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Maria Panico Saraceno – Fili imbrogliati
Personale con le poesie di Carmelo Antonio Saraceno
Comunicato stampa
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Voce del Lavoro
E’ difficile, senza un’ampia analisi da parte del consumatore, percepire come i molteplici interessi capitalisti funzionano in tandem, in una specie di trinita’: marketing, l’industria bancaria, e l’industria distribuitiva. Queste tre specializzazioni funzionano perfettamente insieme in un comune intrappolamento dei consumatori in un peccato di spreco, e nella commercializzazione dell’antica arte della fibra. L’essenza industriale dell’alta moda si rivela in questa mostra nel congiungersi dell’uso di filo metallico per costruire lunghe forme organiche e dell’uso ironico del bronzo, un componente permanente, per una critica della cieca devozione all’arte della fibra e del vestiario, di natura un’arte cangiante. Il vuoto delle statuette e delle forme uterine, come l’associazione delle figure umane insieme a quelle animali/vegetali in combinazioni sorprendenti, permettono allo spettatore una certa interpretazione del consumerismo dell’alta moda, cioe’ un’artificialita’, una costruzione umana innaturale, che, a lungo termine, dev’essere insostenibile. Allo stesso tempo, la mostra diventa un’autocritica e una sottomissione quasi religiosa a una possible interpretazione della bellezza e della seduzione umana.
MARIA PANICO SARACENO
Biografia
Maria, nata in Italia, ha vissuto la maggior parte della sua vita negli Stati Uniti. Le sue prime sculture parlavano delle difficolta’ associate con l’esperienza di marginalizzazione culturale. In seguito la sua attenzione artistica si e’ rivolta verso la critica del “seguire la moda”, attraverso una serie di bronzi (“Cervelli di gallina”) ed una serie di abiti in metallo di misura umana. Di recente l’espressione di nostalgia per la madrepatria nonche’ la madre si rivela in un’edizione di uteri in acciaio con un fiore o un frutto attaccati alla corda ombelicale. Ultimamente l’opera di Maria e’ divenuta piu’ concettuale, abbandonando la scultura come oggetto, l’artista si e’ dedicata allo sviluppo di un’idea attraverso la sua azione in un sito pubblico. Per un periodo di quattro mesi Maria si e’ appropriata di un’angolo di strada molto visibile, ma frequentato solo da traffico automobilistico e lo ha trasformato in un punto di incontro per i residenti del suo quartiere, servendo da mangiare a chiunque era interessato. Il tutto e’ stato documentato con fotografie e video. Durante l’attivita’ svolta sull’angolo i partecipanti sono stati anche invitati a coprire una tovaglia completamente di perle. Ogni perla simbolizza ciascun membro della comunita’ e l’artista serve da catalizzatore nell’unificare il lavoro collettivo. La tovaglia come oggetto e’ il residuo e testimonianza tattile degl’incontri avvenuti sull’angolo pubblico.
INFO:3395607242
http://www.artmajeur.com/raggioverde/
Ambra Biscuso
E’ difficile, senza un’ampia analisi da parte del consumatore, percepire come i molteplici interessi capitalisti funzionano in tandem, in una specie di trinita’: marketing, l’industria bancaria, e l’industria distribuitiva. Queste tre specializzazioni funzionano perfettamente insieme in un comune intrappolamento dei consumatori in un peccato di spreco, e nella commercializzazione dell’antica arte della fibra. L’essenza industriale dell’alta moda si rivela in questa mostra nel congiungersi dell’uso di filo metallico per costruire lunghe forme organiche e dell’uso ironico del bronzo, un componente permanente, per una critica della cieca devozione all’arte della fibra e del vestiario, di natura un’arte cangiante. Il vuoto delle statuette e delle forme uterine, come l’associazione delle figure umane insieme a quelle animali/vegetali in combinazioni sorprendenti, permettono allo spettatore una certa interpretazione del consumerismo dell’alta moda, cioe’ un’artificialita’, una costruzione umana innaturale, che, a lungo termine, dev’essere insostenibile. Allo stesso tempo, la mostra diventa un’autocritica e una sottomissione quasi religiosa a una possible interpretazione della bellezza e della seduzione umana.
MARIA PANICO SARACENO
Biografia
Maria, nata in Italia, ha vissuto la maggior parte della sua vita negli Stati Uniti. Le sue prime sculture parlavano delle difficolta’ associate con l’esperienza di marginalizzazione culturale. In seguito la sua attenzione artistica si e’ rivolta verso la critica del “seguire la moda”, attraverso una serie di bronzi (“Cervelli di gallina”) ed una serie di abiti in metallo di misura umana. Di recente l’espressione di nostalgia per la madrepatria nonche’ la madre si rivela in un’edizione di uteri in acciaio con un fiore o un frutto attaccati alla corda ombelicale. Ultimamente l’opera di Maria e’ divenuta piu’ concettuale, abbandonando la scultura come oggetto, l’artista si e’ dedicata allo sviluppo di un’idea attraverso la sua azione in un sito pubblico. Per un periodo di quattro mesi Maria si e’ appropriata di un’angolo di strada molto visibile, ma frequentato solo da traffico automobilistico e lo ha trasformato in un punto di incontro per i residenti del suo quartiere, servendo da mangiare a chiunque era interessato. Il tutto e’ stato documentato con fotografie e video. Durante l’attivita’ svolta sull’angolo i partecipanti sono stati anche invitati a coprire una tovaglia completamente di perle. Ogni perla simbolizza ciascun membro della comunita’ e l’artista serve da catalizzatore nell’unificare il lavoro collettivo. La tovaglia come oggetto e’ il residuo e testimonianza tattile degl’incontri avvenuti sull’angolo pubblico.
INFO:3395607242
http://www.artmajeur.com/raggioverde/
Ambra Biscuso
26
giugno 2005
Maria Panico Saraceno – Fili imbrogliati
Dal 26 giugno al 10 luglio 2005
arte contemporanea
Location
ASSOCIAZIONE IL RAGGIO VERDE
Lecce, Via Federico D'aragona, 14, (Lecce)
Lecce, Via Federico D'aragona, 14, (Lecce)
Orario di apertura
tutti i giorni 18-21
Vernissage
26 Giugno 2005, ore 20
Autore
