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Le Radici del ricordo
La mostra Le radici del ricordo presenta la produzione recente degli artisti Marco Galli, Claudia Rosin e Leda Vizzini che indirizzano la loro ricerca verso la realtà indefinita della memoria attraverso diverse modalità espressive.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
LE RADICI DEL RICORDO
a cura di Roberta Gubitosi
17 gennaio- 8 febbraio 2026
Inaugurazione sabato 17 gennaio ore 17:00
Palazzo Sarcinelli – Galleria 900
La mostra Le radici del ricordo presenta la produzione recente degli artisti Marco Galli, Claudia Rosin e Leda Vizzini che indirizzano la loro ricerca verso la realtà indefinita della memoria attraverso diverse modalità espressive.
Le radici del ricordo affondano nel vissuto umano in una mescolanza di luoghi, emozioni ed esperienze che divengono significanti e permangono nella coscienza. Nell’indagine del passato, la rievocazione si spinge fino ad addentrarsi nella profondità della memoria per riscoprire le proprie origini. La pittura ritorna ai suoi fondamenti di superficie, materia, segno e colore per esprimere una percezione più profonda che si allontana dalla immediatezza della figurazione per inoltrarsi nello spazio fluido e indefinito della coscienza.
Marco Galli interpreta la forza evocativa del luogo attraverso l’espressività di opere polimateriche, in cui la commistione degli impasti cromatici con terre, collage e iscrizioni diviene simbolo delle tracce e dei frammenti di esistenza.
La serie di opere nasce dai ricordi dell’infanzia, vissuta tra un quartiere anni Cinquanta della zona nord di Milano e la campagna. Le due realtà emergono come esperienze e memorie stratificate che si intrecciano e si fondono. Ogni opera diviene un ponte tra quei due luoghi e tra il passato e il presente. I muri segnati dal tempo, gli intonaci scrostati così come le sabbie e le terre del mondo rurale divengono frammenti emotivi capaci di rievocare visioni, odori e tradizioni vissute. La ricerca dell’artista non si sofferma sulla narrazione di fatti di un passato lontano, ma cerca di cogliere il frammento emotivo originario, il “pezzo” vivido e carico di sentimento di un'esperienza felice che si riattiva nella mente evocando gioia, nostalgia, calore e gratitudine.
Claudia Rosin predilige una pittura di sedimentazione caratterizzata dalla fusione tonale capace di sottolineare le potenzialità di un unico colore. In particolare il blu è memore delle sue radici che affondano nell’acqua salmastra, tra il mare aperto e la laguna di Venezia.
Il blu infatti diviene l’elemento significante che rievoca l'immensità, la profondità del tempo e della storia. Il lento movimento del fango delle acque lagunari, l’erosione del sale, il moto ondoso risalgono dal profondo della memoria e appaiono come sedimentazioni cromatiche e stratificazioni materiche. In tale flusso indefinito spesso si intravedono addensamenti dorati, tracce di quel lontano mondo bizantino segnato dalla sacralità della luce a cui è strettamente legata la cultura veneziana. Nella fusione tra la profonda variazione tonale e l’eterea luminosità dell’oro, l’artista ritrova la sua identità “tanto fragile nella sua struttura quanto eterna nel suo spirito."
Per Leda Vizzini, la ricerca interiore parte da una lunga esperienza nella pratica Yoga che permette di recuperare quel senso di appartenenza a una realtà più ampia e totale. Per l’artista trovare le proprie radici significa scendere in profondità, cercare il “radicamento” attraverso cui può stabilire una connessione consapevole con il proprio corpo e la realtà circostante. Solo in tale condizione è possibile percepire lo spazio interiore, quel “vuoto fertile” capace di accogliere la totalità dell’esistenza.
Il linguaggio pittorico è sublimazione del mondo interiore tramite una continua relazione fra il visibile e il non visibile, forma e non-forma. La carta artigianale con la sua granulosità diviene il supporto privilegiato che si combina con stesure cromatiche, inserti materici e a volte frammenti di specchio. In particolare la superficie riflettente esprime il gioco del presentarsi e nascondersi dell'anima in uno spazio indefinito, l’alternanza tra manifestazione e dissolvimento nell’unità del tutto.
La mostra Le radici del ricordo presenta la produzione recente degli artisti Marco Galli, Claudia Rosin e Leda Vizzini che indirizzano la loro ricerca verso la realtà indefinita della memoria attraverso diverse modalità espressive.
Organizzazione: (5D) Quinta Dimensione - Otre l’Immagine
Associazione Culturale Promozione Eventi Arti Visive
Curatore: Roberta Gubitosi
Orari: venerdì e sabato 15:00-18:30
domenica 10:00-12:00 / 15:00-18:30
a cura di Roberta Gubitosi
17 gennaio- 8 febbraio 2026
Inaugurazione sabato 17 gennaio ore 17:00
Palazzo Sarcinelli – Galleria 900
La mostra Le radici del ricordo presenta la produzione recente degli artisti Marco Galli, Claudia Rosin e Leda Vizzini che indirizzano la loro ricerca verso la realtà indefinita della memoria attraverso diverse modalità espressive.
