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L’Iran dei Parti. Scavi a Nisa e materiali archeologici delle collezioni
Un interessante nucleo di materiali archeologici provenienti dalle collezioni del Museo e un’ampia documentazione fotografica su pannelli che testimonia non solo l’attività condotta dalla Missione Archeologica Italiana (Università degli Studi di Torino) fra il 2000 e il 2006 a Nisa Vecchia. In mostra anche una sintesi dei settanta anni d’attività di scavo condotta da missioni sovietiche e turkmene
Comunicato stampa
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L'esposizione L'Iran dei Parti. Scavi a Nisa e materiali archeologici delle collezioni (al Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" di Roma fino al 25 marzo), presenta da un lato un interessante nucleo di materiali archeologici provenienti dalle collezioni del Museo dall'altro un'ampia documentazione fotografica su pannelli che testimonia non solo l'attività condotta dalla Missione Archeologica Italiana (Università degli Studi di Torino) fra il 2000 e il 2006 a Nisa Vecchia (Turkmenia meridionale) ma anche una sintesi dei settanta anni d'attività di scavo condotta da missioni sovietiche e turkmene.
La ricerca, finanziata dal Ministero degli Affari Esteri con un contributo della Compagnia di San Paolo di Torino, si inserisce nel progetto di ricerca L'eredità di Alessandro e la formazione dell'arte partica. Ricerche sull'irradiazione della cultura ellenistica in Asia e sulle sue conseguenze in età partica e sasanide.
L'evento, di grande rilevanza e di straordinario spessore culturale, illustra attraverso i manufatti di proprietà statale, la complessa cultura dell'arte partica che nel III secolo a.C. appare fortemente caratterizzata, nell'area iranica occidentale, da fenomeni di accentuato regionalismo, mentre a partire dal II secolo a.C. presenta, grazie alla documentazione fotografica, messa a disposizione dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, l'affermarsi di un linguaggio artistico ellenistico- partico che con rinnovati apporti iranici perdurerà fino al III secolo d.C.
La cultura di Nisa Vecchia costituisce un punto di partenza degli sviluppi artistici ed architettonici della prima arte arsacide. La città sorge ai piedi della catena del Kopet Dagh ed è una delle fondazioni urbane più antiche riconducibili ai Parti. Il sito si compone di due centri (Nisa Vecchia e Nisa Nuova), nei pressi della capitale Ashgabat.
Nisa Vecchia, scavata a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso da una missione sovietica, sostituita poi da una turkmena ed oggi da una italiana, era un centro cerimoniale e cittadella reale dei primi sovrani arsacidi, la cui arte e la cui architettura devono molto alle influenze centro asiatiche del mondo steppico, del mondo iranico e all'ellenismo asiatico.
I lavori di scavo si sono concentrati in due settori principali: il Settore Settentrionale dove è stata portata alla luce la monumentale Casa Quadrata dalla quale provengono la maggior parte dei materiali esposti in fotografia ed il Settore Centrale caratterizzato da un ampio cortile a cielo aperto, con due edifici monumentali che vi si affacciano, indagati a partire dal 1990: la Sala Rotonda e l'Edificio Rosso.
La Sala Rotonda, inserita in una struttura quadrata, fu scavata dai Sovietici negli anni '50 e '80 del secolo scorso e deve la sua importanza alla scoperta di almeno cinque sculture in terra cruda, che erano state rinvenute sul pavimento. La missione italiana le ha restituite al pubblico godimento dopo un lungo e complesso lavoro di restauro. Il particolare schema planimetrico trova generici confronti in Occidente e in Asia Centrale. La sua destinazione, probabilmente sacrale, doveva essere quella di mausoleo forse di Mitridate I.
L'Edificio Rosso, invece, deve il nome al colore degli intonaci. Si tratta forse di una costruzione cerimoniale a impianto quadrangolare con aula centrale a colonne con ambienti e corridoi, preceduta da un portico in facciata, accessibile da tre gradini in pietra.
Tra i materiali portati alla luce nei settanta anni di attività archeologica a Nisa spiccano le statue in terra cruda costruite a mano o a stampo su un armatura di metallo, legno e gesso sulla quale erano stesi in successione gli strati di argilla, poi dipinti; oltre quaranta rhyta in avorio del tipo a corno, una tipologia diffusa in ambiente iranico, scoperti su un bancone in un vano della Casa Quadrata, decorati nella parte superiore con scene ellenistiche (motivi dionisiaci e dei dell'Olimpo), mentre i terminali mostrano figure desunte dalla mitologia greca, realizzati con un gusto centro asiatico, riscontrabile nelle forme appesantite e nei soggetti di origine orientale. Tra le opere in marmo di notevole bellezza una statua di Afrodite Anadiomene, nella quale è evidente il forte influsso ellenistico. Non meraviglia la presenza di soggetti e stilemi classici in un ambiente culturalmente recettivo come Nisa dove l'elemento ellenistico si mescola e si confonde a quello iranico, dando vita a piani di lettura paralleli. La scultura in metallo di piccole dimensioni, decorava oggetti di uso quotidiano e mostra, come l'arte maggiore, gli eterogenei sviluppi artistici di Nisa, dove tipologie di origine greca convivono accanto a temi riconducibili all'arte prodotta nelle steppe, territorio di origine del popolo partico.
L'esposizione del materiale arsacide dalle collezioni del Museo, testimonia lo sviluppo della cultura partica che, dopo il 50 a.C., troverà nuove ispirazioni nelle varie e composite produzioni artistiche delle regioni del proprio impero
La ricerca, finanziata dal Ministero degli Affari Esteri con un contributo della Compagnia di San Paolo di Torino, si inserisce nel progetto di ricerca L'eredità di Alessandro e la formazione dell'arte partica. Ricerche sull'irradiazione della cultura ellenistica in Asia e sulle sue conseguenze in età partica e sasanide.
L'evento, di grande rilevanza e di straordinario spessore culturale, illustra attraverso i manufatti di proprietà statale, la complessa cultura dell'arte partica che nel III secolo a.C. appare fortemente caratterizzata, nell'area iranica occidentale, da fenomeni di accentuato regionalismo, mentre a partire dal II secolo a.C. presenta, grazie alla documentazione fotografica, messa a disposizione dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, l'affermarsi di un linguaggio artistico ellenistico- partico che con rinnovati apporti iranici perdurerà fino al III secolo d.C.
La cultura di Nisa Vecchia costituisce un punto di partenza degli sviluppi artistici ed architettonici della prima arte arsacide. La città sorge ai piedi della catena del Kopet Dagh ed è una delle fondazioni urbane più antiche riconducibili ai Parti. Il sito si compone di due centri (Nisa Vecchia e Nisa Nuova), nei pressi della capitale Ashgabat.
Nisa Vecchia, scavata a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso da una missione sovietica, sostituita poi da una turkmena ed oggi da una italiana, era un centro cerimoniale e cittadella reale dei primi sovrani arsacidi, la cui arte e la cui architettura devono molto alle influenze centro asiatiche del mondo steppico, del mondo iranico e all'ellenismo asiatico.
I lavori di scavo si sono concentrati in due settori principali: il Settore Settentrionale dove è stata portata alla luce la monumentale Casa Quadrata dalla quale provengono la maggior parte dei materiali esposti in fotografia ed il Settore Centrale caratterizzato da un ampio cortile a cielo aperto, con due edifici monumentali che vi si affacciano, indagati a partire dal 1990: la Sala Rotonda e l'Edificio Rosso.
La Sala Rotonda, inserita in una struttura quadrata, fu scavata dai Sovietici negli anni '50 e '80 del secolo scorso e deve la sua importanza alla scoperta di almeno cinque sculture in terra cruda, che erano state rinvenute sul pavimento. La missione italiana le ha restituite al pubblico godimento dopo un lungo e complesso lavoro di restauro. Il particolare schema planimetrico trova generici confronti in Occidente e in Asia Centrale. La sua destinazione, probabilmente sacrale, doveva essere quella di mausoleo forse di Mitridate I.
L'Edificio Rosso, invece, deve il nome al colore degli intonaci. Si tratta forse di una costruzione cerimoniale a impianto quadrangolare con aula centrale a colonne con ambienti e corridoi, preceduta da un portico in facciata, accessibile da tre gradini in pietra.
Tra i materiali portati alla luce nei settanta anni di attività archeologica a Nisa spiccano le statue in terra cruda costruite a mano o a stampo su un armatura di metallo, legno e gesso sulla quale erano stesi in successione gli strati di argilla, poi dipinti; oltre quaranta rhyta in avorio del tipo a corno, una tipologia diffusa in ambiente iranico, scoperti su un bancone in un vano della Casa Quadrata, decorati nella parte superiore con scene ellenistiche (motivi dionisiaci e dei dell'Olimpo), mentre i terminali mostrano figure desunte dalla mitologia greca, realizzati con un gusto centro asiatico, riscontrabile nelle forme appesantite e nei soggetti di origine orientale. Tra le opere in marmo di notevole bellezza una statua di Afrodite Anadiomene, nella quale è evidente il forte influsso ellenistico. Non meraviglia la presenza di soggetti e stilemi classici in un ambiente culturalmente recettivo come Nisa dove l'elemento ellenistico si mescola e si confonde a quello iranico, dando vita a piani di lettura paralleli. La scultura in metallo di piccole dimensioni, decorava oggetti di uso quotidiano e mostra, come l'arte maggiore, gli eterogenei sviluppi artistici di Nisa, dove tipologie di origine greca convivono accanto a temi riconducibili all'arte prodotta nelle steppe, territorio di origine del popolo partico.
L'esposizione del materiale arsacide dalle collezioni del Museo, testimonia lo sviluppo della cultura partica che, dopo il 50 a.C., troverà nuove ispirazioni nelle varie e composite produzioni artistiche delle regioni del proprio impero
25
febbraio 2009
L’Iran dei Parti. Scavi a Nisa e materiali archeologici delle collezioni
Dal 25 febbraio al 25 marzo 2009
archeologia
Location
MUSEO NAZIONALE D’ARTE ORIENTALE GIUSEPPE TUCCI – PALAZZO BRANCACCIO
Roma, Via Merulana, 248, (Roma)
Roma, Via Merulana, 248, (Roma)
Biglietti
€ 6, ridotti € 4
Orario di apertura
martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 9:00-14:00
sabato, domenica e festivi 9:00-19:30. Chiusura
lunedi
Vernissage
25 Febbraio 2009, h 16.30
