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Sabina Romanin – Album di famiglia
Sulle tracce della più sofisticata e apprezzata textile art, Sabina Romanin propone dei ritratti da cui traspirano immediatezza e limpida precisione tra gli intrecci di fili ricamati su supporti tessili
Comunicato stampa
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Sulle tracce della più sofisticata e apprezzata textile art, Sabina Romanin propone dei ritratti da cui traspirano immediatezza e limpida precisione tra gli intrecci di fili ricamati su supporti tessili: sguardi ed espressioni dei volti colti nell'attimo per un album di famiglia del tutto singolare. L'artista sa utilizzare così bene il mezzo meccanico, anzi computerizzato, delle più avanzate "macchine per cucire", lasciando a noi spettatori una fresca, nuova e piacevole sensazione, quasi tattile, della poesia.
TESTO CRITICO
Il percorso formativo di questa artista è davvero singolare, e dimostra ancora una volta quanto l'istinto e le esperienze familiari siano parte così determinante nelle nostre scelte, soprattutto per chi decide di intraprendere il difficile cammino al servizio dell'arte. Sabina Romanin, neo laureata all'Accademia di Belle Arti di Venezia (presso la sede staccata di Passariano a Udine), ha già conseguito una laurea in lingue e letteratura straniere alla Ca' Foscari di Venezia. Già da qui si intuisce quanto sia essenziale per questa artista, il bisogno di una ricerca di espressione comunicativa. In un primo momento si affida ad una comunicazione attraverso l'esperienza e la conoscenza delle diverse lingue; ma evidentemente per la Romanin questo metodo non è sufficiente a farsi comprendere fino in fondo da una vasta e troppo eterogenea comunità. Alla ricerca di un linguaggio universale, quindi, Sabina Romanin si è rivolta all'arte, il mezzo comunicativo per eccellenza che non ha bisogno di traduzioni, poiché dialoga con l'astante attraverso le sensazioni percettive. Ma è andata ben oltre, la Romanin: questa esigente e scrupolosa artista ha cercato tra le varie tecniche espressive scegliendone una in particolare che fosse ancora "più universale", e trovandola nella textile art. Una forma espressiva congeniale alla propria indole percettiva, coltivata fin da bambina quando, tra fili e stoffe nella sartoria del padre, si immaginava di poterli animare ritraendo direttamente l'immagine della persona sul tessuto.
"L’atto del cucire - scrive l'artista - mi riporta alle mie origini familiari: mio padre è sarto e ho vissuto tra fili e tessuti fin dalla mia infanzia. Il ritratto è l’interfaccia tra l' Io e il mondo, tra percezioni interne ed esterne. Eseguo i ritratti delle persone che ho conosciuto e poi li traduco su tessuto attraverso l’uso della macchina da cucire, intrecciando così i fili della mia memoria con i fili della loro anima. La scelta del tessile come mezzo per rendere il ritratto è attribuibile al fatto che questo è un modo globale di comunicazione e di espressione: tutti possono sentire visivamente la consistenza del tessuto e questo ci unisce come esseri umani".
Il meccanismo stilistico con cui l'artista si esprime, soddisfa tutte le esigenze di comunicazione immediata: la scelta della materia, in questo caso il tessuto, ci rende partecipi di una sensazione tattile-visiva comune a tutti (tutti abbiamo un riscontro diretto con la percezione del tessuto attraverso i vestiti); il filo cucito mediante il movimento meccanico e velocissimo delle macchine per cucire (la Romanin usa anche quelle computerizzate), permette all'artista di fermare l'attimo in cui l'espressione del volto viene colta, e ritrarla con immediatezza usando anche fili di colori diversi. Un po' come lo scultore sente già la forma dell'opera all'interno della materia che ha scelto di modellare, così Sabina Romanin si improvvisa una "cacciatrice di anime" che poi ricuce con un atto immediato, quasi per evitare che l'essenza di queste anime ritrovate vada a perdersi.
L' album di famiglia che l'artista ci offre lascia intravedere ed intuire i legami sottili tra l' Io, la nostra immagine e i rapporti che abbiamo con gli altri: ritratti in qualche caso abbozzati come un abito imbastito, dimostrano una personalità ancora in fase di ricerca; altri intrecciati con fili delicati esprimono anime fragili; oppure volti ripresi con intrecci forti e colori vivaci, trasmettono la sensazione di un carattere spigoloso, introverso, complicato. Un album di famiglia si sfoglia per ritrovare immagini di situazioni familiari: attraverso i ritratti per l'album di famiglia di Sabina Romanin, l'artista vuole ricordarci che tutto il nostro vissuto é "tessuto" da fili che ci legano a qualcosa e a qualcuno: al nostro destino forse, alla nostra famiglia sicuramente.
(Graziella Zardo)
Curriculum artistico
Sabina Romanin, laureata in lingue e letterature straniere all'Università di Ca' Foscari con una tesi sull'architetto F. Ll. Wright, si è avvicinata all'espressione artistica nel 1993 frequentando i workshop tenuti dai maestri L. Marcon e C. Baldassin, approfendendo inizialmente l'incisione. In collaborazione con varie istituzioni scolastiche ed enti locali ha realizzato corsi e progetti educativi di approccio all'arte insegnando acquerello e incisione. Nel 1998 con il Comune di Pordenone ha collaborato come curatrice della mostra "Arte ai Giovani - Dallo stilo al concettuale - che si è svolta presso l'ex Convento collettive, ottenendo premi e senalazioni.
