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Nature | Feeling | Form
Questo spazio no profit di Vienna ospita un excursus tra riletture della natura da parte di 26 artisti. Tra loro vari giovani emergenti, soprattutto svizzeri, ma anche vere star. Il progetto è ideato da Riccardo Lisi ed ha già avuto una tappa introduttiva nel museo di Castel Belasi, in Trentino.
Comunicato stampa
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NATURE | FEELING | FORM
Se Susanne Langer avesse incontrato Alex Langer
A cura di Riccardo Lisi
con Lukas Willmann
Artisti partecipanti:
Alfredo Aceto, Luka Berchtold, Julius von Bismarck, Stefano Cagol, Hugo Canoilas, Kevin Carrozzo, Gaia Di Bello, Karin Ferrari, Byron Gago, Costanza Giorgi, Markus Hanakam & Roswitha Schuller, Andrina Jörg, Nanna Kaiser, Lisa Lurati, Maurizio Mercuri, Gianni Motti, Pino Musi, Sandro Pianetti, Sarah Rechberger, George Rei, Alessandro Rolandi, Corinne L. Rusch, g. olmo stuppia, Una Szeemann, Cassidy Toner, Paulo Wirz
Kunstraum am Schauplatz
Praterstr. 42 / Hof 2, 1020 Vienna
Vernissage: martedì 3 febbraio 2026 h. 18:00
Dal 4.2 al 14.3.2026 , aperta dal mercoledì al venerdì h 16:00-18:00 e su appuntamento:
+43 677 617 966 78 - kunstraumamschauplatz@gmail.com
Nonostante l’estrema antropizzazione dell’ambiente in cui viviamo, ci confrontiamo fin dalla nascita con la natura. Ci sembra di padroneggiarla con quello che chiamiamo senso comune, ma quel senso in realtà sbaglia. La natura è piena di misteri, lo percepiamo in modo inconscio: alcuni atavici, altri nati recentemente grazie alle scoperte scientifiche.
Per esempio ora è noto che fenomeni naturali che stanno alla base della vita sulla Terra, come la produzione di ossigeno da parte delle piante, si svolgono su base quantistica, e nulla è così poco percepibile dal senso comune come la meccanica quantistica – si pensi per esempio al fenomeno dell’entranglement, i comportamenti speculari di coppie di elettroni distanti anche oltre mille chilometri.
Come nel rapporto con l’oggetto prodotto per arte, anche nella nostra relazione con la natura conta innanzitutto la nostra percezione, che è fondamentalmente influenzata dalla cultura.
Altro esempio: la natura presenta forme che sembrano assolutamente casuali e caotiche. Si pensi alle fronde di un albero, alle linee di costa, alle creste di una montagna, alle forme di un’onda.
In realtà da decenni grazie a un grande matematico affetto da discalculia, Mandel’brot, sappiamo che tutti questi “disegni” seguono formule ricorsive e semplici, quelle che stanno alla base della teoria dei frattali. E in quelle formule è nascosta una parte significativa della bellezza che percepiamo nella natura, per esempio quella di un paesaggio.
La natura ha in sé molto d’invisibile, proprio come l’arte.
Sul secondo ambito lavorò l’americana Susanne Langer nel suo primo, famoso saggio di estetica.
Parlando invece di natura, è sempre importante ricordare Alexander Langer, il più grande ecologista italiano, ma di padre viennese e madrelingua tedesca, che purtroppo morì giovane.
Ecco, viene da chiedersi cosa sarebbe successo se i due Langer – non parenti e lontani geograficamente – si fossero conosciuti e avessero collaborato.
Ritrovare forme nella natura, nutrire un sentimento prima immaginato e poi messo in pratica come opera d’arte e alla fine tornare a percepire una bellezza artistica nel mondo primario cui tutti apparteniamo: la natura, noi animali tra gli altri, potenzialmente capaci di comunicare anche con le altre specie, se non con il mondo vegetale e minerale. Che poi siamo tutti composti dagli stessi elementi primigeni, come quegli elettroni che vivono in un permanente accoppiamento il cui mistero è davvero prossimo a quello delle grandi opere d’arte.
Il progetto Nature | Feeling | Form, ideato dal curatore Riccardo Lisi, si svolge in due tappe.
La prima si è svolta nelle project room del Museo Castel Belasi, affascinante castello in Val di Non (Trentino), ed ha messo in dialogo la scena emergente svizzera con quella viennese, grazie al co-curatore Lukas Willmann.
La seconda tappa si apre martedì 3 febbraio alle ore 18 nello spazio indipendente viennese Kunstraum am Schauplatz: una collettiva internazionale in cui dialogheranno artisti emergenti e mid-career con vere star del mondo dell’arte.
Natura e forma, attraverso il sentimento: questa la chiave di lettura di proposte che appaiono sincere e spontanee nell’espressione di tante e tanti artisti che chiaramente costituiscono una tra le tante selezioni possibili. Nella scelta li accomuna anche la peculiarità delle loro espressioni artistiche, opere in cui sono riscontrabili stili personali, attuali e mai banali.
In questa mostra saranno visibili – fino al 14 marzo, dal mercoledì al venerdì, dalle 16 alle 18 e su appuntamento – opere che riprendono l’estetica potente e misteriosa della natura, come in quelle di Julius von Bismarck, Corinne L. Rusch, Pino Musi e Paulo Wirz, ma anche che denunciano il suo sfruttamento: Gianni Motti, Stefano Cagol e Byron Gago. O raccontano l’emarginazione di chi è costretto a vivere nella natura perché senza casa, come l’installazione di g. olmo stuppia.
Molti artisti espongono qui opere elegantemente concettuali: Una Szeemann, Alfredo Aceto, Maurizio Mercuri, Nanna Kaiser, Alessandro Rolandi e il duo Hanakam & Schuller, ma è molto presente anche una posizione giovane e ironica nel parlare di natura nell’arte, da parte di Cassidy Toner, Karin Ferrari, Kevin Carrozzo, George Rei e Costanza Giorgi. Infine materiali e forme della natura sono riprese e rilette da Lisa Lurati, Luka Berchtold, Sarah Rechberger, Andrina Jörg e Hugo Canoilas, come anche nelle ricerche approfondite e personali di Gaia Di Bello e Sandro Pianetti.
L’esposizione ha ingresso libero ed è sostenuta da Pro Helvetia fondazione svizzera per la cultura, Fogarassy Privat Stiftung e dall’associazione Kunstverein Am Schauplatz.
Se Susanne Langer avesse incontrato Alex Langer
A cura di Riccardo Lisi
con Lukas Willmann
Artisti partecipanti:
Alfredo Aceto, Luka Berchtold, Julius von Bismarck, Stefano Cagol, Hugo Canoilas, Kevin Carrozzo, Gaia Di Bello, Karin Ferrari, Byron Gago, Costanza Giorgi, Markus Hanakam & Roswitha Schuller, Andrina Jörg, Nanna Kaiser, Lisa Lurati, Maurizio Mercuri, Gianni Motti, Pino Musi, Sandro Pianetti, Sarah Rechberger, George Rei, Alessandro Rolandi, Corinne L. Rusch, g. olmo stuppia, Una Szeemann, Cassidy Toner, Paulo Wirz
Kunstraum am Schauplatz
Praterstr. 42 / Hof 2, 1020 Vienna
Vernissage: martedì 3 febbraio 2026 h. 18:00
Dal 4.2 al 14.3.2026 , aperta dal mercoledì al venerdì h 16:00-18:00 e su appuntamento:
+43 677 617 966 78 - kunstraumamschauplatz@gmail.com
Nonostante l’estrema antropizzazione dell’ambiente in cui viviamo, ci confrontiamo fin dalla nascita con la natura. Ci sembra di padroneggiarla con quello che chiamiamo senso comune, ma quel senso in realtà sbaglia. La natura è piena di misteri, lo percepiamo in modo inconscio: alcuni atavici, altri nati recentemente grazie alle scoperte scientifiche.
Per esempio ora è noto che fenomeni naturali che stanno alla base della vita sulla Terra, come la produzione di ossigeno da parte delle piante, si svolgono su base quantistica, e nulla è così poco percepibile dal senso comune come la meccanica quantistica – si pensi per esempio al fenomeno dell’entranglement, i comportamenti speculari di coppie di elettroni distanti anche oltre mille chilometri.
Come nel rapporto con l’oggetto prodotto per arte, anche nella nostra relazione con la natura conta innanzitutto la nostra percezione, che è fondamentalmente influenzata dalla cultura.
