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Silvia Camporesi – Uno strappo nel cielo di carta
Da sempre interessata a individuare e a rivelare il perturbante insito nei luoghi e nelle cose, Silvia Camporesi si è distinta negli anni per la sua originalità nell’impiegare la fotografia in senso metareale, astraente, mostrando ciò che resta liminale e inespresso nel paesaggio contemporaneo.
Comunicato stampa
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Silvia Camporesi
Uno strappo nel cielo di carta
con un testo di Marinella Paderni
Opening mercoledì 28 gennaio 2026 | 18-21
28 gennaio > 12 marzo 2026
z2o Sara Zanin | via Alessandro Volta 34
z2o Sara Zanin è lieta di presentare Uno strappo nel cielo di carta, quinta mostra personale di Silvia Camporesi (Forlì, 1973) questa volta invitata a confrontarsi con gli spazi della sede di via Alessandro Volta 34.
Da sempre interessata a individuare e a rivelare il perturbante insito nei luoghi e nelle cose, Silvia Camporesi si è distinta negli anni per la sua originalità nell’impiegare la fotografia in senso metareale, astraente, mostrando ciò che resta liminale e inespresso nel paesaggio contemporaneo.
Grazie a un uso concettuale del linguaggio fotografico, l’artista esplora quelle immagini latenti ed enigmatiche che inquietano il nostro vedere, anche quando sembrano mostrare in apparenza la normalità del mondo.
Nella mostra Uno strappo nel cielo di carta - titolo ispirato da un brano di Luigi Pirandello - Silvia Camporesi presenta un ciclo inedito di fotografie a colori che ritraggono luoghi sommersi, misteriosi, spesso dimenticati. Esposti al declino temporale e naturale, questi luoghi del passato trattengono nella loro immagine dissipata quella inquietudine di cui parla Sigmund Freud nel definire il perturbante, espressione di familiare e spaventoso insieme che turba lo sguardo lasciando l’osservatore in uno stato di ‘soglia’ tra il certo e il rimosso. L’oblio del nostro tempo, che tanto guarda al passato per trattenere la memoria dell'umano e non smarrirla, è l’effetto di questo stadio liminale che viviamo quotidianamente, incerti e inquieti davanti a un presente prevedibile ma incontrollato.
Completano la mostra alcuni vintage dell’artista sui temi dell’identità e della relazione con l’immaginario letterario.
La mostra è accompagnata da un testo critico di Marinella Paderni, che ha seguito la ricerca artistica di Silvia Camporesi sin dagli esordi.
BIO:
Silvia Camporesi (Forlì, 1973) vive e lavora a Forlì.
Laureata in filosofia, costruisce la sua ricerca fotografica come un viaggio tra memoria, mito e paesaggio. Nei suoi lavori, luoghi marginali e dettagli apparentemente secondari – un edificio abbandonato, una luce improvvisa, una chiesa isolata – diventano spazi centrali, capaci di evocare una dimensione sospesa, dove la realtà si trasforma in visione. La sua fotografia non documenta soltanto, ma mette in scena, rielabora, immagina, fino a generare un atlante poetico del visibile. Le sue mostre personali hanno contribuito a delineare un percorso coerente e stratificato.
Tra le sue mostre personali più recenti: C’è un tempo e un luogo, a cura di Federica Muzzarelli, Mattatoio, Roma (Upcoming 29 gennaio); Sommersi, salvati, Castello Estense, Ferrara (2024); Quando comincia l’acqua, Galleria Massimo Ligreggi, Catania (2023); MIRABILIA, Podbielski Contemporary Gallery, Milano (2023); Sommersi, salvati, Ex Biblioteca del Seminario, Vescovile, Forlì (2023); Dottrina nascosta, MAC, Museum of Contemporary Art, Lissone (2021); Forzare il paesaggio, a cura di Angel Moya Garcia, z2o Sara Zanin, Roma (2020).
Tra le sue mostre collettive più recenti: Identities Beyond Borders, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, Collezione Farnesina, Ministero degli Esteri italiano (2025); Acquisizioni. Da Parmigianino a Kentridge, a cura di Maura Picciu, Istituto Italiano Centrale per la Grafica, Roma (2024); L’autostrada del Sole, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2024); Atlante Sapienza, MAXXI, Roma (2024); Architetture Inabitabili, a cura di Chiara Sbarigia e Dario Dalla Lana, Centrale Montemartini, Roma (2024); FUORI TUTTO, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, sezione fotografica a cura di Simona Antonacci, MAXXI, Roma (2023); Cantica21, Istituto Italiano Centrale per la Grafica (2022); Traces, a cura di Marina Dacci, Museo Civico Medievale, Bologna (2020).
Le sue opere rientrano nelle collezioni del MAXXI, Roma; Collezione Farnesina, Roma; Banca Nazionale del Lavoro, Milano; Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma: MART, Rovereto.
