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Marco Grasso – Wild by Design
All’ADI Design Museum, grazie al supporto della Loffredo foundation for Arts & Inclusion, sono esposte alcune delle tele realizzate da Marco Grasso, giovane pittore contemporaneo cuneense, in un dialogo
semplice ma rivoluzionario tra natura e design.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La Loffredo Foundation for Arts & Inclusion presenta la mostra Wild by Design dell’artista contemporaneo Marco Grasso, in programma dal 1° al 13 aprile 2026 negli spazi espositivi dell’ADI Design Museum di Milano. Un dialogo semplice ma rivoluzionario tra natura e design, per dimostrare che sono due facce di una stessa ricerca, incessante e bellissima, di soluzioni che possano unire funzionalità, sostenibilità e bellezza.
Wild by Design è la nuova mostra del giovane artista Marco Grasso, classe 2000, a cura di Elena Di Raddo, ospitata dal 1° al 13 aprile 2026 all’ADI Design Museum e realizzata grazie al sostegno della Loffredo Foundation for Arts & Inclusion, realtà che supporta giovani artisti emergenti e non solo, nella formazione e nella loro crescita professionale, per valorizzarne il talento e generare attraverso l’arte un impatto reale, culturale e sociale. Lo fa attraverso Iconic Art System, un ecosistema culturale integrato, fisico e virtuale insieme, dove il dialogo tra pubblico, collezionisti e professionisti dell’arte diventa parte integrante del processo culturale.
Marco Grasso è un pittore specializzato in wildlife art, ossia dipinge ritratti in olio su tela di animali colti in atteggiamenti o situazioni che fanno emergere le loro peculiarità fisiche e caratteriali. I soggetti sono colti in tutta la loro magnificenza e unicità attraverso lo strumento pittorico, analizzati nei minimi dettagli con uno sguardo fotografico.
L’artista racconta: “Quando ero bambino, andavo con mio fratello Nicolò nei boschi del Piemonte all'alba. Ci dicevamo sempre: 'Guarda come vola quel gufo - non fa rumore.' Anni dopo, ho scoperto che gli ingegneri della Siemens hanno passato mesi a studiare esattamente quelle piume, quelle micro-dentellature sui bordi delle ali che frantumano il flusso d'aria. Oggi, le pale eoliche più silenziose del mondo replicano quella stessa geometria”.
Da questa intuizione ha preso forma l’idea della mostra e quella di ambientarla proprio all’ADI Design Museum, istituzione milanese che diffonde la cultura del design a livello nazionale e internazionale attraverso la produzione di mostre temporanee e la custodia e mostra permanente della collezione storica del premio Compasso d’Oro, "bene di eccezionale interesse artistico e storico" riconosciuto dal Ministero della Cultura dal 2004. Sì, perché la natura può essere considerata la prima designer della storia e probabilmente la più geniale. Con Wild by Design si vuole scardinare infatti la distinzione che vede la Natura, forza ancestrale e incontaminata, contrapposta al Design, espressione dell’artificio e della volontà umana. La natura non è l'antitesi del progetto, ma il suo primo, più geniale e instancabile autore. Gli animali, dunque, come quelli che popolano le tele di Marco Grasso, sono dei prototipi perfetti, non solo soggetti estetici ma soluzioni viventi a problemi complessi e quindi con una loro funzione intrinseca.
Anche il concetto di sostenibilità assume un’accezione più ampia in questo contesto: non è un'opzione etica moderna, ma è il principio fondativo della vita stessa. L’evoluzione è un’economia circolare perfetta in cui ogni animale è di per sé sostenibile al 100% non perché è buono o etico, ma perché altrimenti non esisterebbe.
Il percorso espositivo prende il via al piano terra del Museo con un’installazione digitale a cura di Parallelia AI Creative Studio, che mostra proprio come natura animale e oggetti di design sono una l’origine dell’altro.
La mostra si divide in quattro sezioni, la prima dedicata al mimetismo strutturale e cinetico. L’opera Flight, ad esempio, raffigura un martin pescatore, esemplare noto per il suo becco affusolato, che gli permette di tuffarsi in acqua ad alta velocità. Questo volatile ispirò l’ingegnere e appassionato birdwatcher Eiji Nakatsu per il miglioramento del celebre treno Shinkansen, detto il treno proiettile giapponese, che ridisegnò il muso del veicolo secondo la forma del becco dell’uccello, risolvendo così problematiche relative alla rumorosità, al consumo e alla velocità e diventando un esempio internazionale di efficienza aerodinamica.
