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Oltre il trompe l’oeil – Mimmo Paladino / Piero Pizzi Cannella
Oltre il trompe l’oeil. Messinscena della pittura. Due pittori alla volta, un teatrino per ciascuno, volti entrambi a fare della pittura una vera e propria installazione e non più un semplice supporto decorativo.
Comunicato stampa
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Due pittori alla volta, un teatrino per ciascuno, volti entrambi a fare della pittura una vera e propria installazione e non più un semplice supporto decorativo.
Oltre il Trompe l’oeil è la messinscena della pittura, allestita dal 6 novembre al 22 gennaio 2010 nella storica galleria L’ATTICO, a Roma in via del Paradiso 41.
I primi a cimentarsi sono stati Stefano Di Stasio e Marco Tirelli, con testo di Marco Tonelli, dal 6 novembre al 4 dicembre 2009.
Inaugurano venerdì 11 dicembre 2009: Mimmo Paladino e Pizzi Cannella, con testo di Francesco Stocchi,
Chiuderanno Matteo Montani e Luca Padroni, con testo di Guglielmo Gigliotti, 22 gennaio 2010.
Un paio d’anni fa montai in galleria due teatrini contigui di una quarantina di posti per farne lo spazio intrigante di una rappresentazione in contemporanea, su due palcoscenici distinti, di un medesimo testo shakespeariano recitato da due attori diversi. Chi ha assistito anche ad una di quelle serate, in totale otto personaggi per sedici interpreti, sa che mi riferisco a Doppio Shakespeare. Conclusa quella esperienza esaltante, che ha riscosso perfino emulatori in alto loco, ho smantellato a malincuore uno dei due teatrini. L’altro ha continuato ad esistere a fianco delle mostre d’arte che lo lambivano. Infine, da me incoraggiati, i pittori hanno rotto gli indugi e appese le loro tele dentro lo spazio scenico, divenuto così un luogo privilegiato, come una cripta all’interno della mostra, dove godersi le opere in religiosa contemplazione. I quadri di Limoni, Palmieri, Picozza sono stati i primi a beneficiare di quest’aura ipnotica. La costante presenza in galleria di quel teatrino riottoso a farsi da parte mi martellava implacabile a mia insaputa. Ed io periodicamente tornavo a spremermi le meningi su come far fruttare il lascito di Doppio Shakespeare. Quella struttura binaria aveva funzionato alla perfezione e ora che l’avevo smontata ci voleva un’idea degna per ripristinarla.
Nel frattempo osservavo che la pittura, pur sconfinando solo occasionalmente in quell’unico teatrino rimasto, si ammantava lo stesso di una luce particolare, come una messa a fuoco ulteriore che non aveva nelle altre stanze. A quel punto ho pensato che forse si poteva compiere un ulteriore lucido passo: il superamento del fondale dipinto e al tempo stesso il suo paradossale rafforzamento. Supponiamo, per esempio, che alla canonica tela dipinta sul fondo si sommi una tela adagiata sul piano scenico, sottratto al calpestio degli attori. In una visione di questo tipo, mi sono detto, cadrebbe ogni aspetto di scenografia subalterna, sussidiaria dell’azione scenica. Nell’accettare la sfida con la profondità reale la pittura può rigenerare il suo logoro trompe l’oeil facendo suo il concetto d’installazione.
Analoghi ragionamenti, seppure con minore lucidità, facevo tanti anni fa, nel 1980, quando al teatro Beat 72 allestii lo spettacolo ‘Una rosa è una rosa è una rosa’, omaggio esplicito a Gertrude Stein, dove le protagoniste in scena erano una dozzina di tele dipinte, disposte una sopra l’altra in una pila. L’immagine della rosa, per sottrazione, andava ingrandendosi via via concentricamente come in uno stagno.
Tutta questa riflessione mi ha convinto a rimontare il secondo teatrino. Avrebbe potuto rimanere uno solo, ma determinano maggiore tensione creativa due pittori alla volta, un teatrino per ciascuno, volti entrambi a far della pittura una messinscena in sé e non più un mero supporto decorativo.
I primi a cimentarsi saranno Stefano Di Stasio e Marco Tirelli, con testo di Marco Tonelli. A seguire Mimmo Paladino e Pizzi Cannella, con testo di Francesco Stocchi. Chiuderanno Matteo Montani e Luca Padroni, con testo di Guglielmo Gigliotti.
Chissà quali soluzioni i nostri eroi pittori sapranno architettare per venire a capo di quest’ardua impresa. Quante volte abbiamo data la pittura per spacciata? E altrettante lei risorge, sfacciata araba fenice.
