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Liber Liber. Dove finisce la pagina… inizia il mondo
LIBER LIBER
Dove finisce la pagina …
… inizia il mondo
Giovanni Breschi | Gloria Campriani
Mauro Cenci | LDB
Luigi Petracchi | Lucia Sapienza
«Ogni lettore, quando legge, legge se stesso». Marcel Proust
Comunicato stampa
Segnala l'evento
LIBER LIBER
Dove finisce la pagina …
… inizia il mondo
Giovanni Breschi | Gloria Campriani
Mauro Cenci | LDB
Luigi Petracchi | Lucia Sapienza
1° marzo – 31 maggio 2026
Spazio Zero – arte contemporanea
loc. Casalguidi – Serravalle P.se (PT)
Inaugurazione
domenica 1° marzo 2026
ore 16:30
«Ogni lettore, quando legge, legge se stesso». Marcel Proust
Immaginare un luogo in cui il libro non sia soltanto un oggetto da sfogliare, ma un organismo vivo che cambia forma: è da questa visione che nasce LIBER LIBER. Dove finisce la pagina … inizia il mondo, la mostra collettiva che dal 1° marzo al 31 maggio 2026 anima gli spazi di Spazio Zero – arte contemporanea a Serravalle Pistoiese, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Serravalle P.se, del Comune di Pistoia, del Comune di Carmignano e del Comune di Quarrata.
Il progetto espositivo esplora la trasformazione del concetto di libro nell’epoca contemporanea, quando la parola diventa dato, il testo flusso e la lettura si muove tra silenzio e notifica. Il percorso invita a riscoprire il libro nelle sue metamorfosi: pagina materiale e pagina mentale, esperienza individuale e fenomeno collettivo, gesto intimo e processo sociale. La lettura viene così presentata non come pratica superata, ma come territorio in espansione, capace di generare identità, immaginazione e relazione.
La mostra, che condivide lo spirito e gli obiettivi di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, valorizza il libro come strumento di conoscenza, ricerca e crescita personale, ampliandone il significato attraverso il dialogo con le arti contemporanee. In questo contesto, LIBER LIBER propone una riflessione trasversale che mette in relazione letteratura, arti visive, fotografia, fiber art, installazione e street art, contribuendo a rafforzare il ruolo dello spazio espositivo come laboratorio culturale aperto e interdisciplinare.
Attraverso opere e linguaggi differenti, gli artisti indagano il momento liminale in cui la lettura supera il supporto materiale per diventare esperienza viva e trasformativa. Il visitatore è invitato a esplorare il confine pagina-mondo, a osservare la lettura come lente interpretativa dell’identità e a scoprire come ogni testo generi paesaggi mentali unici, fatti di memoria, emozione e immaginazione. Giovanni Breschi presenta composizioni fotografiche nate dal vissuto nelle e delle biblioteche, dove i dorsi dei libri diventano strutture geometriche e architetture visive, evocando labirinti conoscitivi e universi narrativi. Mauro Cenci propone la serie “Biblioteche domestiche”, ritratti fotografici di librerie private che raccontano l’identità invisibile dei loro proprietari, in una vertigine intima che richiama le suggestioni borgesiane. LDB affronta il rapporto tra letteratura, società e contemporaneità con opere che spaziano dall’archetipo biblico reinterpretato, alla critica dell’iperconnessione, fino alla dimensione salvifica della lettura. Luigi Petracchi riflette sulla lettura come processo maieutico, interpretando il libro come strumento di elevazione spirituale e scoperta, nella consapevolezza del «Io so di non sapere». Lucia Sapienza sviluppa una ricerca tra fotografia e segno in cui foglie, mappe e cartamodelli diventano metafore del viaggio interiore e della costruzione del significato, in una narrazione visiva aperta e simbolica. Gloria Campriani, attraverso la sua fiber art, indaga le dinamiche identitarie e sociali contemporanee con il progetto Maschere di potere, trasformando il vuoto e la materia tessile in strumenti di riflessione collettiva.
LIBER LIBER si configura così come un’ode alla soggettività del leggere e alla generatività che nasce quando la pagina si chiude e la mente si apre: un incontro tra mondi diversi, dove letteratura, immaginazione e identità convergono in un unico spazio di possibilità.