La seconda sezione riflette sulla guerra ottica e alla brand identity, mostrando come la natura utilizzi pattern non come decori, ma come sistemi di comunicazione e protezione. Come la coppia di zebre in Love in Black and White, e il leone ruggente in Born of Fire, specie in cui il disorientamento delle strisce o l’armatura psicologica della criniera creano un’illusione ottica.
Matematica della natura e sostenibilità è il tema della terza parte in cui le opere di Grasso vengono associale all’idea che la bellezza naturale risponde a precise leggi matematiche studiate e applicate dai designer. Infine la quarta sezione è dedicata all’integrazione funzionale e al futuro, l'ultimo livello dell'approccio biomimetico dove la forma abita la funzione stessa, come nell’opera Grace che ritrae un cigno dal collo sinuoso.
Marco Grasso con la sua arte e con questi ritratti, non ci sta solo mostrando animali bellissimi, ma ci sta offrendo nuove chiavi di lettura. Ogni pennellata cattura non solo la forma, ma la funzione. Non solo l'aspetto, ma il principio. È arte che diventa conoscenza. È conoscenza primordiale che diventa atto creativo. Le sue tele non vanno guardate solo con gli occhi dell'amante dell'arte, ma anche con gli occhi del designer, dell'ingegnere, del curioso.
Marco Grasso
Marco Grasso (Cuneo, 2000) è un pittore italiano specializzato in wildlife art.
Numerosi viaggi nei luoghi li più maestosi del mondo lo hanno spinto a dipingere il regno animale cercando di restituirne, attraverso le sue opere, il fascino e la diversità, al fine di restituirne sulla tela un’autenticità tangibile, non solo fisica ma anche caratteriale sottolineando così il valore della conservazione ambientale e animale.
È Signature Member di Artists for Conservation (AFC) e membro della Society for Animal Artists (SAA), le più importanti organizzazioni internazionali di wildlife art che fanno del binomio arte-conservazione ambientale e animale la loro cifra stilistica.
Ha esposto in Canada (Vancouver, Calgary), Stati Uniti (Florida e Arizona), Regno Unito (Londra) e Italia (Roma, Napoli, Milano, Cuneo, Biella, Lucca e Venaria Reale). È stato insignito di una AFC Medal of Excellence nel contesto di un'esposizione internazionale a Vancouver.
Nel Regno Unito è rappresentato dalle gallerie di Clarendon Fine Art. In Canada e Florida è rappresentato dalle gallerie di Art Space & Design galleries.
Ha studiato alla Florence Academy of Art.
Elena Di Raddo
Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Brescia. Dirige il Master “Progettare Cultura. Arte e Design”, Almed, Università Cattolica e Politecnico di Milano. È membro del Comitato direttivo del Centro di ricerca sull'astrattismo italiano (CRA.IT). Le sue aree di studio sono principalmente la pittura simbolista, l’arte astratta europea e l’arte italiana/europea degli anni Sessanta e Settanta e il rapporto tra arte e nuove tecnologie. È consulente scientifico per diversi musei e ha curato mostre per spazi pubblici e privati. Scrive per notiziari, periodici e riviste d’arte.
Loffredo Foundation for Arts & Inclusion
La Loffredo Foundation for Arts & Inclusion è una fondazione che si occupa di scouting, tutela, supporto ed accompagnamento degli artisti emergenti e della istituzionalizzazione di Figure Artistiche già affermate, con particolare attenzione a pratiche inclusive e a percorsi che spesso restano ai margini dei circuiti tradizionali. La Fondazione rappresenta il cuore etico e progettuale del sistema ed in questo percorso si inserisce, Iconic Art System che ne è la piattaforma operativa. Iconic Art System, progetto nato con l’obiettivo di ridefinire il modo in cui l’arte contemporanea dialoga con la società, il mercato e l’inclusione non è solo una galleria nel senso tradizionale del termine, ma un ecosistema culturale integrato: una rete di progetti, spazi ed esperienze che utilizzano l’arte come strumento di impatto reale, culturale e sociale. Alla base del sistema vi è una missione chiara: sostenere la produzione artistica contemporanea, valorizzare il talento emergente e affermato, e generare valore che ritorni alla comunità.
