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Quando il suono si fa segno
La prima personale di Manuela SCANNAVINI, “Quando il suono si fa segno”. Un evento di SPAZIO SFEROCROMIA, studio di Umberto lppoliti che ospita l’artista: un’esperienza che coniuga più espressioni artistiche, necessarie ad illustrare la complessa poetica sottesa al suo lavoro di oltre 20 anni.
Comunicato stampa
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QUANDO IL SUONO SI FA SEGNO
A Roma la prima personale di Manuela Scannavini:
un percorso tra arte, musica, parole e video
Inaugurazione sabato 18 aprile 2026 ore 18.30
La prima personale dell'artista Manuela SCANNAVINI, intitolata “Quando il suono si fa segno”, è il prossimo evento di SPAZIO SFEROCROMIA, studio di Umberto lppoliti che ospita l’artista: un'esperienza che coniuga diverse espressioni artistiche, tutte necessarie ad illustrare la complessa poetica che sta dietro al suo lavoro. L'inaugurazione sabato 18 aprile dalle 18.30 in Via Ippolito Pindemonte 30b, in un luogo che nella sua stratificata complessità è capace di offrire un viaggio immersivo nell'immaginario artistico e nella pratica d'arte. Nel catalogo un contributo critico della curatrice Eugenia Querci.
Una mostra e un viaggio condiviso
Cinque grandi opere pittoriche, litografie, un’installazione e due video, a cui si uniscono i taccuini, prove d'autore e le fotografie di llaria Turini eseguite durante il backstage del video, “quando il suono si fa segno". Sono questi i contenuti che Manuela Scannavini ha immaginato per poter finalmente inquadrare gli esiti di una pratica artistica lunga venti anni. Tutte le opere esposte sono state ideate dalla Scannavini su ispirazione delle musiche del Maestro Carmelo Travia. Due i video: uno, con la regia di Jacopo Brucculeri, Lorenzo Lattanzi, direttore della fotografia con la coreografia di Giulia Rosolin e interpretata dalla giovane ginnasta Sofia Biancari, il secondo, un video-racconto che indica il processo creativo dell’artista, con la voce narrante di Francesca Ritrovato, fonico e montatore Alessandro Chiappini.
Il mondo di Manuela: introspezione nella relazione
"L'arte come immersione profonda in sé stessi, come necessità indifferibile di ascolto, strumento per espandere l'io oltre i confini della vita organizzata per moltiplicarsi in una rigogliosa fermentazione": sintetizza così Eugenia Querci nel suo testo critico, il percorso di Manuela Scannavini. "E queste tele – continua - sono un ritratto fedele del suo percorso, del suo posizionarsi nel mondo con un'attitudine di profonda curiosità, costantemente in cerca di corrispondenze con l'altro e di connessioni, di una socialità espansiva, che produce idee e orizzonti nuovi da inseguire. Gli incontri aprono talvolta strade inesplorate, in modo repentino e inaspettato guidano verso evoluzioni possibili". E uno di questi incontri è proprio con la musica del Maestro Carmelo Travia, grazie al cui risuonare l'artista "seguendo un'onda immateriale, ha riversato il proprio stato interiore, sottile o tumultuoso, in una serie di tele, legate tra loro da un ritmo, anche visivo, e pensate come un'installazione, Il suono che si fa segno, diventato il titolo della mostra.
Astratto e materico
La tecnica pittorica di Manuela Scannavini è ricca di sfumature: da opere-di medio e grande formato-in tecnica mista su carta a quella materica, oppure in olio o acrilico e pigmenti. Tra gesso, carta, fibra naturale, linoleum gomma arabica, colla d'osso, biochar, pigmenti, polvere di marmo, foglie di loto, fibra di vetro, cera persa, oro zecchino, tessuti, solo per citare alcuni degli elementi che il suo immaginario traduce in esiti artistici di grande impatto. Le opere in mostra, in particolare, sono tele astratte - scrive ancora Eugenia Querci -, “prive di appigli reali, puro colore e gesto, studiate a partire da una serie di disegni in bianco e nero sviluppati, come un flusso continuo, su un formato leporello. Da questo studio sono scaturite anche tre tele di grande formato, ognuna legata a un momento specifico del viaggio intimo che Manuela Scannavini ha attraversato. Tele che sono paesaggi interiori, che hanno una dimensione narrativa e che fanno parte di un racconto di sé, che non rifiuta la quota di turbamento che il lasciarsi percorrere dalle emozioni può provocare".
Un Catalogo che è una Storia
Al Catalogo edito da Al3viE di Raffaella Polverini, è affidato il racconto storicizzato del lavoro di Manuela Scannavini, raccogliendo testimonianze importanti, in particolare con la Galleria Pavart di Velia Littera. Manuela ha stretto nel tempo rapporti artistici con designer e stilisti. Con la mostra personale che inaugura il 18 aprile, l’artista “esce allo scoperto" verso un pubblico più ampio, cui va incontro con la timidezza delle prime volte e la sicurezza di chi ha molto da dire e sa perfettamente come dirlo.
