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Smania d’arte. Artisti Contemporanei con il bisogno irrefrenabile di creare
Questa mostra vuole far comprendere al visitatore cosa sia quel pensiero che insiste finché non trova
forma, quel gesto che diventa necessità, quel desiderio irrefrenabile di creare che solo il vero artista
conosce.
“Smania d’Arte” prende il suo nome da questo stato dell’anima.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Questa mostra vuole far comprendere al visitatore cosa sia quel pensiero che insiste finché non trova
forma, quel gesto che diventa necessità, quel desiderio irrefrenabile di creare che solo il vero artista
conosce.
“Smania d’Arte” prende il suo nome da questo stato dell’anima. Così come il nome della nostra galleria.
La parola craving, infatti, indica un desiderio che non si placa facilmente, qualcosa che continua a
chiamare. È il processo invisibile che precede ogni opera e che la rende inevitabile.
Le opere riunite in questa collettiva nascono proprio da questa urgenza. Pur diverse per linguaggio,
tecnica e sensibilità, condividono il bisogno di trasformare un’intuizione o un’emozione in immagine,
materia o segno. Ogni artista presente in mostra affronta questa necessità con il proprio vocabolario
visivo, ma tutti partono da una stessa tensione creativa.
In fondo, la storia dell’arte è sempre stata attraversata da questa stessa energia, quella di chi sente il
bisogno di creare prima ancora di sapere esattamente perché. E forse è proprio in questa ostinazione, in
questa smania, che si riconosce il segno più autentico di un vero artista.
Gli artisti in mostra:
Bless mette in scena l’abbraccio come luogo di incontro tra due identità che non si annullano, ma si
amplificano. I corpi, avvolti in sfumature e vibrazioni cromatiche, raccontano una passione che sembra
sospesa fuori dal tempo e dallo spazio. L’unione non è prigione, ma energia generativa, capace di
trasformare il contatto in libertà. In questa tensione emotiva si manifesta una smania d’arte che trova nel
gesto pittorico il modo più diretto per farsi presenza.
La ricerca fotografica di Giuseppe Nugara nasce dalla smania di trattenere l’istante, tipica di chi vive
l’arte come necessità. Attraverso la fotografia prova a fermare non solo un momento, ma anche le
emozioni che lo attraversano. Le sue immagini diventano così frammenti di memoria capaci di evocare,
nello sguardo di chi osserva, esperienze e ricordi personali. In questo dialogo tra vissuto individuale e
percezione condivisa si manifesta la sua Smania d’Arte.
Lifemeup trasforma la propria ricerca in un atto di identità. La figura femminile dei suoi dipinti è insieme
autoritratto e simbolo di resistenza interiore. Tra colori vibranti, spazi onirici e architetture sospese, la
pittura diventa il luogo in cui vulnerabilità e forza convivono. Anche nelle opere specchianti e negli
assemblaggi emerge una riflessione sul bisogno contemporaneo di apparire. In questo cortocircuito tra
immagine e verità affiora una smania d’arte che diventa strumento per tornare a guardarsi davvero.
Marina Milova
Nelle opere in esposizone di Mario Schuster la danza diventa specchio del suo impegno quotidiano e
della passione instancabile per il gesto creativo. Tra rigore e libertà, le pennellate raccontano il sudore, la
frustrazione e la gioia che accompagnano l’atto artistico. Qui, la smania d’arte è esperienza visibile, dove
ogni movimento sulla tela risuona come un battito vitale. È un invito a guardare l’arte come compagna e
motore di vita, non solo come semplice contemplazione.
Mauro Crisari trasforma il caos visivo della società contemporanea in immagini pop chiare e immediate.
In questa serie semplifica la complessità della realtà, lasciando spazio a sensazioni dirette e istintive senza
richiedere spiegazioni. Nelle sue sperimentazioni con icone riconoscibili, Crisari mostra come basti un
piccolo dettaglio per evocare l’intero simbolo, riflettendo sul potere delle immagini e su quanto plasmino
percezioni, desideri e valori. È la sua smania d’arte a spingerlo a rivelare, attraverso il colore e il segno, la
necessità di guardare oltre l’apparenza e comprendere il flusso mediatico che ci circonda.
Michele Mastromarino trasferisce sulla tela la sensibilità di chi è abituato a progettare lo spazio. Gesso,
acrilico e fili tesi costruiscono superfici attraversate da tagli, stratificazioni e tensioni visibili, dove il gesto
manuale prende il sopravvento sulla regola. I “vuoti” che emergono non sono mancanze, ma spazi che
invitano l’occhio a completare l’opera. È proprio in questa libertà del fare che si manifesta la sua autentica
smania d’arte.
Mirta Cocco presenta SelfieMorfosi, un progetto in cui il selfie si trasforma da gesto quotidiano in
strumento di indagine interiore. Attraverso riflessi, ombre, distorsioni e immagini imperfette, l’artista usa
la propria immagine per esplorare identità, trasformazione e zone nascoste del sé. L’autoritratto diventa
così un processo aperto, dove ogni scatto è un passo di conoscenza. È proprio in questa urgenza di
guardarsi oltre le apparenze che prende forma la sua personale smania d’arte.
