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MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione
In occasione della Milano Design Week 2026 la mostra indaga il tema della trasformazione nel progetto contemporaneo.
Comunicato stampa
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In occasione della Milano Design Week 2026, DcomeDesign presenta MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione, una mostra a cura di Anty Pansera che indaga il tema della trasformazione nel progetto contemporaneo.
Inserita nel palinsesto ufficiale della Milano Design Week 2026 e in dialogo con il tema Essere Progetto del Fuorisalone, la mostra esplora il design come processo in continua evoluzione, capace di adattarsi, trasformarsi e ridefinirsi nel tempo. Allo stesso modo, si confronta con le riflessioni del Salone Internazionale del Bagno, che in questa edizione pone al centro lo spazio domestico come ambiente sostenibile, tecnologico e sempre più orientato al benessere.
MUTANTI non propone una visione univoca, ma un attraversamento: materia, linguaggio, tecnologia e comportamento dell’abitare vengono letti come ambiti in continua trasformazione. Sono quindi raccolte in questa occasione esperienze diverse, accomunate dalla capacità di mutare nel tempo, mettendo in evidenza come il cambiamento non sia un’eccezione, ma una condizione strutturale del design contemporaneo. Fulcro della mostra — e tratto identitario dell’associazione DcomeDesign — è il ruolo delle donne nel mondo del design e della produzione: non soltanto progettiste, ma protagoniste attive lungo l’intera filiera, dall’impresa alla ricerca, dal management alla comunicazione e questa mostra evidenzia una presenza femminile diffusa e strutturale, capace di incidere in modo significativo sia sui processi produttivi sia sulle evoluzioni del design contemporaneo.
Ad aprire idealmente il percorso, vi è la riflessione di Giorgina Castiglioni, che propone una lettura della materia come processo aperto, tra memoria e possibilità, offrendo una chiave di accesso al tema della trasformazione. E poi la mostra costruisce, attraverso l’intreccio di storie aziendali, innovazioni tecnologiche e sperimentazioni progettuali, un dialogo dinamico tra tradizione e futuro: dalle realtà familiari italiane – e al femminile - che attraversano le generazioni, come Alma e Bonacina, alle aziende orientate all’innovazione tecnologica e ai sistemi integrati, come Roca e Vimar, fino alle ricerche più sperimentali su linguaggi e forme, rappresentate da Rapsel e Fabbro Arredi.
Così la curatrice Anty Pansera ha immaginato questo nuovo progetto: “È dentro questo orizzonte che si collocano le presenze riunite alla Sala Colonne della Fabbrica del Vapore: storie diverse, tipologie differenti, accomunate da un’idea di trasformazione intesa non come gesto isolato, ma come pratica continua, come capacità di mutare restando fedeli a una propria identità”.
Le sei aziende coinvolte interpretano il tema della trasformazione attraverso approcci differenti, sintetizzati in alcune parole chiave.
Si inizia con l’azienda fiorentina Alma, nata in relazione stretta con il territorio del tessile pratese, e guidata dalla prima generazione alla terza attuale dalle donne della famiglia. Rappresenta la sezione MATERIA RIGENERATA - da superficie effimera a forma permanente, che rielabora il ciclo di vita dei materiali trasformando la moquette, da prodotto temporaneo, in risorsa durevole. Con il progetto Alma-Re, il materiale viene recuperato, rigenerato e riutilizzato tramite stampa 3D, assumendo nuove forme e funzioni. Questa trasformazione ridefinisce non solo l’aspetto ma anche il significato del prodotto, convertendo lo scarto in materia progettuale e promuovendo un sistema sostenibile che coinvolge l’intera filiera.
A seguire Bonacina, che fin dalla prima fase di sviluppo, coinvolge numerose progettiste: da Lisi Beckmann a Raffaella Crespi, passando da Franca Helg fino ad arrivare a Gae Aulenti e oggi tra le altre Clementine Chambon e Tomoko Mizu. L’azienda si identifica con il tema SOLIDA LEGGEREZZA - tra memoria artigianale e forma senza tempo, unendo tradizione artigianale e forme senza tempo con l’uso di materiali naturali come rattan e midollino. La sua identità si fonda su una continuità evolutiva: la tradizione viene reinterpretata nel dialogo con progettisti di diverse epoche, generando un linguaggio che coniuga memoria e innovazione. La leggerezza nasce dall’equilibrio tra tecnica e sensibilità progettuale, mentre la solidità si esprime nella capacità degli oggetti di durare nel tempo. Ne deriva una visione della trasformazione come rinnovamento continuo dell’eredità artigianale in chiave contemporanea.
Il percorso prosegue con Fabbro Arredi, falegnameria friulana che, all’insegna di FORMA INTERATTIVA – configurazioni in continua trasformazione, unisce artigianalità e innovazione, lavorando il legno per creare arredi contemporanei. Con Chiodino (2025), di Giorgia Bevilacqua e Marika Lamarina, l’oggetto diventa un sistema aperto e modificabile, che permette all’utente di intervenire nella configurazione. Ispirato al gioco, il progetto trasforma l’arredo in un dispositivo dinamico, spostando l’attenzione dall’oggetto alla relazione tra design, uso e vita quotidiana.
Poi Rapsel, fondata negli anni Settanta da Aldo Provini (la seconda generazione rappresentata da sua figlia Valeria), come distributrice di marchi di design scandinavo in Italia, nella sezione LINGUAGGI IBRIDI – tra icona e progetto domestico esplora il confine tra progetto, cultura e sperimentazione, ridefinendo il linguaggio dell’ambiente bagno attraverso oggetti che uniscono funzione e ricerca estetica. La sua identità nasce dal dialogo tra visioni progettuali diverse, creando un sistema coerente ma aperto. La trasformazione si esprime come evoluzione del linguaggio, dando forma a uno spazio complesso in cui elementi tecnici e dimensione domestica si integrano.
E ancora la catalana Roca, con METAMORFOSI TECNICA – da oggetto a sistema integrato, concepisce il bagno come un sistema integrato in evoluzione, in cui tecnologia, design e sostenibilità convergono. I prodotti superano la dimensione dell’oggetto per diventare parte di un ecosistema progettuale, dove funzioni ed estetica si fondono. Soluzioni come Avant rendono visibile questo passaggio, incorporando elementi tecnici, ridefinendo l’installazione e la percezione dello spazio. L’innovazione, discreta ma incisiva, migliora efficienza e uso delle risorse, contribuendo a trasformare il bagno in uno spazio unitario e contemporaneo.
Infine Vimar con TECNOLOGIA RESPONSABILE - tra invisibilità e sistema, sviluppa un sistema integrato che unisce progettazione, tecnologia e gestione sostenibile dei processi. Interruttori, placche e dispositivi per la gestione dell’energia e degli impianti non sono elementi isolati, ma parti di una struttura più ampia, capace di regolare e mettere in relazione lo spazio domestico, mentre l’innovazione si esprime soprattutto nel funzionamento, sempre più discreto ed efficace. Parallelamente, l’attenzione a modelli circolari e al recupero delle risorse estende il progetto all’intero processo produttivo, orientandolo verso una tecnologia responsabile.
Inserita nel palinsesto ufficiale della Milano Design Week 2026 e in dialogo con il tema Essere Progetto del Fuorisalone, la mostra esplora il design come processo in continua evoluzione, capace di adattarsi, trasformarsi e ridefinirsi nel tempo. Allo stesso modo, si confronta con le riflessioni del Salone Internazionale del Bagno, che in questa edizione pone al centro lo spazio domestico come ambiente sostenibile, tecnologico e sempre più orientato al benessere.
MUTANTI non propone una visione univoca, ma un attraversamento: materia, linguaggio, tecnologia e comportamento dell’abitare vengono letti come ambiti in continua trasformazione. Sono quindi raccolte in questa occasione esperienze diverse, accomunate dalla capacità di mutare nel tempo, mettendo in evidenza come il cambiamento non sia un’eccezione, ma una condizione strutturale del design contemporaneo. Fulcro della mostra — e tratto identitario dell’associazione DcomeDesign — è il ruolo delle donne nel mondo del design e della produzione: non soltanto progettiste, ma protagoniste attive lungo l’intera filiera, dall’impresa alla ricerca, dal management alla comunicazione e questa mostra evidenzia una presenza femminile diffusa e strutturale, capace di incidere in modo significativo sia sui processi produttivi sia sulle evoluzioni del design contemporaneo.
Ad aprire idealmente il percorso, vi è la riflessione di Giorgina Castiglioni, che propone una lettura della materia come processo aperto, tra memoria e possibilità, offrendo una chiave di accesso al tema della trasformazione. E poi la mostra costruisce, attraverso l’intreccio di storie aziendali, innovazioni tecnologiche e sperimentazioni progettuali, un dialogo dinamico tra tradizione e futuro: dalle realtà familiari italiane – e al femminile - che attraversano le generazioni, come Alma e Bonacina, alle aziende orientate all’innovazione tecnologica e ai sistemi integrati, come Roca e Vimar, fino alle ricerche più sperimentali su linguaggi e forme, rappresentate da Rapsel e Fabbro Arredi.
Così la curatrice Anty Pansera ha immaginato questo nuovo progetto: “È dentro questo orizzonte che si collocano le presenze riunite alla Sala Colonne della Fabbrica del Vapore: storie diverse, tipologie differenti, accomunate da un’idea di trasformazione intesa non come gesto isolato, ma come pratica continua, come capacità di mutare restando fedeli a una propria identità”.
Le sei aziende coinvolte interpretano il tema della trasformazione attraverso approcci differenti, sintetizzati in alcune parole chiave.
Si inizia con l’azienda fiorentina Alma, nata in relazione stretta con il territorio del tessile pratese, e guidata dalla prima generazione alla terza attuale dalle donne della famiglia. Rappresenta la sezione MATERIA RIGENERATA - da superficie effimera a forma permanente, che rielabora il ciclo di vita dei materiali trasformando la moquette, da prodotto temporaneo, in risorsa durevole. Con il progetto Alma-Re, il materiale viene recuperato, rigenerato e riutilizzato tramite stampa 3D, assumendo nuove forme e funzioni. Questa trasformazione ridefinisce non solo l’aspetto ma anche il significato del prodotto, convertendo lo scarto in materia progettuale e promuovendo un sistema sostenibile che coinvolge l’intera filiera.
A seguire Bonacina, che fin dalla prima fase di sviluppo, coinvolge numerose progettiste: da Lisi Beckmann a Raffaella Crespi, passando da Franca Helg fino ad arrivare a Gae Aulenti e oggi tra le altre Clementine Chambon e Tomoko Mizu. L’azienda si identifica con il tema SOLIDA LEGGEREZZA - tra memoria artigianale e forma senza tempo, unendo tradizione artigianale e forme senza tempo con l’uso di materiali naturali come rattan e midollino. La sua identità si fonda su una continuità evolutiva: la tradizione viene reinterpretata nel dialogo con progettisti di diverse epoche, generando un linguaggio che coniuga memoria e innovazione. La leggerezza nasce dall’equilibrio tra tecnica e sensibilità progettuale, mentre la solidità si esprime nella capacità degli oggetti di durare nel tempo. Ne deriva una visione della trasformazione come rinnovamento continuo dell’eredità artigianale in chiave contemporanea.
Il percorso prosegue con Fabbro Arredi, falegnameria friulana che, all’insegna di FORMA INTERATTIVA – configurazioni in continua trasformazione, unisce artigianalità e innovazione, lavorando il legno per creare arredi contemporanei. Con Chiodino (2025), di Giorgia Bevilacqua e Marika Lamarina, l’oggetto diventa un sistema aperto e modificabile, che permette all’utente di intervenire nella configurazione. Ispirato al gioco, il progetto trasforma l’arredo in un dispositivo dinamico, spostando l’attenzione dall’oggetto alla relazione tra design, uso e vita quotidiana.
Poi Rapsel, fondata negli anni Settanta da Aldo Provini (la seconda generazione rappresentata da sua figlia Valeria), come distributrice di marchi di design scandinavo in Italia, nella sezione LINGUAGGI IBRIDI – tra icona e progetto domestico esplora il confine tra progetto, cultura e sperimentazione, ridefinendo il linguaggio dell’ambiente bagno attraverso oggetti che uniscono funzione e ricerca estetica. La sua identità nasce dal dialogo tra visioni progettuali diverse, creando un sistema coerente ma aperto. La trasformazione si esprime come evoluzione del linguaggio, dando forma a uno spazio complesso in cui elementi tecnici e dimensione domestica si integrano.
E ancora la catalana Roca, con METAMORFOSI TECNICA – da oggetto a sistema integrato, concepisce il bagno come un sistema integrato in evoluzione, in cui tecnologia, design e sostenibilità convergono. I prodotti superano la dimensione dell’oggetto per diventare parte di un ecosistema progettuale, dove funzioni ed estetica si fondono. Soluzioni come Avant rendono visibile questo passaggio, incorporando elementi tecnici, ridefinendo l’installazione e la percezione dello spazio. L’innovazione, discreta ma incisiva, migliora efficienza e uso delle risorse, contribuendo a trasformare il bagno in uno spazio unitario e contemporaneo.
Infine Vimar con TECNOLOGIA RESPONSABILE - tra invisibilità e sistema, sviluppa un sistema integrato che unisce progettazione, tecnologia e gestione sostenibile dei processi. Interruttori, placche e dispositivi per la gestione dell’energia e degli impianti non sono elementi isolati, ma parti di una struttura più ampia, capace di regolare e mettere in relazione lo spazio domestico, mentre l’innovazione si esprime soprattutto nel funzionamento, sempre più discreto ed efficace. Parallelamente, l’attenzione a modelli circolari e al recupero delle risorse estende il progetto all’intero processo produttivo, orientandolo verso una tecnologia responsabile.
20
aprile 2026
MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione
Dal 20 al 26 aprile 2026
architettura
design
design
Location
FABBRICA DEL VAPORE
Milano, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, (Milano)
Milano, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, (Milano)
Orario di apertura
dalle 10:30 alle 22:00
Sito web
Ufficio stampa
Maria Chiara Salvanelli Press Office & Communication
Autore
Curatore
Produzione organizzazione








