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Leo Andergassen – Tra prospettiva e narrazione: la pittura murale barocca in Alto Adige
Leo Andergassen, storico dell’arte, soprintendente ai beni culturali della provincia di Bolzano, è stato invitato dall’assessorato alla Cultura provinciale, nell’ambito delle manifestazioni collaterali di Respiro Barocco, denominate Calice Barocco.
Comunicato stampa
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Tra prospettiva e narrazione: la pittura murale barocca in Alto Adige, è il titolo della conferenza in programma giovedì 14 maggio alle 18 presso il Centro Trevi di via Cappuccini 28 a Bolzano. Leo Andergassen, storico dell'arte, soprintendente ai beni culturali della provincia di Bolzano, è stato invitato dall'assessorato alla Cultura provinciale, nell'ambito delle manifestazioni collaterali di Respiro Barocco, denominate Calice Barocco. Un viaggio nella Napoli del Seicento, secolo controverso ed affascinante, un'occasione unica di ammirare dodici opere esemplari del Barocco napoletano, esposte fino al 27 maggio, in collaborazione con la Soprintendenza Storico Artistica ed Paleoantropologica e per il Polo Museale di Napoli. Un percorso completo ed esaustivo che permette un'incursione nel mondo della storia dell'arte dedicato ai capolavori barocchi curato dal soprintendente del Museo di Capodimonte Nicola Spinosa, ( sarà presente a Bolzano il 21 maggio per parlare del barocco napoletano), considerato l'esperto mondiale più importante, al quale è stato conferito un premio a New York, nella sede della Frick Collection , uno dei musei americani più prestigiosi per le sue celebri raccolte d’arte italiane e straniere. Il premio Excellency Award 2008, è un riconoscimento per la promozione e la diffusione della cultura italiana negli Stati Uniti, per aver valorizzato aspetti e momenti della civiltà napoletana. Il premio è stato conferito dalla Foundation for Italian Art and Culture. Il soprintendente Leo Andergassen anticipa in questa intervista le tematiche che affronterà nella sua relazione aperta al pubblico.
Quando si è sviluppata la vera pittura murale barocca nella nostra provincia e sotto quale influenza?
“In provincia di Bolzano si sono mantenuti a lungo i principi decorativi del 600, i quadri riportati, piccole parti affrescate tra estese stuccature come nella chiesa della Madonna a Sabina di Stephan Kessler. La grande pittura murale senza lacune arriva molto più tardi, mentre l’influenza da sud, all’inizio, non è così rilevante come quella da nord, come quella nella chiesetta del Calvario presso Bolzano realizzata da Johann Baptist Hueber”.
L’opera più importante del barocco in Alto Adige?
“È il duomo di Bressanone, risalente al tardo barocco e affrescato da Paul Troger, anche se il restauro del 1895 ha rovinato l’aspetto generale. Ma qui siamo già nel secolo dopo, nel 700. Troger ha visitato tutti centri d’arte italiani e appreso tecniche e ispirazioni. Anche l’allestimento di Matthäus Günther di Augusta nella chiesa abbaziale di Novacella è una delle opere maggiori del barocco locale. Günther era allievo di C.D. Asam che a sua volta ha imparato la spettacolare prospettiva da Andrea del Pozzo e ha già trovato grandi soluzioni nelle volte affrescate a Innsbruck. Da questo si evince che esistono numerosi collegamenti tra artisti in quell’epoca”.
Chi è il pittore italiano che ha avuto maggiore influenza sull’arte barocca locale?
“Pietro da Cortona, l’esponente del barocco romano, il maestro della spettacolare volta nel palazzo Barberini. Nella sua bottega hanno imparato i fratelli Schor e Waldmann di Innsbruck. Ma in generale questa influenza arriva qui con un ritardo di 30- 40 anni. E fino alle grande pittura murale piena di accorgimenti prospettici e illusionistici di Troger dovrà trascorrere ancora molto tempo”.
Quando si è sviluppata la vera pittura murale barocca nella nostra provincia e sotto quale influenza?
“In provincia di Bolzano si sono mantenuti a lungo i principi decorativi del 600, i quadri riportati, piccole parti affrescate tra estese stuccature come nella chiesa della Madonna a Sabina di Stephan Kessler. La grande pittura murale senza lacune arriva molto più tardi, mentre l’influenza da sud, all’inizio, non è così rilevante come quella da nord, come quella nella chiesetta del Calvario presso Bolzano realizzata da Johann Baptist Hueber”.
L’opera più importante del barocco in Alto Adige?
“È il duomo di Bressanone, risalente al tardo barocco e affrescato da Paul Troger, anche se il restauro del 1895 ha rovinato l’aspetto generale. Ma qui siamo già nel secolo dopo, nel 700. Troger ha visitato tutti centri d’arte italiani e appreso tecniche e ispirazioni. Anche l’allestimento di Matthäus Günther di Augusta nella chiesa abbaziale di Novacella è una delle opere maggiori del barocco locale. Günther era allievo di C.D. Asam che a sua volta ha imparato la spettacolare prospettiva da Andrea del Pozzo e ha già trovato grandi soluzioni nelle volte affrescate a Innsbruck. Da questo si evince che esistono numerosi collegamenti tra artisti in quell’epoca”.
Chi è il pittore italiano che ha avuto maggiore influenza sull’arte barocca locale?
“Pietro da Cortona, l’esponente del barocco romano, il maestro della spettacolare volta nel palazzo Barberini. Nella sua bottega hanno imparato i fratelli Schor e Waldmann di Innsbruck. Ma in generale questa influenza arriva qui con un ritardo di 30- 40 anni. E fino alle grande pittura murale piena di accorgimenti prospettici e illusionistici di Troger dovrà trascorrere ancora molto tempo”.
14
maggio 2009
Leo Andergassen – Tra prospettiva e narrazione: la pittura murale barocca in Alto Adige
14 maggio 2009
incontro - conferenza
Location
CENTRO TREVI
Bolzano, Via Dei Cappuccini, 28, (Bolzano)
Bolzano, Via Dei Cappuccini, 28, (Bolzano)
Vernissage
14 Maggio 2009, ore 18
Sito web
www.provincia.bz.it/respirobarocco
Curatore