Ha collaborato inoltre con la rivista Contemporart in qualità di articolista. Attualemnte è iscritta al 4° anno dell'Accademia di Belle Arti di Venezia presso la sezione staccata di Villa Manin a Passariano (UD).
TESTO CRITICO
Il percorso formativo di questa artista è davvero singolare, e dimostra ancora una volta quanto l'istinto e le esperienze familiari siano parte così determinante nelle nostre scelte, soprattutto per chi decide di intraprendere il difficile cammino al servizio dell'arte. Sabina Romanin, neo laureata all'Accademia di Belle Arti di Venezia (presso la sede staccata di Passariano a Udine), ha già conseguito una laurea in lingue e letteratura straniere alla Ca' Foscari di Venezia. Già da qui si intuisce quanto sia essenziale per questa artista, il bisogno di una ricerca di espressione comunicativa. In un primo momento si affida ad una comunicazione attraverso l'esperienza e la conoscenza delle diverse lingue; ma evidentemente per la Romanin questo metodo non è sufficiente a farsi comprendere fino in fondo da una vasta e troppo eterogenea comunità. Alla ricerca di un linguaggio universale, quindi, Sabina Romanin si è rivolta all'arte, il mezzo comunicativo per eccellenza che non ha bisogno di traduzioni, poiché dialoga con l'astante attraverso le sensazioni percettive. Ma è andata ben oltre, la Romanin: questa esigente e scrupolosa artista ha cercato tra le varie tecniche espressive scegliendone una in particolare che fosse ancora "più universale", e trovandola nella textile art. Una forma espressiva congeniale alla propria indole percettiva, coltivata fin da bambina quando, tra fili e stoffe nella sartoria del padre, si immaginava di poterli animare ritraendo direttamente l'immagine della persona sul tessuto.
"L’atto del cucire - scrive l'artista - mi riporta alle mie origini familiari: mio padre è sarto e ho vissuto tra fili e tessuti fin dalla mia infanzia. Il ritratto è l’interfaccia tra l' Io e il mondo, tra percezioni interne ed esterne. Eseguo i ritratti delle persone che ho conosciuto e poi li traduco su tessuto attraverso l’uso della macchina da cucire, intrecciando così i fili della mia memoria con i fili della loro anima. La scelta del tessile come mezzo per rendere il ritratto è attribuibile al fatto che questo è un modo globale di comunicazione e di espressione: tutti possono sentire visivamente la consistenza del tessuto e questo ci unisce come esseri umani".
Il meccanismo stilistico con cui l'artista si esprime, soddisfa tutte le esigenze di comunicazione immediata: la scelta della materia, in questo caso il tessuto, ci rende partecipi di una sensazione tattile-visiva comune a tutti (tutti abbiamo un riscontro diretto con la percezione del tessuto attraverso i vestiti); il filo cucito mediante il movimento meccanico e velocissimo delle macchine per cucire (la Romanin usa anche quelle computerizzate), permette all'artista di fermare l'attimo in cui l'espressione del volto viene colta, e ritrarla con immediatezza usando anche fili di colori diversi. Un po' come lo scultore sente già la forma dell'opera all'interno della materia che ha scelto di modellare, così Sabina Romanin si improvvisa una "cacciatrice di anime" che poi ricuce con un atto immediato, quasi per evitare che l'essenza di queste anime ritrovate vada a perdersi.
L' album di famiglia che l'artista ci offre lascia intravedere ed intuire i legami sottili tra l' Io, la nostra immagine e i rapporti che abbiamo con gli altri: ritratti in qualche caso abbozzati come un abito imbastito, dimostrano una personalità ancora in fase di ricerca; altri intrecciati con fili delicati esprimono anime fragili; oppure volti ripresi con intrecci forti e colori vivaci, trasmettono la sensazione di un carattere spigoloso, introverso, complicato. Un album di famiglia si sfoglia per ritrovare immagini di situazioni familiari: attraverso i ritratti per l'album di famiglia di Sabina Romanin, l'artista vuole ricordarci che tutto il nostro vissuto é "tessuto" da fili che ci legano a qualcosa e a qualcuno: al nostro destino forse, alla nostra famiglia sicuramente.
(Graziella Zardo)
Curriculum artistico
Sabina Romanin, laureata in lingue e letterature straniere all'Università di Ca' Foscari con una tesi sull'architetto F. Ll. Wright, si è avvicinata all'espressione artistica nel 1993 frequentando i workshop tenuti dai maestri L. Marcon e C. Baldassin, approfendendo inizialmente l'incisione. In collaborazione con varie istituzioni scolastiche ed enti locali ha realizzato corsi e progetti educativi di approccio all'arte insegnando acquerello e incisione. Nel 1998 con il Comune di Pordenone ha collaborato come curatrice della mostra "Arte ai Giovani - Dallo stilo al concettuale - che si è svolta presso l'ex Convento collettive, ottenendo premi e senalazioni.
Ha collaborato inoltre con la rivista Contemporart in qualità di articolista. Attualemnte è iscritta al 4° anno dell'Accademia di Belle Arti di Venezia presso la sezione staccata di Villa Manin a Passariano (UD).
17
settembre 2005
Sabina Romanin – Album di famiglia
Dal 17 settembre al 09 ottobre 2005
arte contemporanea
Location
PRIMO PIANO ARTE STUDIO
Bolzano Vicentino, Via Marosticana, 24, (Vicenza)
Bolzano Vicentino, Via Marosticana, 24, (Vicenza)
Orario di apertura
dal mercoledì al venerdì 15-19; sabato e domenica 16-20; fuori orario su appuntamento
Vernissage
17 Settembre 2005, ore 18
Autore
Curatore
