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Pedro Torres – Palpita
‘Palpita’ sviluppa una riflessione sul tempo come dimensione complessa e instabile. Il lavoro dell’artista nasce da un dialogo strutturato con l’ambito scientifico e, in questo caso, con l’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO).
Comunicato stampa
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La pratica artistica di Pedro Torres si sviluppa all’incrocio tra sapere scientifico e sensibilità poetica. Attraverso installazioni, video e dispositivi luminosi e sonori, l’artista indaga i fenomeni naturali senza mai ridurli a rappresentazioni illustrative o didascaliche, ma bensì trasformando dati, teorie ed esperimenti in esperienze immersive che sollecitano una percezione sensibile e intuitiva.
Un lavoro fondamentale che precede la sua ricerca attuale è l’installazione Fisura, presentata alla Real Academia de España en Roma. Basata sui principi di interferenza e diffrazione della luce, l’opera si presentava come un «apparato scientifico fallimentare»: un complesso sistema di elementi ottici, luminosi e sonori che sfidava la comprensione immediata del fenomeno, documentando la luce filtrata dal lento movimento di alcune veneziane.
Palpita prosegue questa esplorazione, spostando il focus sulle onde gravitazionali. Il progetto nasce dal confronto con i ricercatori dell’Osservatorio di Cascina in provincia di Pisa –che ospita uno dei tre rivelatori di onde gravitazionali del pianeta, l’esperimento Virgo–,e dall’interesse per l’interferometria come strumento in grado di rendere accessibili fenomeni altrimenti invisibili all’esperienza umana. Le onde gravitazionali – increspature infinitesimali dello spazio-tempo prodotte da eventi cosmici estremi – non sono per Torres un semplice oggetto di studio, ma una possibilità poetica: un modo per immaginare il tempo come materia vibrante, traccia ed eco di accadimenti già avvenuti, eppure ancora in propagazione.
L’installazione site-specific per AlbumArte intreccia stimoli visivi, sonori e tattili, evocando un battito vitale e quasi impercettibile. Palpita si articola attraverso analogie, risonanze e spostamenti semantici: il battito suggerito dal titolo diventa metafora della pulsazione del tempo, della sua capacità di accumulare, trasmettere e trasformare informazioni.
Roma, città di stratificazioni storiche e memorie persistenti, amplifica questa riflessione: le onde gravitazionali entrano in dialogo con il tempo archeologico e storico dell’Urbe, posizionando il pubblico tra l’infinitamente remoto e il qui e ora dell’esperienza, tra precisione scientifica e incertezza percettiva.
In questo contesto, la collaborazione con l’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) non si limita a un riferimento tematico, ma diventa un terreno condiviso di indagine sui limiti della percezione e sulla necessità di elaborare nuovi linguaggi per descrivere fenomeni che vanno oltre l’esperienza quotidiana. In Palpita, scienza e intuizione poetica dunque si fondono, offrendo la possibilità di abitare uno spazio liminale in cui il tempo non scorre, ma pulsa.
Pedro Torres (Gloria de Dourados Brazil, 1982 vive e lavora a Barcellona) ha esposto in mostre personali e ha partecipato a collettive e biennali in Spagna, Francia, Italia, Ecuador, Colombia, Argentina, Messico, Turchia e Cina. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti si segnalano la residenza e il finanziamento per la produzione presso Tabacalera Madrid / Ministerio de Cultura, l’Ankaria Artist Book Award, la borsa della Real Academia de España en Roma, la Convocatoria de Producción della Fundación “la Caixa”, il grant per le arti visive della Fundación Botín, Barcelona Crea e, in diverse occasioni, borse di ricerca da OSIC per conto del Departament de Cultura della Generalitat de Catalunya.
Le sue opere fanno parte delle collezioni del MACBA, di INELCOM, della Fundación Botín, della Blueproject Foundation, della colección olorVISUAL, della Colección Untitled e di altre collezioni private.
Un lavoro fondamentale che precede la sua ricerca attuale è l’installazione Fisura, presentata alla Real Academia de España en Roma. Basata sui principi di interferenza e diffrazione della luce, l’opera si presentava come un «apparato scientifico fallimentare»: un complesso sistema di elementi ottici, luminosi e sonori che sfidava la comprensione immediata del fenomeno, documentando la luce filtrata dal lento movimento di alcune veneziane.
Palpita prosegue questa esplorazione, spostando il focus sulle onde gravitazionali. Il progetto nasce dal confronto con i ricercatori dell’Osservatorio di Cascina in provincia di Pisa –che ospita uno dei tre rivelatori di onde gravitazionali del pianeta, l’esperimento Virgo–,e dall’interesse per l’interferometria come strumento in grado di rendere accessibili fenomeni altrimenti invisibili all’esperienza umana. Le onde gravitazionali – increspature infinitesimali dello spazio-tempo prodotte da eventi cosmici estremi – non sono per Torres un semplice oggetto di studio, ma una possibilità poetica: un modo per immaginare il tempo come materia vibrante, traccia ed eco di accadimenti già avvenuti, eppure ancora in propagazione.
L’installazione site-specific per AlbumArte intreccia stimoli visivi, sonori e tattili, evocando un battito vitale e quasi impercettibile. Palpita si articola attraverso analogie, risonanze e spostamenti semantici: il battito suggerito dal titolo diventa metafora della pulsazione del tempo, della sua capacità di accumulare, trasmettere e trasformare informazioni.
Roma, città di stratificazioni storiche e memorie persistenti, amplifica questa riflessione: le onde gravitazionali entrano in dialogo con il tempo archeologico e storico dell’Urbe, posizionando il pubblico tra l’infinitamente remoto e il qui e ora dell’esperienza, tra precisione scientifica e incertezza percettiva.
In questo contesto, la collaborazione con l’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) non si limita a un riferimento tematico, ma diventa un terreno condiviso di indagine sui limiti della percezione e sulla necessità di elaborare nuovi linguaggi per descrivere fenomeni che vanno oltre l’esperienza quotidiana. In Palpita, scienza e intuizione poetica dunque si fondono, offrendo la possibilità di abitare uno spazio liminale in cui il tempo non scorre, ma pulsa.
Pedro Torres (Gloria de Dourados Brazil, 1982 vive e lavora a Barcellona) ha esposto in mostre personali e ha partecipato a collettive e biennali in Spagna, Francia, Italia, Ecuador, Colombia, Argentina, Messico, Turchia e Cina. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti si segnalano la residenza e il finanziamento per la produzione presso Tabacalera Madrid / Ministerio de Cultura, l’Ankaria Artist Book Award, la borsa della Real Academia de España en Roma, la Convocatoria de Producción della Fundación “la Caixa”, il grant per le arti visive della Fundación Botín, Barcelona Crea e, in diverse occasioni, borse di ricerca da OSIC per conto del Departament de Cultura della Generalitat de Catalunya.
Le sue opere fanno parte delle collezioni del MACBA, di INELCOM, della Fundación Botín, della Blueproject Foundation, della colección olorVISUAL, della Colección Untitled e di altre collezioni private.
17
marzo 2026
Pedro Torres – Palpita
Dal 17 marzo al 13 maggio 2026
arte contemporanea
Location
AlbumArte
Roma, Via Flaminia, 122, (RM)
Roma, Via Flaminia, 122, (RM)
Orario di apertura
Da mercoledì a venerdì, dalle 16 alle 19.
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico




