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Segno e cromatismo verso l’astrazione
una ventina di tecniche miste degli artisti Afro e Mirko Basaldella, Luigi Spacal e Giuseppe Zigaina
Comunicato stampa
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“Quattro punte di diamante dell’arte contemporanea della nostra regione, il cui talento ha travalicato i confini nazionali” scrive Accerboni “sono presenti in questa rassegna, che testimonia attraverso una ventina di tecniche miste il linguaggio raffinato dell’avanguardia del secondo Novecento firmato dai friulani Afro e Mirko Basaldella, da Giuseppe Zigaina e dal triestino Luigi Spacal.
Di Afro (Udine, 1912 – Zurigo, 1976), la mostra ripropone il legame con l’Action Painting, in particolare attraverso una preziosa carta del ’65, in cui il linguaggio astratto è impreziosito da piccoli collage. La squisita capacità dell’artista di modulare il timbro segnico, come le corde di uno strumento musicale, appare evidente, anche in rapporto ad altre opere, quale per esempio una piccola tecnica mista del ’53.
Mirko Basaldella (Udine, 1910 – Cambridge, 1969), uno dei più quotati scultori italiani del dopoguerra, si esprime con un lessico più vicino alla narrazione surrealista e incline alla sperimentazione di varie tecniche e nuovi materiali: come si avverte, tra l’altro, nella fascinosa composizione dipinta su stuoia vegetale e in una “città fantastica”, che rimembra vagamente il mito della scomposizione cubista.
Il segno efficace di Zigaina (Cervignano del Friuli, 1924) ci racconta l’anima del Friuli mediante atmosfere intense ed affocate; o indugia al cenno autobiografico attraverso la memoria del padre, testimoniandoci la libertà figurativa raggiunta nella maturità, dopo le esperienze giovanili legate al postcubimo e al realismo.
Di grande bellezza appare una tecnica mista di Spacal (Trieste, 1907 – 2000) - artista presente in mostra con una serie di opere realizzate dal ’67 all’’84 - dedicata all’essenza del sommaco. Ed altrettanto ricercata è la valenza materica nell’accoppiamento di elementi lignei e di sughero della fine degli anni Sessanta, che esula dalla sua consueta produzione, come la maggior parte delle opere esposte”
Di Afro (Udine, 1912 – Zurigo, 1976), la mostra ripropone il legame con l’Action Painting, in particolare attraverso una preziosa carta del ’65, in cui il linguaggio astratto è impreziosito da piccoli collage. La squisita capacità dell’artista di modulare il timbro segnico, come le corde di uno strumento musicale, appare evidente, anche in rapporto ad altre opere, quale per esempio una piccola tecnica mista del ’53.
Mirko Basaldella (Udine, 1910 – Cambridge, 1969), uno dei più quotati scultori italiani del dopoguerra, si esprime con un lessico più vicino alla narrazione surrealista e incline alla sperimentazione di varie tecniche e nuovi materiali: come si avverte, tra l’altro, nella fascinosa composizione dipinta su stuoia vegetale e in una “città fantastica”, che rimembra vagamente il mito della scomposizione cubista.
Il segno efficace di Zigaina (Cervignano del Friuli, 1924) ci racconta l’anima del Friuli mediante atmosfere intense ed affocate; o indugia al cenno autobiografico attraverso la memoria del padre, testimoniandoci la libertà figurativa raggiunta nella maturità, dopo le esperienze giovanili legate al postcubimo e al realismo.
Di grande bellezza appare una tecnica mista di Spacal (Trieste, 1907 – 2000) - artista presente in mostra con una serie di opere realizzate dal ’67 all’’84 - dedicata all’essenza del sommaco. Ed altrettanto ricercata è la valenza materica nell’accoppiamento di elementi lignei e di sughero della fine degli anni Sessanta, che esula dalla sua consueta produzione, come la maggior parte delle opere esposte”
23
giugno 2005
Segno e cromatismo verso l’astrazione
Dal 23 giugno al 23 luglio 2005
arte contemporanea
Location
GALLERIA CARTESIUS
Trieste, Via Giosuè Carducci, 10, (Trieste)
Trieste, Via Giosuè Carducci, 10, (Trieste)
Orario di apertura
da martedì a sabato 10.30–12.30 e 16.30–19.30
Vernissage
23 Giugno 2005, ore 18,30
Autore
Curatore


