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Lo schermo dell’arte
Rassegna di film sull’arte contemporanea
Comunicato stampa
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Il 46° Festival dei Popoli torna quest’anno a dedicare un’ampia parte delle proiezioni a Lo schermo dell’arte, programma di film di documentazione sull’arte contemporanea già proposto con successo nelle passate edizioni della rassegna fiorentina. In programma undici film di recente produzione, in edizione originale con sottotitoli in italiano e a ingresso gratuito, che raccontano, attraverso le testimonianze dei protagonisti o la ripresa di allestimenti e progetti, l’opera di alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte del nostro tempo: Matthew Barney, Daniel Buren, Christo & Jeanne-Claude, William Kentridge, Jannis Kounellis tra gli altri, e una anteprima internazionale: per la prima volta la cinepresa entra nello studio/officina di Richard Serra a documentare il suo complesso lavoro.
Coerentemente alla tradizione e alla storia del Festival dei Popoli, il programma si inserisce nel dibattito sul rapporto tra Cinema e Arte secondo il taglio specifico del cinema di documentazione, mostrando come il medium cinematografico possa essere utilizzato per indagare e interpretare criticamente il mondo delle arti visive del nostro tempo. Attraverso le testimonianze dei protagonisti o la ripresa di allestimenti e progetti, la cinepresa svela, talvolta anche impudicamente, sfumature, originalità, modi privati della loro personalità e il processo del loro lavoro
Lo schermo dell’arte
, curato da Silvia Lucchesi, si terrà martedì 6 e mercoledì 7 dicembre 2005 a partire dalle ore 18.00 fino alle 24:00 ai Cantieri Goldonetta, partner e interlocutore ideale per identità e vocazione della città di Firenze, che in questa occasione ha voluto condividere con il Festival dei Popoli un progetto dedicato alle arti visive del nostro tempo.
Mercoledì 7 dicembre alle ore 17:45
, inoltre, quale parte integrante del programma, la Regione Toscana - TRA ART rete regionale per l’arte contemporanea e il Centro per l’arte contemporanea L. Pecci presentano, sempre ai Cantieri Goldonetta, il volume Cinema d’artista.Toscana 1964 – 1980 di Silvia Lucchesi, coedizione Regione Toscana e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, collana TRA ARTMuseo.
martedì 6 dicembre
ore 18:00
Perdere il filo
di Jonathan Nossiter, autore tra gli altri del recente Mondovino. Presentato per la prima volta a Firenze, e girato nel 2000 tra le strade e le fabbriche di Prato e le vie invase dai turisti del centro di Firenze, il film è un ritratto irriverente e delicato dell’artista Lorenzo Pezzatini. Quattro giorni di esperimenti artistico-cinematografici, in cui l’estroversa vena di Pezzatini si offre alla complice curiosità della macchina da presa. In piazza, naturalmente c’è la sua opera, l’unica, quella che ormai da oltre vent’anni egli continua a perfezionare senza posa, dettaglio per dettaglio e metro per metro: l’epifania "mutante" di un puntuto, lunghissimo e ossessivo filo blu-giallo-rosso che può dipanarsi sulla faccia bianca di un cartellone stradale, distendersi per le stanze di un museo di arte contemporanea, o insinuarsi quasi vivo fra i mobili colorati della sua "casa-mostra permanente".
ore 19:15
La comunità invisibile
di Bartolomeo Pietromarchi (2005), primo capitolo del progetto Trans.it prodotto dalla Fondazione Adriano Olivetti, un itinerario tra Parigi, Rotterdam, Amsterdam e Roma che indaga le realtà urbane dove nuove comunità sono andate costituendosi tramite la riorganizzazione di rapporti sociali elaborando culture parallele a quelle dei paese in questione.
