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Paolo Schiavocampo – Lo spazio oltrepassa la forma
personale
Comunicato stampa
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La culla di un sogno poetico si chiude spesso con l’inconciliabile arroganza del tempo che trascorre; del tempo che incide una curva discendente nella parabola della vita di un uomo. I conti preventivati spesso non tornano e ci si ritrova a dover tracciare bilanci spesso in passivo. Gli entusiasmi sono facili a passare, così come i giorni spesi nella ricerca dei perché, delle soluzioni ottimali o del semplice tentativo di sopravvivenza. Ma un artista possiede, attraverso il genio della sua arte, la chiave per scardinare ogni preconcetto legato all’evoluzione del tempo, riesce a mantenere lo sguardo proteso sempre in avanti, sempre oltre il confine ultimo.
Paolo Schiavocampo, forte della lunga e maturata esperienza artistica, ritrova vigore partendo, o meglio dire, ripartendo dal suo passato. Gli intenti sono dichiarati: recuperare un linguaggio, una ricerca, iniziata negli anni ’70. Ma non si tratta di tornare indietro, di riproporre ciò che già è stato, si vuole riattivare un modo di comunicare affrontato in quegli anni. Le sculture i progetti, i disegni dialogano tra loro in un gioco di sconfitta temporalità: il recente e il trascorso si fondono e si reggono in una potenziata energia espressiva.
Le sue opere sono una archetipica forma di germinante materia vivente, pronta a pulsare di inaspettata vita mai paga di attualità. Mutano i materiali ma non i moduli; le sculture si ricombinano si riattivano come risvegliate dalle pieghe del tempo. La sensazione è di un discorso che riprende, un discorso mai interrotto invero, anzi solo noi non eravamo capaci di sentirlo: Schiavocampo, diventa il regista di uno spettacolo di forme danzanti, ritmate, pulsanti. Sculture che affascinano, che stupiscono catalizzando l’attenzione sul punto estremo del non detto, di ciò che spetterà a noi dire o aggiungere. Così l’artista oggi si ritrova giovane interprete di se stesso nel ridestare, nello schiarire, il nostro sguardo brutalmente intorpidito e distratto Schiavocampo diventa saldo nel ripristinare, muovendosi dal suo passato, una nuova traccia che non riesce nemmeno ad essere un messaggio per il presente, perché è già futuro.
Matteo Galbiati
Settembre 2005
Paolo Schiavocampo, forte della lunga e maturata esperienza artistica, ritrova vigore partendo, o meglio dire, ripartendo dal suo passato. Gli intenti sono dichiarati: recuperare un linguaggio, una ricerca, iniziata negli anni ’70. Ma non si tratta di tornare indietro, di riproporre ciò che già è stato, si vuole riattivare un modo di comunicare affrontato in quegli anni. Le sculture i progetti, i disegni dialogano tra loro in un gioco di sconfitta temporalità: il recente e il trascorso si fondono e si reggono in una potenziata energia espressiva.
Le sue opere sono una archetipica forma di germinante materia vivente, pronta a pulsare di inaspettata vita mai paga di attualità. Mutano i materiali ma non i moduli; le sculture si ricombinano si riattivano come risvegliate dalle pieghe del tempo. La sensazione è di un discorso che riprende, un discorso mai interrotto invero, anzi solo noi non eravamo capaci di sentirlo: Schiavocampo, diventa il regista di uno spettacolo di forme danzanti, ritmate, pulsanti. Sculture che affascinano, che stupiscono catalizzando l’attenzione sul punto estremo del non detto, di ciò che spetterà a noi dire o aggiungere. Così l’artista oggi si ritrova giovane interprete di se stesso nel ridestare, nello schiarire, il nostro sguardo brutalmente intorpidito e distratto Schiavocampo diventa saldo nel ripristinare, muovendosi dal suo passato, una nuova traccia che non riesce nemmeno ad essere un messaggio per il presente, perché è già futuro.
Matteo Galbiati
Settembre 2005
03
ottobre 2005
Paolo Schiavocampo – Lo spazio oltrepassa la forma
Dal 03 al 28 ottobre 2005
arte contemporanea
Location
BERTOLT BRECHT – SPAZIO 2
Milano, Via Antonio Giovanola, 21C, (Milano)
Milano, Via Antonio Giovanola, 21C, (Milano)
Orario di apertura
martedì, giovedì e sabato 18-20 e su appuntamento
Vernissage
3 Ottobre 2005, ore 18.30
Autore
Curatore