Wild by Design è la nuova mostra del giovane artista Marco Grasso, classe 2000, a cura di Elena Di Raddo, ospitata dal 1° al 13 aprile 2026 all’ADI Design Museum e realizzata grazie al sostegno della Loffredo Foundation for Arts & Inclusion, realtà che supporta giovani artisti emergenti e non solo, nella formazione e nella loro crescita professionale, per valorizzarne il talento e generare attraverso l’arte un impatto reale, culturale e sociale. Lo fa attraverso Iconic Art System, un ecosistema culturale integrato, fisico e virtuale insieme, dove il dialogo tra pubblico, collezionisti e professionisti dell’arte diventa parte integrante del processo culturale.
Marco Grasso è un pittore specializzato in wildlife art, ossia dipinge ritratti in olio su tela di animali colti in atteggiamenti o situazioni che fanno emergere le loro peculiarità fisiche e caratteriali. I soggetti sono colti in tutta la loro magnificenza e unicità attraverso lo strumento pittorico, analizzati nei minimi dettagli con uno sguardo fotografico.
L’artista racconta: “Quando ero bambino, andavo con mio fratello Nicolò nei boschi del Piemonte all'alba. Ci dicevamo sempre: 'Guarda come vola quel gufo - non fa rumore.' Anni dopo, ho scoperto che gli ingegneri della Siemens hanno passato mesi a studiare esattamente quelle piume, quelle micro-dentellature sui bordi delle ali che frantumano il flusso d'aria. Oggi, le pale eoliche più silenziose del mondo replicano quella stessa geometria”.
Da questa intuizione ha preso forma l’idea della mostra e quella di ambientarla proprio all’ADI Design Museum, istituzione milanese che diffonde la cultura del design a livello nazionale e internazionale attraverso la produzione di mostre temporanee e la custodia e mostra permanente della collezione storica del premio Compasso d’Oro, "bene di eccezionale interesse artistico e storico" riconosciuto dal Ministero della Cultura dal 2004. Sì, perché la natura può essere considerata la prima designer della storia e probabilmente la più geniale. Con Wild by Design si vuole scardinare infatti la distinzione che vede la Natura, forza ancestrale e incontaminata, contrapposta al Design, espressione dell’artificio e della volontà umana. La natura non è l'antitesi del progetto, ma il suo primo, più geniale e instancabile autore. Gli animali, dunque, come quelli che popolano le tele di Marco Grasso, sono dei prototipi perfetti, non solo soggetti estetici ma soluzioni viventi a problemi complessi e quindi con una loro funzione intrinseca.
Anche il concetto di sostenibilità assume un’accezione più ampia in questo contesto: non è un'opzione etica moderna, ma è il principio fondativo della vita stessa. L’evoluzione è un’economia circolare perfetta in cui ogni animale è di per sé sostenibile al 100% non perché è buono o etico, ma perché altrimenti non esisterebbe.
Il percorso espositivo prende il via al piano terra del Museo con un’installazione digitale a cura di Parallelia AI Creative Studio, che mostra proprio come natura animale e oggetti di design sono una l’origine dell’altro.
La mostra si divide in quattro sezioni, la prima dedicata al mimetismo strutturale e cinetico. L’opera Flight, ad esempio, raffigura un martin pescatore, esemplare noto per il suo becco affusolato, che gli permette di tuffarsi in acqua ad alta velocità. Questo volatile ispirò l’ingegnere e appassionato birdwatcher Eiji Nakatsu per il miglioramento del celebre treno Shinkansen, detto il treno proiettile giapponese, che ridisegnò il muso del veicolo secondo la forma del becco dell’uccello, risolvendo così problematiche relative alla rumorosità, al consumo e alla velocità e diventando un esempio internazionale di efficienza aerodinamica.
La seconda sezione riflette sulla guerra ottica e alla brand identity, mostrando come la natura utilizzi pattern non come decori, ma come sistemi di comunicazione e protezione. Come la coppia di zebre in Love in Black and White, e il leone ruggente in Born of Fire, specie in cui il disorientamento delle strisce o l’armatura psicologica della criniera creano un’illusione ottica.