ore 20:15
The Body as Matrix. Matthew Barney’s Cremaster Cycle
di Maria Anna Tappeiner, film realizzato per accompagnare la tappa tedesca (Museo Ludwig, Colonia, 2002) della celebre mostra itinerante del progetto "Cremaster", che diviene l’occasione per avventurarsi nell’universo dell’artista americano attraverso interviste dove egli racconta del suo metodo e dell’universo di simboli sotteso alle sue opere.
ore 21:15
un film della serie televisiva Conversazioni d’Arte prodotta da CULT: Giulio Paolini di Alessandra Populin (2005) in cui critici quali Marina Volpi Orlandini, Ida Gianelli e Saverio Vertone, insieme alle parole dello stesso Paolini come voce off, tracciano un ritratto dell’artista torinese che talvolta silenziosamente appare e scompare vicino ai propri lavori, presenza delicatamente inquieta a sottolineare l’attesa, la vertigine, il sottrarsi del creatore alla sua opera.
ore 22:15
A chiudere il programma di martedì 6 dicembre una prima internazionale, Richard Serra. Thinking on Your Feet di Maria Anna Tappeiner (2005) centrato sul lavoro The Matter of Time realizzato dall’artista americano per il Guggenheim di Bilbao (2005), un’installazione composta da otto grandi sculture il cui peso totale raggiunge le 1.208 tonnellate. La macchina da presa entra per la prima volta nella fucina di questo moderno Vulcano -una fabbrica metalmeccanica nei pressi di Düsseldorf-, svelando i processi della complessa lavorazione del suo lavoro.
Mercoledì 7 dicembre
ore 17:45
Regione Toscana - TRA ART rete regionale per l’arte contemporanea e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci presentano il libro Cinema d’artista. Toscana 1964-1980 di Silvia Lucchesi, coedizione Regione Toscana e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, collana TRA ARTMuseo: interverranno Mariella Zoppi, assessore alla Cultura della Regione Toscana, Valdemaro Beccaglia, presidente del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci e Maria Grazia Messina, docente di Storia dell’arte contemporanea- Università di Firenze.
ore 19:15
Pietro Fortuna
di Alessandra Populin che indaga il lavoro dell’artista romano intimamente legato ai luoghi del suo quotidiano, la sua abitazione e il suo studio, i diversi momenti di una vita e di un sentire in armonia con le ragioni più autentiche dell’arte.
ore 20:00
Christo + Jeanne-Claude: On the Way to Over the River
di Wolfram Hissen e Jörg Daniel Hissen girato in occasione del progetto Gates al Central Park di Manhattan (2005), che ripercorre gli eventi che hanno portato i due coniugi artisti a questa recentissima opera.
ore 20:50
Il ritratto di uno dei protagonisti dell’ultima Biennale veneziana William Kentridge. Drawing the Passing di Maria Anna Tappeiner e Reinhard Wulf (1999, un montaggio di spezzoni tratti dai lavori cinematografici dell’artista sudafricano accompagnati da una intervista nella quale egli mostra la creazione di uno dei suoi film d’animazione, realizzati con una tecnica di straordinaria quanto affascinante semplicità.
ore 21:50
Ancora un ritratto è il film Richard Tuttle: Never Not an Artist di Chris Maybach (2005) in cui l’artista americano parla del suo straordinario e poetico lavoro che pare quasi modesto, e vulnerabile nell’audacia della sua semplificazione.
Infine, a concludere il programma, due tra i maggiori protagonisti dell’arte di oggi filmati durante le fasi di allestimento di due importanti progetti:
ore 22.30
Jannis Kounellis
di Alessandra Populin. (2005)
Kounellis ci guida in quello spazio segreto tra centro e assenza, simbolo e memoria, pesantezza e dolcezza, nodi dell’arte occidentale e della sua esperienza artistica in occasione della sua installazione nella Biblioteca Nazionale di Sarajevo realizzata nel 2004;
ore 23.15
Buren et le Guggenheim
di Stan Neumann (2005)
Il film racconta il complesso progetto realizzato da Buren al Guggenheim di New York nel marzo 2005, una struttura di specchi che occupa in altezza lo spazio vuoto intorno al quale si svolge la celebre struttura a spirale del museo di F. L. Wright.
