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Mimmo Paladino – Ceramiche
Una ventina le opere esposte, con dieci inediti presentati per la prima volta in assoluto
Comunicato stampa
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Lunedì 5 novembre 2005 (ore 18.30) inaugura alla Banca di Romagna, la mostra che celebra il pluriennale rapporto tra il grande artista e la Bottega d’Arte Ceramica Gatti. Una ventina le opere esposte, con dieci inediti presentati per la prima volta in assoluto
Nella sua lunga ed affermata carriera artistica, in cui si è misurato con i più diversi materiali e la loro espressività e duttilità, Mimmo Paladino ha scelto Faenza come sede privilegiata per confrontarsi con la materia per antonomasia: la terra. L’esperienza, iniziata nel 1993, su invito di Davide Servadei della Bottega d’Arte Ceramica Gatti, si è consolidata nel tempo, Di questa proficua vicenda artistica, Banca di Romagna offre una significativa panoramica con l’esposizione che viene inaugurata lunedì 5 dicembre 2005 (alle ore 18.30) nella sede centrale di corso Garibaldi 1, dove sarà visitabile fino a venerdì 24 febbraio 2006.
All’inaugurazione interverranno il presidente della Banca di Romagna, Angelo Bartolotti, il sindaco di Faenza, Claudio Casadio, il curatore della mostra, Claudia Casali, ed il direttore di Banca di Romagna, Francesco Pinoni.
Da un primo approccio legato alla pura sperimentazione, per scoprire la materia ed indagarla nelle sue potenzialità, l’esperienza di Palladino è arrivata alle recenti realizzazioni dove emerge una piena padronanza. Accanto alle opere dei suoi inizi (il Dormiente e il Coccodrillo, il Testimone, lo Scriba, etc.), viene presentata nella sede della Banca di Romagna di Faenza, per la prima volta, la serie di dieci vasi “Omero”, multipli in maiolica dipinta ad ingobbi policromi, connotati da elementi che richiamano personaggi dell’Iliade e dell’Odissea, poemi che Paladino ha avuto modo di illustrare nel 2001, per la casa editrice Le Lettere di Firenze, e di mettere poi in scena al Teatro Mercadante di Napoli, con la straordinaria interpretazione di Toni Servillo.
In totale sono esposte una ventina di opere di piccola dimensione. I vasi sono irriverenti e a volte giocosi, frutto dell’estro e della fantasia di questo grande artista, che ha selezionato pochi ma significativi protagonisti, connotati da brevi ma intensi tratti.
Paladino è sempre stato legato alla sperimentazione del mezzo di volta in volta utilizzato, nella volontà di raggiungere risultati strepitosi indagando la materia nelle sue infinite potenzialità, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo nel rispetto di un linguaggio di antica tradizione.
La mostra celebra il connubio tra Paladino e la sapienza esecutiva faentina. Nel suo fare “Paladino ha inteso rispettare l’iter processuale dell’esperienza della Bottega Gatti affiancando la genialità di un autentico e straordinario occhio creativo, capace di cogliere nell’immediato uno spazio, un ambiente, una situazione. - scrive Claudia Casali, curatrice della mostra - Paladino è la tradizione antica unita al segno nuovo e contemporaneo, il genio dell’innovazione e la certezza del mezzo, il fascino della fucina e la gestualità sperimentale.”
L'artista utilizza la terra e i suoi colori come se stesse dipingendo su una tela. Segni, elementi, forme vengono trattati come in pittura, anche se il risultato non è immediato. Molta parte nelle sue opere viene lasciata ad un “consapevole” caso: Paladino ama l’incertezza della sperimentazione, il trasformarsi della materia, l’alchimia degli elementi, e lo affascina l’idea di artigianalità dell’impresa. Con la Bottega Gatti Paladino riesce a misurarsi con tutte le fasi della terracotta, con l’idea della fucina, del luogo – laboratorio che possiede, per lui, il fascino dell’antro magico.
Afferma Paladino “Per me la terracotta ha un valore di forma antica e primordiale. La ceramica parla di tempi storici acculturati", nel rispetto della mediterraneità della terra e della forma.
