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Paolo Maione – Gemini
“ GEMINI” nasce come l’ultima opera di Maione accompagnandoci, in un percorso costellato da altre opere degli ultimi anni, in una narrazione esemplificativa.
Comunicato stampa
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Non a caso l’esposizione di Paolo Maione cade presso La Macina di San Cresci nel momento in cui la natura ha completato il suo ciclo di rinnovamento. Come punto e contemplazione del buon lavoro svolto, l’opera di questo fertile artista si colloca parallelamente in temporalità che , riallacciandosi all’unione nella dualità che tocca i propri vertici nel mito di Castore e Polluce , riassume l’essenza divina della illuminazione ispirativi alla realtà del lavoro e del desiderio di giuoco.
Per questo motivo “ GEMINI” nasce come l’ultima opera di Maione accompagnandoci , in un percorso costellato da altre opere degli ultimi anni , in una narrazione esemplificativa . Proprio per chiarire il succo di questo concetto, come scrive Dino Carini presentando Maione nella omonima monografia curata da Gian Enzo Sperone e Isabella Del Frate Rayburn , all’occasione della trasferta all’American University di N.Y. di questo multiforme artista : “ Maione non piscia controvento, anche se non ama la tecnologia , e non è certamente tra quegli artisti che si credono soldati di una guerra che non c’è. Egli ha chiara consapevolezza di come vanno le cose nel mondo dell’arte ; semplicemente, naturalmente, le sue mani sono rimaste fedeli a quella “saggezza del mestiere” che infiammava la Weil , all’occhio tattile di Goethe, alla “visione (che) è palpazione con lo sguardo “ di Merleau-Ponty. E’ rimasto pensierosamente inchiodato alla materia dell’opera, all’argilla , come fosse la sede di una dottrina trascendentale , essa stessa regula e medium contemplativo , in forte contrasto con la sua natura giocosa, ma in perfetto accordo con le sue figure di animali, serie e picaresche allo stesso tempo. Del resto , serietà e riso , come dice persino il cupo Schopenhauer nel Mondo , sono singolarmente affini : “ tanto più un uomo è capace di serietà totale , tanto più saprà ridere di cuore”.
Tutt’altro che facile dunque trovare altri moduli o definizioni amplificativi a parole e sensibilità nate da così alte e indiscusse personalità dell’attuale universo artistico. Vorrei soltanto accentare , nel concetto che lega lo sviluppo dell’opera di Maione al proprio inserimento nell’attualità , quella vena di genialità che nasce e trae il proprio spunto dalla continuità di una “moderna mitologia”.
Questa discretamente riesce , vivendo una nuova freschezza , a prenderci “per mano” e, accompagnandoci nel percorso di “Gemini” si rende accessibile e silenziosamente melodioso. In tutto ciò , l’accento ironico di Maione è come il “tapis roulant” sul quale ogni sensazione sembra davvero poterci ricongiungere alla essenza divina di Polluce permeandoci esponenzialmente dell’umana quanto reale ragione di Castore , come sopra già accennavo. Un’esposizione questa di Paolo Maione dunque, che, esaltando le proprie peculiari doti di “scultore”, sottolinea certi aspetti modellati in un’ambientazione davvero giocosa quanto spontanea dove arte e creatività sembrano parlare accompagnandoci .
