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migrAzioni
Mostra di immagini e fotografie
Comunicato stampa
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Volti di donne e bambini segnati dalla sofferenza, ritratti in situazioni che fanno rivivere angosce, speranze e nostalgie vissute dai nostri padri. Immagini che raccontano la storia di quello che è stato un fenomeno di massa che ha coinvolto circa 27 milioni di italiani tra la fine dell’‘800 e la prima metà del ‘900. Labitalia, in collaborazione con Conform srl, Cenasca-Cisl, Cnca, Stellaria Cooperativa Sociale e Impresa Sensibile-Cna, presenta la mostra ‘migrAzioni, un sogno lungo un secolo’, un percorso iconografico che vuole dare risalto a un messaggio di solidarietà, attraverso le immagini fornite dalla Fondazione Paolo Cresci e dalla Fondazione Napoli Novantanove. Un evento che si pone all’interno del progetto ‘Pane e Denti (possibilità e strumenti)’, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo all’interno dell’Iniziativa comunitaria Equal II Fase, che ha l’obiettivo di contrastare le discriminazioni e le disuguaglianze nel mercato del lavoro attraverso la sperimentazione di politiche e strategie innovative, e gestito in Italia dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali-DG per le Politiche per l’Orientamento e la Formazione.
Quelle esposte sono immagini straordinariamente simili a quelle che ritraggono gli attuali immigrati, tanto da poter creare un parallelo significativo, in cui lo spazio e il tempo non contano più e dove l’unico vero valore da affermare è il proprio sogno da realizzare. Alla mostra si aggiunge il racconto di storie filtrate attraverso l’occhio del fotografo Stefano Montesi, come quella che parla delle ragazze rom che hanno realizzato una sfilata per lo stilista Romeo Gigli, o del pizzaiolo venuto dal Bangladesh divenuto proprietario di un ristorante. Storie che dimostrano come quel sogno si può realizzare, ora come allora.
Perché il progetto Equal ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’
Ancora oggi l’immigrazione viene percepita come un problema piuttosto che come una risorsa, anche in Paesi caratterizzati dal progressivo invecchiamento della popolazione: pregiudizi che possono trasformarsi in vere e proprie forme di razzismo e che interessano tanto l’ambito sociale quanto quello lavorativo, alimentando processi di esclusione delle minoranze etniche e ostacolando la piena partecipazione alla vita economica, sociale e civile nell’ottica della cittadinanza attiva. Per questo, il progetto ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’ si è posto come obiettivo la volontà di rimuovere le distorsioni culturali e sociali, fino a ripensare la comunicazione stessa per contrastare le rappresentazioni fuorvianti che spesso accompagnano il modo in cui i cittadini vivono, interpretano e si relazionano con gli immigrati e con le minoranze etniche. Il progetto ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’, dunque, ha cercato di affermare il principio di intercultura e di realizzare una società realmente inclusiva: due aspetti di primo piano che rappresentano la sfida più ambiziosa da raccogliere nell’ambito della nuova fase dell’iniziativa comunitaria Equal e rispetto alla quale la Commissione europea, nella recente comunicazione su immigrazione, integrazione e occupazione, ha invitato gli Stati membri a intensificare gli sforzi.
Quelle esposte sono immagini straordinariamente simili a quelle che ritraggono gli attuali immigrati, tanto da poter creare un parallelo significativo, in cui lo spazio e il tempo non contano più e dove l’unico vero valore da affermare è il proprio sogno da realizzare. Alla mostra si aggiunge il racconto di storie filtrate attraverso l’occhio del fotografo Stefano Montesi, come quella che parla delle ragazze rom che hanno realizzato una sfilata per lo stilista Romeo Gigli, o del pizzaiolo venuto dal Bangladesh divenuto proprietario di un ristorante. Storie che dimostrano come quel sogno si può realizzare, ora come allora.
Perché il progetto Equal ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’
Ancora oggi l’immigrazione viene percepita come un problema piuttosto che come una risorsa, anche in Paesi caratterizzati dal progressivo invecchiamento della popolazione: pregiudizi che possono trasformarsi in vere e proprie forme di razzismo e che interessano tanto l’ambito sociale quanto quello lavorativo, alimentando processi di esclusione delle minoranze etniche e ostacolando la piena partecipazione alla vita economica, sociale e civile nell’ottica della cittadinanza attiva. Per questo, il progetto ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’ si è posto come obiettivo la volontà di rimuovere le distorsioni culturali e sociali, fino a ripensare la comunicazione stessa per contrastare le rappresentazioni fuorvianti che spesso accompagnano il modo in cui i cittadini vivono, interpretano e si relazionano con gli immigrati e con le minoranze etniche. Il progetto ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’, dunque, ha cercato di affermare il principio di intercultura e di realizzare una società realmente inclusiva: due aspetti di primo piano che rappresentano la sfida più ambiziosa da raccogliere nell’ambito della nuova fase dell’iniziativa comunitaria Equal e rispetto alla quale la Commissione europea, nella recente comunicazione su immigrazione, integrazione e occupazione, ha invitato gli Stati membri a intensificare gli sforzi.
05
dicembre 2005
migrAzioni
Dal 05 all'otto dicembre 2005
fotografia
Location
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Roma, Via Della Lungara, 19, (Roma)
Roma, Via Della Lungara, 19, (Roma)
Orario di apertura
dalle 9.00 alle 20.00
Vernissage
5 Dicembre 2005, ore 11

