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Luigi Ferretti – Introspezione
Saranno esposti quaranta lavori di varie dimensioni dell’artista, una serie di bozzetti, oltre alla realizzazione di un’istallazione in scala ridotta dell’opera che sarà realizzata per il paese d’Appignano
Comunicato stampa
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Saranno esposti quaranta lavori di varie dimensioni dell' artista,una serie di bozzetti,oltre alla realizzazione di un istallazione in scala ridotta dell' opera che sarà realizzata per il paese d' Appignano.
Dal testo critico “
( ... )Introdurre la scultura è un avvicinarsi a un ambito materico seduttivo,sfera agognata e perseguita ostinatamente con indiscusso talento da Luigi Ferretti.
Definire astratta la sua scultura è una forma di merito che contraddistingue l' approccio,non analitico dell' ambivalenza materica e morfologica che contraddistingue le sue realizzazioni.
Questa “ erosione “ nel collocare la sua opera comporta quell' aspetto di astrazione,cioè della impossibilità di collocazione sul piano categoriale.
Fu Bataille a dimostrare come le categorie logiche della forma non determinassero semplicemente l' aspetto della realtà,ma in modo più importante é attraverso ad esse che viene attribuito un significato alla realtà.
I lavori in legno di Ferretti si plasmano come bronzi eterei di una realtà fantastica a tratti luminosi,a tratti con morbidi vortici e increspature.
Un artista,anche nel senso romantico, dell' idillio tra sensibilità e creatività.
In un mondo dell' arte,che dagli anni settanta, sembra dichiarare d' essere stato trasformato in uno star system,dove l' artista è sempre più un prodotto, una personalità pronta per essere impacchettata e venduta (Warhol l' aveva già detto negli anni'60),la commercializzazione ha rimpiazzato l' estetica fino all' apoteosi: Ecco il mio corpo compratemi.
Luigi Ferretti sceglie senza pensarci l' anima che dimostra nelle sue realizzazioni,entrare nel suo studio è attraversare un mondo di pensieri,di viaggi e sogni.
Il suo lavoro incanta, per purezza geometrica,ideali geometrie platoniche,riduzioni lontane dallo umano e vicine a una sfera spirituale.
Nelle sue realizzazioni,retaggi del Surrealismo convivono con statue lignee propiziatorie Africane, elementi vigenti di una pacata citazione della storia dell' arte in un' arte simbolica, leggiadra, celata nel mondo della fantasia, dove il desiderio è il motore centrale dell' analisi introspettiva.
Il desidero produce.
Non stupisce che la scultura si trovi proprio nel mezzo della controversia circa il suo appartenere al territorio della realtà, o a quello della sola rappresentazione.
A partire dai rilievi angolari di Talin,e della sua insistenza sul produttivismo,fino alle scoperte di Land Art degli anni settanta, molti scultori del XX secolo hanno desiderato far scoppiare la bolla che imprigionava la scultura nel mondo dell' illusione,della rappresentazione e dell' idealizzazione.
Hanno voluto che esistesse,funzionasse e agisse nel campo del reale.
Anteponendosi al discorso estetico idealizzante,per i quali la scultura doveva occupare uno spazio reale (non virtuale),uno spazio nel quale ci si trovasse faccia a faccia non con una cosa ma con una rappresentazione
Dal testo critico “
( ... )Introdurre la scultura è un avvicinarsi a un ambito materico seduttivo,sfera agognata e perseguita ostinatamente con indiscusso talento da Luigi Ferretti.
Definire astratta la sua scultura è una forma di merito che contraddistingue l' approccio,non analitico dell' ambivalenza materica e morfologica che contraddistingue le sue realizzazioni.
Questa “ erosione “ nel collocare la sua opera comporta quell' aspetto di astrazione,cioè della impossibilità di collocazione sul piano categoriale.
Fu Bataille a dimostrare come le categorie logiche della forma non determinassero semplicemente l' aspetto della realtà,ma in modo più importante é attraverso ad esse che viene attribuito un significato alla realtà.
I lavori in legno di Ferretti si plasmano come bronzi eterei di una realtà fantastica a tratti luminosi,a tratti con morbidi vortici e increspature.
Un artista,anche nel senso romantico, dell' idillio tra sensibilità e creatività.
In un mondo dell' arte,che dagli anni settanta, sembra dichiarare d' essere stato trasformato in uno star system,dove l' artista è sempre più un prodotto, una personalità pronta per essere impacchettata e venduta (Warhol l' aveva già detto negli anni'60),la commercializzazione ha rimpiazzato l' estetica fino all' apoteosi: Ecco il mio corpo compratemi.
Luigi Ferretti sceglie senza pensarci l' anima che dimostra nelle sue realizzazioni,entrare nel suo studio è attraversare un mondo di pensieri,di viaggi e sogni.
Il suo lavoro incanta, per purezza geometrica,ideali geometrie platoniche,riduzioni lontane dallo umano e vicine a una sfera spirituale.
Nelle sue realizzazioni,retaggi del Surrealismo convivono con statue lignee propiziatorie Africane, elementi vigenti di una pacata citazione della storia dell' arte in un' arte simbolica, leggiadra, celata nel mondo della fantasia, dove il desiderio è il motore centrale dell' analisi introspettiva.
Il desidero produce.
Non stupisce che la scultura si trovi proprio nel mezzo della controversia circa il suo appartenere al territorio della realtà, o a quello della sola rappresentazione.
A partire dai rilievi angolari di Talin,e della sua insistenza sul produttivismo,fino alle scoperte di Land Art degli anni settanta, molti scultori del XX secolo hanno desiderato far scoppiare la bolla che imprigionava la scultura nel mondo dell' illusione,della rappresentazione e dell' idealizzazione.
Hanno voluto che esistesse,funzionasse e agisse nel campo del reale.
Anteponendosi al discorso estetico idealizzante,per i quali la scultura doveva occupare uno spazio reale (non virtuale),uno spazio nel quale ci si trovasse faccia a faccia non con una cosa ma con una rappresentazione
28
giugno 2008
Luigi Ferretti – Introspezione
Dal 28 giugno al 26 luglio 2008
arte contemporanea
Location
PALAZZO COMUNALE
Appignano, Via Rossini, 14, (Macerata)
Appignano, Via Rossini, 14, (Macerata)
Orario di apertura
sabato e festivi 9-13 e 17-20, martedì e giovedì 15-19
Vernissage
28 Giugno 2008, ore 18.30
Sito web
www.camillaboemio.com
Autore
Curatore