________________________
Regione Toscana - TRA ART Rete regionale per l’arte contemporanea
Centro per l’arte contemporanea L. Pecci
presentazione del volume
Cinema d’artista. Toscana 1964 – 1980
di Silvia Lucchesi
coedizione Regione Toscana e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci,
collana TRA ARTMuseo
mercoledì 7 dicembre 2005, ore 17:45
Cantieri Goldonetta, via Santa Maria 25, Firenze
interverranno
Mariella Zoppi, assessore alla Cultura della Regione Toscana
Valdemaro Beccaglia, presidente Centro per l’arte contemporanea L. Pecci
Maria Grazia Messina, docente di Storia dell’Arte contemporanea - Università di Firenze
Mercoledì 7 dicembre 2005 (ore 17:45) presso i Cantieri Goldonetta, verrà presentato il libro Cinema d’artista. Toscana 1964 – 1980 di Silvia Lucchesi, coedito dalla Regione Toscana e dal Centro per l’arte contemporanea L. Pecci per la collana TRA ARTMuseo. La presentazione, affidata a Maria Grazia Messina, docente di Storia dell’Arte contemporanea - Università di Firenze, e introdotta dagli interventi di Mariella Zoppi, assessore alla Cultura della Regione Toscana e di Valdemaro Beccaglia, presidente Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, è inserita nel programma della rassegna Lo schermo dell’arte del 46° Festival dei Popoli (6 e 7 dicembre, Cantieri Goldonetta).
Iniziata con la omonina mostra del marzo 2004 presso il Centro Pecci di Prato, l’indagine sul Cinema d’artista in Toscana condotta da Silvia Lucchesi getta una luce e svela le modalità di una specifica area operativa dell’arte della nostra regione del passaggio fra gli anni Sessanta e i Settanta. Il libro restituisce, attraverso la ricognizione di numerosi materiali, la complessità di una vicenda che per la prima volta è stata affrontata con un criterio sistematico.
A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta si assiste nel mondo della produzione artistica internazionale all’incremento dell’uso del mezzo cinematografico considerato dagli artisti non più come una occasionale esperienza ‘intermedia’ ma come strumento di espansione del proprio occhio e orizzonte di lavoro. Il dibattito degli anni intorno al ‘68 sul ruolo dell’artista nella società si accompa all’esigenza di confrontarsi e impadronirsi di nuovi strumenti espressivi, e il cinema è tra questi, divenendo luogo d’ogni possibilità creativa e visiva dell’immagine.
A seguito degli esperimenti dei Dada e dei Surrealisti degli anni Venti, che avevano sottolineato le capacità del cinema di dettare una nuova visione del reale, e delle esperienze americane di cinema underground degli anni Cinquanta e Sessanta, un folto gruppo di artisti toscani, pittori, scultori, architetti e musicisti, non diversamente da quello che stava succedendo anche in altri centri italiani, iniziano a girare film interessandosi alle modalità offerte dal nuovo medium e comprendendo come esso rappresenti uno scarto essenziale per il superamento radicale del concetto di ‘opera’ e di ‘operare’ tradizionalmente intesi.
L’uso del cinema viene così a rappresentare una fase determinante per lo slittamento dell’interesse di questi autori verso il processo operativo, cioè verso un metodo di lavoro interdisciplinare in grado di implicare misure di lettura e di svolgimento in divenire, profondamente diverse rispetto al passato.