1° marzo - 31 maggio 2025
Ingresso libero
Per info:
Spazio Zero – arte contemporanea
Via Forra di Castelnuovo, 30
Loc. Casalguidi
I-51034 – Serravalle Pistoiese (PT)
+39 339 659 5081
spaziozeroartecontemporanea@gmail.com
Facebook: Spazio Zero – arte contemporanea
Instagram: spaziozeroartecontemporanea
***
Giovanni Breschi, nato a Firenze, è un grafico e fotografo formatosi presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana di Firenze. Dal 1975 opera nel campo dell’editoria progettando e realizzando libri, guide e cataloghi di mostre per numerose case editrici, tra cui La Casa Usher, Electa, Gruppo Giunti, Cantini, Artificio, Silvana Editoriale e Mondadori, affiancando a questa attività un importante lavoro nell’ambito della progettazione grafica per musei, parchi e spazi culturali. Ha curato l’allestimento grafico di diversi contesti di valorizzazione territoriale e archeologica, tra cui il Parco Archeologico di San Silvestro a Campiglia Marittima, il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, il Museo Archeologico di Piombino e il promontorio di Piombino, oltre alle Ville Medicee, al Giardino Bardini e al centro storico di Piombino; per cinque anni è stato inoltre art director della rivista Erodoto108. Parallelamente alla professione di progettista ha sviluppato una ricerca artistica personale centrata sul rapporto tra fotografia, memoria e materia, presentata in numerose mostre personali e collettive: nel 2006 la mostra permanente “Memoria e materia” presso il Parco Archeominerario di San Silvestro; nel 2011 “In-trasformazione” all’Istituto Universitario Europeo; nel 2013 “Mimesis” alla Biblioteca degli Uffizi; nel 2014 “Ne la pittura tener lo campo” in occasione della manifestazione Dante 2021 a Ravenna; nel 2017 “Segni” nell’ambito di Fotografia Europea Off a Reggio Emilia; nel 2019 “Trame di libri” nelle sue variazioni presso l’Istituto Francese di Firenze e la Kasa dei Libri di Milano; nel 2021–2022 “Invisibile Toscana. Identità. Leggere il contemporaneo” al Semiottagono delle Murate; nel 2023 “Itaca” a Firenze. Nel corso della sua carriera Breschi ha unito progettazione grafica, fotografia e ricerca artistica, contribuendo alla diffusione della cultura visiva contemporanea e alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico.
Gloria Campriani è un’artista visiva e performer nata a Certaldo, cresciuta nel laboratorio tessile di famiglia, ambiente che ha influenzato profondamente il suo linguaggio creativo. Dopo anni di lavoro in aziende legate ai principali brand internazionali della moda, sviluppa una ricerca artistica centrata sul filo come strumento espressivo privilegiato, in dialogo con la Fiber Art contemporanea. La sua pratica rifiuta schemi e strumenti tecnici tradizionali: intreccia senza telaio, lasciando che le forme emergano liberamente in un processo organico e in continuo mutamento. Il corpo e i sensi sono elementi centrali del suo lavoro, sia nella dimensione intima sia nelle performance pubbliche, dove intreccia relazioni tra natura, spazio e persone. Le opere, spesso effimere, vengono rielaborate e riutilizzate secondo principi di economia rigenerativa; documentazioni video e fotografiche diventano a loro volta parte dell’opera. La sua ricerca si concentra sul valore simbolico del filo come modello di connessione, relazione e trasformazione sociale, indagando il comportamento umano attraverso l’interazione tra stati mentali e contesti collettivi. Parallelamente all’attività artistica, aderisce a progetti culturali in ambito educativo, sociale e sanitario, favorendo l’incontro tra arte, pedagogia e formazione. La sua formazione comprende studi linguistici, pedagogici, teatrali e artistici, con corsi presso varie accademie, tra cui anatomia all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, e approfondimenti in antropologia sociale all’Università di Siena (2018). Collabora con artisti, ricercatori, curatori e critici, partecipando a mostre personali e collettive in istituzioni, musei, università, gallerie e fiere. Ha esposto, tra gli altri, presso: Museo Marino Marini di Pistoia; Museo Archeologico Nazionale, Firenze; Museo Piaggio, Pontedera; Museo degli Innocenti, Firenze; Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze; Fortezza da Basso (Pitti), Firenze; Institut Culturel Italien, Marsiglia; Consiglio della Regione Toscana, Firenze; Foyer Art Gallery, Firenze; 3D Art Gallery, Mestre; Chiesa di Santa Maria Novella, Firenze; Palazzo Medici Riccardi, Firenze; Basilica di San Francesco, Siena; Chiesa di Santa Chiara, Siena; Palagio di Parte Guelfa, Firenze; Palazzo Vecchio e Salone de’ Dugento, Firenze; Sala d’Esposizione Nazionale “Salarrué”, San Salvador; Palazzo Ca’ Zanardi, Venezia; Museo Benozzo Gozzoli, Castelfiorentino (FI); Palazzo Pretorio, Certaldo (FI); Cimitero degli Inglesi, Firenze; Istituto Italiano di Cultura, Praga; Palazzo Ducale, Genova; GAMC, Viareggio (LU); MART, Rovereto (TN); Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Museo Novecento, Firenze; Museo CAMEC, La Spezia; Oratorio di Santa Caterina, Bagno a Ripoli (FI); Biennale Fiber Art, Spoleto (PG); Milano Design Week; ChorAsis – Lo spazio della Visione; Giornate FAI, Prato; Milano Scultura; Arte Fiera, Bologna; Gilda Contemporary Art, Milano; Libreria Bocca (dal 1775), Milano; Museo del Tessuto, Prato; Chorus e M.A.C., Milano, Museo di arte contemporanea Castello Gamba Cret-de-Breil, Chatillon e Piazza Duomo a Pietrasanta.
