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Marco Fantini
Coerentemente con le scelte recentemente adottate dall’artista vicentino si tratterà di una mostra volta a rappresentare il molteplice attraverso l’utizzo di linguaggi contraddittori per modalità espressiva e tecnica
Comunicato stampa
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Catalogo in galleria, con testi di di Ivan Quaroni, Massimo Recalcati, Marco Fantini; intervista di Marco Vallora
Coerentemente con le scelte recentemente adottate dall’artista Vicentino si tratterà di una mostra volta a rappresentare il molteplice attraverso l’utizzo di linguaggi contraddittori per modalità espressiva e tecnica.
Scultura, pittura, fotografia, disegno si susseguono in un alternarsi di movimenti sinergici: pause, accellerazioni improvvise,
attrazioni, repulsioni... dicotomia del tragicomico il cui scopo sembra essere il depistaggio, l’incodificabilità, il tentativo estremo
di eludere la possibilità di assumere una posizione, una qualsiasi posizione...
In tal senso alle maschere dei dodici teschi in bronzo, pietrificate nell’espressione beffarda del sorriso, seguono i dipinti dalla
struttura "rebus" intesi come la naturale prosecuzione di quel sorriso nella buffa intellegibilità della composizione.
Nei quaranta disegni a penna, il salto dell’onirico nel sogno "nero" dell’infanzia é anch’esso contraddetto dal "futile" di talune
grammatiche non riconducibili ad un senso compiuto.
Un gruppo di dieci ritratti fotografici di malati di mente chiude il catalogo. La classicità di tali immagini, tutte votate all’immediatezza
neutra del loro specifico é un tentativo di riappropriazione del reale attraverso la contingenza. Quasi fossero scatole nere di episodi sedimentati ed indicibili, l’artista in queste immagini sembra dire che tutto è storia, susseguirsi di avvenimenti...e cronologia di un sogno.
Marco Fantini é nato a Vicenza nel 1965 vive e lavora a Milano
Coerentemente con le scelte recentemente adottate dall’artista Vicentino si tratterà di una mostra volta a rappresentare il molteplice attraverso l’utizzo di linguaggi contraddittori per modalità espressiva e tecnica.
Scultura, pittura, fotografia, disegno si susseguono in un alternarsi di movimenti sinergici: pause, accellerazioni improvvise,
attrazioni, repulsioni... dicotomia del tragicomico il cui scopo sembra essere il depistaggio, l’incodificabilità, il tentativo estremo
di eludere la possibilità di assumere una posizione, una qualsiasi posizione...
In tal senso alle maschere dei dodici teschi in bronzo, pietrificate nell’espressione beffarda del sorriso, seguono i dipinti dalla
struttura "rebus" intesi come la naturale prosecuzione di quel sorriso nella buffa intellegibilità della composizione.
Nei quaranta disegni a penna, il salto dell’onirico nel sogno "nero" dell’infanzia é anch’esso contraddetto dal "futile" di talune
grammatiche non riconducibili ad un senso compiuto.
Un gruppo di dieci ritratti fotografici di malati di mente chiude il catalogo. La classicità di tali immagini, tutte votate all’immediatezza
neutra del loro specifico é un tentativo di riappropriazione del reale attraverso la contingenza. Quasi fossero scatole nere di episodi sedimentati ed indicibili, l’artista in queste immagini sembra dire che tutto è storia, susseguirsi di avvenimenti...e cronologia di un sogno.
Marco Fantini é nato a Vicenza nel 1965 vive e lavora a Milano
18
giugno 2005
Marco Fantini
Dal 18 giugno al 30 luglio 2005
arte contemporanea
Location
GALLERIA IL CASTELLO
Trento, Via Degli Orbi, 25, (Trento)
Trento, Via Degli Orbi, 25, (Trento)
Vernissage
18 Giugno 2005, ore 18,30
Autore
Curatore