__________________________
Manuela SCANNAVINI (@manuela_scannavini) | Vive e lavora a Roma, dove è nata nel 1970. Sociologa, nella sua vita l’arte è sempre presente in tutte le sue forme. Nel 2007 comincia il suo percorso artistico frequentando studi di artisti che la stimolano a continuare la ricerca: dalla decorazione dei finti marmi a varie tecniche di disegno, pittura e alla stampa con tecniche manuali su carta con Eleonora Cumer; poi la litografia su supporto sintetico presso l'Atelier InSigna con Maria Pia Bentivenga, lo studio della tecnica per la creazione di pattern presso Portuense201 a cura di Daniela Pinotti, più avanti la tecnica della cera persa presso la scuola/laboratorio Lumina. Approfondisce presso l’Accademia di Belle Arti - Rufa i fondamenti d’incisione, in particolare il monotipo a ricalco e con il torchio calcografico, collografia, xilografia su linoleum, puntasecca, con Davide Miceli. La sua arte spazia tra l’astratto e il concettuale, utilizzando le tecniche miste di assemblaggio e installazioni apprezzate già da collezionisti tra Roma e Torino. Ha collaborato con la poetessa Laura Anfuso trovando ispirazione dalla forza dei suoi haiku. Con l’attrice e performer Alice Valente Visco si avvicina all'arte performativa. Con la fotografa Ilaria Turini ha firmato numerosi e stimolanti progetti fotografici e pittorici. La sua personalità eclettica la porta a collaborare anche con la stilista e modellista Elena Binni e con il designer e creativo digitale Carmine Fuorvia de I Magazzini Mediterranei. Dal 2024 è ospite presso lo studio di Umberto Ippoliti presso lo Spazio Sferocromia, nel quartiere Monteverde Vecchio a Roma.
SCHEDA INFO MOSTRA
Titolo: QUANDO IL SUONO SI FA SEGNO
Artista: Manuela Scannavini
Sede: Spazio Sferocromia, Via Ippolito Pindemonte 30/b, Roma
Inaugurazione: sabato 18 aprile dalle 18.30 | Allestimento e aperitivo d'arte a cura di @mariagabriellamauro
Apertura al pubblico: dal 18 aprile al 16 maggio 2026: tutti i sabati dalle 16,30 alle 18.30
Sede: www.sferocromia.info |e-mail:sferocromia.0@gmail.com |
Ufficio stampa: Diana Daneluz | e-mail:dianadaneluz410@gmail.com | T.+39 339 5785378
A Roma la prima personale di Manuela Scannavini:
un percorso tra arte, musica, parole e video
Inaugurazione sabato 18 aprile 2026 ore 18.30
La prima personale dell'artista Manuela SCANNAVINI, intitolata “Quando il suono si fa segno”, è il prossimo evento di SPAZIO SFEROCROMIA, studio di Umberto lppoliti che ospita l’artista: un'esperienza che coniuga diverse espressioni artistiche, tutte necessarie ad illustrare la complessa poetica che sta dietro al suo lavoro. L'inaugurazione sabato 18 aprile dalle 18.30 in Via Ippolito Pindemonte 30b, in un luogo che nella sua stratificata complessità è capace di offrire un viaggio immersivo nell'immaginario artistico e nella pratica d'arte. Nel catalogo un contributo critico della curatrice Eugenia Querci.
Una mostra e un viaggio condiviso
Cinque grandi opere pittoriche, litografie, un’installazione e due video, a cui si uniscono i taccuini, prove d'autore e le fotografie di llaria Turini eseguite durante il backstage del video, “quando il suono si fa segno". Sono questi i contenuti che Manuela Scannavini ha immaginato per poter finalmente inquadrare gli esiti di una pratica artistica lunga venti anni. Tutte le opere esposte sono state ideate dalla Scannavini su ispirazione delle musiche del Maestro Carmelo Travia. Due i video: uno, con la regia di Jacopo Brucculeri, Lorenzo Lattanzi, direttore della fotografia con la coreografia di Giulia Rosolin e interpretata dalla giovane ginnasta Sofia Biancari, il secondo, un video-racconto che indica il processo creativo dell’artista, con la voce narrante di Francesca Ritrovato, fonico e montatore Alessandro Chiappini.
Il mondo di Manuela: introspezione nella relazione
"L'arte come immersione profonda in sé stessi, come necessità indifferibile di ascolto, strumento per espandere l'io oltre i confini della vita organizzata per moltiplicarsi in una rigogliosa fermentazione": sintetizza così Eugenia Querci nel suo testo critico, il percorso di Manuela Scannavini. "E queste tele – continua - sono un ritratto fedele del suo percorso, del suo posizionarsi nel mondo con un'attitudine di profonda curiosità, costantemente in cerca di corrispondenze con l'altro e di connessioni, di una socialità espansiva, che produce idee e orizzonti nuovi da inseguire. Gli incontri aprono talvolta strade inesplorate, in modo repentino e inaspettato guidano verso evoluzioni possibili". E uno di questi incontri è proprio con la musica del Maestro Carmelo Travia, grazie al cui risuonare l'artista "seguendo un'onda immateriale, ha riversato il proprio stato interiore, sottile o tumultuoso, in una serie di tele, legate tra loro da un ritmo, anche visivo, e pensate come un'installazione, Il suono che si fa segno, diventato il titolo della mostra.