Mauro Cenci nasce a Fucecchio e si avvicina alla fotografia nel 1967 in modo casuale, affascinato dal processo di sviluppo in camera oscura. Fino al 2009 lavora nel settore commerciale del design collaborando con aziende di rilievo internazionale come Molteni & C e Vitra, per poi dedicarsi sistematicamente alla fotografia. Nel 2011 realizza la serie “6 ore e mezzo”, dedicata al lavoro in una sala operatoria, presentata presso l’atelier Antonio Manta con testo di Paolo Pagni. Nel 2016 conclude “Affacci sull’Arno”, indagine sugli interni ed esterni del lungarno fiorentino con testo di Paolo Barbaro, esposta nello spazio Self Habitat di Pierluigi Bemporad, con il quale avvia dal 2013 una collaborazione documentando iniziative legate al design, tra cui mostre dedicate a Charles Eames e Ray Eames e a Charlotte Perriand. Nel 2019 realizza una serie sulla celebre Panton Chair. Parallelamente sviluppa ricerche personali sul rapporto tra spazio domestico, oggetti e identità, tra cui il progetto “Biblioteche domestiche”, esposto nel 2022 a Palazzo del Pegaso (Regione Toscana) e successivamente presentato anche all’ADI Design Museum nel 2023 durante Milano Book City. La sua produzione comprende inoltre cicli dedicati all’architettura fiorentina del Novecento, agli interni della Fondazione Longhi (mostra a Villa Bardini, 2025) e ai progetti editoriali “La casa e le cose” (2024) e “Abitare la casa – Abitare la città”. Nel 2026 sono previste mostre e presentazioni editoriali presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e Palazzo Corsini a Fucecchio. Ha partecipato a numerosi concorsi ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui il primo premio SILFI Donatello (2015 e 2019), menzioni al Siena International Photo Awards (2015) e al Tokyo International Foto Awards (2025). Le sue fotografie sono state pubblicate su riviste specializzate come “The Florentine”, “Il Fotografo” e “MCM – La Rivista delle Arti”. Vive e lavora a Greve in Chianti, dove prosegue una ricerca fotografica centrata sull’abitare, sull’architettura e sulle relazioni tra oggetti, memoria e spazio umano.
LDB, nato e cresciuto a Pistoia, sviluppa fin dall'adolescenza una profonda passione per l’Urban Art, eleggendo la Stencil Art a sua forma d'espressione privilegiata. Sebbene utilizzi con disinvoltura tecniche diverse come la Sticker Art e la Poster Art, il suo "starter pack" identitario rimane composto da fogli di carta, trincetto e bombolette spray. Le sue creazioni nascono per fondersi con il tessuto urbano, dando vita a opere che compaiono, scompaiono e mutano seguendo il ritmo del tempo e dell’agire umano. La sua ricerca artistica si basa su un’interazione costante con la città: LDB progetta interventi che rispettano e valorizzano la storia del luogo, trasformando scenari spesso esposti al degrado o al vandalismo in spazi di valore architettonico ed estetico. Attraverso l'uso di elementi tratti dalla cultura popolare, l'artista riesce a dar voce a sentimenti universali, suscitando profonde emozioni sia in chi si imbatte casualmente in un suo lavoro in un angolo della strada, sia in chi osserva una sua tela in un contesto espositivo. Il suo percorso, iniziato con il progetto di vignette "Banalàn Clichés", si è evoluto rapidamente verso una maturità concettuale che lo ha portato a collaborazioni di rilievo. Nel 2023 è stato scelto per omaggiare il genio di Leonardo da Vinci nel suo comune natale, Vinci, e nello stesso anno il curatore Bruno Ialuna ha inserito una sua opera nella prestigiosa collezione della mostra "Banksy or not Banksy?". Questa esposizione lo ha visto protagonista al fianco di icone mondiali come Banksy, Blek Le Rat e Obey, viaggiando dalla Toscana fino al Castello Ducale di Torremaggiore nel 2025. Sempre nel 2025, la sua ricerca cromatica e spaziale è stata celebrata presso il Mac,n – Museo di Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme, in occasione della Ventunesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Oggi LDB è riconosciuto come un interprete sensibile della Stencil Art, capace di trasformare una tecnica di precisione in un potente strumento di narrazione sociale e individuale.