Matematica della natura e sostenibilità è il tema della terza parte in cui le opere di Grasso vengono associale all’idea che la bellezza naturale risponde a precise leggi matematiche studiate e applicate dai designer. Infine la quarta sezione è dedicata all’integrazione funzionale e al futuro, l'ultimo livello dell'approccio biomimetico dove la forma abita la funzione stessa, come nell’opera Grace che ritrae un cigno dal collo sinuoso.
Marco Grasso con la sua arte e con questi ritratti, non ci sta solo mostrando animali bellissimi, ma ci sta offrendo nuove chiavi di lettura. Ogni pennellata cattura non solo la forma, ma la funzione. Non solo l'aspetto, ma il principio. È arte che diventa conoscenza. È conoscenza primordiale che diventa atto creativo. Le sue tele non vanno guardate solo con gli occhi dell'amante dell'arte, ma anche con gli occhi del designer, dell'ingegnere, del curioso.
Marco Grasso
Marco Grasso (Cuneo, 2000) è un pittore italiano specializzato in wildlife art.
Numerosi viaggi nei luoghi li più maestosi del mondo lo hanno spinto a dipingere il regno animale cercando di restituirne, attraverso le sue opere, il fascino e la diversità, al fine di restituirne sulla tela un’autenticità tangibile, non solo fisica ma anche caratteriale sottolineando così il valore della conservazione ambientale e animale.
È Signature Member di Artists for Conservation (AFC) e membro della Society for Animal Artists (SAA), le più importanti organizzazioni internazionali di wildlife art che fanno del binomio arte-conservazione ambientale e animale la loro cifra stilistica.
Ha esposto in Canada (Vancouver, Calgary), Stati Uniti (Florida e Arizona), Regno Unito (Londra) e Italia (Roma, Napoli, Milano, Cuneo, Biella, Lucca e Venaria Reale). È stato insignito di una AFC Medal of Excellence nel contesto di un'esposizione internazionale a Vancouver.
Nel Regno Unito è rappresentato dalle gallerie di Clarendon Fine Art. In Canada e Florida è rappresentato dalle gallerie di Art Space & Design galleries.
Ha studiato alla Florence Academy of Art.
Elena Di Raddo
Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Brescia. Dirige il Master “Progettare Cultura. Arte e Design”, Almed, Università Cattolica e Politecnico di Milano. È membro del Comitato direttivo del Centro di ricerca sull'astrattismo italiano (CRA.IT). Le sue aree di studio sono principalmente la pittura simbolista, l’arte astratta europea e l’arte italiana/europea degli anni Sessanta e Settanta e il rapporto tra arte e nuove tecnologie. È consulente scientifico per diversi musei e ha curato mostre per spazi pubblici e privati. Scrive per notiziari, periodici e riviste d’arte.
Loffredo Foundation for Arts & Inclusion
La Loffredo Foundation for Arts & Inclusion è una fondazione che si occupa di scouting, tutela, supporto ed accompagnamento degli artisti emergenti e della istituzionalizzazione di Figure Artistiche già affermate, con particolare attenzione a pratiche inclusive e a percorsi che spesso restano ai margini dei circuiti tradizionali. La Fondazione rappresenta il cuore etico e progettuale del sistema ed in questo percorso si inserisce, Iconic Art System che ne è la piattaforma operativa. Iconic Art System, progetto nato con l’obiettivo di ridefinire il modo in cui l’arte contemporanea dialoga con la società, il mercato e l’inclusione non è solo una galleria nel senso tradizionale del termine, ma un ecosistema culturale integrato: una rete di progetti, spazi ed esperienze che utilizzano l’arte come strumento di impatto reale, culturale e sociale. Alla base del sistema vi è una missione chiara: sostenere la produzione artistica contemporanea, valorizzare il talento emergente e affermato, e generare valore che ritorni alla comunità.
01
marzo 2026
Marco Grasso – Wild by Design
Dal primo marzo al 13 aprile 2026
arte contemporanea
design
design
Location
ADI Design Museum
Milano, Via Ceresio, 7, (MI)
Milano, Via Ceresio, 7, (MI)
Biglietti
Intero 15 €
Ridotto 12 €
Gratuito
(per sapere chi ha diritto all'ingresso gratuito visitare il sito: https://www.adidesignmuseum.org/biglietteria/)
Orario di apertura
lunedì - domenica 10:30 - 20:00
Sito web
Ufficio stampa
Maria Chiara Salvanelli Press Office & Communication
Autore
Curatore
Produzione organizzazione