Astratto e materico
La tecnica pittorica di Manuela Scannavini è ricca di sfumature: da opere-di medio e grande formato-in tecnica mista su carta a quella materica, oppure in olio o acrilico e pigmenti. Tra gesso, carta, fibra naturale, linoleum gomma arabica, colla d'osso, biochar, pigmenti, polvere di marmo, foglie di loto, fibra di vetro, cera persa, oro zecchino, tessuti, solo per citare alcuni degli elementi che il suo immaginario traduce in esiti artistici di grande impatto. Le opere in mostra, in particolare, sono tele astratte - scrive ancora Eugenia Querci -, “prive di appigli reali, puro colore e gesto, studiate a partire da una serie di disegni in bianco e nero sviluppati, come un flusso continuo, su un formato leporello. Da questo studio sono scaturite anche tre tele di grande formato, ognuna legata a un momento specifico del viaggio intimo che Manuela Scannavini ha attraversato. Tele che sono paesaggi interiori, che hanno una dimensione narrativa e che fanno parte di un racconto di sé, che non rifiuta la quota di turbamento che il lasciarsi percorrere dalle emozioni può provocare".
Un Catalogo che è una Storia
Al Catalogo edito da Al3viE di Raffaella Polverini, è affidato il racconto storicizzato del lavoro di Manuela Scannavini, raccogliendo testimonianze importanti, in particolare con la Galleria Pavart di Velia Littera. Manuela ha stretto nel tempo rapporti artistici con designer e stilisti. Con la mostra personale che inaugura il 18 aprile, l’artista “esce allo scoperto" verso un pubblico più ampio, cui va incontro con la timidezza delle prime volte e la sicurezza di chi ha molto da dire e sa perfettamente come dirlo.
__________________________
Manuela SCANNAVINI (@manuela_scannavini) | Vive e lavora a Roma, dove è nata nel 1970. Sociologa, nella sua vita l’arte è sempre presente in tutte le sue forme. Nel 2007 comincia il suo percorso artistico frequentando studi di artisti che la stimolano a continuare la ricerca: dalla decorazione dei finti marmi a varie tecniche di disegno, pittura e alla stampa con tecniche manuali su carta con Eleonora Cumer; poi la litografia su supporto sintetico presso l'Atelier InSigna con Maria Pia Bentivenga, lo studio della tecnica per la creazione di pattern presso Portuense201 a cura di Daniela Pinotti, più avanti la tecnica della cera persa presso la scuola/laboratorio Lumina. Approfondisce presso l’Accademia di Belle Arti - Rufa i fondamenti d’incisione, in particolare il monotipo a ricalco e con il torchio calcografico, collografia, xilografia su linoleum, puntasecca, con Davide Miceli. La sua arte spazia tra l’astratto e il concettuale, utilizzando le tecniche miste di assemblaggio e installazioni apprezzate già da collezionisti tra Roma e Torino. Ha collaborato con la poetessa Laura Anfuso trovando ispirazione dalla forza dei suoi haiku. Con l’attrice e performer Alice Valente Visco si avvicina all'arte performativa. Con la fotografa Ilaria Turini ha firmato numerosi e stimolanti progetti fotografici e pittorici. La sua personalità eclettica la porta a collaborare anche con la stilista e modellista Elena Binni e con il designer e creativo digitale Carmine Fuorvia de I Magazzini Mediterranei. Dal 2024 è ospite presso lo studio di Umberto Ippoliti presso lo Spazio Sferocromia, nel quartiere Monteverde Vecchio a Roma.
SCHEDA INFO MOSTRA
Titolo: QUANDO IL SUONO SI FA SEGNO
Artista: Manuela Scannavini
Sede: Spazio Sferocromia, Via Ippolito Pindemonte 30/b, Roma
Inaugurazione: sabato 18 aprile dalle 18.30 | Allestimento e aperitivo d'arte a cura di @mariagabriellamauro
Apertura al pubblico: dal 18 aprile al 16 maggio 2026: tutti i sabati dalle 16,30 alle 18.30
Sede: www.sferocromia.info |e-mail:sferocromia.0@gmail.com |
Ufficio stampa: Diana Daneluz | e-mail:dianadaneluz410@gmail.com | T.+39 339 5785378
18
aprile 2026
Quando il suono si fa segno
Dal 18 aprile al 16 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Sferocromia
Roma, Via Ippolito Pindemonte, 30, (RM)
Roma, Via Ippolito Pindemonte, 30, (RM)
Orario di apertura
TUTTI I SABATI DALLE 16.30 ALLE 18.30
Vernissage
18 Aprile 2026, 18.30-21.00
Editore
Al3viE
Ufficio stampa
Diana Daneluz
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
Maria GabriellaMauro
Produzione organizzazione
