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Nuova Generazione Astratta
Emerge una ricerca imperniata su tensioni aniconiche della pittura che corrispondono allo slancio della materia verso una condizione di purezza assoluta
Comunicato stampa
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Venerdì 7 aprile alle ore 18,30, le sale della Fortezza Castelfranco in Finalmarina, ospitano la mostra Nuova Generazione Astratta a cura di Riccardo Zelatore.
Dopo l’anteprima a MiArt2005 e l’esposizione presso la Fondazione Zappettini a Milano tenutasi in gennaio, il Comune di Finale Ligure propone questo progetto nato dall'idea di realizzare un percorso tra diverse immagini della pittura astratta contemporanea, con artisti scelti attraverso le ultime generazioni che si aprono alle tendenze del nostro millennio.
Emerge una ricerca imperniata su tensioni aniconiche della pittura che corrispondono allo slancio della materia verso una condizione di purezza assoluta.
Scrive Chiara Argenteri sul folder di presentazione “Mario Consiglio, Vincenzo Marsiglia, Davide Nido: tre giovani artisti, tre storie, tre percorsi, e altrettanti linguaggi e poetiche. Un obbiettivo in comune, che acclamano all’unisono: è la rivincita dell’astrazione. Ad attrarli – appesantiti come sono dall’abbuffata d’immagini della pittura italiana degli anni Novanta – è la ricchezza di soluzioni espressive e formali che questo genere offre. A distinguerli – rispetto alla rigidità strutturale dell’astrazione storica – è il virtuosismo delle sperimentazioni di una pittura fondata sulle contaminazioni, sul crossover e sulla tecnologia, che rimanda all’architettura e all’optical e si ispira all’universo dei videogames e della computer graphic. Una pittura acida, psichedelica, che sa di artificiale e sintetico sia allo sguardo che al tocco, che usa assieme al colore materiali anomali e industriali – silicone, colle, resine, lycra, vinile, gommapiuma, feltri, paillettes e glitter – e si dilata nello spazio tanto da poterla chiamare expanded painting. Consiglio, Marsiglia, Nido offrono l’occasione di una percezione polisensoriale, visiva e insieme tattile. Mario Consiglio (Maglie, 1968) è un manipolatore di immagini, taglia, cuce, incolla. Dipinge senza usare né colori tradizionali né tanto meno i tipici strumenti della pittura. Preferisce la gommapiuma rivestita di vinile o di lucida, coloratissima lycra dagli effetti fluorescenti, oppure il raggio laser e le vernici metallizzate, lustre e cangianti. Per creare enormi pannelli scaturiti dal suo immaginario visionario, o superfici monocrome, di volta in volta bianche, nere o rosse. Le architetture plastiche di Vincenzo Marsiglia (Belvedere Marittimo, 1972) sono simili a texture, alle trame dei tessuti che ricordano in alcuni casi i quadrati dei tartan, in altri le geometrie rigorose dei kilim, o ancora i tessuti sgargianti degli anni Sessanta e Settanta. L’artista sperimenta qualsiasi materiale – dall’acrilico al feltro, al glitter, alle paillettes – e concentra le sue ricerche sui rapporti tra linea e colore. Trova un segno ideale, una stella a quattro punte, lo formalizza e lo ripete all’interno di moduli. Oggetti ripetitivi dunque, ma non seriali: l’evento manuale infatti li rende unici. Davide Nido (Senago, 1966) spara gocce, pillole di colla colorata al silicone, in un marasma psichedelico e tridimensionale. Altre volte le mette in riga e appiattisce tutto col bruciatore. Per creare cerchi, coriandoli, forme prese in prestito dal mondo dell’informatica, figure geometriche colorate dalle misure più svariate che regalano un effetto di movimento e profondità differenti.”
Dopo l’anteprima a MiArt2005 e l’esposizione presso la Fondazione Zappettini a Milano tenutasi in gennaio, il Comune di Finale Ligure propone questo progetto nato dall'idea di realizzare un percorso tra diverse immagini della pittura astratta contemporanea, con artisti scelti attraverso le ultime generazioni che si aprono alle tendenze del nostro millennio.
Emerge una ricerca imperniata su tensioni aniconiche della pittura che corrispondono allo slancio della materia verso una condizione di purezza assoluta.
Scrive Chiara Argenteri sul folder di presentazione “Mario Consiglio, Vincenzo Marsiglia, Davide Nido: tre giovani artisti, tre storie, tre percorsi, e altrettanti linguaggi e poetiche. Un obbiettivo in comune, che acclamano all’unisono: è la rivincita dell’astrazione. Ad attrarli – appesantiti come sono dall’abbuffata d’immagini della pittura italiana degli anni Novanta – è la ricchezza di soluzioni espressive e formali che questo genere offre. A distinguerli – rispetto alla rigidità strutturale dell’astrazione storica – è il virtuosismo delle sperimentazioni di una pittura fondata sulle contaminazioni, sul crossover e sulla tecnologia, che rimanda all’architettura e all’optical e si ispira all’universo dei videogames e della computer graphic. Una pittura acida, psichedelica, che sa di artificiale e sintetico sia allo sguardo che al tocco, che usa assieme al colore materiali anomali e industriali – silicone, colle, resine, lycra, vinile, gommapiuma, feltri, paillettes e glitter – e si dilata nello spazio tanto da poterla chiamare expanded painting. Consiglio, Marsiglia, Nido offrono l’occasione di una percezione polisensoriale, visiva e insieme tattile. Mario Consiglio (Maglie, 1968) è un manipolatore di immagini, taglia, cuce, incolla. Dipinge senza usare né colori tradizionali né tanto meno i tipici strumenti della pittura. Preferisce la gommapiuma rivestita di vinile o di lucida, coloratissima lycra dagli effetti fluorescenti, oppure il raggio laser e le vernici metallizzate, lustre e cangianti. Per creare enormi pannelli scaturiti dal suo immaginario visionario, o superfici monocrome, di volta in volta bianche, nere o rosse. Le architetture plastiche di Vincenzo Marsiglia (Belvedere Marittimo, 1972) sono simili a texture, alle trame dei tessuti che ricordano in alcuni casi i quadrati dei tartan, in altri le geometrie rigorose dei kilim, o ancora i tessuti sgargianti degli anni Sessanta e Settanta. L’artista sperimenta qualsiasi materiale – dall’acrilico al feltro, al glitter, alle paillettes – e concentra le sue ricerche sui rapporti tra linea e colore. Trova un segno ideale, una stella a quattro punte, lo formalizza e lo ripete all’interno di moduli. Oggetti ripetitivi dunque, ma non seriali: l’evento manuale infatti li rende unici. Davide Nido (Senago, 1966) spara gocce, pillole di colla colorata al silicone, in un marasma psichedelico e tridimensionale. Altre volte le mette in riga e appiattisce tutto col bruciatore. Per creare cerchi, coriandoli, forme prese in prestito dal mondo dell’informatica, figure geometriche colorate dalle misure più svariate che regalano un effetto di movimento e profondità differenti.”
08
aprile 2006
Nuova Generazione Astratta
Dall'otto aprile al 07 maggio 2006
arte contemporanea
Location
FORTEZZA CASTELFRANCO
Finale Ligure, Via Generale Enrico Caviglia, (Savona)
Finale Ligure, Via Generale Enrico Caviglia, (Savona)
Orario di apertura
tutti i giorni 14:30-19
Vernissage
8 Aprile 2006, ore 18,30
Autore
Curatore




