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Poesia Visiva
opere di Miccini, Pignotti e Malipiero, tra i protagonisti dell’arte contemporanea del novecento e in particolar modo di quegli artisti che hanno affrontato i temi della scrittura
Comunicato stampa
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Sabato 15 luglio presso il Museo Comunale di Praia a Mare, inaugurazione della mostra "Poesia Visiva" patrocinata dalle Università di Firenze e Messina, con opere di Miccini, Pignotti e Malipiero, tra i protagonisti dell'arte contemporanea del novecento e in particolar modo di quegli artisti che hanno affrontato i temi della scrittura, sotto svariati aspetti, nell'arte visuale. La poesia visiva ha infatti lasciato un segno indelebile nella storia dell'arte italiana e internazionale degli ultimi decenni allargando la propria ricerca sui mezzi espressivi, influenzando la formazione di artisti più giovani e aprendo nuove vie alle sperimentazioni attuali.
Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini affrontano una proposta di "poesia tecnologica" che si collega con l'analoga proposta dei pittori di "pittura tecnologica": entrambe si fondano sulla volontà di costruire messaggi estetici mediante l'assunzione di codici provenienti dai mass media capovolgendone i significati con una particolare carica polemica ed ironica tipica dei testi poetici e pittorici.
Ad opera dei due poeti nasce, nel 1963 a Firenze, il Gruppo 70, movimento che riunisce artisti coinvolti nella stessa critica alla società consumistica e all'arte tradizionale, incapace di confrontarsi con le nuove realtà. Durante il primo convegno, intitolato Arte e Comunicazione gli interventi di critici come Dorfles, semiologi come Umberto Eco, pittori come Antonio Bueno oltre a quelli degli stessi Miccini e Pignotti, recano una forte impronta di interdisciplinarità
Dopo un primo momento rivolto a combattere il messaggio pubblicitario con le sue stesse armi, il discorso della poesia visiva si estende ai diversi codici che compongono la cultura visuale dei nostri anni. Così, fin dai primi anni sessanta, Miccini inizia con i Rebus un percorso che arriva alla fine degli anni 70 alla serie Eros & Ares a cui contrappone in maniera conflittuale le cartoline scritte da due innamorati durante l'ultima guerra mondiale ai bollettini di guerra pubblicati nei giornali di allora. Il critico Spena sostiene che: nelle opere di Miccini ci troviamo di fronte all'evento dell'immagine che si fa parola e della parola che si fa immagine non per creare una fusione che annulli l'una e l'altra ma per trovare nuovi accordi plastici che fanno dell'una e dell'altra tratti segnici che tendono a svilupparsi sempre più attraverso una serie di rimandi e di suggestioni che permettono di andare oltre la parola e l'immagine.
Lamberto Pignotti affronta, con i "francobolli", una propria linea di ricerca che culmina nel 1977 con la pubblicazione della Biblia Pauperum, recuperando un'iconografia popolare sia laica che religiosa oltre alla modalità del fumetto, fortemente radicata nella cultura novecentesca. Dorfles, lo definisce: un poeta, anche nel senso tradizionale del termine: ossia un "facitore" di parole, di versi, di ritmi linguistici. Infatti, nel volume Una Forma di Lotta, effettua un'operazione molto importante: il rivalutare i significati, di risemantizzare alcune parole o alcuni frammenti di prosa pubblicitaria.
Malipiero, invece, non si ispira tanto alla Poesia Visiva, dalla quale è comunque fortemente affascinato, quanto ad un'iconografia da rotocalco e ai collages del poeta ceco Jirì Kolar (1924-2003). A differenza del poeta ceco, riferisce Miccini: egli stravolge ma non occulta, trova i suoi personaggi e le sue cose, li accoppia o perchè lo sono realmente nella vita o per un suo azzardo retorico del tutto arbitrario, come si conviene all'artista.
Molti ritratti di Malipiero raffigurano del resto noti personaggi come Merilyn Monroe, la Gioconda e i suoi stessi amici e artisti.
