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Paolo Canevari – Decalogo. Dieci incisioni
Canevari cerca immagini ‘forti’ che siano ‘comunicative’ come antiche allegorie, immagini che possano aprirsi un varco e smantellare codici simbolici e modi d’uso stereotipati in modo da restituire maggiore lucidità e coscienza iconografica al lettore-spettatore.
Comunicato stampa
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La CHRISTIAN STEIN EDIZIONI è nuova società nata dalla ‘costola’ della prestigiosa Galleria Christian Stein. Lo spazio è situato in Corso Monoforte 23, nel cortile di Palazzo Cicogna a pochi passi dalla sede della Galleria Stein - laddove fino a pochi mesi fa si trovava l‘Archivio Fontana.
Il programma della CHRISTIAN STEIN EDIZIONI sarà indirizzato a promuovere, valorizzare e diffondere tra collezionisti, appassionati, neofiti l’attività grafica con particolare interesse alle incisioni, ai libri d’artista, ai multipli, alle edizioni in tiratura limitata. La nuova società si è dotata al momento della sua fondazione di un nutrito corpus di opere grafiche e di multipli di artisti italiani e non, tutti materiali già a disposizione della Galleria Stein. Si tratta in particolare di una straordinaria serie di litografie e acqueforti realizzate da Fausto Melotti dopo il 1969, dei suoi volumi e libri d’artista (Homage to Sextus Propertius, Il principe vescovo e il cervo, Il triste minotauro, Il pesce e l’ombra), nonché di una ampia scelta di esemplari unici e di multipli in ottone, argento e oro (Per il teatro del sordo, Pendoli, Scultura n.26). Il catalogo di opere della Christian Stein Edizioni comprende già da adesso grafiche e multipli di alcuni dei maggiori artisti italiani contemporanei tra cui Kounellis, Paolini, Merz, Fabro, Pistoletto, Boetti, Paladino, Parmiggiani, Bianchi oltre a rare tirature di artisti internazionali quali Nauman, Serra, Wool.
La Christian Stein Edizioni inoltre si occuperà di organizzare mostre ed eventi legati al mondo della grafica e darà vita a progetti editoriali speciali pubblicando cataloghi, volumi e cataloghi generali. Saranno avviate coproduzioni con le maggiori istituzioni italiane e straniere, quali l’Istituto Nazionale della Grafica di Roma, il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, l’Albertina di Vienna o il Drawing Center di New York, così come collaborazioni con prestigiose gallerie internazionali. Asse portante delle attività sarà tuttavia la commissione di nuove opere (incisioni e multipli) e la produzione di libri d’artista. L’intento è quello di valorizzare una pratica di grande tradizione come quella incisoria, d’incrementarne la diffusione e la conoscenza rivolgendosi anche ad un pubblico sempre più vasto, sempre più interessato, sempre più curioso. A sostegno di questa mission verrà creato un sito-catalogo di facile consultazione, quale strumento indispensabile per orientare quanti già si interessano al mondo.
La CHRISTIAN STEIN EDIZIONI seguirà passo dopo passo gli artisti nelle loro sperimentazioni, cercando le migliori maestranze, i migliori materiali, gli artigiani in possesso di esperienza, conoscenze, manualità. L’obbiettivo principale infatti è quello di sostenere la ricerca degli artisti e di metterli nelle condizioni migliori per potersi esprimere in piena libertà. CHRISTIAN STEIN EDIZIONI pur tenendo conto delle tradizioni, uscirà quindi dai canoni estetici stabiliti dai puristi della ‘carta’ per spaziare in un mondo che non si pone altro limite che quello della fantasia e della qualità. Assieme agli artisti si ricercheranno allora nuovi materiali, nuovi formati, nuove tecniche di riproduzione. Insomma nuovi orizzonti e nuove emozioni.
