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Renato De Maria – Propaganda
la galleria S.A.L.E.S. presenta due video di Renato De Maria: Tapeshow, 1979 e Stress therapy, 1981
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Giovedì 29 settembre 2005, dalle ore 19,00, la galleria S.A.L.E.S. presenta due video di Renato De Maria: Tapeshow, 1979 e Stress therapy, 1981.
Le due opere, produzioni del filmaker che, dalla fine degli anni '70, è stato tra i protagonisti delle ricerche e delle esperienze di contaminazioni artistiche che hanno visto impegnati a Bologna artisti e intellettuali di diverse discipline (Stupid Set, Gaz Nevada, Skiantos, Gianni Celati, Pier Vittorio Tondelli, Andrea Pazienza, Liberatore, Marcello Jori, Francesca Alinovi, Mariuccia Casadio, Piero Manai, Bifo, ecc.), vengono riproposte integralmente, a più di venti anni dalla loro realizzazione, nella forma originaria.
I due lavori avevano tra l'altro vinto il primo premio per la migliore produzione video al Festival di Torino del 1981 e avevano raccolto successo di critica anche a livello internazionale: furono infatti inseriti in un numero speciale della rivista tedesca “Infermental”, la prima in Europa diretta da un video maker, Oliver Hirschbigel.
Presentata da Ivan Cotroneo, la proiezione dei video è accompagnata dall' installazione di alcuni video-stills che l'autore ha recentemente tratto dagli stessi lavori, in una riflessione sul proprio operato e in una trasposizione temporale che equivale, nelle intenzioni di De Maria, ad una
sorta di operazione pittorica.
“I due lavori che presento sono nati tra il 1979 e il 1981, e da questi anni sono fortemente segnati, perché di essi sono una registrazione fedele ed ossessiva.
Avevo venti anni e avevo deciso di concentrarmi sulle immagini della televisione, provare a fermare e cambiare il suo ritmo. La televisione che conteneva tutto e cominciava a dilagare nelle centinaia di emittenti locali. Avevo individuato quel mezzo come espressione viva e massima del mio tempo; e su quello mi sono concentrato. Per cogliere, smontare e rimontare la mia epoca, la sua PROPAGANDA.
Il mio supporto tecnologico era di bassissima qualità. Un archeologico video tape mezzo pollice a bobina aperta. Le registrazioni delle immagini erano in un bianco e nero poco definito, un tipo di immagine che oggi si può solo paragonare ai circuiti interni delle banche.
Ma questo era parte del mio atteggiamento di allora, influenzato dal punk e dal pop. Prendo quello che c’è e lo uso.
TAPESHOW, 50 minuti, b/n.
E’ il primo lavoro in assoluto e risale al 1979.
Sono registrazioni della televisione commerciale di allora. I telefilm delle televisioni locali, la programmazione più bassa e seriale. “Incredibile Hulk” con Lou Ferrigno, “Il tenente Colombo”, “Vegas” e altro. Registrate in bianco e nero e riversate più e più volte, per sgranare ulteriormente l’immagine già di per sè non buona dal punto di vista tecnico. Poi ho cominciato a montare con la tecnica del loop, o anello. Gli anelli non sono mai uguali come tempo e lunghezza, perché l’attacco era manuale e non si poteva ripetere mai nella stessa maniera. Ogni loop era un gesto a sè stante.
Un’ iterazione diseguale ma esasperata della stessa immagine, ripetuta talmente tante volte da diventare ipnotica. Cercavo di “suonare” le immagini, usarle come note di un’unica composizione. Non inseguivo il senso ma il piacere sinestetico del flusso.
Gli STUPID SET, gruppo musicale di sperimentazione pop di Bologna, lavorava parallelamente a un progetto simile al mio. Comporre musica a bassa tecnologia. Revox a quattro piste, cover di pezzi pop, ad esempio “Louie Louie”, “Hello I love you” dei Doors, ma anche pezzi originali, usando l’elettronica di allora, tracce mandate all’ incontrario, voci distorte, la batteria elettronica Roland, organetti giocattolo. Grandi ispiratori del gruppo: i Residents.
Ci siamo fusi in questo progetto.
Loro le musiche, io le immagini.
