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La Possibilità di un’Isola
“La Possibilità di un’Isola” indaga il tema dell’isola come spazio simbolico e luogo di proiezione utopica, proponendo un’analisi della realtà contemporanea come un’archeologia del presente.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Dal 30 gennaio al 21 marzo 2026, la Galleria Mario Iannelli presenta la mostra collettiva “La Possibilità di un’Isola” che indaga il tema dell’isola come spazio simbolico e luogo di proiezione utopica.
Il titolo trae ispirazione dal romanzo di Michel Houellebecq La possibilità di un’isola (2005), che, come il progetto espositivo, propone un’analisi della realtà contemporanea intesa come un’archeologia del presente.
La mostra prende avvio dal lavoro di Vettor Pisani, per il quale l’isola è simbolo costante di un eterno ritorno e di una continua alternanza tra catastrofe e rinascita, isolamento e apertura, memoria e desiderio.
Nelle opere di Laura Gianetti, l’isola si fa corpo e paesaggio, assumendo la forma di un allarme ecologico. La rappresentazione di cartine geografiche diventa rivelatrice di rapporti di potere e responsabilità ambientale, aprendo a una lettura simbolica e interpretativa del presente.
Matteo Peretti affronta il tema dell’isola come proliferazione e rovina del linguaggio contemporaneo. Agglomerati di oggetti e materiali di consumo diventano microcosmi tra accumulo e catastrofe culturale e produttiva.
Le opere di Philip Topolovac lavorano sulla proiezione mentale verso luoghi reali, immaginati o perduti. Sculture e installazioni evocano utopie individuali e collettive sedimentate come reperti archeologici, sospesi tra memoria, desiderio, fino alla dissoluzione.
Infine, Sebastian Stumpf esplora l’isola come esperienza fisica e performativa.
Attraverso azioni documentate in fotografie e video, il suo lavoro interroga i confini instabili del paesaggio e del corpo immaginando nuove possibilità di percezione.
Il titolo trae ispirazione dal romanzo di Michel Houellebecq La possibilità di un’isola (2005), che, come il progetto espositivo, propone un’analisi della realtà contemporanea intesa come un’archeologia del presente.
La mostra prende avvio dal lavoro di Vettor Pisani, per il quale l’isola è simbolo costante di un eterno ritorno e di una continua alternanza tra catastrofe e rinascita, isolamento e apertura, memoria e desiderio.
Nelle opere di Laura Gianetti, l’isola si fa corpo e paesaggio, assumendo la forma di un allarme ecologico. La rappresentazione di cartine geografiche diventa rivelatrice di rapporti di potere e responsabilità ambientale, aprendo a una lettura simbolica e interpretativa del presente.
Matteo Peretti affronta il tema dell’isola come proliferazione e rovina del linguaggio contemporaneo. Agglomerati di oggetti e materiali di consumo diventano microcosmi tra accumulo e catastrofe culturale e produttiva.
Le opere di Philip Topolovac lavorano sulla proiezione mentale verso luoghi reali, immaginati o perduti. Sculture e installazioni evocano utopie individuali e collettive sedimentate come reperti archeologici, sospesi tra memoria, desiderio, fino alla dissoluzione.
Infine, Sebastian Stumpf esplora l’isola come esperienza fisica e performativa.
Attraverso azioni documentate in fotografie e video, il suo lavoro interroga i confini instabili del paesaggio e del corpo immaginando nuove possibilità di percezione.
30
gennaio 2026
La Possibilità di un’Isola
Dal 30 gennaio al 21 marzo 2026
arte contemporanea
Location
GALLERIA MARIO IANNELLI
Roma, Via Flaminia, 380, (Roma)
Roma, Via Flaminia, 380, (Roma)
Orario di apertura
da venerdì a sabato ore 16-19 o su appuntamento
Vernissage
30 Gennaio 2026, ore 18
Sito web
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