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Lorenzo Nardi – Certezze Irrazionali
Tra il 2023 e il 2024 l’Emilia Romagna è colpita da gravi alluvioni. Lorenzo Nardi rielabora questi eventi in opere materiche informali dove fango e cretti diventano tracce fisiche ed emotive di una catastrofe, riflettendo sulla fragilità umana e sul silenzio collettivo
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Mostra di Pittura
CERTEZZE IRRAZIONALI
di Lorenzo Nardi
A cura di Marco Genzanella
e Marco Vallicelli Storico dell’Arte
Palazzo del Commercio, LUGO (RA)
Sale Lino Longhi- Via Acquacalda, 29
1 febbraio – 1 marzo 2026
Inaugurazione: domenica 1febbraio 2026, ore 17.00
Certezze Irrazionali è la mostra personale di Lorenzo Nardi ospitata nelle Sale Lino Longhi del Palazzo del Commercio di Lugo, a cura di Marco Genzanella con la partecipazione dello storico dell’arte Marco Vallicelli. Il progetto espositivo prende forma dalla serie Alluvioni, sviluppata dall’artista a partire dagli eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 e nel settembre 2024.
Nardi trasforma l’esperienza collettiva della catastrofe naturale in un linguaggio pittorico essenziale e materico. Le sue opere, di matrice informale, non raccontano l’alluvione in modo descrittivo, ma ne conservano le tracce: superfici segnate, crepe, stratificazioni, depositi. La materia diventa così il luogo in cui l’evento si sedimenta, non solo come fatto naturale, ma come esperienza emotiva e storica.
Come osserva Marco Genzanella, la materia nelle opere di Nardi non è passiva, ma si comporta come un vero e proprio testimone. È lo spazio in cui si incontrano forze opposte: ciò che agisce e ciò che osserva, ciò che distrugge e ciò che cerca di comprendere. Le superfici raccolgono segni e fratture che rimandano a un evento cataclismatico capace di agire su più livelli – ambientale, sociale, interiore – senza mai esaurirsi in una sola lettura.
La ripetizione dei gesti, la serialità delle immagini e il loro carattere quasi programmatico evocano la modalità contemporanea con cui assistiamo agli eventi estremi: un flusso continuo di immagini che scorrono, spesso consumate rapidamente, dove la tragedia rischia di perdere significato pur mantenendo una forte carica visiva. In questo spazio sospeso, il silenzio che attraversa le opere diventa una forma di presa di coscienza, una pausa necessaria di fronte all’accumularsi dei segnali.
Nel lavoro di Nardi è evidente il dialogo con la tradizione dell’arte informale e, in particolare, con la lezione di Alberto Burri. Tuttavia, questo richiamo non è citazione nostalgica, ma strumento per costruire un ponte tra memoria e presente. La materia, attraversata da una sensibilità contemporanea, diventa mezzo critico e poetico, capace di restituire peso e densità a ciò che rischia di dissolversi nel rumore costante dell’attualità.
Marco Vallicelli sottolinea come, in questa fase della sua ricerca, Nardi abbia progressivamente sottratto elementi, fino a lasciare emergere ciò che resta dopo la distruzione: le crepe, le fenditure, la fragilità del suolo. L’artista lavora in una dimensione di isolamento e silenzio, dove il tempo apparentemente inattivo si trasforma in tempo dell’invenzione. Le fratture che attraversano le superfici non sono semplici segni formali, ma il risultato di un processo di disseccamento e perdita, che rimanda a una natura priva di misura, davanti alla quale è l’essere umano a cercare scale, proporzioni, significati.
L’opera di Nardi si muove su una linea di confine: tra disfacimento e conservazione, tra il rischio dell’oblio e il desiderio di trattenere ciò che resta. I bordi del quadro, i limiti della superficie, diventano strumenti per sottrarre la materia al caos e renderla nuovamente riconoscibile. L’alluvione suggerisce all’artista che anche ciò che è caduto in rovina può trovare una nuova vita nell’arte, trasformandosi in testimonianza, memoria, possibilità di rinascita.
In Certezze Irrazionali, la pittura diventa così un campo di ascolto, uno spazio aperto in cui ciascuno è invitato a confrontarsi con il rapporto tra essere umano, natura e tempo. Un’esperienza visiva intensa e stratificata, che non offre risposte definitive ma invita a una presa d’atto profonda della fragilità e della resistenza che attraversano il nostro presente.
