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Massimo Campigli
litografie
Comunicato stampa
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S’inaugura a Trieste sabato 11 marzo 2006 alle ore 18.00 alla Galleria Cartesius una preziosa rassegna di litografie realizzate da Massimo Campigli (Firenze 1895 – Saint Tropez 1971) in gran parte tra il 1944 e il 1952 e quasi tutte tirate dalla famosa stamperia Il Cavallino di Venezia. La mostra, curata dall’architetto Marianna Accerboni e visitabile fino al 2 aprile, si compone di 16 lavori, di cui alcuni particolarmente preziosi e rari. Nelle opere esposte il pittore, toscano di nascita ma di famiglia di ceppo tedesco (si chiamava in realtà Max Ihlenfeld), analizza in particolare, attraverso un personale e raffinato linguaggio, sensibile anche al percorso metafisico, l’eterno mistero femminino.
Campigli, temperamento taciturno e artista colto, che soffriva spesso di solitudine, dopo gli studi letterari compiuti a Milano - scrive Accerboni - viene inviato nel 1919 a Parigi come corrispondente dal Corriere della Sera. Preferisce però dedicarsi completamente alla pittura, nel cui ambito inizia a operare interessandosi alla ricerca postcubista e purista e al lessico di Léger, di Seurat e di Picasso, con grande attenzione all’arte egizia, primitiva e arcaica, che corrispondono alla sua naturale inclinazione per una raffinata sintesi del segno e narrativa. Folgorante e fondamentale è la visita che Campigli compie, nel 1928, al Museo etrusco di Valle Giulia e alle Terme di Diocleziano, dove viene colpito in particolare dalla ritrattistica romana del basso impero. Il pittore abbandona allora De Chirico, Savinio e De Pisis, per tuffarsi nell’antico e approccia le prime figure femminili dai grandi occhi senza sguardo, declinate con capacità sorprendente per un colto autodidatta. In esse coniuga mito e realtà in uno spazio senza tempo e senza fragore.
La personale del 1929 alla galleria Jeanne Boucher di Parigi ne sancisce la fama europea. Pochi anni più tardi si cimenta anche in grandi imprese di decorazione murale, come quelle per la Sala del Trono della Triennale di Milano (1933) con De Chirico, Funi e Sironi, e come le pitture murali per il Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra (1937). Rimane quindi a Milano per diversi anni, organizzando mostre e viaggi tra Parigi e New York, mentre durante la seconda guerra mondiale opera tra Venezia e la capitale lombarda. Nel ’45 espone sessanta dipinti al Museo Civico di Amsterdam, nel ’48, più di una ventina di opere alla Biennale di Venezia. Successivamente è attivo tra Parigi, Milano, Roma e Saint Tropez, dove si spegne nel ’71.
Campigli, temperamento taciturno e artista colto, che soffriva spesso di solitudine, dopo gli studi letterari compiuti a Milano - scrive Accerboni - viene inviato nel 1919 a Parigi come corrispondente dal Corriere della Sera. Preferisce però dedicarsi completamente alla pittura, nel cui ambito inizia a operare interessandosi alla ricerca postcubista e purista e al lessico di Léger, di Seurat e di Picasso, con grande attenzione all’arte egizia, primitiva e arcaica, che corrispondono alla sua naturale inclinazione per una raffinata sintesi del segno e narrativa. Folgorante e fondamentale è la visita che Campigli compie, nel 1928, al Museo etrusco di Valle Giulia e alle Terme di Diocleziano, dove viene colpito in particolare dalla ritrattistica romana del basso impero. Il pittore abbandona allora De Chirico, Savinio e De Pisis, per tuffarsi nell’antico e approccia le prime figure femminili dai grandi occhi senza sguardo, declinate con capacità sorprendente per un colto autodidatta. In esse coniuga mito e realtà in uno spazio senza tempo e senza fragore.
La personale del 1929 alla galleria Jeanne Boucher di Parigi ne sancisce la fama europea. Pochi anni più tardi si cimenta anche in grandi imprese di decorazione murale, come quelle per la Sala del Trono della Triennale di Milano (1933) con De Chirico, Funi e Sironi, e come le pitture murali per il Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra (1937). Rimane quindi a Milano per diversi anni, organizzando mostre e viaggi tra Parigi e New York, mentre durante la seconda guerra mondiale opera tra Venezia e la capitale lombarda. Nel ’45 espone sessanta dipinti al Museo Civico di Amsterdam, nel ’48, più di una ventina di opere alla Biennale di Venezia. Successivamente è attivo tra Parigi, Milano, Roma e Saint Tropez, dove si spegne nel ’71.
11
marzo 2006
Massimo Campigli
Dall'undici marzo al 02 aprile 2006
disegno e grafica
Location
GALLERIA CARTESIUS
Trieste, Via Giosuè Carducci, 10, (Trieste)
Trieste, Via Giosuè Carducci, 10, (Trieste)
Orario di apertura
da martedì a sabato 10.30–12.30 e 16.30–19.30
Vernissage
11 Marzo 2006, ore 18
Autore
Curatore