Lucia Sapienza. Nata a Catania, dal 2017 vive e lavora a Roma. La sua ricerca si sviluppa attraverso la fotografia, il segno e le scritture contemporanee, includendo forme asemiche e non lineari. Il suo lavoro indaga il dialogo tra micro e macro, tra interno ed esterno, tra ciò che si manifesta e ciò che rimane in ombra, costruendo un linguaggio visivo in cui parola e immagine si intrecciano in una dimensione poetica e concettuale. Nel 2003 consegue il Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Nel 2006 ottiene la Specializzazione in Grafica d’Arte con nomina di Cultore della materia presso la stessa istituzione. Nel 2010 consegue il Master in Interpretazione e stesura del testo e nel 2013 il Master in Comunicazione estetica e museale presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Nel 2016 riceve l’incarico di mediatore e curatore di progetti espositivi per l’Accademia di Belle Arti di Catania. La sua formazione si arricchisce inoltre attraverso workshop dedicati alla curatela e alla fotografia, tra cui il corso per curatori di mostre tenuto da L. Pratesi e C. D’Orazio a Roma nel 2004, il workshop di fotografia “Ritratti ambientali” presso il Parco Orcynus Orca a Messina nel 2005, e “Obiettivo Parco” a Monza nel 2006. L’attività espositiva comprende mostre personali e partecipazioni a esposizioni collettive in Italia e all’estero. Tra le ultime mostre si ricordano “Una stanza tutta per me”, progetto in progress (2025) Spazio espositivo La Vaccheria comune di Roma (2022) Biennale di Viterbo; “Of Roots and Feathers” (2022), progetto presentato al DAMS Music Festival presso il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre; “Segni in corso” (2022), bipersonale con L. Pignotti; “Fragile Handle with Care” (2019) presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma; “Stand By” (2017) all’ARNAS Garibaldi di Catania; Abito (2011) presso il Chiostro del Bramante di Roma; “Abito, Disorientamenti” (2010) al Castello Dragonetti de Torres di Pizzoli; Invasioni di spazio, “Effetti desiderati” (2010), bipersonale con K. Miyayama presso la Casa Museo della Civiltà Contadina di Nicolosi. Parallelamente partecipa a numerose mostre collettive, biennali e progetti internazionali di arte contemporanea, mail art, fotografia e poesia visiva. È coinvolta in diversi progetti editoriali dedicati alla fotografia contemporanea, all’arte verbovisuale e alla ricerca interdisciplinare. Tra le pubblicazioni si ricordano “Segni in corso” (2024) ed “Esposizione dell’intimo” (2022), entrambe realizzate con Lamberto Pignotti, e “Muri di carta” (2009). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e archivi museali in Italia e nel Regno Unito, tra cui biblioteche, fondazioni e istituzioni dedicate all’arte contemporanea e al libro d’artista, oltre che in collezioni private di fondazioni e associazioni culturali internazionali.
Luigi Petracchi. Inizia a esporre negli anni Settanta in Italia e all’estero. Nel 1988, oltre che alla Biennale di Malta, partecipa con una personale a Seul nell’ambito delle manifestazioni artistiche collegate alle Olimpiadi e vince il Gran Premio Olimpiadi di Seul. Fra il 2003 e il 2010 è presente in rassegne quali: Arte Fiera di Bologna, Florence Biennale e 1ª Arte Contemporanea Moderna Roma. Nel 2011 espone al MEB di Bologna, nel 2013 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, Firenze e nel 2014 al Museo Marino Marini, Pistoia. Nella sua carriera artistica ha approfondito varie tematiche, spingendo la sua arte a una rilettura alchemica e archetipica del reale e del quotidiano, sperimentando vari linguaggi estetici contemporanei e rendendo sempre più labili i confini fra le discipline artistiche e filosofiche. Di particolare rilievo le ultime esposizioni site-specific, sintesi di una ricerca complessa: “Utopia” a Serravalle P.se, “Connessioni” al Museo Datini di Prato, “Conflitti e Armonie” nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia. Nel 2018 è al CAMeC, di La Spezia e al GAMC, di Viareggio in “BAU OUT N.15” ora nella collezione della Bibliotheque Kandinsky del Centre Pompidou, Parigi. Nel 2019 in “Looking for Monna Lisa”, Castello Visconteo Pavia. Nel 2024 è alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia con “Cratos”. Presente in progetti a cura di Laura Monaldi: “Harmonia Mundi”, “L’Oltre”, “Hypokrisie”, “Orizzonti di luce”, presso Spazio Zero - arte contemporanea e in progetti a cura di Maurizio Vanni: “Il Trionfo della luce”, Museo archeologico di S. Scolastica, Bari; “L’alchimia dei quattro elementi”, Castello, centro storico e Sala Consiliare del Comune di Scarlino; “Vanitas - L’inganno del tempo”; “Riflessi d’altrove - Lo specchio nell’arte”; “L’arte del dubbio – La creatività nell’incertezza”, presso Spazio Zero. Nel 2025 è stato presente a Ulsan, in Corea del Sud, in una rassegna d’arte dal titolo “Vanitas - Dall’inganno del tempo al riflesso dell’altrove”, curata da Maurizio Vanni. È fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia Bacchereto.
