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Nanni Menetti – Ice Is Beautiful!
In mostra le criografie, pigmenti lavorati dal gelo naturale
Comunicato stampa
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Nanni Menetti, in tutta la sua produzione, ricorda uno scrittore inglese dell’Ottocento, l’Abbot, che ha scritto un romanzo straordinario: Flatland. Un mondo immaginario, dove tutto vive solo a due dimensioni…Questo è lo spazio non-spazio che Nanni perlustra con tante idee a cui se ne aggiungono di nuove, continuamente, come la recente, straordinaria, invenzione delle criografie.
Renato Barilli,1999
“Un piacere consimile gli davano i fiori di ghiaccio e nelle giornate invernali, quando queste formazioni cristalline coprivano le piccole finestre rusticane nella casa di Buchel, egli era capace di indugiare per ore a studiarne la struttura... a occhio nudo... con la lente di ingrandimento...”. Ecco, anche per Nanni Menetti questo piacere, così ben descritto da Thomas Mann nel suo Doctor Faustus, è, si potrebbe dire biblicamente, cosa buona. Tanto buona, che Menetti non si limita a godere di questi doni della natura, ma addirittura, sull'onda di una pratica del tutto personalizzata del ready-made novecentesco, li provoca, costringendo la natura a farglieli in modo permanente su tavole trattate a tempere, con il risultato di un doppio risarcimento e di un'estensione.
Il primo risarcimento è all'artista, a Menetti in quanto artista. Da anni Menetti lavorava con la scrittura nell'intento di farne una pratica carica di valenze creative oggettive e universali. La scoperta delle criografie l'ha ripagato di tutti questi sforzi permettendogli di raggiungere questo ambìto traguardo: nelle crio la scrittura permane, ma non è più gestita dalla aleatorietà psicologica di una mano umana bensì dalla natura stessa e dalle sue forze metastoriche e originarie. Come dire che con le crio ci si pone al centro assoluto della creatività, compresa quella che presiede alla stessa comparsa della vita e, vogliamo ormai dire (si pensi agli embrioni congelati ecc.), della sua conservazione, fino a pensare di poter valicare tramite essa ogni nostro tempo adulto caduco e mortale.
Il secondo risarcimento è a Menetti in quanto uomo. Come il personaggio di Mann anch'egli, da bambino, era incantato, nella sua fredda casa di montagna, da vetrate arabescate dal gelo; arabeschi che poi, con l'avanzare del giorno, si scioglievano e lasciavano occhio e cuore di quel bambino profondamente frustrati. La scoperta della possibilità di farne oggetti permanenti risarcisce in lui oggi le delusioni del bambino d'allora e restituisce all'adulto il piacere (vogliamo dirla pascolianamente?) d'un tempo.
Risarcimenti ovviamente coordinati: non ci sarebbe quest'arte senza quella esperienza e (si può ormai osare dire) viceversa. Tale e tanto è il potere acclarato dell'arte di rifare a coscienza la vita.
L'estensione poi, e già si sarà compreso, riguarda proprio questo potere dell'arte di prendere coscienza della vita. L'arte non è mai fine a se stessa; essa, che gli artisti ne siano coscienti o no, investe sempre la complessità del nostro stare nel mondo. Ovviamente in modi volta a volta diversi, vuoi socio-politici in senso stretto o vuoi antropologici in senso lato, filosofici, letterari ecc. Bene. Anche le criografie escono così dal privato di Nanni Menetti e dal privato della pratica dell'arte, ove pure esse rappresentano una non piccola novità, e, connettendosi per vie diverse al suo esterno, diventano motivo di riflessione per tutti.
La Biblioteca Ruffilli ha pensato di raccogliere alcune di queste sollecitazioni tematiche suggerite dal gelo, a volte realisticamente inteso a volte in modo metaforico come nel caso della vecchiaia o della pratica pedagogica ecc., affidandone la trattazione a studiosi di chiara fama, che, settimanalmente da gennaio a marzo, ne tratteranno secondo competenza.
Conferenze a partire dal tema della mostra
CRIO-GRAFIE: UNA TEORETICA PER LA PACE
Nanni Menetti
Giovedì 20 gennaio 2011 ore 18,00
“DE SENECTUTE”: MEGLIO GIOVANI CHE VECCHI?
Stefano Bonaga, Docente dell'Università di Bologna
Mercoledì 26 Gennaio 2011 ore 18,00
IL POTERE FORMATIVO DEL GELO NELLA PRATICA EDUCATIVA
Marco Dallari, Docente di pedagogia all'Università di Trento
Giovedì 3 Febbraio 2011 ore 18,00
MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA: MEGLIO FREDDI CHE CALDI
Renato Barilli, Docente dell'Università di Bologna
Giovedì 10 Febbraio ore 18,00
ARTE: IL SEGNO DEL GELO
Gianfranco Maraniello, Direttore del MAMbo
Giovedì 17 Febbraio 2011 ore 18,00
MITI E LEGGENDE DA BRIVIDI
Antonio Faeti, Studioso di Letteratura per l'infanzia
Giovedì 24 Febbraio 2011 ore 18,00
GELO E TERRE ESTREME
Gian Mario Anselmi, Docente di letteratura italiana all'Università di Bologna
Giovedì, 3 Marzo 2011 ore 18,00
Tutte le conversazioni si terranno all'interno della stessa
sala della mostra
ingresso libero
Renato Barilli,1999
“Un piacere consimile gli davano i fiori di ghiaccio e nelle giornate invernali, quando queste formazioni cristalline coprivano le piccole finestre rusticane nella casa di Buchel, egli era capace di indugiare per ore a studiarne la struttura... a occhio nudo... con la lente di ingrandimento...”. Ecco, anche per Nanni Menetti questo piacere, così ben descritto da Thomas Mann nel suo Doctor Faustus, è, si potrebbe dire biblicamente, cosa buona. Tanto buona, che Menetti non si limita a godere di questi doni della natura, ma addirittura, sull'onda di una pratica del tutto personalizzata del ready-made novecentesco, li provoca, costringendo la natura a farglieli in modo permanente su tavole trattate a tempere, con il risultato di un doppio risarcimento e di un'estensione.
