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Renzo Bellanca – Tracce sedimentate
La mostra, è il secondo appuntamento di Appunti quotidiani, ciclo tematico di approfondimento, ideato e curato dai critici Ivana D’Agostino e Loredana Rea
Comunicato stampa
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Martedì 21 febbraio 2006 alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Renzo Bellanca, Tracce sedimentate a cura di Loredana Rea. L’esposizione rimarrà aperta fino al 10 marzo, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.
La mostra, è il secondo appuntamento di Appunti quotidiani, ciclo tematico di approfondimento, ideato e curato dai critici Ivana D’Agostino e Loredana Rea.
Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Giovanni Liberatore, Renzo Bellanca, Marco D’Emilia, Stefano Giovannone, Rita Mele e Rosella Restante – differenti per formazione, scelte operative, metodologie espressive e progettualità di lavoro, si confrontano su un terreno comune, il quotidiano impegno nell’ampio e multiforme territorio della sperimentazione contemporanea.
L’intento critico è quello di riflettere sul presente, per cogliere le motivazioni profonde del fare arte e ipotizzare verso dove si stanno incanalando la sperimentazione creativa e le problematiche progettuali di oggi.
Tracce sedimentate presenta un ciclo di opere recenti, in cui la materia-colore è assoluta protagonista. La ricerca di Bellanca, infatti, fin dalle sue prime esperienze si connota in primis come indagine operativa su di essa, nell’esplicito intento di arrivare a conoscerne le possibilità espressive, di portarne alla luce le intrinseche qualità evocative, di metterne alla prova le capacità di trasformazione attraverso gli strumenti dell’arte. Una materia fatta di trame, di grumi, di graffi, di velature, di opacità, di trasparenze, di rarefazioni ed ispessimenti utilizzati da una parte per creare un dialettico rapporto tra forma, segno e spazio e dall’altra per ritmare l’emergere delle forme dalle pieghe e dalle escrescenze. Alla materia si affianca l’interesse per il segno che incide la materia come graffio sottile o rasoiata profonda, per creare l’impalcatura architettonica che impedisce alla materia di disgregarsi e ritma il depositarsi e lo stratificarsi dei detriti: lettere, numeri e frammenti di immagini. Questi ultimi si presentano allora come reperti riaffiorati dallo scorrere del tempo, tracce sedimentatesi nella vischiosità cromatica a documentare il flusso inarrestabile di sempre nuove aggregazioni e di continue trasformazioni.
La mostra, è il secondo appuntamento di Appunti quotidiani, ciclo tematico di approfondimento, ideato e curato dai critici Ivana D’Agostino e Loredana Rea.
Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Giovanni Liberatore, Renzo Bellanca, Marco D’Emilia, Stefano Giovannone, Rita Mele e Rosella Restante – differenti per formazione, scelte operative, metodologie espressive e progettualità di lavoro, si confrontano su un terreno comune, il quotidiano impegno nell’ampio e multiforme territorio della sperimentazione contemporanea.
L’intento critico è quello di riflettere sul presente, per cogliere le motivazioni profonde del fare arte e ipotizzare verso dove si stanno incanalando la sperimentazione creativa e le problematiche progettuali di oggi.
Tracce sedimentate presenta un ciclo di opere recenti, in cui la materia-colore è assoluta protagonista. La ricerca di Bellanca, infatti, fin dalle sue prime esperienze si connota in primis come indagine operativa su di essa, nell’esplicito intento di arrivare a conoscerne le possibilità espressive, di portarne alla luce le intrinseche qualità evocative, di metterne alla prova le capacità di trasformazione attraverso gli strumenti dell’arte. Una materia fatta di trame, di grumi, di graffi, di velature, di opacità, di trasparenze, di rarefazioni ed ispessimenti utilizzati da una parte per creare un dialettico rapporto tra forma, segno e spazio e dall’altra per ritmare l’emergere delle forme dalle pieghe e dalle escrescenze. Alla materia si affianca l’interesse per il segno che incide la materia come graffio sottile o rasoiata profonda, per creare l’impalcatura architettonica che impedisce alla materia di disgregarsi e ritma il depositarsi e lo stratificarsi dei detriti: lettere, numeri e frammenti di immagini. Questi ultimi si presentano allora come reperti riaffiorati dallo scorrere del tempo, tracce sedimentatesi nella vischiosità cromatica a documentare il flusso inarrestabile di sempre nuove aggregazioni e di continue trasformazioni.
21
febbraio 2006
Renzo Bellanca – Tracce sedimentate
Dal 21 febbraio al 10 marzo 2006
arte contemporanea
Location
STUDIO ARTE FUORI CENTRO
Roma, Via Ercole Bombelli, 22, (Roma)
Roma, Via Ercole Bombelli, 22, (Roma)
Orario di apertura
dal martedì al venerdì 17-20
Vernissage
21 Febbraio 2006, ore 18
Autore
Curatore


