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Segni
Entrare negli spazi di Gate 26A per la mostra SEGNI significa immergersi in una dimensione dove la fotografia smette di essere solo un’immagine impressa per farsi voce, respiro e testimonianza dell’invisibile.
Comunicato stampa
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Entrare negli spazi di Gate 26A per la mostra SEGNI significa immergersi in una dimensione dove la fotografia smette di essere solo un’immagine impressa per farsi voce, respiro e testimonianza dell’invisibile. Marzia Lodi ci conduce per mano in un percorso intimo, dove l'occhio dell'artista non si limita a inquadrare il reale, ma scava nella superficie delle cose per portarne alla luce l’anima nascosta.
Tutto sembra gravitare attorno a un fulcro emotivo potentissimo: l’opera AUTORITRATTO. Per l'artista, questo scatto rappresenta molto più di un’immagine del proprio corpo; è il punto d'approdo di un lungo e silenzioso viaggio a ritroso nella memoria. Guardando questa fotografia, non vediamo solo un negativo segnato e inciso, ma sentiamo il calore di un pomeriggio di luglio, l’odore denso dell’aria estiva e il timbro inconfondibile delle voci dei nonni in un giardino lontano nel tempo. Quei segni tracciati con insistenza sul negativo sono il tentativo, quasi archeologico, di recuperare la tenerezza di un istante vissuto, sottraendolo all’oblio e rendendolo finalmente visibile.
Questa ricerca di senso continua e si espande nel progetto SHE, dove lo sguardo di Marzia si posa su tre giovani donne. Qui la fotografia diventa un ponte generazionale: le età delle protagoniste ricalcano i momenti di svolta della passione fotografica dell’autrice, creando un gioco di specchi tra passato e presente. Marzia Lodi non si è limitata a ritrarle, ma ha chiesto a ognuna di loro di affidarle un ricordo, un "segno" profondo della propria esistenza. L'augurio, sotteso a ogni scatto, è che queste immagini possano un giorno diventare per loro ciò che Autoritratto è per l'artista: un talismano capace di evocare mondi interiori e di dare voce a ciò che non può essere detto a parole.
In questo incontro tra i volti di SHE e i segni di AUTORITRATTO, l’invisibile trova finalmente un luogo in cui risiedere: lo sguardo del visitatore, dove il ricordo e la voce dell'artista diventano, per un istante, anche i nostri.
A cura di Fausto Ferri
Tutto sembra gravitare attorno a un fulcro emotivo potentissimo: l’opera AUTORITRATTO. Per l'artista, questo scatto rappresenta molto più di un’immagine del proprio corpo; è il punto d'approdo di un lungo e silenzioso viaggio a ritroso nella memoria. Guardando questa fotografia, non vediamo solo un negativo segnato e inciso, ma sentiamo il calore di un pomeriggio di luglio, l’odore denso dell’aria estiva e il timbro inconfondibile delle voci dei nonni in un giardino lontano nel tempo. Quei segni tracciati con insistenza sul negativo sono il tentativo, quasi archeologico, di recuperare la tenerezza di un istante vissuto, sottraendolo all’oblio e rendendolo finalmente visibile.
Questa ricerca di senso continua e si espande nel progetto SHE, dove lo sguardo di Marzia si posa su tre giovani donne. Qui la fotografia diventa un ponte generazionale: le età delle protagoniste ricalcano i momenti di svolta della passione fotografica dell’autrice, creando un gioco di specchi tra passato e presente. Marzia Lodi non si è limitata a ritrarle, ma ha chiesto a ognuna di loro di affidarle un ricordo, un "segno" profondo della propria esistenza. L'augurio, sotteso a ogni scatto, è che queste immagini possano un giorno diventare per loro ciò che Autoritratto è per l'artista: un talismano capace di evocare mondi interiori e di dare voce a ciò che non può essere detto a parole.
In questo incontro tra i volti di SHE e i segni di AUTORITRATTO, l’invisibile trova finalmente un luogo in cui risiedere: lo sguardo del visitatore, dove il ricordo e la voce dell'artista diventano, per un istante, anche i nostri.
A cura di Fausto Ferri
06
febbraio 2026
Segni
Dal 06 febbraio al primo marzo 2026
fotografia
Location
GATE 26A
Modena, Via Carteria, 26A, (Modena)
Modena, Via Carteria, 26A, (Modena)
Orario di apertura
Sabato e domenica ore 17 – 20
Negli altri giorni su appuntamento.
Vernissage
6 Febbraio 2026, 18.00
Autore
Curatore
Patrocini






