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Luciano Leoni – Niente di naturale?
Le stampe che Luciano Leoni ha realizzato con l’antica tecnica della gomma bicromatata* dialogano nella mostra con un pensiero del grande pittore bolognese scomparso nel 1964, Giorgio Morandi
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Sabato 9 aprile 2005 alle ore 17.30 presso al Fondazione Achille Marazza di Borgomanero si inaugura la mostra “Luciano Leoni, un pensiero di Giorgio Morandi e… niente di naturale?”, ideata e curata da Fabrizio Parachini.
In questa occasione siamo noi a “compromettere con la parola” un artista che formalmente con la parola non ha mai lavorato e la cui opera, solitamente, cerca nel silenzio della rarefazione e nella tranquillità della monocromia le ragioni e le suggestioni della propria esistenza.
Le stampe che Luciano Leoni ha realizzato con l’antica tecnica della gomma bicromatata* dialogano nella mostra con un pensiero del grande pittore bolognese scomparso nel 1964, Giorgio Morandi, intorno a un’idea di “natura silente” che per trasformarsi in immagine visibile deve inevitabilmente dipendere dai modi e dai tempi necessari alla propria concreta realizzazione. La tecnica (intesa nel senso più alto del termine già sottolineato in passato da altri autori) diventa un vero e proprio filtro capace di purificare le forme fino all’ottenimento di quella voluta e deputata a essere ricettacolo e testimone muta delle riflessioni più intime e profonde.
Il lavoro di Luciano Leoni parla del sentire degli uomini attraverso il sentimento delle cose e, nell’intreccio verbo-figurale con la breve e impalpabile frase di Morandi, mette in scena un gioco di scambi che invita l’osservatore a interrogarsi sulla natura di quei flussi tanto sotterranei quanto misteriosi che legano affettivamente le persone alle cose e che appaiono soltanto momenti e allusioni di percorsi mentali più ampi e complessi.
*si tratta di un processo fotografico ottocentesco più volte riscoperto e recuperato nel corso degli anni. Il negativo, delle dimensioni dell’immagine finale, per l’esposizione viene appoggiato direttamente alla carta opportunamente preparata con gomma arabica, bicromato di potassio e pigmento. Lo sviluppo dell’immagine si ottiene immergendo il foglio in acqua fredda affinché si “spogli” del pigmento che non si è insolubilizzato. Per le numerose variabili in gioco viene ritenuto un processo interpretativo per eccellenza.
In questa occasione siamo noi a “compromettere con la parola” un artista che formalmente con la parola non ha mai lavorato e la cui opera, solitamente, cerca nel silenzio della rarefazione e nella tranquillità della monocromia le ragioni e le suggestioni della propria esistenza.
Le stampe che Luciano Leoni ha realizzato con l’antica tecnica della gomma bicromatata* dialogano nella mostra con un pensiero del grande pittore bolognese scomparso nel 1964, Giorgio Morandi, intorno a un’idea di “natura silente” che per trasformarsi in immagine visibile deve inevitabilmente dipendere dai modi e dai tempi necessari alla propria concreta realizzazione. La tecnica (intesa nel senso più alto del termine già sottolineato in passato da altri autori) diventa un vero e proprio filtro capace di purificare le forme fino all’ottenimento di quella voluta e deputata a essere ricettacolo e testimone muta delle riflessioni più intime e profonde.
Il lavoro di Luciano Leoni parla del sentire degli uomini attraverso il sentimento delle cose e, nell’intreccio verbo-figurale con la breve e impalpabile frase di Morandi, mette in scena un gioco di scambi che invita l’osservatore a interrogarsi sulla natura di quei flussi tanto sotterranei quanto misteriosi che legano affettivamente le persone alle cose e che appaiono soltanto momenti e allusioni di percorsi mentali più ampi e complessi.
*si tratta di un processo fotografico ottocentesco più volte riscoperto e recuperato nel corso degli anni. Il negativo, delle dimensioni dell’immagine finale, per l’esposizione viene appoggiato direttamente alla carta opportunamente preparata con gomma arabica, bicromato di potassio e pigmento. Lo sviluppo dell’immagine si ottiene immergendo il foglio in acqua fredda affinché si “spogli” del pigmento che non si è insolubilizzato. Per le numerose variabili in gioco viene ritenuto un processo interpretativo per eccellenza.
09
aprile 2005
Luciano Leoni – Niente di naturale?
Dal 09 al 23 aprile 2005
fotografia
Location
FONDAZIONE ACHILLE MARAZZA
Borgomanero, Viale Marazza, 5, (Novara)
Borgomanero, Viale Marazza, 5, (Novara)
Orario di apertura
dal martedì al giovedì 14-19; venerdì e sabato 9-12 e 14-18
Vernissage
9 Aprile 2005, ore 17,30
Autore
Curatore

