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Orme sulla sabbia
La mostra “Orme sulla sabbia” di Giampaolo Parrilla e Matteo Gobbo, a cura di Bianca Basile,
indaga la continua negoziazione dello spazio d’azione e di parola delle persone che vivono e
lavorano in Italia ma che non vi sono nate, promuovendo uno sguardo e un posizionamento
periferico.
Comunicato stampa
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Can the Migrant Person Be Seen?
Nel calco del titolo del saggio di Gayatri Chakravorty Spivak - Can the Subaltern Speak? - la
risposta implicita è negativa. La filosofa sostiene che, per come è stata costruita la cultura
occidentale, il Soggetto che in questo contesto si configura come “Altro”, risulta anche
“Subalterno”. Ciò implica che non possa esprimersi, non perché manchi della capacità di farlo
ma perché il sistema di potere socioeconomico e politico, in cui si trova a provarci, non
predispone le condizioni per ascoltarlo.
La mostra “Orme sulla sabbia” di Giampaolo Parrilla e Matteo Gobbo, a cura di Bianca Basile,
indaga la continua negoziazione dello spazio d’azione e di parola delle persone che vivono e
lavorano in Italia ma che non vi sono nate, promuovendo uno sguardo e un posizionamento
periferico.
Se la filosofa promuove l’idea del personale come atto politico, in simmetria con l’impossibilità
del margine di diventare centro, gli artisti trasformano la loro pratica in un canale di ascolto, per
dare spazio a una visione più complessa della vita e del lavoro in Italia rispetto a quella di chi
ci è nato.
La mostra, patrocinata dal Comune di Cesena, inaugura il 28 marzo 2026, alle 17.00, presso
la Galleria Pescheria (FC). L’operazione di invisibilizzazione dei lavoratori non italiani avviene
innanzitutto contrattualmente, ma spesso anche con la marginalizzazione fisica delle persone
nello svolgimento dei loro incarichi. Eppure, secondo il “Libro Bianco sul governo delle
migrazioni economiche” (2023, Fondazione ISMU), proprio le persone migranti costituiscono
una risorsa preziosa per coprire le principali occupazioni con carenza di forza lavoro, in Europa
e soprattutto in Italia.
Attraverso la lente degli incontri e dei workshop condotti dagli artisti, emerge attraverso i colori
pastello e i tempi rilassati della riviera, un panorama spesso celato, non inquadrato dagli
smartphone, né dalle cartoline. Giampaolo Parrilla ha reso protagonisti dei propri dipinti il
sentimento di invisibilità, fisica e sociale; le paure più o meno conscie di chi volge altrove lo
sguardo; il backstage dei luoghi di vacanza.
Il progetto ha sviluppato collaborazioni con il centro di accoglienza giovanile della cooperativa
Auxilium Vitae di Grosseto e il Centro Interculturale Movimenti di Cesena.
Matteo Gobbo ha coinvolto in due workshop gli ospiti (16-21 anni) del centro di Grosseto, città
in cui vive e lavora. Durante i laboratori i partecipanti hanno condiviso la propria esperienza
personale di passaggio tra la vita nel paese d’origine e il contesto attuale. La narrazione è stata
avviata dalla scelta personale di un oggetto-ponte per la condivisione di memorie, desideri e
progetti che accompagnano il percorso in Italia, attraverso diversi linguaggi, sia verbali che
visivi. Un punto di vista privilegiato per parlare di culture condivise è stato il cibo, considerato
dall’artista un argomento di ricerca e di dialogo oltre che un vero e proprio medium.
I lavori in mostra tentano di trasformare le testimonianze in paesaggio, in modo da veicolare
una pratica decoloniale del quotidiano, a partire dall’ascolto e dallo sguardo. In occasione
dell’opening, gli studenti del corso di Lingua Italiana del Centro interculturale Movimenti
presenteranno i risultati degli scambi avvenuti sulle opere in mostra, a seguito di una crit.
Questo termine indica un momento in cui gli artisti espongono la propria ricerca e ricevono
feedback da parte degli esperti del settore, in questo caso gli studenti del corso. Attraverso un
dialogo aperto, ragazzi e ragazze saranno invitati a esprimere valutazioni, osservazioni e
riflessioni sui temi affrontati dagli artisti, mettendo in relazione le opere con il proprio punto di
vista, integrato nella spiegazione delle opere.
Obiettivo principale del progetto è avviare, col pubblico, una presa di coscienza sul nostro
posizionamento rispetto al margine sociale che contribuiamo ad allargare, e al modo in cui
configurarlo come solco fertile di incontro e di critica costruttiva.