Alfredo Futuro
NOTE BIOGRAFICHE
Paolo Maione , nato a S.Giovanni d’Asso (SI) il 20/12/1965 , vive e lavora a Figline Valdarno (Fi)
ESPOSIZIONI PERSONALI
1993 Primi Passi , Galleria Graziella Mariottini, Arezzo
Catalogo a cura di Elio Grazioli
1996 Scultura, Galleria Gian Enzo Sperone, Roma
1997 Centro d’Arte Allori , Figline Valdarno ,FI
1998 Hymne a’l’amour, Sergio Tossi Arte Contemporanea,Prato
2004 Casa Italiana Zerilli Marinò, New York University, New York
Catalogo a cura di Dino Carini
2004 Galleria Sperone-Westwater, New York
ESPOSIZIONI COLLETTIVE
1994 Le tavole della Legge , la collezione di C.Catellani, Castello di Volpaia
Catalogo a cura di A.Vettese
1999 Imagenes de culto, Diputacio de Valencia, a cura C.De Marco
1999 United Colors of Sculpture , Galleria Maria Cilena, Milano
a cura di Chiara Guidi
2000 Il filo del canto interrotto , Firenze
a cura di G.Uzzani e C.Sisi
2000 Artisti carissimi , Galleria Pananti ,Firenze
a cura di A.Natalini
2001 Ceramica , Galleria Gian Enzo Sperone ,Roma
Per questo motivo “ GEMINI” nasce come l’ultima opera di Maione accompagnandoci , in un percorso costellato da altre opere degli ultimi anni , in una narrazione esemplificativa . Proprio per chiarire il succo di questo concetto, come scrive Dino Carini presentando Maione nella omonima monografia curata da Gian Enzo Sperone e Isabella Del Frate Rayburn , all’occasione della trasferta all’American University di N.Y. di questo multiforme artista : “ Maione non piscia controvento, anche se non ama la tecnologia , e non è certamente tra quegli artisti che si credono soldati di una guerra che non c’è. Egli ha chiara consapevolezza di come vanno le cose nel mondo dell’arte ; semplicemente, naturalmente, le sue mani sono rimaste fedeli a quella “saggezza del mestiere” che infiammava la Weil , all’occhio tattile di Goethe, alla “visione (che) è palpazione con lo sguardo “ di Merleau-Ponty. E’ rimasto pensierosamente inchiodato alla materia dell’opera, all’argilla , come fosse la sede di una dottrina trascendentale , essa stessa regula e medium contemplativo , in forte contrasto con la sua natura giocosa, ma in perfetto accordo con le sue figure di animali, serie e picaresche allo stesso tempo. Del resto , serietà e riso , come dice persino il cupo Schopenhauer nel Mondo , sono singolarmente affini : “ tanto più un uomo è capace di serietà totale , tanto più saprà ridere di cuore”.
Tutt’altro che facile dunque trovare altri moduli o definizioni amplificativi a parole e sensibilità nate da così alte e indiscusse personalità dell’attuale universo artistico. Vorrei soltanto accentare , nel concetto che lega lo sviluppo dell’opera di Maione al proprio inserimento nell’attualità , quella vena di genialità che nasce e trae il proprio spunto dalla continuità di una “moderna mitologia”.
Questa discretamente riesce , vivendo una nuova freschezza , a prenderci “per mano” e, accompagnandoci nel percorso di “Gemini” si rende accessibile e silenziosamente melodioso. In tutto ciò , l’accento ironico di Maione è come il “tapis roulant” sul quale ogni sensazione sembra davvero poterci ricongiungere alla essenza divina di Polluce permeandoci esponenzialmente dell’umana quanto reale ragione di Castore , come sopra già accennavo. Un’esposizione questa di Paolo Maione dunque, che, esaltando le proprie peculiari doti di “scultore”, sottolinea certi aspetti modellati in un’ambientazione davvero giocosa quanto spontanea dove arte e creatività sembrano parlare accompagnandoci .
Alfredo Futuro
NOTE BIOGRAFICHE
Paolo Maione , nato a S.Giovanni d’Asso (SI) il 20/12/1965 , vive e lavora a Figline Valdarno (Fi)
ESPOSIZIONI PERSONALI
1993 Primi Passi , Galleria Graziella Mariottini, Arezzo
Catalogo a cura di Elio Grazioli
1996 Scultura, Galleria Gian Enzo Sperone, Roma
1997 Centro d’Arte Allori , Figline Valdarno ,FI
1998 Hymne a’l’amour, Sergio Tossi Arte Contemporanea,Prato
2004 Casa Italiana Zerilli Marinò, New York University, New York
Catalogo a cura di Dino Carini
2004 Galleria Sperone-Westwater, New York
ESPOSIZIONI COLLETTIVE
1994 Le tavole della Legge , la collezione di C.Catellani, Castello di Volpaia
Catalogo a cura di A.Vettese
1999 Imagenes de culto, Diputacio de Valencia, a cura C.De Marco
1999 United Colors of Sculpture , Galleria Maria Cilena, Milano
a cura di Chiara Guidi
2000 Il filo del canto interrotto , Firenze
a cura di G.Uzzani e C.Sisi
2000 Artisti carissimi , Galleria Pananti ,Firenze
a cura di A.Natalini
2001 Ceramica , Galleria Gian Enzo Sperone ,Roma
16
giugno 2005
Paolo Maione – Gemini
Dal 16 al 30 giugno 2005
arte contemporanea
Location
LA MACINA DI SAN CRESCI
Greve In Chianti, Località San Cresci, 4b, (Firenze)
Greve In Chianti, Località San Cresci, 4b, (Firenze)
Orario di apertura
su appuntamento telefonico 055 8544793
Vernissage
16 Giugno 2005, ore 18
Sito web
www.chianticom.com
Autore