Dove finisce la pagina …
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Giovanni Breschi | Gloria Campriani
Mauro Cenci | LDB
Luigi Petracchi | Lucia Sapienza
1° marzo – 31 maggio 2026
Spazio Zero – arte contemporanea
loc. Casalguidi – Serravalle P.se (PT)
Inaugurazione
domenica 1° marzo 2026
ore 16:30
«Ogni lettore, quando legge, legge se stesso». Marcel Proust
Immaginare un luogo in cui il libro non sia soltanto un oggetto da sfogliare, ma un organismo vivo che cambia forma: è da questa visione che nasce LIBER LIBER. Dove finisce la pagina … inizia il mondo, la mostra collettiva che dal 1° marzo al 31 maggio 2026 anima gli spazi di Spazio Zero – arte contemporanea a Serravalle Pistoiese, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Serravalle P.se, del Comune di Pistoia, del Comune di Carmignano e del Comune di Quarrata.
Il progetto espositivo esplora la trasformazione del concetto di libro nell’epoca contemporanea, quando la parola diventa dato, il testo flusso e la lettura si muove tra silenzio e notifica. Il percorso invita a riscoprire il libro nelle sue metamorfosi: pagina materiale e pagina mentale, esperienza individuale e fenomeno collettivo, gesto intimo e processo sociale. La lettura viene così presentata non come pratica superata, ma come territorio in espansione, capace di generare identità, immaginazione e relazione.
La mostra, che condivide lo spirito e gli obiettivi di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, valorizza il libro come strumento di conoscenza, ricerca e crescita personale, ampliandone il significato attraverso il dialogo con le arti contemporanee. In questo contesto, LIBER LIBER propone una riflessione trasversale che mette in relazione letteratura, arti visive, fotografia, fiber art, installazione e street art, contribuendo a rafforzare il ruolo dello spazio espositivo come laboratorio culturale aperto e interdisciplinare.
Attraverso opere e linguaggi differenti, gli artisti indagano il momento liminale in cui la lettura supera il supporto materiale per diventare esperienza viva e trasformativa. Il visitatore è invitato a esplorare il confine pagina-mondo, a osservare la lettura come lente interpretativa dell’identità e a scoprire come ogni testo generi paesaggi mentali unici, fatti di memoria, emozione e immaginazione. Giovanni Breschi presenta composizioni fotografiche nate dal vissuto nelle e delle biblioteche, dove i dorsi dei libri diventano strutture geometriche e architetture visive, evocando labirinti conoscitivi e universi narrativi. Mauro Cenci propone la serie “Biblioteche domestiche”, ritratti fotografici di librerie private che raccontano l’identità invisibile dei loro proprietari, in una vertigine intima che richiama le suggestioni borgesiane. LDB affronta il rapporto tra letteratura, società e contemporaneità con opere che spaziano dall’archetipo biblico reinterpretato, alla critica dell’iperconnessione, fino alla dimensione salvifica della lettura. Luigi Petracchi riflette sulla lettura come processo maieutico, interpretando il libro come strumento di elevazione spirituale e scoperta, nella consapevolezza del «Io so di non sapere». Lucia Sapienza sviluppa una ricerca tra fotografia e segno in cui foglie, mappe e cartamodelli diventano metafore del viaggio interiore e della costruzione del significato, in una narrazione visiva aperta e simbolica. Gloria Campriani, attraverso la sua fiber art, indaga le dinamiche identitarie e sociali contemporanee con il progetto Maschere di potere, trasformando il vuoto e la materia tessile in strumenti di riflessione collettiva.
LIBER LIBER si configura così come un’ode alla soggettività del leggere e alla generatività che nasce quando la pagina si chiude e la mente si apre: un incontro tra mondi diversi, dove letteratura, immaginazione e identità convergono in un unico spazio di possibilità.