Biografia
Mimmo Paladino nasce nel 1948 a Paduli, in provincia di Benevento, dove tuttora vive e lavora.
La sua carriera artistica comincia nel 1968 con una mostra a Portici, presentato dal giovane critico Achille Bonito Oliva, che lo accompagnerà nel corso del suo intenso percorso artistico, con l'avventura della Transavanguardia. Dal 1987 il lavoro di Paladino è ufficialmente riconosciuto a livello internazionale, dopo le molte esposizioni nei principali musei europei, degli Stati Uniti, del Sud America e giapponesi. Nel 1988 la Biennale di Venezia gli dedica una sala all'interno del Padiglione Italia. Il suo estro e la sua geniale creatività si adattano alle più varie situazioni: interventi architettonici per chiese, piazze, palazzi, ma anche il teatro che lo vede protagonista delle scene dall'inizio degli anni Novanta.
Nel 1993 inizia la collaborazione con la Bottega d'Arte Ceramica Gatti di Faenza, rapporto consolidato negli anni, tuttora esistente. Il 2002 è l'anno della grande antologica al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2003 Paladino è l'artista scelto per rappresentare l'arte italiana durante la presidenza italiana a Bruxelles: la scultura equestre Zenith viene installata nella piazza della sede del Parlamento europeo. Nel 2004 la Reggia di Caserta, nell'ambito del progetto Terrae Motus, gli dedica una personale con lavori recenti tra cui un grande tondo in ceramica, omaggio a Beuys. Il 2005 lo vede protagonista di una serie di esposizioni personali: al MAR Museo d'Arte della Città di Ravenna, dove per la prima volta vengono esposte le scenografie realizzate negli ultimi quindici anni; a Cà Pesaro, a Venezia, in occasione della Biennale, con le terrecotte di grande formato; a Napoli, in due eventi, al Teatro San Carlo per la progettazione delle scene del "Fidelio" e al Museo di Capodimonte con una mostra dedicata a Don Chisciotte, durante la quale verrà proiettato anche il suo film, libera interpretazione del Don Chisciotte, da lui realizzato, in qualità di regista, lo scorso settembre.
Nella sua lunga ed affermata carriera artistica, in cui si è misurato con i più diversi materiali e la loro espressività e duttilità, Mimmo Paladino ha scelto Faenza come sede privilegiata per confrontarsi con la materia per antonomasia: la terra. L’esperienza, iniziata nel 1993, su invito di Davide Servadei della Bottega d’Arte Ceramica Gatti, si è consolidata nel tempo, Di questa proficua vicenda artistica, Banca di Romagna offre una significativa panoramica con l’esposizione che viene inaugurata lunedì 5 dicembre 2005 (alle ore 18.30) nella sede centrale di corso Garibaldi 1, dove sarà visitabile fino a venerdì 24 febbraio 2006.
All’inaugurazione interverranno il presidente della Banca di Romagna, Angelo Bartolotti, il sindaco di Faenza, Claudio Casadio, il curatore della mostra, Claudia Casali, ed il direttore di Banca di Romagna, Francesco Pinoni.
Da un primo approccio legato alla pura sperimentazione, per scoprire la materia ed indagarla nelle sue potenzialità, l’esperienza di Palladino è arrivata alle recenti realizzazioni dove emerge una piena padronanza. Accanto alle opere dei suoi inizi (il Dormiente e il Coccodrillo, il Testimone, lo Scriba, etc.), viene presentata nella sede della Banca di Romagna di Faenza, per la prima volta, la serie di dieci vasi “Omero”, multipli in maiolica dipinta ad ingobbi policromi, connotati da elementi che richiamano personaggi dell’Iliade e dell’Odissea, poemi che Paladino ha avuto modo di illustrare nel 2001, per la casa editrice Le Lettere di Firenze, e di mettere poi in scena al Teatro Mercadante di Napoli, con la straordinaria interpretazione di Toni Servillo.
In totale sono esposte una ventina di opere di piccola dimensione. I vasi sono irriverenti e a volte giocosi, frutto dell’estro e della fantasia di questo grande artista, che ha selezionato pochi ma significativi protagonisti, connotati da brevi ma intensi tratti.