Le radici del ricordo affondano nel vissuto umano in una mescolanza di luoghi, emozioni ed esperienze che divengono significanti e permangono nella coscienza. Nell’indagine del passato, la rievocazione si spinge fino ad addentrarsi nella profondità della memoria per riscoprire le proprie origini. La pittura ritorna ai suoi fondamenti di superficie, materia, segno e colore per esprimere una percezione più profonda che si allontana dalla immediatezza della figurazione per inoltrarsi nello spazio fluido e indefinito della coscienza.
Marco Galli interpreta la forza evocativa del luogo attraverso l’espressività di opere polimateriche, in cui la commistione degli impasti cromatici con terre, collage e iscrizioni diviene simbolo delle tracce e dei frammenti di esistenza.
La serie di opere nasce dai ricordi dell’infanzia, vissuta tra un quartiere anni Cinquanta della zona nord di Milano e la campagna. Le due realtà emergono come esperienze e memorie stratificate che si intrecciano e si fondono. Ogni opera diviene un ponte tra quei due luoghi e tra il passato e il presente. I muri segnati dal tempo, gli intonaci scrostati così come le sabbie e le terre del mondo rurale divengono frammenti emotivi capaci di rievocare visioni, odori e tradizioni vissute. La ricerca dell’artista non si sofferma sulla narrazione di fatti di un passato lontano, ma cerca di cogliere il frammento emotivo originario, il “pezzo” vivido e carico di sentimento di un'esperienza felice che si riattiva nella mente evocando gioia, nostalgia, calore e gratitudine.
Claudia Rosin predilige una pittura di sedimentazione caratterizzata dalla fusione tonale capace di sottolineare le potenzialità di un unico colore. In particolare il blu è memore delle sue radici che affondano nell’acqua salmastra, tra il mare aperto e la laguna di Venezia.
Il blu infatti diviene l’elemento significante che rievoca l'immensità, la profondità del tempo e della storia. Il lento movimento del fango delle acque lagunari, l’erosione del sale, il moto ondoso risalgono dal profondo della memoria e appaiono come sedimentazioni cromatiche e stratificazioni materiche. In tale flusso indefinito spesso si intravedono addensamenti dorati, tracce di quel lontano mondo bizantino segnato dalla sacralità della luce a cui è strettamente legata la cultura veneziana. Nella fusione tra la profonda variazione tonale e l’eterea luminosità dell’oro, l’artista ritrova la sua identità “tanto fragile nella sua struttura quanto eterna nel suo spirito."
Per Leda Vizzini, la ricerca interiore parte da una lunga esperienza nella pratica Yoga che permette di recuperare quel senso di appartenenza a una realtà più ampia e totale. Per l’artista trovare le proprie radici significa scendere in profondità, cercare il “radicamento” attraverso cui può stabilire una connessione consapevole con il proprio corpo e la realtà circostante. Solo in tale condizione è possibile percepire lo spazio interiore, quel “vuoto fertile” capace di accogliere la totalità dell’esistenza.
Il linguaggio pittorico è sublimazione del mondo interiore tramite una continua relazione fra il visibile e il non visibile, forma e non-forma. La carta artigianale con la sua granulosità diviene il supporto privilegiato che si combina con stesure cromatiche, inserti materici e a volte frammenti di specchio. In particolare la superficie riflettente esprime il gioco del presentarsi e nascondersi dell'anima in uno spazio indefinito, l’alternanza tra manifestazione e dissolvimento nell’unità del tutto.
La mostra Le radici del ricordo presenta la produzione recente degli artisti Marco Galli, Claudia Rosin e Leda Vizzini che indirizzano la loro ricerca verso la realtà indefinita della memoria attraverso diverse modalità espressive.
Organizzazione: (5D) Quinta Dimensione - Otre l’Immagine
Associazione Culturale Promozione Eventi Arti Visive
Curatore: Roberta Gubitosi
Orari: venerdì e sabato 15:00-18:30
domenica 10:00-12:00 / 15:00-18:30
17
gennaio 2026
Le Radici del ricordo
Dal 17 gennaio all'otto febbraio 2026
arte contemporanea
Location
GALLERIA NOVECENTO – PALAZZO SARCINELLI
Conegliano, Via XX Settembre, 132, (Treviso)
Conegliano, Via XX Settembre, 132, (Treviso)
Orario di apertura
venerdì e sabato 15:00-18:30 domenica 10:00-12:00 e 15:00-18:30
Vernissage
17 Gennaio 2026, 17:00
Autore
Curatore
Autore testo critico
Produzione organizzazione
Patrocini






