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Lo scultore Mario Moschi e il territorio aretino. Itinerario fotografico attraverso immagini d’epoca
Per mezzo di una trentina di immagini, la rassegna si propone di documentare l’intensa attività svolta dall’artista fiorentino nella provincia di Arezzo dalla fine degli anni Venti sino al termine degli anni Sessanta
Comunicato stampa
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Presso il Centro per l'arte contemporanea RiElaborando (via G. Oberdan 30, Arezzo) Giovedì 30 ottobre 2008, alle ore 18.00, si inaugura la mostra “Mario Moschi e il territorio aretino. Itinerario fotografico attraverso immagini d'epoca”, che rimarrà aperta fino al 20 novembre 2008, ad ingresso libero, secondo i consueti orari d'apertura della galleria: dal Martedì al Venerdì dalle 17.00 alle 19.45, il Sabato dalle 16.30 alle 19.45, la prima Domenica di ogni mese dalle 15.30 alle 19.45.
L'esposizione è organizzata in collaborazione con il Comune di Arezzo, la Società Storica Aretina, il Foto Club “La Chimera” e il Fotolaboratorio Tavanti, ed è curata da Glauco Ciacci, Daniela Meli e Cristina Sirigatti.
Per mezzo di una trentina di immagini, la rassegna si propone di documentare l’intensa attività svolta dall’artista fiorentino nella provincia di Arezzo dalla fine degli anni Venti sino al termine degli anni Sessanta, dietro committenza pubblica e privata, al servizio delle diverse istituzioni che nel corso del tempo si sono alternate.
Nato a Lastra a Signa nel 1896, Moschi si distingue per uno stile misurato ed essenziale, con tratti nitidi e lineari. Numerose le sue opere rimaste nell’Aretino: dal monumento agli studenti caduti durante la prima guerra mondiale nell’atrio del Liceo Petrarca (1936) ad un Crocifisso ed una Madonna nella chiesa di Antria (1936 – 1938); dai medaglioni in gesso del re e Mussolini, oggi all’Archivio storico del Comune di Arezzo, al busto dell’aviatore Ceccherelli, oggi al cimitero urbano di Arezzo; dal monumento ai caduti di Strada in Casentino alla statua dell’Immacolata nella basilica di San Francesco (1962); dalle medaglie commemorative di Michelangelo (1964) o di soggetto votivo (primo premio per il concorso indetto dalla Unoarre (1964) al bassorilievo per le vittime della feroce rappresaglia nazista a Civitella in Valdichiana, realizzato nel 1969, ossia due anni prima della morte, avvenuta a Firenze. Di quest’ultima opera la mostra presenta in anteprima un inedito disegno, recentemente rinvenuto fra le carte dell’artista.
L'esposizione è organizzata in collaborazione con il Comune di Arezzo, la Società Storica Aretina, il Foto Club “La Chimera” e il Fotolaboratorio Tavanti, ed è curata da Glauco Ciacci, Daniela Meli e Cristina Sirigatti.
Per mezzo di una trentina di immagini, la rassegna si propone di documentare l’intensa attività svolta dall’artista fiorentino nella provincia di Arezzo dalla fine degli anni Venti sino al termine degli anni Sessanta, dietro committenza pubblica e privata, al servizio delle diverse istituzioni che nel corso del tempo si sono alternate.
Nato a Lastra a Signa nel 1896, Moschi si distingue per uno stile misurato ed essenziale, con tratti nitidi e lineari. Numerose le sue opere rimaste nell’Aretino: dal monumento agli studenti caduti durante la prima guerra mondiale nell’atrio del Liceo Petrarca (1936) ad un Crocifisso ed una Madonna nella chiesa di Antria (1936 – 1938); dai medaglioni in gesso del re e Mussolini, oggi all’Archivio storico del Comune di Arezzo, al busto dell’aviatore Ceccherelli, oggi al cimitero urbano di Arezzo; dal monumento ai caduti di Strada in Casentino alla statua dell’Immacolata nella basilica di San Francesco (1962); dalle medaglie commemorative di Michelangelo (1964) o di soggetto votivo (primo premio per il concorso indetto dalla Unoarre (1964) al bassorilievo per le vittime della feroce rappresaglia nazista a Civitella in Valdichiana, realizzato nel 1969, ossia due anni prima della morte, avvenuta a Firenze. Di quest’ultima opera la mostra presenta in anteprima un inedito disegno, recentemente rinvenuto fra le carte dell’artista.
30
ottobre 2008
Lo scultore Mario Moschi e il territorio aretino. Itinerario fotografico attraverso immagini d’epoca
Dal 30 ottobre al 20 novembre 2008
Location
GALLERIA RIELABORANDO
Arezzo, Via Guglielmo Oberdan, 30, (Arezzo)
Arezzo, Via Guglielmo Oberdan, 30, (Arezzo)
Orario di apertura
dal Martedì al Venerdì dalle 17 alle 19.45, il Sabato dalle 16.30 alle 19.45, la prima Domenica di ogni mese dalle 15.30 alle 19.45
Vernissage
30 Ottobre 2008, ore 18