L’elenco dei nomi degli autori, che pur con risultati quantitativamente dissimili hanno realizzato film, riunisce la gran parte degli artisti, anche di generazione diversa, che operarono in Toscana a cavallo tra la fine dei Sessanta e la fine dei Settanta: Archizoom, Marco Bagnoli, Lanfranco Baldi, Massimo Becattini, Franco Bertini, Lapo Binazzi, Mauro Bonciani, Sylvano Bussotti, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Ro Convertino, Enzo Crestini, Luca De Silva, Giampaolo Di Cocco, Giuseppe Gattuso Lo Monte, Andrea Granchi, Antonio Infantino, Silvio e Vittorio Loffredo, Edoardo Malagigi, Manbert, Ermanno Manco, Lucia Marcucci, Mario Mariotti, Eugenio Miccini, Alberto Moretti, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Suzanne Newell, Gianni Pettena, Lamberto Pignotti, Raffaele, Giovanni Ragusa, Renato Ranaldi, Pedro Riz à Porta, Remo Salvadori, Carlo Alberto Severa, Superstudio, Marc’Antonio Tanganelli, UFO, Marino Vismara.
Per questi artisti il cinema si trasforma in una zona fruttuosa di crescita, di margine, di sconfinamenti metalinguistici: dal film collage al film di animazione, dalla documentazione di un happening o di una performance all’esperienza soggettiva, dalla estrinsecazione di una qualche teoria alla gioia ludica dello sperimentare, dal racconto parossistico alla registrazione di azioni liberatorie, dalla narrazione fantastica alla cronaca, al gioco tra realtà e finzione.
Il volume è costituito da un saggio introduttivo che indaga il fenomeno del Cinema d’artista in Toscana tra gli anni Sessanta e i Settanta, e che colloca tale produzione nel più ampio contesto storico, sociale e artistico in cui gli artisti operarono.
Il saggio è seguito dalla presentazione, attraverso schede, di 197 film rinvenuti o di cui è stata rintracciata menzione nei volumi, cataloghi e programmi di rassegne cinematografiche e articoli di riviste e giornali. Un’antologia degli scritti, editi e inediti, degli artisti sul cinema conclude la parte dei testi del volume.
Il libro inoltre è arricchito dagli apparati che comprendono l’elenco cronologico delle rassegne (manifestazioni cinematografiche e mostre personali o collettive) nelle quali sono stati presentati i film, la bibliografia, l’indice dei film e l’indice dei nomi.
Coerentemente alla tradizione e alla storia del Festival dei Popoli, il programma si inserisce nel dibattito sul rapporto tra Cinema e Arte secondo il taglio specifico del cinema di documentazione, mostrando come il medium cinematografico possa essere utilizzato per indagare e interpretare criticamente il mondo delle arti visive del nostro tempo. Attraverso le testimonianze dei protagonisti o la ripresa di allestimenti e progetti, la cinepresa svela, talvolta anche impudicamente, sfumature, originalità, modi privati della loro personalità e il processo del loro lavoro
Lo schermo dell’arte
, curato da Silvia Lucchesi, si terrà martedì 6 e mercoledì 7 dicembre 2005 a partire dalle ore 18.00 fino alle 24:00 ai Cantieri Goldonetta, partner e interlocutore ideale per identità e vocazione della città di Firenze, che in questa occasione ha voluto condividere con il Festival dei Popoli un progetto dedicato alle arti visive del nostro tempo.
Mercoledì 7 dicembre alle ore 17:45
, inoltre, quale parte integrante del programma, la Regione Toscana - TRA ART rete regionale per l’arte contemporanea e il Centro per l’arte contemporanea L. Pecci presentano, sempre ai Cantieri Goldonetta, il volume Cinema d’artista.Toscana 1964 – 1980 di Silvia Lucchesi, coedizione Regione Toscana e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, collana TRA ARTMuseo.