Il primo risarcimento è all'artista, a Menetti in quanto artista. Da anni Menetti lavorava con la scrittura nell'intento di farne una pratica carica di valenze creative oggettive e universali. La scoperta delle criografie l'ha ripagato di tutti questi sforzi permettendogli di raggiungere questo ambìto traguardo: nelle crio la scrittura permane, ma non è più gestita dalla aleatorietà psicologica di una mano umana bensì dalla natura stessa e dalle sue forze metastoriche e originarie. Come dire che con le crio ci si pone al centro assoluto della creatività, compresa quella che presiede alla stessa comparsa della vita e, vogliamo ormai dire (si pensi agli embrioni congelati ecc.), della sua conservazione, fino a pensare di poter valicare tramite essa ogni nostro tempo adulto caduco e mortale.
Il secondo risarcimento è a Menetti in quanto uomo. Come il personaggio di Mann anch'egli, da bambino, era incantato, nella sua fredda casa di montagna, da vetrate arabescate dal gelo; arabeschi che poi, con l'avanzare del giorno, si scioglievano e lasciavano occhio e cuore di quel bambino profondamente frustrati. La scoperta della possibilità di farne oggetti permanenti risarcisce in lui oggi le delusioni del bambino d'allora e restituisce all'adulto il piacere (vogliamo dirla pascolianamente?) d'un tempo.
Risarcimenti ovviamente coordinati: non ci sarebbe quest'arte senza quella esperienza e (si può ormai osare dire) viceversa. Tale e tanto è il potere acclarato dell'arte di rifare a coscienza la vita.
L'estensione poi, e già si sarà compreso, riguarda proprio questo potere dell'arte di prendere coscienza della vita. L'arte non è mai fine a se stessa; essa, che gli artisti ne siano coscienti o no, investe sempre la complessità del nostro stare nel mondo. Ovviamente in modi volta a volta diversi, vuoi socio-politici in senso stretto o vuoi antropologici in senso lato, filosofici, letterari ecc. Bene. Anche le criografie escono così dal privato di Nanni Menetti e dal privato della pratica dell'arte, ove pure esse rappresentano una non piccola novità, e, connettendosi per vie diverse al suo esterno, diventano motivo di riflessione per tutti.
La Biblioteca Ruffilli ha pensato di raccogliere alcune di queste sollecitazioni tematiche suggerite dal gelo, a volte realisticamente inteso a volte in modo metaforico come nel caso della vecchiaia o della pratica pedagogica ecc., affidandone la trattazione a studiosi di chiara fama, che, settimanalmente da gennaio a marzo, ne tratteranno secondo competenza.
Conferenze a partire dal tema della mostra
CRIO-GRAFIE: UNA TEORETICA PER LA PACE
Nanni Menetti
Giovedì 20 gennaio 2011 ore 18,00
“DE SENECTUTE”: MEGLIO GIOVANI CHE VECCHI?
Stefano Bonaga, Docente dell'Università di Bologna
Mercoledì 26 Gennaio 2011 ore 18,00
IL POTERE FORMATIVO DEL GELO NELLA PRATICA EDUCATIVA
Marco Dallari, Docente di pedagogia all'Università di Trento
Giovedì 3 Febbraio 2011 ore 18,00
MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA: MEGLIO FREDDI CHE CALDI
Renato Barilli, Docente dell'Università di Bologna
Giovedì 10 Febbraio ore 18,00
ARTE: IL SEGNO DEL GELO
Gianfranco Maraniello, Direttore del MAMbo
Giovedì 17 Febbraio 2011 ore 18,00
MITI E LEGGENDE DA BRIVIDI
Antonio Faeti, Studioso di Letteratura per l'infanzia
Giovedì 24 Febbraio 2011 ore 18,00
GELO E TERRE ESTREME
Gian Mario Anselmi, Docente di letteratura italiana all'Università di Bologna
Giovedì, 3 Marzo 2011 ore 18,00
Tutte le conversazioni si terranno all'interno della stessa
sala della mostra
ingresso libero
20
gennaio 2011
Nanni Menetti – Ice Is Beautiful!
Dal 20 gennaio al 04 marzo 2011
arte contemporanea
Location
BIBLIOTECA MULTIMEDIALE ROBERTO RUFFILI
Bologna, Vicolo Bolognetti, 2, (Bologna)
Bologna, Vicolo Bolognetti, 2, (Bologna)
Orario di apertura
da lunedì a giovedì ore 9-21 – venerdì ore 9-17
Vernissage
20 Gennaio 2011, ore 18
Autore