1° marzo - 31 maggio 2025
Ingresso libero
Per info:
Spazio Zero – arte contemporanea
Via Forra di Castelnuovo, 30
Loc. Casalguidi
I-51034 – Serravalle Pistoiese (PT)
+39 339 659 5081
spaziozeroartecontemporanea@gmail.com
Facebook: Spazio Zero – arte contemporanea
Instagram: spaziozeroartecontemporanea
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Giovanni Breschi, nato a Firenze, è un grafico e fotografo formatosi presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana di Firenze. Dal 1975 opera nel campo dell’editoria progettando e realizzando libri, guide e cataloghi di mostre per numerose case editrici, tra cui La Casa Usher, Electa, Gruppo Giunti, Cantini, Artificio, Silvana Editoriale e Mondadori, affiancando a questa attività un importante lavoro nell’ambito della progettazione grafica per musei, parchi e spazi culturali. Ha curato l’allestimento grafico di diversi contesti di valorizzazione territoriale e archeologica, tra cui il Parco Archeologico di San Silvestro a Campiglia Marittima, il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, il Museo Archeologico di Piombino e il promontorio di Piombino, oltre alle Ville Medicee, al Giardino Bardini e al centro storico di Piombino; per cinque anni è stato inoltre art director della rivista Erodoto108. Parallelamente alla professione di progettista ha sviluppato una ricerca artistica personale centrata sul rapporto tra fotografia, memoria e materia, presentata in numerose mostre personali e collettive: nel 2006 la mostra permanente “Memoria e materia” presso il Parco Archeominerario di San Silvestro; nel 2011 “In-trasformazione” all’Istituto Universitario Europeo; nel 2013 “Mimesis” alla Biblioteca degli Uffizi; nel 2014 “Ne la pittura tener lo campo” in occasione della manifestazione Dante 2021 a Ravenna; nel 2017 “Segni” nell’ambito di Fotografia Europea Off a Reggio Emilia; nel 2019 “Trame di libri” nelle sue variazioni presso l’Istituto Francese di Firenze e la Kasa dei Libri di Milano; nel 2021–2022 “Invisibile Toscana. Identità. Leggere il contemporaneo” al Semiottagono delle Murate; nel 2023 “Itaca” a Firenze. Nel corso della sua carriera Breschi ha unito progettazione grafica, fotografia e ricerca artistica, contribuendo alla diffusione della cultura visiva contemporanea e alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico.
Gloria Campriani è un’artista visiva e performer nata a Certaldo, cresciuta nel laboratorio tessile di famiglia, ambiente che ha influenzato profondamente il suo linguaggio creativo. Dopo anni di lavoro in aziende legate ai principali brand internazionali della moda, sviluppa una ricerca artistica centrata sul filo come strumento espressivo privilegiato, in dialogo con la Fiber Art contemporanea. La sua pratica rifiuta schemi e strumenti tecnici tradizionali: intreccia senza telaio, lasciando che le forme emergano liberamente in un processo organico e in continuo mutamento. Il corpo e i sensi sono elementi centrali del suo lavoro, sia nella dimensione intima sia nelle performance pubbliche, dove intreccia relazioni tra natura, spazio e persone. Le opere, spesso effimere, vengono rielaborate e riutilizzate secondo principi di economia rigenerativa; documentazioni video e fotografiche diventano a loro volta parte dell’opera. La sua ricerca si concentra sul valore simbolico del filo come modello di connessione, relazione e trasformazione sociale, indagando il comportamento umano attraverso l’interazione tra stati mentali e contesti collettivi. Parallelamente all’attività artistica, aderisce a progetti culturali in ambito educativo, sociale e sanitario, favorendo l’incontro tra arte, pedagogia e formazione. La sua formazione comprende studi linguistici, pedagogici, teatrali e artistici, con corsi presso varie accademie, tra cui anatomia all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, e approfondimenti in antropologia sociale all’Università di Siena (2018). Collabora con artisti, ricercatori, curatori e critici, partecipando a mostre personali e collettive in istituzioni, musei, università, gallerie e fiere. Ha esposto, tra gli altri, presso: Museo Marino Marini di Pistoia; Museo Archeologico Nazionale, Firenze; Museo Piaggio, Pontedera; Museo degli Innocenti, Firenze; Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze; Fortezza da Basso (Pitti), Firenze; Institut Culturel Italien, Marsiglia; Consiglio della Regione Toscana, Firenze; Foyer Art Gallery, Firenze; 3D Art Gallery, Mestre; Chiesa di Santa Maria Novella, Firenze; Palazzo Medici Riccardi, Firenze; Basilica di San Francesco, Siena; Chiesa di Santa Chiara, Siena; Palagio di Parte Guelfa, Firenze; Palazzo Vecchio e Salone de’ Dugento, Firenze; Sala d’Esposizione Nazionale “Salarrué”, San Salvador; Palazzo Ca’ Zanardi, Venezia; Museo Benozzo Gozzoli, Castelfiorentino (FI); Palazzo Pretorio, Certaldo (FI); Cimitero degli Inglesi, Firenze; Istituto Italiano di Cultura, Praga; Palazzo Ducale, Genova; GAMC, Viareggio (LU); MART, Rovereto (TN); Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Museo Novecento, Firenze; Museo CAMEC, La Spezia; Oratorio di Santa Caterina, Bagno a Ripoli (FI); Biennale Fiber Art, Spoleto (PG); Milano Design Week; ChorAsis – Lo spazio della Visione; Giornate FAI, Prato; Milano Scultura; Arte Fiera, Bologna; Gilda Contemporary Art, Milano; Libreria Bocca (dal 1775), Milano; Museo del Tessuto, Prato; Chorus e M.A.C., Milano, Museo di arte contemporanea Castello Gamba Cret-de-Breil, Chatillon e Piazza Duomo a Pietrasanta.