Paladino è sempre stato legato alla sperimentazione del mezzo di volta in volta utilizzato, nella volontà di raggiungere risultati strepitosi indagando la materia nelle sue infinite potenzialità, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo nel rispetto di un linguaggio di antica tradizione.
La mostra celebra il connubio tra Paladino e la sapienza esecutiva faentina. Nel suo fare “Paladino ha inteso rispettare l’iter processuale dell’esperienza della Bottega Gatti affiancando la genialità di un autentico e straordinario occhio creativo, capace di cogliere nell’immediato uno spazio, un ambiente, una situazione. - scrive Claudia Casali, curatrice della mostra - Paladino è la tradizione antica unita al segno nuovo e contemporaneo, il genio dell’innovazione e la certezza del mezzo, il fascino della fucina e la gestualità sperimentale.”
L'artista utilizza la terra e i suoi colori come se stesse dipingendo su una tela. Segni, elementi, forme vengono trattati come in pittura, anche se il risultato non è immediato. Molta parte nelle sue opere viene lasciata ad un “consapevole” caso: Paladino ama l’incertezza della sperimentazione, il trasformarsi della materia, l’alchimia degli elementi, e lo affascina l’idea di artigianalità dell’impresa. Con la Bottega Gatti Paladino riesce a misurarsi con tutte le fasi della terracotta, con l’idea della fucina, del luogo – laboratorio che possiede, per lui, il fascino dell’antro magico.
Afferma Paladino “Per me la terracotta ha un valore di forma antica e primordiale. La ceramica parla di tempi storici acculturati", nel rispetto della mediterraneità della terra e della forma.
Biografia
Mimmo Paladino nasce nel 1948 a Paduli, in provincia di Benevento, dove tuttora vive e lavora.
La sua carriera artistica comincia nel 1968 con una mostra a Portici, presentato dal giovane critico Achille Bonito Oliva, che lo accompagnerà nel corso del suo intenso percorso artistico, con l'avventura della Transavanguardia. Dal 1987 il lavoro di Paladino è ufficialmente riconosciuto a livello internazionale, dopo le molte esposizioni nei principali musei europei, degli Stati Uniti, del Sud America e giapponesi. Nel 1988 la Biennale di Venezia gli dedica una sala all'interno del Padiglione Italia. Il suo estro e la sua geniale creatività si adattano alle più varie situazioni: interventi architettonici per chiese, piazze, palazzi, ma anche il teatro che lo vede protagonista delle scene dall'inizio degli anni Novanta.
Nel 1993 inizia la collaborazione con la Bottega d'Arte Ceramica Gatti di Faenza, rapporto consolidato negli anni, tuttora esistente. Il 2002 è l'anno della grande antologica al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2003 Paladino è l'artista scelto per rappresentare l'arte italiana durante la presidenza italiana a Bruxelles: la scultura equestre Zenith viene installata nella piazza della sede del Parlamento europeo. Nel 2004 la Reggia di Caserta, nell'ambito del progetto Terrae Motus, gli dedica una personale con lavori recenti tra cui un grande tondo in ceramica, omaggio a Beuys. Il 2005 lo vede protagonista di una serie di esposizioni personali: al MAR Museo d'Arte della Città di Ravenna, dove per la prima volta vengono esposte le scenografie realizzate negli ultimi quindici anni; a Cà Pesaro, a Venezia, in occasione della Biennale, con le terrecotte di grande formato; a Napoli, in due eventi, al Teatro San Carlo per la progettazione delle scene del "Fidelio" e al Museo di Capodimonte con una mostra dedicata a Don Chisciotte, durante la quale verrà proiettato anche il suo film, libera interpretazione del Don Chisciotte, da lui realizzato, in qualità di regista, lo scorso settembre.
05
dicembre 2005
Mimmo Paladino – Ceramiche
Dal 05 dicembre 2005 al 24 febbraio 2006
arte contemporanea
Location
BANCA DI ROMAGNA
Faenza, Corso Giuseppe Garibaldi, 1, (Ravenna)
Faenza, Corso Giuseppe Garibaldi, 1, (Ravenna)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 8.30-13 e 15-16
Vernissage
5 Dicembre 2005, ore 18,30
Autore
Curatore