martedì 6 dicembre
ore 18:00
Perdere il filo
di Jonathan Nossiter, autore tra gli altri del recente Mondovino. Presentato per la prima volta a Firenze, e girato nel 2000 tra le strade e le fabbriche di Prato e le vie invase dai turisti del centro di Firenze, il film è un ritratto irriverente e delicato dell’artista Lorenzo Pezzatini. Quattro giorni di esperimenti artistico-cinematografici, in cui l’estroversa vena di Pezzatini si offre alla complice curiosità della macchina da presa. In piazza, naturalmente c’è la sua opera, l’unica, quella che ormai da oltre vent’anni egli continua a perfezionare senza posa, dettaglio per dettaglio e metro per metro: l’epifania "mutante" di un puntuto, lunghissimo e ossessivo filo blu-giallo-rosso che può dipanarsi sulla faccia bianca di un cartellone stradale, distendersi per le stanze di un museo di arte contemporanea, o insinuarsi quasi vivo fra i mobili colorati della sua "casa-mostra permanente".
ore 19:15
La comunità invisibile
di Bartolomeo Pietromarchi (2005), primo capitolo del progetto Trans.it prodotto dalla Fondazione Adriano Olivetti, un itinerario tra Parigi, Rotterdam, Amsterdam e Roma che indaga le realtà urbane dove nuove comunità sono andate costituendosi tramite la riorganizzazione di rapporti sociali elaborando culture parallele a quelle dei paese in questione.
ore 20:15
The Body as Matrix. Matthew Barney’s Cremaster Cycle
di Maria Anna Tappeiner, film realizzato per accompagnare la tappa tedesca (Museo Ludwig, Colonia, 2002) della celebre mostra itinerante del progetto "Cremaster", che diviene l’occasione per avventurarsi nell’universo dell’artista americano attraverso interviste dove egli racconta del suo metodo e dell’universo di simboli sotteso alle sue opere.
ore 21:15
un film della serie televisiva Conversazioni d’Arte prodotta da CULT: Giulio Paolini di Alessandra Populin (2005) in cui critici quali Marina Volpi Orlandini, Ida Gianelli e Saverio Vertone, insieme alle parole dello stesso Paolini come voce off, tracciano un ritratto dell’artista torinese che talvolta silenziosamente appare e scompare vicino ai propri lavori, presenza delicatamente inquieta a sottolineare l’attesa, la vertigine, il sottrarsi del creatore alla sua opera.
ore 22:15
A chiudere il programma di martedì 6 dicembre una prima internazionale, Richard Serra. Thinking on Your Feet di Maria Anna Tappeiner (2005) centrato sul lavoro The Matter of Time realizzato dall’artista americano per il Guggenheim di Bilbao (2005), un’installazione composta da otto grandi sculture il cui peso totale raggiunge le 1.208 tonnellate. La macchina da presa entra per la prima volta nella fucina di questo moderno Vulcano -una fabbrica metalmeccanica nei pressi di Düsseldorf-, svelando i processi della complessa lavorazione del suo lavoro.
Mercoledì 7 dicembre
ore 17:45
Regione Toscana - TRA ART rete regionale per l’arte contemporanea e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci presentano il libro Cinema d’artista. Toscana 1964-1980 di Silvia Lucchesi, coedizione Regione Toscana e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, collana TRA ARTMuseo: interverranno Mariella Zoppi, assessore alla Cultura della Regione Toscana, Valdemaro Beccaglia, presidente del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci e Maria Grazia Messina, docente di Storia dell’arte contemporanea- Università di Firenze.
ore 19:15
Pietro Fortuna
di Alessandra Populin che indaga il lavoro dell’artista romano intimamente legato ai luoghi del suo quotidiano, la sua abitazione e il suo studio, i diversi momenti di una vita e di un sentire in armonia con le ragioni più autentiche dell’arte.
ore 20:00
Christo + Jeanne-Claude: On the Way to Over the River
di Wolfram Hissen e Jörg Daniel Hissen girato in occasione del progetto Gates al Central Park di Manhattan (2005), che ripercorre gli eventi che hanno portato i due coniugi artisti a questa recentissima opera.