C’è un’ INTRODUZIONE, con tutti i pezzi musicali che poi si ascolteranno per intero, miscelati insieme a doppia velocità, su un loop visivo unico.
Poi “Louie Louie” sulle uniche immagini girate dal vivo di tutto il video. Lunghe panoramiche di una cucina anni ’70 di estrema sinistra, era la casa di Bifo, di cui ho poi raccontato la storia nel mio primo film “Il Trasloco”. Tubi, muri scrostati, sacchetti della spazzatura, sempre loop.
Poi si procede di seriale in seriale, “Hulk”, “Colombo”, etc. fino al finale, che è un rimontaggio grafico di immagini di un bombardamento aereo della seconda guerra mondiale.
50 minuti in tutto.
“STRESS THERAPY”, 17 min., colore.
Con questo lavoro, realizzato nel 1981, e che è una chiara evoluzione di “TAPESHOW”, mi sono invece concentrato sulle immagini del telegiornale. I loop sono più larghi, diventano sequenze che ritornano ossessivamente e non più semplici immagini che si ripetono. In particolare il fulcro del film è la sequenza dell’attentato a Reagan, ma poi c’è anche il tema del lancio di uno shuttle seguito fino al distacco dei razzi, le prime immagini della guerriglia in Afghanistan, il Papa, Solidarnosc, una festa di compleanno di Reagan, la Cina, e il Cremlino ancora rosso. E altre immagini di guerra sparse.
Le immagini sono registrate a colori, ma anche queste sono trattate per essere rovinate e distorte dai loro colori originali. L’attentato a Reagan è stato prima registrato, poi mandato attraverso un monitor con i colori forzati, e da qui ripreso da un’ ulteriore telecamera. Ottenendo una tonalità blu molto intensa, con macchie di colore che attraversano come nuvole informi l’immagine.
La musica è una miscela di suoni registrati dalla radio a onde corte, pezzi mandati all’ incontrario, siglette televisive, “Good Times” degli Chic, il monologo finale di Marlon Brando in “Apocalypse now”, e rumori sordi di interferenza”.
(Renato De Maria)
Le due opere, produzioni del filmaker che, dalla fine degli anni '70, è stato tra i protagonisti delle ricerche e delle esperienze di contaminazioni artistiche che hanno visto impegnati a Bologna artisti e intellettuali di diverse discipline (Stupid Set, Gaz Nevada, Skiantos, Gianni Celati, Pier Vittorio Tondelli, Andrea Pazienza, Liberatore, Marcello Jori, Francesca Alinovi, Mariuccia Casadio, Piero Manai, Bifo, ecc.), vengono riproposte integralmente, a più di venti anni dalla loro realizzazione, nella forma originaria.
I due lavori avevano tra l'altro vinto il primo premio per la migliore produzione video al Festival di Torino del 1981 e avevano raccolto successo di critica anche a livello internazionale: furono infatti inseriti in un numero speciale della rivista tedesca “Infermental”, la prima in Europa diretta da un video maker, Oliver Hirschbigel.
Presentata da Ivan Cotroneo, la proiezione dei video è accompagnata dall' installazione di alcuni video-stills che l'autore ha recentemente tratto dagli stessi lavori, in una riflessione sul proprio operato e in una trasposizione temporale che equivale, nelle intenzioni di De Maria, ad una
sorta di operazione pittorica.
“I due lavori che presento sono nati tra il 1979 e il 1981, e da questi anni sono fortemente segnati, perché di essi sono una registrazione fedele ed ossessiva.
Avevo venti anni e avevo deciso di concentrarmi sulle immagini della televisione, provare a fermare e cambiare il suo ritmo. La televisione che conteneva tutto e cominciava a dilagare nelle centinaia di emittenti locali. Avevo individuato quel mezzo come espressione viva e massima del mio tempo; e su quello mi sono concentrato. Per cogliere, smontare e rimontare la mia epoca, la sua PROPAGANDA.
Il mio supporto tecnologico era di bassissima qualità. Un archeologico video tape mezzo pollice a bobina aperta. Le registrazioni delle immagini erano in un bianco e nero poco definito, un tipo di immagine che oggi si può solo paragonare ai circuiti interni delle banche.