INFO:
Silvia Camporesi | Uno strappo nel cielo di carta
con un testo di Marinella Paderni
Opening mercoledì 28 gennaio 2026 | 18-21
28 gennaio > 12 marzo 2026
z2o Sara Zanin, via Alessandro Volta 34 – 00153 Roma
Orari di apertura: da martedì a sabato | 12-19
T. +39 06 80073146 | info@z2ogalleria.it
Uno strappo nel cielo di carta
con un testo di Marinella Paderni
Opening mercoledì 28 gennaio 2026 | 18-21
28 gennaio > 12 marzo 2026
z2o Sara Zanin | via Alessandro Volta 34
z2o Sara Zanin è lieta di presentare Uno strappo nel cielo di carta, quinta mostra personale di Silvia Camporesi (Forlì, 1973) questa volta invitata a confrontarsi con gli spazi della sede di via Alessandro Volta 34.
Da sempre interessata a individuare e a rivelare il perturbante insito nei luoghi e nelle cose, Silvia Camporesi si è distinta negli anni per la sua originalità nell’impiegare la fotografia in senso metareale, astraente, mostrando ciò che resta liminale e inespresso nel paesaggio contemporaneo.
Grazie a un uso concettuale del linguaggio fotografico, l’artista esplora quelle immagini latenti ed enigmatiche che inquietano il nostro vedere, anche quando sembrano mostrare in apparenza la normalità del mondo.
Nella mostra Uno strappo nel cielo di carta - titolo ispirato da un brano di Luigi Pirandello - Silvia Camporesi presenta un ciclo inedito di fotografie a colori che ritraggono luoghi sommersi, misteriosi, spesso dimenticati. Esposti al declino temporale e naturale, questi luoghi del passato trattengono nella loro immagine dissipata quella inquietudine di cui parla Sigmund Freud nel definire il perturbante, espressione di familiare e spaventoso insieme che turba lo sguardo lasciando l’osservatore in uno stato di ‘soglia’ tra il certo e il rimosso. L’oblio del nostro tempo, che tanto guarda al passato per trattenere la memoria dell'umano e non smarrirla, è l’effetto di questo stadio liminale che viviamo quotidianamente, incerti e inquieti davanti a un presente prevedibile ma incontrollato.
Completano la mostra alcuni vintage dell’artista sui temi dell’identità e della relazione con l’immaginario letterario.
La mostra è accompagnata da un testo critico di Marinella Paderni, che ha seguito la ricerca artistica di Silvia Camporesi sin dagli esordi.
BIO:
Silvia Camporesi (Forlì, 1973) vive e lavora a Forlì.
Laureata in filosofia, costruisce la sua ricerca fotografica come un viaggio tra memoria, mito e paesaggio. Nei suoi lavori, luoghi marginali e dettagli apparentemente secondari – un edificio abbandonato, una luce improvvisa, una chiesa isolata – diventano spazi centrali, capaci di evocare una dimensione sospesa, dove la realtà si trasforma in visione. La sua fotografia non documenta soltanto, ma mette in scena, rielabora, immagina, fino a generare un atlante poetico del visibile. Le sue mostre personali hanno contribuito a delineare un percorso coerente e stratificato.
Tra le sue mostre personali più recenti: C’è un tempo e un luogo, a cura di Federica Muzzarelli, Mattatoio, Roma (Upcoming 29 gennaio); Sommersi, salvati, Castello Estense, Ferrara (2024); Quando comincia l’acqua, Galleria Massimo Ligreggi, Catania (2023); MIRABILIA, Podbielski Contemporary Gallery, Milano (2023); Sommersi, salvati, Ex Biblioteca del Seminario, Vescovile, Forlì (2023); Dottrina nascosta, MAC, Museum of Contemporary Art, Lissone (2021); Forzare il paesaggio, a cura di Angel Moya Garcia, z2o Sara Zanin, Roma (2020).
Tra le sue mostre collettive più recenti: Identities Beyond Borders, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, Collezione Farnesina, Ministero degli Esteri italiano (2025); Acquisizioni. Da Parmigianino a Kentridge, a cura di Maura Picciu, Istituto Italiano Centrale per la Grafica, Roma (2024); L’autostrada del Sole, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2024); Atlante Sapienza, MAXXI, Roma (2024); Architetture Inabitabili, a cura di Chiara Sbarigia e Dario Dalla Lana, Centrale Montemartini, Roma (2024); FUORI TUTTO, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, sezione fotografica a cura di Simona Antonacci, MAXXI, Roma (2023); Cantica21, Istituto Italiano Centrale per la Grafica (2022); Traces, a cura di Marina Dacci, Museo Civico Medievale, Bologna (2020).
Le sue opere rientrano nelle collezioni del MAXXI, Roma; Collezione Farnesina, Roma; Banca Nazionale del Lavoro, Milano; Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma: MART, Rovereto.
INFO:
Silvia Camporesi | Uno strappo nel cielo di carta
con un testo di Marinella Paderni
Opening mercoledì 28 gennaio 2026 | 18-21
28 gennaio > 12 marzo 2026
z2o Sara Zanin, via Alessandro Volta 34 – 00153 Roma
Orari di apertura: da martedì a sabato | 12-19
T. +39 06 80073146 | info@z2ogalleria.it
28
gennaio 2026
Silvia Camporesi – Uno strappo nel cielo di carta
Dal 28 gennaio al 12 marzo 2026
arte contemporanea
Location
z2o Sara Zanin
Roma, Via Alessandro Volta, 34, (RM)
Roma, Via Alessandro Volta, 34, (RM)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 12-19
Vernissage
28 Gennaio 2026, 18-21
Sito web
Autore
Autore testo critico


