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Peppe Perone / Esther Stocker
doppia personale degli artisti Peppe Perone (Rotondi 1972) ed Esther Stocker (Vienna 1974)
Comunicato stampa
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Nelle sculture di Peppe Perone ciò che è destinato ad essere trascurato, come degli oggetti di uso comune, appare come ciò che è originario. Un labirinto di accostamenti cristallizzati nella sabbia, sospende il flusso di deperibilità della materia uniformandone la superficie e scongiurandone la scomparsa.
Tubi di plastica e vetroresina diventano colonne di bicchieri di carta in tutto simili a castelli di sabbia, in cui l’immediatezza della percezione visiva permette di scorgere l’idea di una metropoli con fondamenta che poggiano su pilastri usa e getta.
Gli elementi della natura si riconoscono come citazioni dell’identità geografica dell’artista le rane, i gechi, i pesci tante volte presenti nelle sculture appartengono agli spazi in cui Peppe vive e lavora, la finestra è quella del suo studio che offre alla vista scenari naturalistici del tutto familiari.
Dal 2002 anno in cui si distingue come miglior giovane artista nella Sezione Anteprima del MiArt fino alla Quadriennale di Roma, la sabbia è il vettore costante per la rappresentazione di oggetti che ancorché legati al mondo privato appartengono in ogni caso al comune immaginario collettivo. (Chiara Vigliotti)
Ester Stocker. Esattezza incerta.
"Queste strutture non si possono vedere con uno sguardo - le si devono costeggiare con lo sguardo. Questo è un principio che vale per la maggior parte delle opere della Stocker: la percezione globale - dunque la percezione di modelli, tessuti - viene sistematicamente resa difficoltosa fino a diventare impossibile, così che l'osservatore deve cimentarsi nel riconoscimento delle forme " (Thomas Amonn).
”Ci sono molte cose da dire sul concetto di trama, in riferimento alla mia pittura e riguarda la divisione di uguale valore di unità ed è in questo senso un sistema espansivo. La trama semplice è un punto di partenza che diventa portatore di idee complesse visive e cognitive e definisce una forma non ieratica.
Un'idea del mio lavoro è di dare forma ad una struttura modificabile all'interno delle sue proprie condizioni.
Un paradosso che mi ha a lungo affascinato è quel carattere contraddittorio tale che disposizioni di forme geometricamente esatte possano condurre a fenomeni di percezione visiva del tutto "incerti". Ciò può essere prodotto da interventi minimi o da modificazioni all'interno di una struttura regolare come per esempio l'omissione di un angolo retto, differenziazione o semplice scostamento di alcune forme. Qui mi interessa soprattutto come la precisione di un sistema razionale e funzionale si contrapponga a ciò che è approssimativo. Oppure più esattamente: l'incertezza di forme esatte.
Dove si trova il punto che tiene insieme una struttura, dove questa si rompe? Quando perdiamo il controllo nel produrre relazioni?“ (Esther Stocker)
Tubi di plastica e vetroresina diventano colonne di bicchieri di carta in tutto simili a castelli di sabbia, in cui l’immediatezza della percezione visiva permette di scorgere l’idea di una metropoli con fondamenta che poggiano su pilastri usa e getta.
Gli elementi della natura si riconoscono come citazioni dell’identità geografica dell’artista le rane, i gechi, i pesci tante volte presenti nelle sculture appartengono agli spazi in cui Peppe vive e lavora, la finestra è quella del suo studio che offre alla vista scenari naturalistici del tutto familiari.
Dal 2002 anno in cui si distingue come miglior giovane artista nella Sezione Anteprima del MiArt fino alla Quadriennale di Roma, la sabbia è il vettore costante per la rappresentazione di oggetti che ancorché legati al mondo privato appartengono in ogni caso al comune immaginario collettivo. (Chiara Vigliotti)
Ester Stocker. Esattezza incerta.
"Queste strutture non si possono vedere con uno sguardo - le si devono costeggiare con lo sguardo. Questo è un principio che vale per la maggior parte delle opere della Stocker: la percezione globale - dunque la percezione di modelli, tessuti - viene sistematicamente resa difficoltosa fino a diventare impossibile, così che l'osservatore deve cimentarsi nel riconoscimento delle forme " (Thomas Amonn).
”Ci sono molte cose da dire sul concetto di trama, in riferimento alla mia pittura e riguarda la divisione di uguale valore di unità ed è in questo senso un sistema espansivo. La trama semplice è un punto di partenza che diventa portatore di idee complesse visive e cognitive e definisce una forma non ieratica.
Un'idea del mio lavoro è di dare forma ad una struttura modificabile all'interno delle sue proprie condizioni.
Un paradosso che mi ha a lungo affascinato è quel carattere contraddittorio tale che disposizioni di forme geometricamente esatte possano condurre a fenomeni di percezione visiva del tutto "incerti". Ciò può essere prodotto da interventi minimi o da modificazioni all'interno di una struttura regolare come per esempio l'omissione di un angolo retto, differenziazione o semplice scostamento di alcune forme. Qui mi interessa soprattutto come la precisione di un sistema razionale e funzionale si contrapponga a ciò che è approssimativo. Oppure più esattamente: l'incertezza di forme esatte.
Dove si trova il punto che tiene insieme una struttura, dove questa si rompe? Quando perdiamo il controllo nel produrre relazioni?“ (Esther Stocker)
16
febbraio 2006
Peppe Perone / Esther Stocker
Dal 16 febbraio al 15 aprile 2006
arte contemporanea
Location
1/9 – UNOSUNOVE ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Via Degli Specchi, 20, (Roma)
Roma, Via Degli Specchi, 20, (Roma)
Orario di apertura
martedì-sabato 10-13 e 16-20; giovedì 15-21; la mattina su appuntamento
Vernissage
16 Febbraio 2006, ore 19
Autore