ore 20:50
Il ritratto di uno dei protagonisti dell’ultima Biennale veneziana William Kentridge. Drawing the Passing di Maria Anna Tappeiner e Reinhard Wulf (1999, un montaggio di spezzoni tratti dai lavori cinematografici dell’artista sudafricano accompagnati da una intervista nella quale egli mostra la creazione di uno dei suoi film d’animazione, realizzati con una tecnica di straordinaria quanto affascinante semplicità.
ore 21:50
Ancora un ritratto è il film Richard Tuttle: Never Not an Artist di Chris Maybach (2005) in cui l’artista americano parla del suo straordinario e poetico lavoro che pare quasi modesto, e vulnerabile nell’audacia della sua semplificazione.
Infine, a concludere il programma, due tra i maggiori protagonisti dell’arte di oggi filmati durante le fasi di allestimento di due importanti progetti:
ore 22.30
Jannis Kounellis
di Alessandra Populin. (2005)
Kounellis ci guida in quello spazio segreto tra centro e assenza, simbolo e memoria, pesantezza e dolcezza, nodi dell’arte occidentale e della sua esperienza artistica in occasione della sua installazione nella Biblioteca Nazionale di Sarajevo realizzata nel 2004;
ore 23.15
Buren et le Guggenheim
di Stan Neumann (2005)
Il film racconta il complesso progetto realizzato da Buren al Guggenheim di New York nel marzo 2005, una struttura di specchi che occupa in altezza lo spazio vuoto intorno al quale si svolge la celebre struttura a spirale del museo di F. L. Wright.
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Regione Toscana - TRA ART Rete regionale per l’arte contemporanea
Centro per l’arte contemporanea L. Pecci
presentazione del volume
Cinema d’artista. Toscana 1964 – 1980
di Silvia Lucchesi
coedizione Regione Toscana e Centro per l’arte contemporanea L. Pecci,
collana TRA ARTMuseo
mercoledì 7 dicembre 2005, ore 17:45
Cantieri Goldonetta, via Santa Maria 25, Firenze
interverranno
Mariella Zoppi, assessore alla Cultura della Regione Toscana
Valdemaro Beccaglia, presidente Centro per l’arte contemporanea L. Pecci
Maria Grazia Messina, docente di Storia dell’Arte contemporanea - Università di Firenze
Mercoledì 7 dicembre 2005 (ore 17:45) presso i Cantieri Goldonetta, verrà presentato il libro Cinema d’artista. Toscana 1964 – 1980 di Silvia Lucchesi, coedito dalla Regione Toscana e dal Centro per l’arte contemporanea L. Pecci per la collana TRA ARTMuseo. La presentazione, affidata a Maria Grazia Messina, docente di Storia dell’Arte contemporanea - Università di Firenze, e introdotta dagli interventi di Mariella Zoppi, assessore alla Cultura della Regione Toscana e di Valdemaro Beccaglia, presidente Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, è inserita nel programma della rassegna Lo schermo dell’arte del 46° Festival dei Popoli (6 e 7 dicembre, Cantieri Goldonetta).
Iniziata con la omonina mostra del marzo 2004 presso il Centro Pecci di Prato, l’indagine sul Cinema d’artista in Toscana condotta da Silvia Lucchesi getta una luce e svela le modalità di una specifica area operativa dell’arte della nostra regione del passaggio fra gli anni Sessanta e i Settanta. Il libro restituisce, attraverso la ricognizione di numerosi materiali, la complessità di una vicenda che per la prima volta è stata affrontata con un criterio sistematico.
A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta si assiste nel mondo della produzione artistica internazionale all’incremento dell’uso del mezzo cinematografico considerato dagli artisti non più come una occasionale esperienza ‘intermedia’ ma come strumento di espansione del proprio occhio e orizzonte di lavoro. Il dibattito degli anni intorno al ‘68 sul ruolo dell’artista nella società si accompa all’esigenza di confrontarsi e impadronirsi di nuovi strumenti espressivi, e il cinema è tra questi, divenendo luogo d’ogni possibilità creativa e visiva dell’immagine.