Ma questo era parte del mio atteggiamento di allora, influenzato dal punk e dal pop. Prendo quello che c’è e lo uso.
TAPESHOW, 50 minuti, b/n.
E’ il primo lavoro in assoluto e risale al 1979.
Sono registrazioni della televisione commerciale di allora. I telefilm delle televisioni locali, la programmazione più bassa e seriale. “Incredibile Hulk” con Lou Ferrigno, “Il tenente Colombo”, “Vegas” e altro. Registrate in bianco e nero e riversate più e più volte, per sgranare ulteriormente l’immagine già di per sè non buona dal punto di vista tecnico. Poi ho cominciato a montare con la tecnica del loop, o anello. Gli anelli non sono mai uguali come tempo e lunghezza, perché l’attacco era manuale e non si poteva ripetere mai nella stessa maniera. Ogni loop era un gesto a sè stante.
Un’ iterazione diseguale ma esasperata della stessa immagine, ripetuta talmente tante volte da diventare ipnotica. Cercavo di “suonare” le immagini, usarle come note di un’unica composizione. Non inseguivo il senso ma il piacere sinestetico del flusso.
Gli STUPID SET, gruppo musicale di sperimentazione pop di Bologna, lavorava parallelamente a un progetto simile al mio. Comporre musica a bassa tecnologia. Revox a quattro piste, cover di pezzi pop, ad esempio “Louie Louie”, “Hello I love you” dei Doors, ma anche pezzi originali, usando l’elettronica di allora, tracce mandate all’ incontrario, voci distorte, la batteria elettronica Roland, organetti giocattolo. Grandi ispiratori del gruppo: i Residents.
Ci siamo fusi in questo progetto.
Loro le musiche, io le immagini.
C’è un’ INTRODUZIONE, con tutti i pezzi musicali che poi si ascolteranno per intero, miscelati insieme a doppia velocità, su un loop visivo unico.
Poi “Louie Louie” sulle uniche immagini girate dal vivo di tutto il video. Lunghe panoramiche di una cucina anni ’70 di estrema sinistra, era la casa di Bifo, di cui ho poi raccontato la storia nel mio primo film “Il Trasloco”. Tubi, muri scrostati, sacchetti della spazzatura, sempre loop.
Poi si procede di seriale in seriale, “Hulk”, “Colombo”, etc. fino al finale, che è un rimontaggio grafico di immagini di un bombardamento aereo della seconda guerra mondiale.
50 minuti in tutto.
“STRESS THERAPY”, 17 min., colore.
Con questo lavoro, realizzato nel 1981, e che è una chiara evoluzione di “TAPESHOW”, mi sono invece concentrato sulle immagini del telegiornale. I loop sono più larghi, diventano sequenze che ritornano ossessivamente e non più semplici immagini che si ripetono. In particolare il fulcro del film è la sequenza dell’attentato a Reagan, ma poi c’è anche il tema del lancio di uno shuttle seguito fino al distacco dei razzi, le prime immagini della guerriglia in Afghanistan, il Papa, Solidarnosc, una festa di compleanno di Reagan, la Cina, e il Cremlino ancora rosso. E altre immagini di guerra sparse.
Le immagini sono registrate a colori, ma anche queste sono trattate per essere rovinate e distorte dai loro colori originali. L’attentato a Reagan è stato prima registrato, poi mandato attraverso un monitor con i colori forzati, e da qui ripreso da un’ ulteriore telecamera. Ottenendo una tonalità blu molto intensa, con macchie di colore che attraversano come nuvole informi l’immagine.
La musica è una miscela di suoni registrati dalla radio a onde corte, pezzi mandati all’ incontrario, siglette televisive, “Good Times” degli Chic, il monologo finale di Marlon Brando in “Apocalypse now”, e rumori sordi di interferenza”.
(Renato De Maria)
29
settembre 2005
Renato De Maria – Propaganda
Dal 29 settembre al 07 ottobre 2005
arte contemporanea
Location
STUDIO SALES DI NORBERTO RUGGERI
Roma, Piazza Dante, 2, (Roma)
Roma, Piazza Dante, 2, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 15,30-19,30
Vernissage
29 Settembre 2005, ore 19
Autore