero, scambio e trasformazione, in cui il sapere circola, si mette in discussione, cambia forma.
Ringrazio le artiste, la giuria, i partner e tutte le persone che rendono possibile la Biennale Internazionale Donna. Trieste torna a essere, ancora una volta, un luogo in cui l’arte non offre un semplice apparato espositivo, ma apre domande necessarie e pratiche condivise.”
CREDITI Direzione artistica: Šeherzada Ahmetović, Francesca Carmellino, AntonellaTrotta Curatore invitato: Riccardo Rizzetto Progetto satellite: a cura di Marlene Elvira Steinz Catalogo: a cura di Antonella Trotta Biblioteca effimera A Library for the Time Being: ideata da Riccardo Rizzetto
27
marzo 2026
La Boemia sta sul mare – Biennale Internazionale Donna V edizione
Dal 27 marzo al 02 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Magazzino 26, Porto Vecchio
Trieste, Porto Franco Vecchio, (TS)
Trieste, Porto Franco Vecchio, (TS)
Biglietti
5 euro
Orario di apertura
giovedì, domenica e festivi: 10-18
venerdì e sabato: 10-20
Vernissage
27 Marzo 2026, 16.30
Sito web
Ufficio stampa
Studio Theo - Francesca Carmellino
Autore
Curatore
Patrocini