A seguito degli esperimenti dei Dada e dei Surrealisti degli anni Venti, che avevano sottolineato le capacità del cinema di dettare una nuova visione del reale, e delle esperienze americane di cinema underground degli anni Cinquanta e Sessanta, un folto gruppo di artisti toscani, pittori, scultori, architetti e musicisti, non diversamente da quello che stava succedendo anche in altri centri italiani, iniziano a girare film interessandosi alle modalità offerte dal nuovo medium e comprendendo come esso rappresenti uno scarto essenziale per il superamento radicale del concetto di ‘opera’ e di ‘operare’ tradizionalmente intesi.
L’uso del cinema viene così a rappresentare una fase determinante per lo slittamento dell’interesse di questi autori verso il processo operativo, cioè verso un metodo di lavoro interdisciplinare in grado di implicare misure di lettura e di svolgimento in divenire, profondamente diverse rispetto al passato.
L’elenco dei nomi degli autori, che pur con risultati quantitativamente dissimili hanno realizzato film, riunisce la gran parte degli artisti, anche di generazione diversa, che operarono in Toscana a cavallo tra la fine dei Sessanta e la fine dei Settanta: Archizoom, Marco Bagnoli, Lanfranco Baldi, Massimo Becattini, Franco Bertini, Lapo Binazzi, Mauro Bonciani, Sylvano Bussotti, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Ro Convertino, Enzo Crestini, Luca De Silva, Giampaolo Di Cocco, Giuseppe Gattuso Lo Monte, Andrea Granchi, Antonio Infantino, Silvio e Vittorio Loffredo, Edoardo Malagigi, Manbert, Ermanno Manco, Lucia Marcucci, Mario Mariotti, Eugenio Miccini, Alberto Moretti, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Suzanne Newell, Gianni Pettena, Lamberto Pignotti, Raffaele, Giovanni Ragusa, Renato Ranaldi, Pedro Riz à Porta, Remo Salvadori, Carlo Alberto Severa, Superstudio, Marc’Antonio Tanganelli, UFO, Marino Vismara.
Per questi artisti il cinema si trasforma in una zona fruttuosa di crescita, di margine, di sconfinamenti metalinguistici: dal film collage al film di animazione, dalla documentazione di un happening o di una performance all’esperienza soggettiva, dalla estrinsecazione di una qualche teoria alla gioia ludica dello sperimentare, dal racconto parossistico alla registrazione di azioni liberatorie, dalla narrazione fantastica alla cronaca, al gioco tra realtà e finzione.
Il volume è costituito da un saggio introduttivo che indaga il fenomeno del Cinema d’artista in Toscana tra gli anni Sessanta e i Settanta, e che colloca tale produzione nel più ampio contesto storico, sociale e artistico in cui gli artisti operarono.
Il saggio è seguito dalla presentazione, attraverso schede, di 197 film rinvenuti o di cui è stata rintracciata menzione nei volumi, cataloghi e programmi di rassegne cinematografiche e articoli di riviste e giornali. Un’antologia degli scritti, editi e inediti, degli artisti sul cinema conclude la parte dei testi del volume.
Il libro inoltre è arricchito dagli apparati che comprendono l’elenco cronologico delle rassegne (manifestazioni cinematografiche e mostre personali o collettive) nelle quali sono stati presentati i film, la bibliografia, l’indice dei film e l’indice dei nomi.
06
dicembre 2005
Lo schermo dell’arte
Dal 06 al 07 dicembre 2005
arte contemporanea
presentazione
presentazione
Location
CANGO – CANTIERI GOLDONETTA FIRENZE
Firenze, Via Santa Maria, 23/25, (Firenze)
Firenze, Via Santa Maria, 23/25, (Firenze)
Vernissage
6 Dicembre 2005, ore 18-24
Ufficio stampa
STUDIO ESTER DI LEO
Curatore

