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Orizzonti Condivisi – Percorso di una collezione
Orizzonti Condivisi si propone come un viaggio attraverso tempi e culture diverse, un dialogo vivo tra molteplici luoghi e momenti storici. Partendo da artisti di fama mondiale del secondo Novecento italiano, arrivando fino alla scena contemporanea internazionale.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Il percorso della collezione si apre nella prima sala a destra, dove sono presenti
alcuni tra i protagonisti più significativi dell’arte italiana della seconda metà del
Novecento: Mario Schifano, Franco Angeli e Tano Festa, uniti nella stagione della
Scuola di Piazza del Popolo a Roma e pionieri del Pop italiano. L’istinto di Schifano,
la lotta di Angeli e la contemplazione di Festa hanno ridefinito la cultura visiva del
loro tempo, lasciando un’eredità ancora oggi attuale e contemporanea.
Il percorso prosegue con i paesaggi di Michele Cascella, le fiabe di Emilio Tadini, le
chiese di Remo Brindisi, le figure di Ernesto Treccani e i tramonti di Tino Stefanoni.
Ci si interroga su come, lontani da ogni corrente e schivi ad ogni rapporto collegiale,
questi artisti abbiano saputo esprimere la propria pittura con una sorprendente
consonanza poetica, come se avessero condiviso un medesimo maestro. Le sculture,
legate da un’invisibile ragnatela, ballano una dolce danza popolare che costringe
l’osservatore a posare lo sguardo continuamente da un’opera all’altra, quasi a cercare
tra loro una evidente parentela.
La seconda sala raccoglie e intreccia diverse epoche. Opere del secolo scorso
dialogano con lavori contemporanei, mettendo in luce le differenze espressive e le
trasformazioni del linguaggio artistico, facendosi insieme testimonianza e specchio
dell’inevitabile mutare del tempo.
Dai classici rossi di Aligi Sassu alla pratica del maestro del colore Pino Pinelli.
Dall’ironia del poliedrico Roberto Cuoghi fino alla sfrontatezza di Paola Pivi e
dell’immancabile specchio di Michelangelo Pistoletto, che ha fatto della superficie
riflettente non soltanto una componente formale, ma un elemento concettuale capace
di avvolgere l’osservatore, lo spazio e il tempo attorno a lui.
Nella terza sala la collezione subisce un netto cambiamento di rotta, orientandosi su
giovani artisti emergenti italiani che, con il loro bagaglio tecnico e con la loro
freschezza giovanile, sono velocemente saliti sui gradini della ribalta, restituendo alla
pittura italiana il valore che merita. La sospensione fiabesca di Aronne Pleuteri
dialoga con la densità dei colori di Pietro Moretti, portatori di un’aura inquieta e
vibrante; a queste visioni si affianca la ricerca di Chiara Calore, cui linguaggio
simbolico e onirico intreccia suggestioni medievali e barocche innestandole nel
presente. Infine, Davide Serpetti, partendo dalla letteratura, conduce un’indagine
formale e narrativa sulla figura umana.
La quarta e ultima sala amplia ulteriormente lo sguardo, accogliendo artisti
provenienti da paesi e continenti diversi, portatori di storie e culture lontane dalla
nostra. Le loro opere offrono una visione talvolta violenta, sospesa tra sacro e
profano, e si distinguono per una prospettiva che si discosta dalla matrice
occidentale, mettendo in luce le tensioni sociali e politiche dei contesti di origine.
Rappresentazioni sacre, immagini di conflitto, figure grottesche e mostruose, nonché
frammenti di quotidianità, conducono il visitatore verso la conclusione del percorso
espositivo.
alcuni tra i protagonisti più significativi dell’arte italiana della seconda metà del
Novecento: Mario Schifano, Franco Angeli e Tano Festa, uniti nella stagione della
Scuola di Piazza del Popolo a Roma e pionieri del Pop italiano. L’istinto di Schifano,
la lotta di Angeli e la contemplazione di Festa hanno ridefinito la cultura visiva del
loro tempo, lasciando un’eredità ancora oggi attuale e contemporanea.
Il percorso prosegue con i paesaggi di Michele Cascella, le fiabe di Emilio Tadini, le
chiese di Remo Brindisi, le figure di Ernesto Treccani e i tramonti di Tino Stefanoni.
Ci si interroga su come, lontani da ogni corrente e schivi ad ogni rapporto collegiale,
questi artisti abbiano saputo esprimere la propria pittura con una sorprendente
consonanza poetica, come se avessero condiviso un medesimo maestro. Le sculture,
legate da un’invisibile ragnatela, ballano una dolce danza popolare che costringe
l’osservatore a posare lo sguardo continuamente da un’opera all’altra, quasi a cercare
tra loro una evidente parentela.
La seconda sala raccoglie e intreccia diverse epoche. Opere del secolo scorso
dialogano con lavori contemporanei, mettendo in luce le differenze espressive e le
trasformazioni del linguaggio artistico, facendosi insieme testimonianza e specchio
dell’inevitabile mutare del tempo.
Dai classici rossi di Aligi Sassu alla pratica del maestro del colore Pino Pinelli.
Dall’ironia del poliedrico Roberto Cuoghi fino alla sfrontatezza di Paola Pivi e
dell’immancabile specchio di Michelangelo Pistoletto, che ha fatto della superficie
riflettente non soltanto una componente formale, ma un elemento concettuale capace
di avvolgere l’osservatore, lo spazio e il tempo attorno a lui.
Nella terza sala la collezione subisce un netto cambiamento di rotta, orientandosi su
giovani artisti emergenti italiani che, con il loro bagaglio tecnico e con la loro
freschezza giovanile, sono velocemente saliti sui gradini della ribalta, restituendo alla
pittura italiana il valore che merita. La sospensione fiabesca di Aronne Pleuteri
dialoga con la densità dei colori di Pietro Moretti, portatori di un’aura inquieta e
vibrante; a queste visioni si affianca la ricerca di Chiara Calore, cui linguaggio
simbolico e onirico intreccia suggestioni medievali e barocche innestandole nel
presente. Infine, Davide Serpetti, partendo dalla letteratura, conduce un’indagine
formale e narrativa sulla figura umana.
La quarta e ultima sala amplia ulteriormente lo sguardo, accogliendo artisti
provenienti da paesi e continenti diversi, portatori di storie e culture lontane dalla
nostra. Le loro opere offrono una visione talvolta violenta, sospesa tra sacro e
profano, e si distinguono per una prospettiva che si discosta dalla matrice
occidentale, mettendo in luce le tensioni sociali e politiche dei contesti di origine.
Rappresentazioni sacre, immagini di conflitto, figure grottesche e mostruose, nonché
frammenti di quotidianità, conducono il visitatore verso la conclusione del percorso
espositivo.
11
aprile 2026
Orizzonti Condivisi – Percorso di una collezione
Dall'undici aprile al 10 maggio 2026
collettiva
Location
VILLA FILIPPINI
Besana In Brianza, Via Luigi Viarana, 14, (Monza E Brianza)
Besana In Brianza, Via Luigi Viarana, 14, (Monza E Brianza)
Orario di apertura
Mercoledì: 10.00-12.00
Sabato: 10.00-12.00 / 15.00-18.00
Domenica: 10.00-12.00 / 15.00-18.00
Sito web
Editore
Associazione Amici dell’Arte di Aligi Sassu A.P.S
Autore
Curatore
Autore testo critico
Patrocini