Mauro Cenci nasce a Fucecchio e si avvicina alla fotografia nel 1967 in modo casuale, affascinato dal processo di sviluppo in camera oscura. Fino al 2009 lavora nel settore commerciale del design collaborando con aziende di rilievo internazionale come Molteni & C e Vitra, per poi dedicarsi sistematicamente alla fotografia. Nel 2011 realizza la serie “6 ore e mezzo”, dedicata al lavoro in una sala operatoria, presentata presso l’atelier Antonio Manta con testo di Paolo Pagni. Nel 2016 conclude “Affacci sull’Arno”, indagine sugli interni ed esterni del lungarno fiorentino con testo di Paolo Barbaro, esposta nello spazio Self Habitat di Pierluigi Bemporad, con il quale avvia dal 2013 una collaborazione documentando iniziative legate al design, tra cui mostre dedicate a Charles Eames e Ray Eames e a Charlotte Perriand. Nel 2019 realizza una serie sulla celebre Panton Chair. Parallelamente sviluppa ricerche personali sul rapporto tra spazio domestico, oggetti e identità, tra cui il progetto “Biblioteche domestiche”, esposto nel 2022 a Palazzo del Pegaso (Regione Toscana) e successivamente presentato anche all’ADI Design Museum nel 2023 durante Milano Book City. La sua produzione comprende inoltre cicli dedicati all’architettura fiorentina del Novecento, agli interni della Fondazione Longhi (mostra a Villa Bardini, 2025) e ai progetti editoriali “La casa e le cose” (2024) e “Abitare la casa – Abitare la città”. Nel 2026 sono previste mostre e presentazioni editoriali presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e Palazzo Corsini a Fucecchio. Ha partecipato a numerosi concorsi ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui il primo premio SILFI Donatello (2015 e 2019), menzioni al Siena International Photo Awards (2015) e al Tokyo International Foto Awards (2025). Le sue fotografie sono state pubblicate su riviste specializzate come “The Florentine”, “Il Fotografo” e “MCM – La Rivista delle Arti”. Vive e lavora a Greve in Chianti, dove prosegue una ricerca fotografica centrata sull’abitare, sull’architettura e sulle relazioni tra oggetti, memoria e spazio umano.
LDB, nato e cresciuto a Pistoia, sviluppa fin dall'adolescenza una profonda passione per l’Urban Art, eleggendo la Stencil Art a sua forma d'espressione privilegiata. Sebbene utilizzi con disinvoltura tecniche diverse come la Sticker Art e la Poster Art, il suo "starter pack" identitario rimane composto da fogli di carta, trincetto e bombolette spray. Le sue creazioni nascono per fondersi con il tessuto urbano, dando vita a opere che compaiono, scompaiono e mutano seguendo il ritmo del tempo e dell’agire umano. La sua ricerca artistica si basa su un’interazione costante con la città: LDB progetta interventi che rispettano e valorizzano la storia del luogo, trasformando scenari spesso esposti al degrado o al vandalismo in spazi di valore architettonico ed estetico. Attraverso l'uso di elementi tratti dalla cultura popolare, l'artista riesce a dar voce a sentimenti universali, suscitando profonde emozioni sia in chi si imbatte casualmente in un suo lavoro in un angolo della strada, sia in chi osserva una sua tela in un contesto espositivo. Il suo percorso, iniziato con il progetto di vignette "Banalàn Clichés", si è evoluto rapidamente verso una maturità concettuale che lo ha portato a collaborazioni di rilievo. Nel 2023 è stato scelto per omaggiare il genio di Leonardo da Vinci nel suo comune natale, Vinci, e nello stesso anno il curatore Bruno Ialuna ha inserito una sua opera nella prestigiosa collezione della mostra "Banksy or not Banksy?". Questa esposizione lo ha visto protagonista al fianco di icone mondiali come Banksy, Blek Le Rat e Obey, viaggiando dalla Toscana fino al Castello Ducale di Torremaggiore nel 2025. Sempre nel 2025, la sua ricerca cromatica e spaziale è stata celebrata presso il Mac,n – Museo di Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme, in occasione della Ventunesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Oggi LDB è riconosciuto come un interprete sensibile della Stencil Art, capace di trasformare una tecnica di precisione in un potente strumento di narrazione sociale e individuale.