DECALOGO
DIECI INCISIONI DI PAOLO CANEVARI
25/03/09 - 16/05/09
Lo spazio espositivo della CHRISTIAN STEIN EDIZIONI è stato inaugurato con DECALOGO, un progetto speciale di PAOLO CANEVARI realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma (dove le dieci tavole di grandi dimensioni sono state già presentate nel mese di Ottobre 2008). DECALOGO ha impegnato l’artista per un anno, tanto è stato il tempo trascorso infatti da Canevari in Calcografia, l’unico museo con una Stamperia attiva, in cui torchi ottocenteschi e soprattutto l'esperienza del maestro calcografo Antonio Sannino gli hanno permesso di dar vita ad opere di grande formato. Canevari ha sempre dimostrato una versatilità tecnica e un’attenzione speciale a quelle pratiche più adatte a rendere democratica sia la lettura dell’immagine artistica sia la comprensione dei diversi livelli concettuali. A proposito di questa democraticità dell’iconografia egli si è espresso in questi termini: “L’opera non può più essere solo perfetta dal punto di vista formale, ma deve offrire la possibilità di riflettere su alcuni aspetti della realtà che spesso non si percepiscono nella loro vera essenza”. Canevari cerca immagini ‘forti’ che siano ‘comunicative’ come antiche allegorie, immagini che possano aprirsi un varco e smantellare codici simbolici e modi d’uso stereotipati in modo da restituire maggiore lucidità e coscienza iconografica al lettore-spettatore. In questo senso funzionano gli accostamenti dialettici di oggetti diversi per storia, funzione, genere, provenienza: la bibbia e una pistola, un altalena e una forca. A volte il contrasto è dato dalle situazioni che collidono: una bomba e un uomo a braccia aperte, un bambino che palleggia con un teschio.
Fin da subito ( siamo intorno alla fine degli anni Ottanta) Canevari ha elaborato grandi disegni che ha installato a parete e addirittura ha realizzato disegni animati. Il tratto nero della grafite tra l’altro non contraddice il suo linguaggio plastico. Per realizzare le sue sculture egli usa solitamente pneumatici. Con questo materiale plastico Canevari ha costruito figure- manichino, mantelli per un papa-nero, colonne infinite, grandi vagine, menhir incombenti, una specie di filo spinato con cui ha pure recluso uno spazio pubblico di galleria. Ha infine tagliato una serie di pneumatici d’auto ricavandone la maquette del Colosseo. Spesse volte nei simboli moderni si riscoprono forme primordiali e da li è facile risalire al fascino di certe forme, di certi simulacri, di certe icone. Lo stesso si può dire del fuoco che sovente appare nei suoi lavori e del colore nero, quello del catrame e del pneumatico, del petrolio e della notte, della bile nera (cioè della malinconia) e del sole nero, dei graffiti e del quadrato di Malevitch.
Il nero rappresenta una cifra peculiare, il suo segno per entrare nel mondo della comunicazione veloce con ironia e drammaticità, con aggressività e ludica innocenza, opponendo al colore dello spazio virtuale il bianco e nero, al facile consumo di parole e immagini la potenza ambigua di simboli e nomi di culto, al potere e alle ideologie il ribaltamento della violenza e del terrore attraverso le forme del gioco e le sue figure. L’avvicinamento alla grafica allora coincide perfettamente con questa sua ambizione ‘illuministica’ (usa il nero per fare luce, il fuoco per purificare) ed è come la naturale conseguenza di un iter artistico aperto, tollerante, anticonformista, che lo vede interessato a conciliare tradizione e modernità, tecniche manuali e tecnologie avanzate, materiali primitivi e prodotti industriali, codici alti e bassi, simboli locali (la lupa, il colosseo) e universali (il teschio, la croce).
Con DECALOGO Canevari ha dimostrato di padroneggiare perfettamente le tecniche della grafica al torchio, gestendo le diverse fasi dell'invenzione, del disegno e dell'incisione. Esaurita la loro funzione di matrici per la stampa, le lastre lucidate a specchio sono diventate oggetti scultorei autonomi e compiuti. Ecco che le dieci lastre accolgono lo spettatore all’interno di quelle immagini così ipnotiche e così poco rassicuranti, mentre riflettono nello spazio liquido della specchiatura i suoi temi più caratteristici, mutandoli in spettri, fantasmi, incubi.
