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Risonanze Metalliche
RISONANZE METALLICHE
NADIA GALBIATI E NATALY MAIER
A cura di Claudia Ponzi
Testo si Cecilia Severini
Opening 31.03.2026 ore 16-21
Fino al 19.04.2026
Comunicato stampa
Segnala l'evento
RISONANZE METALLICHE
NADIA GALBIATI E NATALY MAIER
A cura di Claudia Ponzi
Testo si Cecilia Severini
Opening 31.03.2026 ore 16-21
Fino al 19.04.2026
RISONANZE METALLICHE
In quanti modi può essere rappresentata la realtà esterna, colei che talvolta ci è così familiare e talvolta così estranea, che ci avvolge in una perenne e silenziosa coesione
Titolo riunisce due forze poetiche distinte e al tempo stesso complementari. Nadia Galbiati (Cernusco sul Naviglio, 1975), artista dal solido percorso lavorativo, indaga lo spazio urbano, il vuoto e la forma che lo definiscono attraverso sculture fondate sulla geometria e sul dialogo con il luogo circostante. Nataly Maier (Monaco di Baviera, 1957), artista dalla carriera ricca e multiforme, con numerose mostre nazionali e internazionali alle spalle, attraverso un approccio filosofico e la sperimentazione di numerosi materiali, esplora il colore e la percezione dell’esperienza fenomenica in contrapposizione con l’astrazione.
Le opere in dialogo esplorano la percezione dello spazio e della realtà circostante, muovendo da una poetica che affonda le radici nella fotografia per poi articolarsi in due linguaggi distinti.
Per Galbiati, l’interesse per l’urbanistica si traduce in un racconto plastico della città, profondamente legato all’architettura milanese e al suo contesto spaziale e naturale. La rigidità e la minuziosa scansione delle forme geometriche si contrappongono a improvvisi sprazzi di cielo blu. La sua ricerca nasce dall’analisi del rapporto tra pieno e vuoto, dove quest’ultimo diventa materia, cielo, paesaggio che si fonde con la geometria essenziale e inflessibile dell’architettura.
La pratica di Maier, invece, si fonda sull’indagine dell’immagine in relazione al reale, tradotta in energiche contrapposizioni cromatiche. Il colore non assume soltanto un ruolo centrale, ma si configura come esperienza, quasi custodisse una propria sacralità: è potenza ma anche eco, è sintesi ma anche totalità, è immobilità ma anche vibrazione. La mostra offre due dei molteplici cicli artistici di Nataly, artista che ha sempre saputo accogliere il cambiamento mantenendo una forte e solida identità creativa. Il ciclo inaugurato nel 2006 esplora l’alluminio trattato con vernice a smalto, in contrapposizione alla monocroma tempera all’uovo. Qui l’indagine sulla realtà si fa quasi provocazione, sfidando lo spettatore a interrogarsi sul confine tra rappresentazione e pura esperienza del colore. Nel ciclo dei collage del 2015, Maier non costruisce figure né contorni: è il colore a essere scomposto e riassemblato, a costituire campiture autonome e pulsanti.
L’uso di materiali metallici e la pratica della scomposizione e del riassemblaggio costituiscono un principio condiviso anche per Nadia Galbiati. L’artista esplora la materia attraverso incisioni a morsura su lastre di ferro e la loro successiva trasformazione in sculture, frammentando e assemblando l’architettura in esame e dando vita a forme razionali ma sorprendentemente leggere e dinamiche, come un armonico incastro di geometria e sospensione.
Un legame sottile e invisibile attraversa queste due poetiche, così diverse eppure segretamente affini. In entrambi i casi, colore e geometria, scomposizione e ricomposizione, diventano strumenti di ricerca e di espressione poetica.
NADIA GALBIATI E NATALY MAIER
A cura di Claudia Ponzi
Testo si Cecilia Severini
Opening 31.03.2026 ore 16-21
Fino al 19.04.2026
RISONANZE METALLICHE
In quanti modi può essere rappresentata la realtà esterna, colei che talvolta ci è così familiare e talvolta così estranea, che ci avvolge in una perenne e silenziosa coesione
Titolo riunisce due forze poetiche distinte e al tempo stesso complementari. Nadia Galbiati (Cernusco sul Naviglio, 1975), artista dal solido percorso lavorativo, indaga lo spazio urbano, il vuoto e la forma che lo definiscono attraverso sculture fondate sulla geometria e sul dialogo con il luogo circostante. Nataly Maier (Monaco di Baviera, 1957), artista dalla carriera ricca e multiforme, con numerose mostre nazionali e internazionali alle spalle, attraverso un approccio filosofico e la sperimentazione di numerosi materiali, esplora il colore e la percezione dell’esperienza fenomenica in contrapposizione con l’astrazione.
Le opere in dialogo esplorano la percezione dello spazio e della realtà circostante, muovendo da una poetica che affonda le radici nella fotografia per poi articolarsi in due linguaggi distinti.
Per Galbiati, l’interesse per l’urbanistica si traduce in un racconto plastico della città, profondamente legato all’architettura milanese e al suo contesto spaziale e naturale. La rigidità e la minuziosa scansione delle forme geometriche si contrappongono a improvvisi sprazzi di cielo blu. La sua ricerca nasce dall’analisi del rapporto tra pieno e vuoto, dove quest’ultimo diventa materia, cielo, paesaggio che si fonde con la geometria essenziale e inflessibile dell’architettura.
La pratica di Maier, invece, si fonda sull’indagine dell’immagine in relazione al reale, tradotta in energiche contrapposizioni cromatiche. Il colore non assume soltanto un ruolo centrale, ma si configura come esperienza, quasi custodisse una propria sacralità: è potenza ma anche eco, è sintesi ma anche totalità, è immobilità ma anche vibrazione. La mostra offre due dei molteplici cicli artistici di Nataly, artista che ha sempre saputo accogliere il cambiamento mantenendo una forte e solida identità creativa. Il ciclo inaugurato nel 2006 esplora l’alluminio trattato con vernice a smalto, in contrapposizione alla monocroma tempera all’uovo. Qui l’indagine sulla realtà si fa quasi provocazione, sfidando lo spettatore a interrogarsi sul confine tra rappresentazione e pura esperienza del colore. Nel ciclo dei collage del 2015, Maier non costruisce figure né contorni: è il colore a essere scomposto e riassemblato, a costituire campiture autonome e pulsanti.
L’uso di materiali metallici e la pratica della scomposizione e del riassemblaggio costituiscono un principio condiviso anche per Nadia Galbiati. L’artista esplora la materia attraverso incisioni a morsura su lastre di ferro e la loro successiva trasformazione in sculture, frammentando e assemblando l’architettura in esame e dando vita a forme razionali ma sorprendentemente leggere e dinamiche, come un armonico incastro di geometria e sospensione.
Un legame sottile e invisibile attraversa queste due poetiche, così diverse eppure segretamente affini. In entrambi i casi, colore e geometria, scomposizione e ricomposizione, diventano strumenti di ricerca e di espressione poetica.
31
marzo 2026
Risonanze Metalliche
Dal 31 marzo al 18 aprile 2026
arte contemporanea
arte moderna
doppia personale
altro
arte moderna
doppia personale
altro
Location
Finestreria
Milano, Via Ascanio Sforza, 69, (MI)
Milano, Via Ascanio Sforza, 69, (MI)
Orario di apertura
Opening 16-21
dal martedì dal sabato 14-19 o su appuntamento
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico





