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Simona Andrioletti – If you feel me, I am you
RIBOT presenta If you feel me, I am you, prima personale in galleria di Simona Andrioletti (Bergamo 1990, vive e lavora a Monaco di Baviera). Il progetto, inedito e appositamente concepito per questa occasione espositiva, riprende alcune delle tematiche fondanti della poetica dell’artista.
Comunicato stampa
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RIBOT è lieta di presentare If you feel me, I am you, prima personale in galleria di Simona Andrioletti (Bergamo 1990, vive e lavora a Monaco di Baviera). Il progetto, inedito e appositamente concepito per questa occasione espositiva, riprende alcune delle tematiche fondanti della poetica dell’artista tra cui l’indagine intorno alla violenza sistematica, nonché intorno ai meccanismi di difesa che si possono attivare a seguito di situazioni traumatiche.
Il titolo di questa mostra, un vero e proprio statement, diviene l’inizio di una sorta di viaggio emotivo dove lo spettatore è chiamato in causa in prima persona, responsabilizzato rispetto alla possibilità di accordarsi con un ipotetico altro soggetto. Si innesca così una dinamica dove tutti possiamo smettere di essere soltanto noi stessi e da questa prospettiva osserviamo una serie di lavori multimediali ricchi di elementi simbolici stratificati.
Al primo piano della galleria sono esposte una serie di opere tessili eseguite personalmente da Andrioletti con la tecnica del trapunto. I soffici e avvolgenti supporti divengono sede di ricami antitetici e stranianti: elmi e armature affascinanti - ispirati alle illustrazioni del volume “Arms & Armor: A Pictorical Archive from Nineteenth-Century Sources” - la cui robustezza e funzionalità sono completamente annullate. Semplici o composte da più “moduli” tenuti insieme da cerniere, queste composizioni assomigliano alla protezione di un abbraccio che tiene insieme due persone o un’intera comunità, divenendo un’armatura emozionale e intangibile.
Gli stessi trapunti si ritrovano anche scendendo al piano inferiore dove però l’ambiente è circoscritto e limitato da una gabbia/opera che obbliga il visitatore a entrare per poter avvicinarsi alle pareti ove sono montati i tessuti. La durezza dell'alluminio e la struttura della gabbia evocano la condizione di trauma come blocco e confinamento, mentre le frasi riportate su alcune sbarre, decifrabili solo facendosi avanti nello spazio, e dunque esperendolo fisicamente, trasmettono sensazioni di disagio e paura, ma anche un senso di ambiguità difficile da attribuire.
In questa esposizione ciascun elemento è un ingranaggio di un sistema articolato e leggibile a più livelli, mai urlato, piuttosto suggerito e richiamato con sensibilità.
Per la mostra l’artista ha inoltre realizzato uno special project in un numero limitato di esemplari: un choker in acciaio che riprende il titolo dell’intero progetto assumendo le sembianze di un gioiello anatomico insolito ed emblematico.
Simona Andrioletti (Bergamo, 1990) vive e lavora a Monaco di Baviera. Sue mostre personali e collettive si sono tenute presso: Mart, Rovereto, 2026; Eigen Art Lab, Berlino, 2026; Spazju Kreattiv, Valletta, 2026; Kunsthalle Mannheim, Mannheim, 2025; Kunstverein e.V, Monaco di Baviera, 2025-2024; /SAC Bucharest, 2025; Bayrischer Hof, Monaco di Baviera, 2025; Galerie im Saalbau, Berlino, 2025; DG Kunstraum, Monaco di Baviera, 2024; RIBOT gallery, Milano, 2024; Lost Weekend, Monaco di Baviera, 2023; Villa Stuck, Monaco di Baviera, 2022; Lothringer13 Halle, Monaco di Baviera, 2022; Museo Novecento, Firenze, 2020; Federkiel Stiftung, 2019; Nir Altman Galerie, Monaco di Baviera, 2018; MACRO, Roma, 2017. I premi includono: USA-Stipendium, the Bayerisches Staatsministerium für Wissenschaft und Kunst, 2026; Atelierpreis award, Bayerisches Wissenschaft und Kunstministerium, Monaco di Baviera, 2026; Förderung der Chancengleichheit für Frauen in Forschung und Lehre, Bavarian Ministry of Science and Art, 2025; Preis der Akademie aus den Stipendienfonds, Monaco di Baviera, 2022; TalentPrize 10 years, MACRO, Roma, 2017.
