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MAG2
La mostra indaga lo spazio della galleria tra dimensione “sacra” e istituzionale, presentando opere selezionate con criteri di forte neutralità espositiva, in dialogo con la storia e l’identità di Studio la Città e con il suo ruolo culturale nel contemporaneo.
Comunicato stampa
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MAG2
Esposizione aperta al pubblico dal 23 dicembre 2025 - ore 17.00
Artisti: Gabriele Basilico | Federico Borroni | Vincenzo Castella | Arthur Duff | Andrea Fogli | Herbert Hamak | Jacob Hashimoto | Riyad Komu | Hiroyuki Masuyama | Franco Passalacqua | Mikhael Subotzky
Lo spazio di una galleria d’arte contemporanea, oltre a concretizzare un ruolo culturale, è un luogo che coesiste con il suo equivalente “non luogo” nell’epoca contemporanea dematerializzata: chissà se lo avrebbe definito così anche il compianto antropologo Marc Augé…
Questo spazio può essere considerato con intenti diversi: contenitore “sacro” o spazio istituzionale?
Il contenitore sacro si concentra sulla neutralità fisica e metafisica dello spazio espositivo per isolare l’opera, preservarne la “purezza” e sottrarla a tutti gli indizi esterni che potrebbero interferire con il suo statuto artistico. Lo spazio della galleria è progettato secondo leggi rigorose: finestre sigillate, pareti bianche e illuminazione proveniente dal soffitto. concettualmente l’arte si trova in una sorta di eternità espositiva, fuori dal tempo e dalle vicissitudini della vita reale. Questo ambiente è come uno spazio rituale o religioso, nel quale il mondo esterno non deve penetrare. Il contenitore è così potente che, una volta all’esterno, l’opera può perdere il suo statuto sacro per tornare a essere un oggetto secolare.
Lo spazio istituzionale rappresenta un’evoluzione in cui la galleria smette di essere un semplice “negozio di quadri” per diventare un attore culturale a tutto tondo; la mostra istituzionale è accompagnata da un’elevata rigorosità curatoriale e da attività di ricerca, spesso includendo pubblicazioni scientifiche e cataloghi un tempo riservati ai musei. La galleria assume così un ruolo di archivio e di memoria storica. L’istituzionalizzazione include anche la conservazione degli archivi degli artisti per offrire narrazioni storiche alternative oltre a creare valore sociale.
Questo spazio può essere considerato con intenti diversi: contenitore “sacro” o spazio istituzionale?
Da una parte il contenitore sacro, una lente che focalizza l’attenzione esclusivamente sull’oggetto per estrarne un’essenza artistica, dall’altra lo spazio istituzionale che lega l’opera alla storia, alla società e alla posterità e presuppone la galleria come luogo multi funzionale, oltre quello espositivo.
MAG2 è un’esposizione che riprende, ripropone, ricollega, affonda le radici nel terreno fertilissimo di Studio la Città. Gli artisti e le opere sono associati e isolati con il più grande sforzo di neutralità; è vero, il percorso della galleria l’ha istituzionalizzata ma il pensiero originale era sacro e da quel valore si concretizza il presente e si diramerà il futuro.
Studio la Città, 2025
Studio la Città
Lungadige Galtarossa, 21 37133 Verona – Italia
fino al 5 aprile 2026
Esposizione aperta al pubblico dal 23 dicembre 2025 - ore 17.00
Artisti: Gabriele Basilico | Federico Borroni | Vincenzo Castella | Arthur Duff | Andrea Fogli | Herbert Hamak | Jacob Hashimoto | Riyad Komu | Hiroyuki Masuyama | Franco Passalacqua | Mikhael Subotzky
Lo spazio di una galleria d’arte contemporanea, oltre a concretizzare un ruolo culturale, è un luogo che coesiste con il suo equivalente “non luogo” nell’epoca contemporanea dematerializzata: chissà se lo avrebbe definito così anche il compianto antropologo Marc Augé…
Questo spazio può essere considerato con intenti diversi: contenitore “sacro” o spazio istituzionale?
Il contenitore sacro si concentra sulla neutralità fisica e metafisica dello spazio espositivo per isolare l’opera, preservarne la “purezza” e sottrarla a tutti gli indizi esterni che potrebbero interferire con il suo statuto artistico. Lo spazio della galleria è progettato secondo leggi rigorose: finestre sigillate, pareti bianche e illuminazione proveniente dal soffitto. concettualmente l’arte si trova in una sorta di eternità espositiva, fuori dal tempo e dalle vicissitudini della vita reale. Questo ambiente è come uno spazio rituale o religioso, nel quale il mondo esterno non deve penetrare. Il contenitore è così potente che, una volta all’esterno, l’opera può perdere il suo statuto sacro per tornare a essere un oggetto secolare.
Lo spazio istituzionale rappresenta un’evoluzione in cui la galleria smette di essere un semplice “negozio di quadri” per diventare un attore culturale a tutto tondo; la mostra istituzionale è accompagnata da un’elevata rigorosità curatoriale e da attività di ricerca, spesso includendo pubblicazioni scientifiche e cataloghi un tempo riservati ai musei. La galleria assume così un ruolo di archivio e di memoria storica. L’istituzionalizzazione include anche la conservazione degli archivi degli artisti per offrire narrazioni storiche alternative oltre a creare valore sociale.
Questo spazio può essere considerato con intenti diversi: contenitore “sacro” o spazio istituzionale?
Da una parte il contenitore sacro, una lente che focalizza l’attenzione esclusivamente sull’oggetto per estrarne un’essenza artistica, dall’altra lo spazio istituzionale che lega l’opera alla storia, alla società e alla posterità e presuppone la galleria come luogo multi funzionale, oltre quello espositivo.
MAG2 è un’esposizione che riprende, ripropone, ricollega, affonda le radici nel terreno fertilissimo di Studio la Città. Gli artisti e le opere sono associati e isolati con il più grande sforzo di neutralità; è vero, il percorso della galleria l’ha istituzionalizzata ma il pensiero originale era sacro e da quel valore si concretizza il presente e si diramerà il futuro.
Studio la Città, 2025
Studio la Città
Lungadige Galtarossa, 21 37133 Verona – Italia
fino al 5 aprile 2026
23
dicembre 2025
MAG2
Dal 23 dicembre 2025 al 05 aprile 2026
arte contemporanea
Location
STUDIO LA CITTA’
Verona, Lungadige Galtarossa, 21, (Verona)
Verona, Lungadige Galtarossa, 21, (Verona)
Orario di apertura
dal martedì al venerdì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00
Sito web
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