La mostra realizzata grazie al contributo dall'Università degli Studi di Messina e dall'Univesità degli Studi di Firenze, è accompagnata da un ampio catalogo, che, oltre a raccogliere le opere esposte, presenta testi critici di noti studiosi come Stefania Stefanelli, Franco Spena, Gillo Dorfles e degli stessi artisti.
Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini affrontano una proposta di "poesia tecnologica" che si collega con l'analoga proposta dei pittori di "pittura tecnologica": entrambe si fondano sulla volontà di costruire messaggi estetici mediante l'assunzione di codici provenienti dai mass media capovolgendone i significati con una particolare carica polemica ed ironica tipica dei testi poetici e pittorici.
Ad opera dei due poeti nasce, nel 1963 a Firenze, il Gruppo 70, movimento che riunisce artisti coinvolti nella stessa critica alla società consumistica e all'arte tradizionale, incapace di confrontarsi con le nuove realtà. Durante il primo convegno, intitolato Arte e Comunicazione gli interventi di critici come Dorfles, semiologi come Umberto Eco, pittori come Antonio Bueno oltre a quelli degli stessi Miccini e Pignotti, recano una forte impronta di interdisciplinarità
Dopo un primo momento rivolto a combattere il messaggio pubblicitario con le sue stesse armi, il discorso della poesia visiva si estende ai diversi codici che compongono la cultura visuale dei nostri anni. Così, fin dai primi anni sessanta, Miccini inizia con i Rebus un percorso che arriva alla fine degli anni 70 alla serie Eros & Ares a cui contrappone in maniera conflittuale le cartoline scritte da due innamorati durante l'ultima guerra mondiale ai bollettini di guerra pubblicati nei giornali di allora. Il critico Spena sostiene che: nelle opere di Miccini ci troviamo di fronte all'evento dell'immagine che si fa parola e della parola che si fa immagine non per creare una fusione che annulli l'una e l'altra ma per trovare nuovi accordi plastici che fanno dell'una e dell'altra tratti segnici che tendono a svilupparsi sempre più attraverso una serie di rimandi e di suggestioni che permettono di andare oltre la parola e l'immagine.
Lamberto Pignotti affronta, con i "francobolli", una propria linea di ricerca che culmina nel 1977 con la pubblicazione della Biblia Pauperum, recuperando un'iconografia popolare sia laica che religiosa oltre alla modalità del fumetto, fortemente radicata nella cultura novecentesca. Dorfles, lo definisce: un poeta, anche nel senso tradizionale del termine: ossia un "facitore" di parole, di versi, di ritmi linguistici. Infatti, nel volume Una Forma di Lotta, effettua un'operazione molto importante: il rivalutare i significati, di risemantizzare alcune parole o alcuni frammenti di prosa pubblicitaria.
Malipiero, invece, non si ispira tanto alla Poesia Visiva, dalla quale è comunque fortemente affascinato, quanto ad un'iconografia da rotocalco e ai collages del poeta ceco Jirì Kolar (1924-2003). A differenza del poeta ceco, riferisce Miccini: egli stravolge ma non occulta, trova i suoi personaggi e le sue cose, li accoppia o perchè lo sono realmente nella vita o per un suo azzardo retorico del tutto arbitrario, come si conviene all'artista.
Molti ritratti di Malipiero raffigurano del resto noti personaggi come Merilyn Monroe, la Gioconda e i suoi stessi amici e artisti.
La mostra realizzata grazie al contributo dall'Università degli Studi di Messina e dall'Univesità degli Studi di Firenze, è accompagnata da un ampio catalogo, che, oltre a raccogliere le opere esposte, presenta testi critici di noti studiosi come Stefania Stefanelli, Franco Spena, Gillo Dorfles e degli stessi artisti.
15
luglio 2006
Poesia Visiva
Dal 15 luglio al 19 agosto 2006
arte contemporanea
Location
MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Praia A Mare, Via Dante Alighieri, (Cosenza)
Praia A Mare, Via Dante Alighieri, (Cosenza)
Autore


