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MIchelle Hold – Voyage de Decouverte
In Voyage de découverte, Michelle Hold ci suggerisce che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi. La sua pittura astratta, il suo gesto informale attraversano la letteratura, la filosofia, l’arte del Novecento riflettendo sul concetto di tempo.
Comunicato stampa
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La mostra Voyage de découverte — titolo scelto in francese per evocare l’universo sensibile e temporale di Marcel Proust — presenta il lavoro pittorico di Michelle Hold come un’esperienza di attraversamento, un percorso che non si esaurisce nella visione di immagini, ma si apre come esplorazione del tempo e della sua percezione.
Alla base di questo progetto espositivo si colloca una riflessione che affonda le proprie radici nella trasformazione del pensiero tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, quando il tempo smette progressivamente di essere inteso come una successione lineare e misurabile per diventare esperienza vissuta, continuità, memoria in atto. È il filosofo Henri Bergson a definire questa dimensione come durata: un flusso ininterrotto in cui il passato non scompare, ma continua a vivere nel presente, modificandolo e arricchendolo.
È in questo orizzonte che si inserisce la pittura di Michelle Hold. Nelle sue opere, il segno non è mai descrizione né costruzione di una forma chiusa, ma piuttosto la traccia di un gesto che si sviluppa nel tempo, una registrazione viva di un processo che continua a risuonare sulla superficie della tela. Le linee attraversano lo spazio senza delimitarlo, si sovrappongono, si interrompono e riprendono, lasciando emergere una stratificazione in cui nulla viene realmente cancellato, ma tutto permane come memoria attiva.
La tela si presenta così non come uno spazio concluso, ma come un campo aperto, attraversato da movimenti e tensioni che invitano lo sguardo a percorrerlo, a sostare, a ritornare sui segni, seguendone il ritmo e le variazioni. In questo senso, l’opera non si offre come immagine immediata e definitiva, ma come esperienza che si dispiega nel tempo della visione, chiedendo allo spettatore di entrare in relazione con il processo stesso del suo formarsi.
In questa dimensione, che sappiamo trovare importante risonanza anche nell’Action Painting ed in altri linguaggi del secolo scorso, la tela diventa uno spazio di azione ed il dipinto l’esito visibile di un evento.
Tuttavia, nel lavoro di Michelle Hold, il gesto non si esaurisce soltanto nell’energia dell’atto, bensì si sedimenta, si stratifica e permane, trasformando l’opera in una vera e propria memoria del suo accadere.
In questo senso, la pittura si configura simultaneamente come indagine nel tempo — perché nasce da una successione reale di gesti — e come indagine del tempo — perché rende visibile la sua natura profonda, fatta di continuità, ritorni, sovrapposizioni. L’opera non si limita quindi a occupare uno spazio, ma diventa il luogo in cui il tempo si manifesta, si deposita e si rende percepibile.
Il titolo Voyage de découverte allude proprio a questo movimento: non un viaggio nello spazio, ma un attraversamento della durata, un’esperienza in cui ciò che si vede non è soltanto un’immagine, ma il processo stesso del suo emergere, ancora attivo nello sguardo di chi osserva.
La mostra si configura così come un’esperienza articolata, in cui pittura e pensiero si intrecciano, offrendo al pubblico non solo uno spazio di visione, ma un vero e proprio tempo da attraversare, in piena sintonia con lo spirito della Swann Art Gallery, il cui nome richiama la figura di Swann — alter ego proustiano nella fase iniziale della Recherche — e ne riflette la vocazione culturale e progettuale, fondata sulla trasversalità dei linguaggi e sul dialogo continuo tra arti visive, letteratura e pensiero critico.
Riccardo Dellaferrera, marzo 2026
Alla base di questo progetto espositivo si colloca una riflessione che affonda le proprie radici nella trasformazione del pensiero tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, quando il tempo smette progressivamente di essere inteso come una successione lineare e misurabile per diventare esperienza vissuta, continuità, memoria in atto. È il filosofo Henri Bergson a definire questa dimensione come durata: un flusso ininterrotto in cui il passato non scompare, ma continua a vivere nel presente, modificandolo e arricchendolo.
È in questo orizzonte che si inserisce la pittura di Michelle Hold. Nelle sue opere, il segno non è mai descrizione né costruzione di una forma chiusa, ma piuttosto la traccia di un gesto che si sviluppa nel tempo, una registrazione viva di un processo che continua a risuonare sulla superficie della tela. Le linee attraversano lo spazio senza delimitarlo, si sovrappongono, si interrompono e riprendono, lasciando emergere una stratificazione in cui nulla viene realmente cancellato, ma tutto permane come memoria attiva.
La tela si presenta così non come uno spazio concluso, ma come un campo aperto, attraversato da movimenti e tensioni che invitano lo sguardo a percorrerlo, a sostare, a ritornare sui segni, seguendone il ritmo e le variazioni. In questo senso, l’opera non si offre come immagine immediata e definitiva, ma come esperienza che si dispiega nel tempo della visione, chiedendo allo spettatore di entrare in relazione con il processo stesso del suo formarsi.
In questa dimensione, che sappiamo trovare importante risonanza anche nell’Action Painting ed in altri linguaggi del secolo scorso, la tela diventa uno spazio di azione ed il dipinto l’esito visibile di un evento.
Tuttavia, nel lavoro di Michelle Hold, il gesto non si esaurisce soltanto nell’energia dell’atto, bensì si sedimenta, si stratifica e permane, trasformando l’opera in una vera e propria memoria del suo accadere.
In questo senso, la pittura si configura simultaneamente come indagine nel tempo — perché nasce da una successione reale di gesti — e come indagine del tempo — perché rende visibile la sua natura profonda, fatta di continuità, ritorni, sovrapposizioni. L’opera non si limita quindi a occupare uno spazio, ma diventa il luogo in cui il tempo si manifesta, si deposita e si rende percepibile.
Il titolo Voyage de découverte allude proprio a questo movimento: non un viaggio nello spazio, ma un attraversamento della durata, un’esperienza in cui ciò che si vede non è soltanto un’immagine, ma il processo stesso del suo emergere, ancora attivo nello sguardo di chi osserva.
La mostra si configura così come un’esperienza articolata, in cui pittura e pensiero si intrecciano, offrendo al pubblico non solo uno spazio di visione, ma un vero e proprio tempo da attraversare, in piena sintonia con lo spirito della Swann Art Gallery, il cui nome richiama la figura di Swann — alter ego proustiano nella fase iniziale della Recherche — e ne riflette la vocazione culturale e progettuale, fondata sulla trasversalità dei linguaggi e sul dialogo continuo tra arti visive, letteratura e pensiero critico.
Riccardo Dellaferrera, marzo 2026
09
aprile 2026
MIchelle Hold – Voyage de Decouverte
Dal 09 aprile al 06 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Swann Art Gallery
Torino, Via Antonio Bertola, 29/A, (TO)
Torino, Via Antonio Bertola, 29/A, (TO)
Orario di apertura
da martedì a sabato h. 12.30 - 19.00
Vernissage
9 Aprile 2026, dalle 18.00
Autore
Curatore