Altro esempio: la natura presenta forme che sembrano assolutamente casuali e caotiche. Si pensi alle fronde di un albero, alle linee di costa, alle creste di una montagna, alle forme di un’onda.
In realtà da decenni grazie a un grande matematico affetto da discalculia, Mandel’brot, sappiamo che tutti questi “disegni” seguono formule ricorsive e semplici, quelle che stanno alla base della teoria dei frattali. E in quelle formule è nascosta una parte significativa della bellezza che percepiamo nella natura, per esempio quella di un paesaggio.
La natura ha in sé molto d’invisibile, proprio come l’arte.
Sul secondo ambito lavorò l’americana Susanne Langer nel suo primo, famoso saggio di estetica.
Parlando invece di natura, è sempre importante ricordare Alexander Langer, il più grande ecologista italiano, ma di padre viennese e madrelingua tedesca, che purtroppo morì giovane.
Ecco, viene da chiedersi cosa sarebbe successo se i due Langer – non parenti e lontani geograficamente – si fossero conosciuti e avessero collaborato.
Ritrovare forme nella natura, nutrire un sentimento prima immaginato e poi messo in pratica come opera d’arte e alla fine tornare a percepire una bellezza artistica nel mondo primario cui tutti apparteniamo: la natura, noi animali tra gli altri, potenzialmente capaci di comunicare anche con le altre specie, se non con il mondo vegetale e minerale. Che poi siamo tutti composti dagli stessi elementi primigeni, come quegli elettroni che vivono in un permanente accoppiamento il cui mistero è davvero prossimo a quello delle grandi opere d’arte.
Il progetto Nature | Feeling | Form, ideato dal curatore Riccardo Lisi, si svolge in due tappe.
La prima si è svolta nelle project room del Museo Castel Belasi, affascinante castello in Val di Non (Trentino), ed ha messo in dialogo la scena emergente svizzera con quella viennese, grazie al co-curatore Lukas Willmann.
La seconda tappa si apre martedì 3 febbraio alle ore 18 nello spazio indipendente viennese Kunstraum am Schauplatz: una collettiva internazionale in cui dialogheranno artisti emergenti e mid-career con vere star del mondo dell’arte.
Natura e forma, attraverso il sentimento: questa la chiave di lettura di proposte che appaiono sincere e spontanee nell’espressione di tante e tanti artisti che chiaramente costituiscono una tra le tante selezioni possibili. Nella scelta li accomuna anche la peculiarità delle loro espressioni artistiche, opere in cui sono riscontrabili stili personali, attuali e mai banali.
In questa mostra saranno visibili – fino al 14 marzo, dal mercoledì al venerdì, dalle 16 alle 18 e su appuntamento – opere che riprendono l’estetica potente e misteriosa della natura, come in quelle di Julius von Bismarck, Corinne L. Rusch, Pino Musi e Paulo Wirz, ma anche che denunciano il suo sfruttamento: Gianni Motti, Stefano Cagol e Byron Gago. O raccontano l’emarginazione di chi è costretto a vivere nella natura perché senza casa, come l’installazione di g. olmo stuppia.
Molti artisti espongono qui opere elegantemente concettuali: Una Szeemann, Alfredo Aceto, Maurizio Mercuri, Nanna Kaiser, Alessandro Rolandi e il duo Hanakam & Schuller, ma è molto presente anche una posizione giovane e ironica nel parlare di natura nell’arte, da parte di Cassidy Toner, Karin Ferrari, Kevin Carrozzo, George Rei e Costanza Giorgi. Infine materiali e forme della natura sono riprese e rilette da Lisa Lurati, Luka Berchtold, Sarah Rechberger, Andrina Jörg e Hugo Canoilas, come anche nelle ricerche approfondite e personali di Gaia Di Bello e Sandro Pianetti.
L’esposizione ha ingresso libero ed è sostenuta da Pro Helvetia fondazione svizzera per la cultura, Fogarassy Privat Stiftung e dall’associazione Kunstverein Am Schauplatz.
03
febbraio 2026
Nature | Feeling | Form
Dal 03 febbraio al 14 marzo 2026
arte contemporanea
Location
Kunstraum am Schauplatz
Wien, Praterstraße, 42, (Wien)
Wien, Praterstraße, 42, (Wien)
Orario di apertura
Mercoledì-Venerdì h 16-18 e su appuntamento
Vernissage
3 Febbraio 2026, h 18.00
Sito web
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Curatore
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