Bianca Basile
Nel calco del titolo del saggio di Gayatri Chakravorty Spivak - Can the Subaltern Speak? - la
risposta implicita è negativa. La filosofa sostiene che, per come è stata costruita la cultura
occidentale, il Soggetto che in questo contesto si configura come “Altro”, risulta anche
“Subalterno”. Ciò implica che non possa esprimersi, non perché manchi della capacità di farlo
ma perché il sistema di potere socioeconomico e politico, in cui si trova a provarci, non
predispone le condizioni per ascoltarlo.
La mostra “Orme sulla sabbia” di Giampaolo Parrilla e Matteo Gobbo, a cura di Bianca Basile,
indaga la continua negoziazione dello spazio d’azione e di parola delle persone che vivono e
lavorano in Italia ma che non vi sono nate, promuovendo uno sguardo e un posizionamento
periferico.
Se la filosofa promuove l’idea del personale come atto politico, in simmetria con l’impossibilità
del margine di diventare centro, gli artisti trasformano la loro pratica in un canale di ascolto, per
dare spazio a una visione più complessa della vita e del lavoro in Italia rispetto a quella di chi
ci è nato.
La mostra, patrocinata dal Comune di Cesena, inaugura il 28 marzo 2026, alle 17.00, presso
la Galleria Pescheria (FC). L’operazione di invisibilizzazione dei lavoratori non italiani avviene
innanzitutto contrattualmente, ma spesso anche con la marginalizzazione fisica delle persone
nello svolgimento dei loro incarichi. Eppure, secondo il “Libro Bianco sul governo delle
migrazioni economiche” (2023, Fondazione ISMU), proprio le persone migranti costituiscono
una risorsa preziosa per coprire le principali occupazioni con carenza di forza lavoro, in Europa
e soprattutto in Italia.
Attraverso la lente degli incontri e dei workshop condotti dagli artisti, emerge attraverso i colori
pastello e i tempi rilassati della riviera, un panorama spesso celato, non inquadrato dagli
smartphone, né dalle cartoline. Giampaolo Parrilla ha reso protagonisti dei propri dipinti il
sentimento di invisibilità, fisica e sociale; le paure più o meno conscie di chi volge altrove lo
sguardo; il backstage dei luoghi di vacanza.
Il progetto ha sviluppato collaborazioni con il centro di accoglienza giovanile della cooperativa
Auxilium Vitae di Grosseto e il Centro Interculturale Movimenti di Cesena.
Matteo Gobbo ha coinvolto in due workshop gli ospiti (16-21 anni) del centro di Grosseto, città
in cui vive e lavora. Durante i laboratori i partecipanti hanno condiviso la propria esperienza
personale di passaggio tra la vita nel paese d’origine e il contesto attuale. La narrazione è stata
avviata dalla scelta personale di un oggetto-ponte per la condivisione di memorie, desideri e
progetti che accompagnano il percorso in Italia, attraverso diversi linguaggi, sia verbali che
visivi. Un punto di vista privilegiato per parlare di culture condivise è stato il cibo, considerato
dall’artista un argomento di ricerca e di dialogo oltre che un vero e proprio medium.
I lavori in mostra tentano di trasformare le testimonianze in paesaggio, in modo da veicolare
una pratica decoloniale del quotidiano, a partire dall’ascolto e dallo sguardo. In occasione
dell’opening, gli studenti del corso di Lingua Italiana del Centro interculturale Movimenti
presenteranno i risultati degli scambi avvenuti sulle opere in mostra, a seguito di una crit.
Questo termine indica un momento in cui gli artisti espongono la propria ricerca e ricevono
feedback da parte degli esperti del settore, in questo caso gli studenti del corso. Attraverso un
dialogo aperto, ragazzi e ragazze saranno invitati a esprimere valutazioni, osservazioni e
riflessioni sui temi affrontati dagli artisti, mettendo in relazione le opere con il proprio punto di
vista, integrato nella spiegazione delle opere.
Obiettivo principale del progetto è avviare, col pubblico, una presa di coscienza sul nostro
posizionamento rispetto al margine sociale che contribuiamo ad allargare, e al modo in cui
configurarlo come solco fertile di incontro e di critica costruttiva.
Bianca Basile
28
marzo 2026
Orme sulla sabbia
Dal 28 marzo al 03 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Galleria comunale ex pescheria
Cesena, Via Pescheria, 23, (FC)
Cesena, Via Pescheria, 23, (FC)
Orario di apertura
venerdi: 16:00 -19:00
sabato e domenica- Mattina : 10:30 12:30 Pomeriggio: 16:00 19:00
Vernissage
28 Marzo 2026, 17:00
Autore
Curatore
Patrocini