Il programma della CHRISTIAN STEIN EDIZIONI sarà indirizzato a promuovere, valorizzare e diffondere tra collezionisti, appassionati, neofiti l’attività grafica con particolare interesse alle incisioni, ai libri d’artista, ai multipli, alle edizioni in tiratura limitata. La nuova società si è dotata al momento della sua fondazione di un nutrito corpus di opere grafiche e di multipli di artisti italiani e non, tutti materiali già a disposizione della Galleria Stein. Si tratta in particolare di una straordinaria serie di litografie e acqueforti realizzate da Fausto Melotti dopo il 1969, dei suoi volumi e libri d’artista (Homage to Sextus Propertius, Il principe vescovo e il cervo, Il triste minotauro, Il pesce e l’ombra), nonché di una ampia scelta di esemplari unici e di multipli in ottone, argento e oro (Per il teatro del sordo, Pendoli, Scultura n.26). Il catalogo di opere della Christian Stein Edizioni comprende già da adesso grafiche e multipli di alcuni dei maggiori artisti italiani contemporanei tra cui Kounellis, Paolini, Merz, Fabro, Pistoletto, Boetti, Paladino, Parmiggiani, Bianchi oltre a rare tirature di artisti internazionali quali Nauman, Serra, Wool.
La Christian Stein Edizioni inoltre si occuperà di organizzare mostre ed eventi legati al mondo della grafica e darà vita a progetti editoriali speciali pubblicando cataloghi, volumi e cataloghi generali. Saranno avviate coproduzioni con le maggiori istituzioni italiane e straniere, quali l’Istituto Nazionale della Grafica di Roma, il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, l’Albertina di Vienna o il Drawing Center di New York, così come collaborazioni con prestigiose gallerie internazionali. Asse portante delle attività sarà tuttavia la commissione di nuove opere (incisioni e multipli) e la produzione di libri d’artista. L’intento è quello di valorizzare una pratica di grande tradizione come quella incisoria, d’incrementarne la diffusione e la conoscenza rivolgendosi anche ad un pubblico sempre più vasto, sempre più interessato, sempre più curioso. A sostegno di questa mission verrà creato un sito-catalogo di facile consultazione, quale strumento indispensabile per orientare quanti già si interessano al mondo.
La CHRISTIAN STEIN EDIZIONI seguirà passo dopo passo gli artisti nelle loro sperimentazioni, cercando le migliori maestranze, i migliori materiali, gli artigiani in possesso di esperienza, conoscenze, manualità. L’obbiettivo principale infatti è quello di sostenere la ricerca degli artisti e di metterli nelle condizioni migliori per potersi esprimere in piena libertà. CHRISTIAN STEIN EDIZIONI pur tenendo conto delle tradizioni, uscirà quindi dai canoni estetici stabiliti dai puristi della ‘carta’ per spaziare in un mondo che non si pone altro limite che quello della fantasia e della qualità. Assieme agli artisti si ricercheranno allora nuovi materiali, nuovi formati, nuove tecniche di riproduzione. Insomma nuovi orizzonti e nuove emozioni.