Oltre il Trompe l’oeil è la messinscena della pittura, allestita dal 6 novembre al 22 gennaio 2010 nella storica galleria L’ATTICO, a Roma in via del Paradiso 41.
I primi a cimentarsi sono stati Stefano Di Stasio e Marco Tirelli, con testo di Marco Tonelli, dal 6 novembre al 4 dicembre 2009.
Inaugurano venerdì 11 dicembre 2009: Mimmo Paladino e Pizzi Cannella, con testo di Francesco Stocchi,
Chiuderanno Matteo Montani e Luca Padroni, con testo di Guglielmo Gigliotti, 22 gennaio 2010.
Un paio d’anni fa montai in galleria due teatrini contigui di una quarantina di posti per farne lo spazio intrigante di una rappresentazione in contemporanea, su due palcoscenici distinti, di un medesimo testo shakespeariano recitato da due attori diversi. Chi ha assistito anche ad una di quelle serate, in totale otto personaggi per sedici interpreti, sa che mi riferisco a Doppio Shakespeare. Conclusa quella esperienza esaltante, che ha riscosso perfino emulatori in alto loco, ho smantellato a malincuore uno dei due teatrini. L’altro ha continuato ad esistere a fianco delle mostre d’arte che lo lambivano. Infine, da me incoraggiati, i pittori hanno rotto gli indugi e appese le loro tele dentro lo spazio scenico, divenuto così un luogo privilegiato, come una cripta all’interno della mostra, dove godersi le opere in religiosa contemplazione. I quadri di Limoni, Palmieri, Picozza sono stati i primi a beneficiare di quest’aura ipnotica. La costante presenza in galleria di quel teatrino riottoso a farsi da parte mi martellava implacabile a mia insaputa. Ed io periodicamente tornavo a spremermi le meningi su come far fruttare il lascito di Doppio Shakespeare. Quella struttura binaria aveva funzionato alla perfezione e ora che l’avevo smontata ci voleva un’idea degna per ripristinarla.
Nel frattempo osservavo che la pittura, pur sconfinando solo occasionalmente in quell’unico teatrino rimasto, si ammantava lo stesso di una luce particolare, come una messa a fuoco ulteriore che non aveva nelle altre stanze. A quel punto ho pensato che forse si poteva compiere un ulteriore lucido passo: il superamento del fondale dipinto e al tempo stesso il suo paradossale rafforzamento. Supponiamo, per esempio, che alla canonica tela dipinta sul fondo si sommi una tela adagiata sul piano scenico, sottratto al calpestio degli attori. In una visione di questo tipo, mi sono detto, cadrebbe ogni aspetto di scenografia subalterna, sussidiaria dell’azione scenica. Nell’accettare la sfida con la profondità reale la pittura può rigenerare il suo logoro trompe l’oeil facendo suo il concetto d’installazione.
Analoghi ragionamenti, seppure con minore lucidità, facevo tanti anni fa, nel 1980, quando al teatro Beat 72 allestii lo spettacolo ‘Una rosa è una rosa è una rosa’, omaggio esplicito a Gertrude Stein, dove le protagoniste in scena erano una dozzina di tele dipinte, disposte una sopra l’altra in una pila. L’immagine della rosa, per sottrazione, andava ingrandendosi via via concentricamente come in uno stagno.
Tutta questa riflessione mi ha convinto a rimontare il secondo teatrino. Avrebbe potuto rimanere uno solo, ma determinano maggiore tensione creativa due pittori alla volta, un teatrino per ciascuno, volti entrambi a far della pittura una messinscena in sé e non più un mero supporto decorativo.
I primi a cimentarsi saranno Stefano Di Stasio e Marco Tirelli, con testo di Marco Tonelli. A seguire Mimmo Paladino e Pizzi Cannella, con testo di Francesco Stocchi. Chiuderanno Matteo Montani e Luca Padroni, con testo di Guglielmo Gigliotti.
Chissà quali soluzioni i nostri eroi pittori sapranno architettare per venire a capo di quest’ardua impresa. Quante volte abbiamo data la pittura per spacciata? E altrettante lei risorge, sfacciata araba fenice.
11
dicembre 2009
Oltre il trompe l’oeil – Mimmo Paladino / Piero Pizzi Cannella
Dall'undici dicembre 2009 al 15 gennaio 2010
arte contemporanea
Location
GALLERIA L’ATTICO – FABIO SARGENTINI
Roma, Via Del Paradiso, 41, (Roma)
Roma, Via Del Paradiso, 41, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20
Vernissage
11 Dicembre 2009, h 19
Autore


