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Le gioiose ceramiche di Paolo Staccioli
circa sessanta opere dell’attività del ceramografo fiorentino
Comunicato stampa
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Dal prossimo 29 ottobre 2005 fino al 25 giugno 2006 il Museo delle Porcellane in Palazzo Pitti ospiterà Le gioiose ceramiche di Paolo Staccioli, una originale esposizione che ha l’intento di valorizzare la prestigiosa raccolta medicea e lorenese custodita nelle vetrine.
La mostra, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e dal Museo degli Argenti e delle Porcellane, esporrà circa sessanta opere dell’attività del ceramografo fiorentino.
Il Museo delle Porcellane, situato sulla sommità di Boboli, dentro la Palazzina del Cavaliere, circondata da un giardino che a maggio fiorisce di peonie e di rose, con vista sulle colline a trecentosessanta gradi, conserva le più belle porcellane d’Europa appartenute a Pietro Leopoldo e a Ferdinando III.
In questo Padiglione delle delizie - come lo ha definito il Soprintendente Antonio Paolucci – dove si riunivano gli Accademici del Cimento e Gian Gastone prendeva lezioni di francese sorseggiando tazzine di cioccolata, grazie a una visita speciale si potranno vedere i vasi, i cavalli, i guerrieri e le torri di Staccioli realizzati con grazia vaga e iridescente, accostati alle preziose porcellane del passato: perché si può scherzare o provare stupore di fronte ai capolavori delle indiscusse maestranze di Sèvres, di Vienna, di Meissen e di Doccia e riuscire a dialogare con ironica leggerezza usando il linguaggio del nostro tempo.
PAOLO STACCIOLI è nato a Scandicci (Firenze) nel 1943.
Si dedica fin dall’adolescenza alla pittura e allestisce la sua prima mostra personale nel 1973.
Alla fine degli anni Ottanta cominciano le prime esperienze con la ceramica su bassorilievi in terracotta. Successivamente si dedica alla sperimentazione degli smalti, e mediante la tecnica della cottura a riduzione d’ossigeno, sotto l’insegnamento dell’artigiano faentino Umberto Santandrea, inizia la ricerca sui lustri per mezzo di terre ossidi e sali.
Proseguendo su tale ricerca Staccioli abbandona definitivamente la pittura, trasferendone i soggetti su vasi e altri supporti ceramici. Sarà poi la volta delle prime esperienze plastiche, grazie alle quali negli anni Novanta arrivano interessanti risultati. Nel 2000 modella un grande Cavallo cavalcato da un putto alato, la cui fusione in bronzo inaugura il Parco Museo di Poggio Valicaia sulle colline di Scandicci.
Negli studi di Scandicci e di Montelupo la sua ricerca prosegue oggi nella modellazione di nuovi personaggi, come i Guerrieri, i Viaggiatori su carri e su barche fino ai recentissimi Cardinali, e con nuove figurazioni dipinte a lustro su vasi e altri manufatti ceramici.
La mostra, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e dal Museo degli Argenti e delle Porcellane, esporrà circa sessanta opere dell’attività del ceramografo fiorentino.
Il Museo delle Porcellane, situato sulla sommità di Boboli, dentro la Palazzina del Cavaliere, circondata da un giardino che a maggio fiorisce di peonie e di rose, con vista sulle colline a trecentosessanta gradi, conserva le più belle porcellane d’Europa appartenute a Pietro Leopoldo e a Ferdinando III.
In questo Padiglione delle delizie - come lo ha definito il Soprintendente Antonio Paolucci – dove si riunivano gli Accademici del Cimento e Gian Gastone prendeva lezioni di francese sorseggiando tazzine di cioccolata, grazie a una visita speciale si potranno vedere i vasi, i cavalli, i guerrieri e le torri di Staccioli realizzati con grazia vaga e iridescente, accostati alle preziose porcellane del passato: perché si può scherzare o provare stupore di fronte ai capolavori delle indiscusse maestranze di Sèvres, di Vienna, di Meissen e di Doccia e riuscire a dialogare con ironica leggerezza usando il linguaggio del nostro tempo.
PAOLO STACCIOLI è nato a Scandicci (Firenze) nel 1943.
Si dedica fin dall’adolescenza alla pittura e allestisce la sua prima mostra personale nel 1973.
Alla fine degli anni Ottanta cominciano le prime esperienze con la ceramica su bassorilievi in terracotta. Successivamente si dedica alla sperimentazione degli smalti, e mediante la tecnica della cottura a riduzione d’ossigeno, sotto l’insegnamento dell’artigiano faentino Umberto Santandrea, inizia la ricerca sui lustri per mezzo di terre ossidi e sali.
Proseguendo su tale ricerca Staccioli abbandona definitivamente la pittura, trasferendone i soggetti su vasi e altri supporti ceramici. Sarà poi la volta delle prime esperienze plastiche, grazie alle quali negli anni Novanta arrivano interessanti risultati. Nel 2000 modella un grande Cavallo cavalcato da un putto alato, la cui fusione in bronzo inaugura il Parco Museo di Poggio Valicaia sulle colline di Scandicci.
Negli studi di Scandicci e di Montelupo la sua ricerca prosegue oggi nella modellazione di nuovi personaggi, come i Guerrieri, i Viaggiatori su carri e su barche fino ai recentissimi Cardinali, e con nuove figurazioni dipinte a lustro su vasi e altri manufatti ceramici.
29
ottobre 2005
Le gioiose ceramiche di Paolo Staccioli
Dal 29 ottobre 2005 al 25 giugno 2006
arti decorative e industriali
Location
PALAZZO PITTI – MUSEO DEGLI ARGENTI
Firenze, Piazza Dei Pitti, 1, (Firenze)
Firenze, Piazza Dei Pitti, 1, (Firenze)
Biglietti
Per accedere alla mostra realizzata nel Casino del Cavaliere entro il Giardino di Boboli, è necessario il biglietto del Museo degli Argenti (comprensivo di quello per l’esposizione temporanea Mythologica et Erotica. Arte e cultura dall’Antichità al XVII secolo) / Giardino di Boboli / Giardino Bardini che ha il seguente costo:
Intero €. 7,00
Ridotto €. 3,50 per i cittadini della Comunità Europea tra i 18 e i 25 anni.
Gratuito per i cittadini della Comunità Europea sotto i 18 e sopra i 65 ann
Orario di apertura
8.15-19.30 nel mese di giugno
8.15–18.30 nei mesi di ottobre, aprile e maggio
8.15-16.30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio
8.15–17.30 nel mese di marzo
La biglietteria chiude un’ora prima del Museo
Chiusura: primo e ultimo lunedì del mese, 25 dicembre, 1°gennaio e 1° maggio
Vernissage
29 Ottobre 2005, ore 12
Sito web
www.firenze2006.it
Autore
Curatore