DECALOGO
DIECI INCISIONI DI PAOLO CANEVARI
25/03/09 - 16/05/09
Lo spazio espositivo della CHRISTIAN STEIN EDIZIONI è stato inaugurato con DECALOGO, un progetto speciale di PAOLO CANEVARI realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma (dove le dieci tavole di grandi dimensioni sono state già presentate nel mese di Ottobre 2008). DECALOGO ha impegnato l’artista per un anno, tanto è stato il tempo trascorso infatti da Canevari in Calcografia, l’unico museo con una Stamperia attiva, in cui torchi ottocenteschi e soprattutto l'esperienza del maestro calcografo Antonio Sannino gli hanno permesso di dar vita ad opere di grande formato. Canevari ha sempre dimostrato una versatilità tecnica e un’attenzione speciale a quelle pratiche più adatte a rendere democratica sia la lettura dell’immagine artistica sia la comprensione dei diversi livelli concettuali. A proposito di questa democraticità dell’iconografia egli si è espresso in questi termini: “L’opera non può più essere solo perfetta dal punto di vista formale, ma deve offrire la possibilità di riflettere su alcuni aspetti della realtà che spesso non si percepiscono nella loro vera essenza”. Canevari cerca immagini ‘forti’ che siano ‘comunicative’ come antiche allegorie, immagini che possano aprirsi un varco e smantellare codici simbolici e modi d’uso stereotipati in modo da restituire maggiore lucidità e coscienza iconografica al lettore-spettatore. In questo senso funzionano gli accostamenti dialettici di oggetti diversi per storia, funzione, genere, provenienza: la bibbia e una pistola, un altalena e una forca. A volte il contrasto è dato dalle situazioni che collidono: una bomba e un uomo a braccia aperte, un bambino che palleggia con un teschio.
Fin da subito ( siamo intorno alla fine degli anni Ottanta) Canevari ha elaborato grandi disegni che ha installato a parete e addirittura ha realizzato disegni animati. Il tratto nero della grafite tra l’altro non contraddice il suo linguaggio plastico. Per realizzare le sue sculture egli usa solitamente pneumatici. Con questo materiale plastico Canevari ha costruito figure- manichino, mantelli per un papa-nero, colonne infinite, grandi vagine, menhir incombenti, una specie di filo spinato con cui ha pure recluso uno spazio pubblico di galleria. Ha infine tagliato una serie di pneumatici d’auto ricavandone la maquette del Colosseo. Spesse volte nei simboli moderni si riscoprono forme primordiali e da li è facile risalire al fascino di certe forme, di certi simulacri, di certe icone. Lo stesso si può dire del fuoco che sovente appare nei suoi lavori e del colore nero, quello del catrame e del pneumatico, del petrolio e della notte, della bile nera (cioè della malinconia) e del sole nero, dei graffiti e del quadrato di Malevitch.
Il nero rappresenta una cifra peculiare, il suo segno per entrare nel mondo della comunicazione veloce con ironia e drammaticità, con aggressività e ludica innocenza, opponendo al colore dello spazio virtuale il bianco e nero, al facile consumo di parole e immagini la potenza ambigua di simboli e nomi di culto, al potere e alle ideologie il ribaltamento della violenza e del terrore attraverso le forme del gioco e le sue figure. L’avvicinamento alla grafica allora coincide perfettamente con questa sua ambizione ‘illuministica’ (usa il nero per fare luce, il fuoco per purificare) ed è come la naturale conseguenza di un iter artistico aperto, tollerante, anticonformista, che lo vede interessato a conciliare tradizione e modernità, tecniche manuali e tecnologie avanzate, materiali primitivi e prodotti industriali, codici alti e bassi, simboli locali (la lupa, il colosseo) e universali (il teschio, la croce).
Con DECALOGO Canevari ha dimostrato di padroneggiare perfettamente le tecniche della grafica al torchio, gestendo le diverse fasi dell'invenzione, del disegno e dell'incisione. Esaurita la loro funzione di matrici per la stampa, le lastre lucidate a specchio sono diventate oggetti scultorei autonomi e compiuti. Ecco che le dieci lastre accolgono lo spettatore all’interno di quelle immagini così ipnotiche e così poco rassicuranti, mentre riflettono nello spazio liquido della specchiatura i suoi temi più caratteristici, mutandoli in spettri, fantasmi, incubi.
25
marzo 2009
Paolo Canevari – Decalogo. Dieci incisioni
Dal 25 marzo al 16 maggio 2009
disegno e grafica
Location
CHRISTIAN STEIN EDIZIONI
Milano, Corso Monforte, 23, (Milano)
Milano, Corso Monforte, 23, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15.30-19
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