Lucia Sapienza. Nata a Catania, dal 2017 vive e lavora a Roma. La sua ricerca si sviluppa attraverso la fotografia, il segno e le scritture contemporanee, includendo forme asemiche e non lineari. Il suo lavoro indaga il dialogo tra micro e macro, tra interno ed esterno, tra ciò che si manifesta e ciò che rimane in ombra, costruendo un linguaggio visivo in cui parola e immagine si intrecciano in una dimensione poetica e concettuale. Nel 2003 consegue il Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Nel 2006 ottiene la Specializzazione in Grafica d’Arte con nomina di Cultore della materia presso la stessa istituzione. Nel 2010 consegue il Master in Interpretazione e stesura del testo e nel 2013 il Master in Comunicazione estetica e museale presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Nel 2016 riceve l’incarico di mediatore e curatore di progetti espositivi per l’Accademia di Belle Arti di Catania. La sua formazione si arricchisce inoltre attraverso workshop dedicati alla curatela e alla fotografia, tra cui il corso per curatori di mostre tenuto da L. Pratesi e C. D’Orazio a Roma nel 2004, il workshop di fotografia “Ritratti ambientali” presso il Parco Orcynus Orca a Messina nel 2005, e “Obiettivo Parco” a Monza nel 2006. L’attività espositiva comprende mostre personali e partecipazioni a esposizioni collettive in Italia e all’estero. Tra le ultime mostre si ricordano “Una stanza tutta per me”, progetto in progress (2025) Spazio espositivo La Vaccheria comune di Roma (2022) Biennale di Viterbo; “Of Roots and Feathers” (2022), progetto presentato al DAMS Music Festival presso il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre; “Segni in corso” (2022), bipersonale con L. Pignotti; “Fragile Handle with Care” (2019) presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma; “Stand By” (2017) all’ARNAS Garibaldi di Catania; Abito (2011) presso il Chiostro del Bramante di Roma; “Abito, Disorientamenti” (2010) al Castello Dragonetti de Torres di Pizzoli; Invasioni di spazio, “Effetti desiderati” (2010), bipersonale con K. Miyayama presso la Casa Museo della Civiltà Contadina di Nicolosi. Parallelamente partecipa a numerose mostre collettive, biennali e progetti internazionali di arte contemporanea, mail art, fotografia e poesia visiva. È coinvolta in diversi progetti editoriali dedicati alla fotografia contemporanea, all’arte verbovisuale e alla ricerca interdisciplinare. Tra le pubblicazioni si ricordano “Segni in corso” (2024) ed “Esposizione dell’intimo” (2022), entrambe realizzate con Lamberto Pignotti, e “Muri di carta” (2009). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e archivi museali in Italia e nel Regno Unito, tra cui biblioteche, fondazioni e istituzioni dedicate all’arte contemporanea e al libro d’artista, oltre che in collezioni private di fondazioni e associazioni culturali internazionali.
Luigi Petracchi. Inizia a esporre negli anni Settanta in Italia e all’estero. Nel 1988, oltre che alla Biennale di Malta, partecipa con una personale a Seul nell’ambito delle manifestazioni artistiche collegate alle Olimpiadi e vince il Gran Premio Olimpiadi di Seul. Fra il 2003 e il 2010 è presente in rassegne quali: Arte Fiera di Bologna, Florence Biennale e 1ª Arte Contemporanea Moderna Roma. Nel 2011 espone al MEB di Bologna, nel 2013 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, Firenze e nel 2014 al Museo Marino Marini, Pistoia. Nella sua carriera artistica ha approfondito varie tematiche, spingendo la sua arte a una rilettura alchemica e archetipica del reale e del quotidiano, sperimentando vari linguaggi estetici contemporanei e rendendo sempre più labili i confini fra le discipline artistiche e filosofiche. Di particolare rilievo le ultime esposizioni site-specific, sintesi di una ricerca complessa: “Utopia” a Serravalle P.se, “Connessioni” al Museo Datini di Prato, “Conflitti e Armonie” nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia. Nel 2018 è al CAMeC, di La Spezia e al GAMC, di Viareggio in “BAU OUT N.15” ora nella collezione della Bibliotheque Kandinsky del Centre Pompidou, Parigi. Nel 2019 in “Looking for Monna Lisa”, Castello Visconteo Pavia. Nel 2024 è alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia con “Cratos”. Presente in progetti a cura di Laura Monaldi: “Harmonia Mundi”, “L’Oltre”, “Hypokrisie”, “Orizzonti di luce”, presso Spazio Zero - arte contemporanea e in progetti a cura di Maurizio Vanni: “Il Trionfo della luce”, Museo archeologico di S. Scolastica, Bari; “L’alchimia dei quattro elementi”, Castello, centro storico e Sala Consiliare del Comune di Scarlino; “Vanitas - L’inganno del tempo”; “Riflessi d’altrove - Lo specchio nell’arte”; “L’arte del dubbio – La creatività nell’incertezza”, presso Spazio Zero. Nel 2025 è stato presente a Ulsan, in Corea del Sud, in una rassegna d’arte dal titolo “Vanitas - Dall’inganno del tempo al riflesso dell’altrove”, curata da Maurizio Vanni. È fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia Bacchereto.
01
marzo 2026
Liber Liber. Dove finisce la pagina… inizia il mondo
Dal primo marzo al 31 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Spazio Zero arte contemporanea
Casalguidi, Via Forra di Castelnuovo, (PT)
Casalguidi, Via Forra di Castelnuovo, (PT)
Orario di apertura
TUTTI I GIORNI SU APPUNTAMENTO TEL. +39 3396595081
Vernissage
1 Marzo 2026, ORE 16,30
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Patrocini