Informazioni
Sede: Palazzo del Commercio, Sale Lino Longhi- Via Acquacalda, 29 Lugo (RA)
Periodo: 1 febbraio- 1 marzo 2026
Orari di apertura:
Martedì e giovedì: ore 15.00 – 18.00
Sabato e Domenica: ore 15.30 – 18.00
Contatti:
Tel: 0545.30111
www.ascomlugo.it
www.ascomarte.it
CERTEZZE IRRAZIONALI
di Lorenzo Nardi
A cura di Marco Genzanella
e Marco Vallicelli Storico dell’Arte
Palazzo del Commercio, LUGO (RA)
Sale Lino Longhi- Via Acquacalda, 29
1 febbraio – 1 marzo 2026
Inaugurazione: domenica 1febbraio 2026, ore 17.00
Certezze Irrazionali è la mostra personale di Lorenzo Nardi ospitata nelle Sale Lino Longhi del Palazzo del Commercio di Lugo, a cura di Marco Genzanella con la partecipazione dello storico dell’arte Marco Vallicelli. Il progetto espositivo prende forma dalla serie Alluvioni, sviluppata dall’artista a partire dagli eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 e nel settembre 2024.
Nardi trasforma l’esperienza collettiva della catastrofe naturale in un linguaggio pittorico essenziale e materico. Le sue opere, di matrice informale, non raccontano l’alluvione in modo descrittivo, ma ne conservano le tracce: superfici segnate, crepe, stratificazioni, depositi. La materia diventa così il luogo in cui l’evento si sedimenta, non solo come fatto naturale, ma come esperienza emotiva e storica.
Come osserva Marco Genzanella, la materia nelle opere di Nardi non è passiva, ma si comporta come un vero e proprio testimone. È lo spazio in cui si incontrano forze opposte: ciò che agisce e ciò che osserva, ciò che distrugge e ciò che cerca di comprendere. Le superfici raccolgono segni e fratture che rimandano a un evento cataclismatico capace di agire su più livelli – ambientale, sociale, interiore – senza mai esaurirsi in una sola lettura.
La ripetizione dei gesti, la serialità delle immagini e il loro carattere quasi programmatico evocano la modalità contemporanea con cui assistiamo agli eventi estremi: un flusso continuo di immagini che scorrono, spesso consumate rapidamente, dove la tragedia rischia di perdere significato pur mantenendo una forte carica visiva. In questo spazio sospeso, il silenzio che attraversa le opere diventa una forma di presa di coscienza, una pausa necessaria di fronte all’accumularsi dei segnali.
Nel lavoro di Nardi è evidente il dialogo con la tradizione dell’arte informale e, in particolare, con la lezione di Alberto Burri. Tuttavia, questo richiamo non è citazione nostalgica, ma strumento per costruire un ponte tra memoria e presente. La materia, attraversata da una sensibilità contemporanea, diventa mezzo critico e poetico, capace di restituire peso e densità a ciò che rischia di dissolversi nel rumore costante dell’attualità.
Marco Vallicelli sottolinea come, in questa fase della sua ricerca, Nardi abbia progressivamente sottratto elementi, fino a lasciare emergere ciò che resta dopo la distruzione: le crepe, le fenditure, la fragilità del suolo. L’artista lavora in una dimensione di isolamento e silenzio, dove il tempo apparentemente inattivo si trasforma in tempo dell’invenzione. Le fratture che attraversano le superfici non sono semplici segni formali, ma il risultato di un processo di disseccamento e perdita, che rimanda a una natura priva di misura, davanti alla quale è l’essere umano a cercare scale, proporzioni, significati.
L’opera di Nardi si muove su una linea di confine: tra disfacimento e conservazione, tra il rischio dell’oblio e il desiderio di trattenere ciò che resta. I bordi del quadro, i limiti della superficie, diventano strumenti per sottrarre la materia al caos e renderla nuovamente riconoscibile. L’alluvione suggerisce all’artista che anche ciò che è caduto in rovina può trovare una nuova vita nell’arte, trasformandosi in testimonianza, memoria, possibilità di rinascita.
In Certezze Irrazionali, la pittura diventa così un campo di ascolto, uno spazio aperto in cui ciascuno è invitato a confrontarsi con il rapporto tra essere umano, natura e tempo. Un’esperienza visiva intensa e stratificata, che non offre risposte definitive ma invita a una presa d’atto profonda della fragilità e della resistenza che attraversano il nostro presente.
Informazioni
Sede: Palazzo del Commercio, Sale Lino Longhi- Via Acquacalda, 29 Lugo (RA)
Periodo: 1 febbraio- 1 marzo 2026
Orari di apertura:
Martedì e giovedì: ore 15.00 – 18.00
Sabato e Domenica: ore 15.30 – 18.00
Contatti:
Tel: 0545.30111
www.ascomlugo.it
www.ascomarte.it
01
febbraio 2026
Lorenzo Nardi – Certezze Irrazionali
Dal primo febbraio al primo marzo 2026
arte contemporanea
Location
ASCOM ARTE – PALAZZO DEL COMMERCIO
Lugo, Via Albertino Acquacalda, 29, (Ravenna)
Lugo, Via Albertino Acquacalda, 29, (Ravenna)
Orario di apertura
Martedì e Giovedì ore 15.00-18.00
Sabato e Domenica 15.30-18.00
Vernissage
1 Febbraio 2026, Domenica ore 17.00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Patrocini