Il titolo di questa mostra, un vero e proprio statement, diviene l’inizio di una sorta di viaggio emotivo dove lo spettatore è chiamato in causa in prima persona, responsabilizzato rispetto alla possibilità di accordarsi con un ipotetico altro soggetto. Si innesca così una dinamica dove tutti possiamo smettere di essere soltanto noi stessi e da questa prospettiva osserviamo una serie di lavori multimediali ricchi di elementi simbolici stratificati.
Al primo piano della galleria sono esposte una serie di opere tessili eseguite personalmente da Andrioletti con la tecnica del trapunto. I soffici e avvolgenti supporti divengono sede di ricami antitetici e stranianti: elmi e armature affascinanti - ispirati alle illustrazioni del volume “Arms & Armor: A Pictorical Archive from Nineteenth-Century Sources” - la cui robustezza e funzionalità sono completamente annullate. Semplici o composte da più “moduli” tenuti insieme da cerniere, queste composizioni assomigliano alla protezione di un abbraccio che tiene insieme due persone o un’intera comunità, divenendo un’armatura emozionale e intangibile.
Gli stessi trapunti si ritrovano anche scendendo al piano inferiore dove però l’ambiente è circoscritto e limitato da una gabbia/opera che obbliga il visitatore a entrare per poter avvicinarsi alle pareti ove sono montati i tessuti. La durezza dell'alluminio e la struttura della gabbia evocano la condizione di trauma come blocco e confinamento, mentre le frasi riportate su alcune sbarre, decifrabili solo facendosi avanti nello spazio, e dunque esperendolo fisicamente, trasmettono sensazioni di disagio e paura, ma anche un senso di ambiguità difficile da attribuire.
In questa esposizione ciascun elemento è un ingranaggio di un sistema articolato e leggibile a più livelli, mai urlato, piuttosto suggerito e richiamato con sensibilità.
Per la mostra l’artista ha inoltre realizzato uno special project in un numero limitato di esemplari: un choker in acciaio che riprende il titolo dell’intero progetto assumendo le sembianze di un gioiello anatomico insolito ed emblematico.
Simona Andrioletti (Bergamo, 1990) vive e lavora a Monaco di Baviera. Sue mostre personali e collettive si sono tenute presso: Mart, Rovereto, 2026; Eigen Art Lab, Berlino, 2026; Spazju Kreattiv, Valletta, 2026; Kunsthalle Mannheim, Mannheim, 2025; Kunstverein e.V, Monaco di Baviera, 2025-2024; /SAC Bucharest, 2025; Bayrischer Hof, Monaco di Baviera, 2025; Galerie im Saalbau, Berlino, 2025; DG Kunstraum, Monaco di Baviera, 2024; RIBOT gallery, Milano, 2024; Lost Weekend, Monaco di Baviera, 2023; Villa Stuck, Monaco di Baviera, 2022; Lothringer13 Halle, Monaco di Baviera, 2022; Museo Novecento, Firenze, 2020; Federkiel Stiftung, 2019; Nir Altman Galerie, Monaco di Baviera, 2018; MACRO, Roma, 2017. I premi includono: USA-Stipendium, the Bayerisches Staatsministerium für Wissenschaft und Kunst, 2026; Atelierpreis award, Bayerisches Wissenschaft und Kunstministerium, Monaco di Baviera, 2026; Förderung der Chancengleichheit für Frauen in Forschung und Lehre, Bavarian Ministry of Science and Art, 2025; Preis der Akademie aus den Stipendienfonds, Monaco di Baviera, 2022; TalentPrize 10 years, MACRO, Roma, 2017.
29
gennaio 2026
Simona Andrioletti – If you feel me, I am you
Dal 29 gennaio al 07 marzo 2026
arte contemporanea
Location
RIBOT
Milano, Via Enrico Nöe, 23, (MI)
Milano, Via Enrico Nöe, 23, (MI)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15-19:30
Vernissage
29 Gennaio 2026, ore 18-21
Sito web
Autore


