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Non in vendita… La pubblicità ricorda
Mostra di oggetti pubblicitari realizzata dagli studenti del Master in Comunicazione multimediale, pubblicità istituzionale e creazione di eventi della Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, prodotta dall’Università degli Studi di Firenze.
Comunicato stampa
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Scatole di latta, figurine, manifesti, menù, ventagli e molto altro. Da Giovedì 16 giugno sarà possibile visitare la mostra “Non in vendita…la pubblicità ricorda” allestita presso la Galleria Tornabuoni. La rassegna, che proseguirà fino al 26 giugno, segue l’evoluzione della pubblicità tra Ottocento e Novecento: un periodo nel quale diventa fondamentale il compito della rèclame.
Esistono forme pubblicitarie sin dalle epoche più remote. Un caso molto citato è quello relativo ad alcune iscrizioni ritrovate durante gli scavi di Pompei, che elogiavano le bontà di una locanda. Ma la pubblicità si diffonde capillarmente nel XIX secolo, in un panorama storico in cui si verifica un forte sviluppo dell’industria, e l’ascesa della classe borghese. Durante il XIX secolo infatti cambia radicalmente il modo di vendere. Con l’accelerazione dell’industria nella produzione a livello quantitativo, e il moltiplicarsi delle aziende sul mercato diventa necessario farsi conoscere da un pubblico di massa attraverso la comunicazione pubblicitaria.
L’esposizione è curata dagli studenti del master in Pubblicità Istituzionale, comunicazione multimediale e creazione di eventi dell’Università di Firenze. Oltre un centinaio le opere esposte. Ci sono immagini da colorare, o personaggi da ritagliare, come quelli prodotti per la pubblicità dell’estratto di carne Biasoli. Sono veri e propri giocattoli di carta rivolti ai bambini; una nuova categoria “corteggiata” dalla comunicazione, poiché può influire sull’acquisto del prodotto. Troviamo la cartolina con l’immagine dell’aerostato Zeppelin e del suo inventore; scatole di fiammiferi con scene dell’opera, personaggi celebri, scene umoristiche e anche osè. E ancora etichette di fiammiferi: qui sono stampate immagini nelle quali si deve trovare un volto nascosto. Queste immagini che avevano il tema dell’indovinello prendono il nome di “Devinette”.
Gli oggetti presentati lasciano talvolta intravedere la società che li ha prodotti: come accade nella cartolina pubblicitaria con la famosa attrice Greta Garbo, che ricorda un fenomeno che ebbe inizio a partire dagli anni Trenta del Novecento: la pubblicità comincia a sfruttare l’immagine delle dive. Un fenomeno associato alla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione come il cinema. Questi consentivano di rendere familiari volti come questo a milioni di persone.
Una iniziativa gratuita: una piccola mostra ma con un vasto panorama di argomenti. Un susseguirsi di immagini dove si incontrano sacro e profano: come dimostra una scatola di latta per le caramelle della Madonna di Lourdes degli anni 35-40, dove è raffigurata Bernadette, la pastorella di cui si legge la storia sotto la base della confezione. Oppure la locandina che pubblicizza l’Elisir del Prete” che propone un reverendo paffuto e dall’aria soddisfatta, mentre si versa in una tazzina il portentoso liquido.
Tra gli oggetti esposti anche una delle primissime figurine pubblicitarie (una rara cromolitografia con i soldatini-carte da gioco). Venivano date come ricevuta per le sedie affittate nei parchi di Parigi. Questo è ciò che sarà visibile al piano superiore della Galleria, spiegato attraverso semplici sezioni tematiche. Una mostra a tutto tondo sulle diverse forme di comunicazione agli albori della pubblicità moderna.
Esistono forme pubblicitarie sin dalle epoche più remote. Un caso molto citato è quello relativo ad alcune iscrizioni ritrovate durante gli scavi di Pompei, che elogiavano le bontà di una locanda. Ma la pubblicità si diffonde capillarmente nel XIX secolo, in un panorama storico in cui si verifica un forte sviluppo dell’industria, e l’ascesa della classe borghese. Durante il XIX secolo infatti cambia radicalmente il modo di vendere. Con l’accelerazione dell’industria nella produzione a livello quantitativo, e il moltiplicarsi delle aziende sul mercato diventa necessario farsi conoscere da un pubblico di massa attraverso la comunicazione pubblicitaria.
L’esposizione è curata dagli studenti del master in Pubblicità Istituzionale, comunicazione multimediale e creazione di eventi dell’Università di Firenze. Oltre un centinaio le opere esposte. Ci sono immagini da colorare, o personaggi da ritagliare, come quelli prodotti per la pubblicità dell’estratto di carne Biasoli. Sono veri e propri giocattoli di carta rivolti ai bambini; una nuova categoria “corteggiata” dalla comunicazione, poiché può influire sull’acquisto del prodotto. Troviamo la cartolina con l’immagine dell’aerostato Zeppelin e del suo inventore; scatole di fiammiferi con scene dell’opera, personaggi celebri, scene umoristiche e anche osè. E ancora etichette di fiammiferi: qui sono stampate immagini nelle quali si deve trovare un volto nascosto. Queste immagini che avevano il tema dell’indovinello prendono il nome di “Devinette”.
Gli oggetti presentati lasciano talvolta intravedere la società che li ha prodotti: come accade nella cartolina pubblicitaria con la famosa attrice Greta Garbo, che ricorda un fenomeno che ebbe inizio a partire dagli anni Trenta del Novecento: la pubblicità comincia a sfruttare l’immagine delle dive. Un fenomeno associato alla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione come il cinema. Questi consentivano di rendere familiari volti come questo a milioni di persone.
Una iniziativa gratuita: una piccola mostra ma con un vasto panorama di argomenti. Un susseguirsi di immagini dove si incontrano sacro e profano: come dimostra una scatola di latta per le caramelle della Madonna di Lourdes degli anni 35-40, dove è raffigurata Bernadette, la pastorella di cui si legge la storia sotto la base della confezione. Oppure la locandina che pubblicizza l’Elisir del Prete” che propone un reverendo paffuto e dall’aria soddisfatta, mentre si versa in una tazzina il portentoso liquido.
Tra gli oggetti esposti anche una delle primissime figurine pubblicitarie (una rara cromolitografia con i soldatini-carte da gioco). Venivano date come ricevuta per le sedie affittate nei parchi di Parigi. Questo è ciò che sarà visibile al piano superiore della Galleria, spiegato attraverso semplici sezioni tematiche. Una mostra a tutto tondo sulle diverse forme di comunicazione agli albori della pubblicità moderna.
16
giugno 2005
Non in vendita… La pubblicità ricorda
Dal 16 al 26 giugno 2005
disegno e grafica
Location
FORNACIAI ART GALLERY
Firenze, Borgo San Jacopo, 53r, (Firenze)
Firenze, Borgo San Jacopo, 53r, (Firenze)
Vernissage
16 Giugno 2005, giugno ore 11:00