Monica Belloni coltiva la pittura fin dall’infanzia, tra studi artistici, Accademia di Belle Arti di
Roma e una lunga esperienza creativa. Dopo anni di pausa, ritorna al colore e al segno con
urgenza, guidata da quella smania d’arte che non lascia scelta: dipingere è un bisogno
inevitabile. Nei suoi quadri, il gesto diventa memoria e la figurazione evocativa si intreccia a
simboli che parlano del suo vissuto, come se ogni strato di colore fosse un frammento vivo della
sua identità.
forma, quel gesto che diventa necessità, quel desiderio irrefrenabile di creare che solo il vero artista
conosce.
“Smania d’Arte” prende il suo nome da questo stato dell’anima. Così come il nome della nostra galleria.
La parola craving, infatti, indica un desiderio che non si placa facilmente, qualcosa che continua a
chiamare. È il processo invisibile che precede ogni opera e che la rende inevitabile.
Le opere riunite in questa collettiva nascono proprio da questa urgenza. Pur diverse per linguaggio,
tecnica e sensibilità, condividono il bisogno di trasformare un’intuizione o un’emozione in immagine,
materia o segno. Ogni artista presente in mostra affronta questa necessità con il proprio vocabolario
visivo, ma tutti partono da una stessa tensione creativa.
In fondo, la storia dell’arte è sempre stata attraversata da questa stessa energia, quella di chi sente il
bisogno di creare prima ancora di sapere esattamente perché. E forse è proprio in questa ostinazione, in
questa smania, che si riconosce il segno più autentico di un vero artista.
Gli artisti in mostra:
Bless mette in scena l’abbraccio come luogo di incontro tra due identità che non si annullano, ma si
amplificano. I corpi, avvolti in sfumature e vibrazioni cromatiche, raccontano una passione che sembra
sospesa fuori dal tempo e dallo spazio. L’unione non è prigione, ma energia generativa, capace di
trasformare il contatto in libertà. In questa tensione emotiva si manifesta una smania d’arte che trova nel
gesto pittorico il modo più diretto per farsi presenza.
La ricerca fotografica di Giuseppe Nugara nasce dalla smania di trattenere l’istante, tipica di chi vive
l’arte come necessità. Attraverso la fotografia prova a fermare non solo un momento, ma anche le
emozioni che lo attraversano. Le sue immagini diventano così frammenti di memoria capaci di evocare,
nello sguardo di chi osserva, esperienze e ricordi personali. In questo dialogo tra vissuto individuale e
percezione condivisa si manifesta la sua Smania d’Arte.
Lifemeup trasforma la propria ricerca in un atto di identità. La figura femminile dei suoi dipinti è insieme
autoritratto e simbolo di resistenza interiore. Tra colori vibranti, spazi onirici e architetture sospese, la
pittura diventa il luogo in cui vulnerabilità e forza convivono. Anche nelle opere specchianti e negli
assemblaggi emerge una riflessione sul bisogno contemporaneo di apparire. In questo cortocircuito tra
immagine e verità affiora una smania d’arte che diventa strumento per tornare a guardarsi davvero.
Marina Milova
Nelle opere in esposizone di Mario Schuster la danza diventa specchio del suo impegno quotidiano e
della passione instancabile per il gesto creativo. Tra rigore e libertà, le pennellate raccontano il sudore, la
frustrazione e la gioia che accompagnano l’atto artistico. Qui, la smania d’arte è esperienza visibile, dove
ogni movimento sulla tela risuona come un battito vitale. È un invito a guardare l’arte come compagna e
motore di vita, non solo come semplice contemplazione.
Mauro Crisari trasforma il caos visivo della società contemporanea in immagini pop chiare e immediate.
In questa serie semplifica la complessità della realtà, lasciando spazio a sensazioni dirette e istintive senza
richiedere spiegazioni. Nelle sue sperimentazioni con icone riconoscibili, Crisari mostra come basti un
piccolo dettaglio per evocare l’intero simbolo, riflettendo sul potere delle immagini e su quanto plasmino
percezioni, desideri e valori. È la sua smania d’arte a spingerlo a rivelare, attraverso il colore e il segno, la
necessità di guardare oltre l’apparenza e comprendere il flusso mediatico che ci circonda.
Michele Mastromarino trasferisce sulla tela la sensibilità di chi è abituato a progettare lo spazio. Gesso,
acrilico e fili tesi costruiscono superfici attraversate da tagli, stratificazioni e tensioni visibili, dove il gesto
manuale prende il sopravvento sulla regola. I “vuoti” che emergono non sono mancanze, ma spazi che
invitano l’occhio a completare l’opera. È proprio in questa libertà del fare che si manifesta la sua autentica
smania d’arte.
Mirta Cocco presenta SelfieMorfosi, un progetto in cui il selfie si trasforma da gesto quotidiano in
strumento di indagine interiore. Attraverso riflessi, ombre, distorsioni e immagini imperfette, l’artista usa
la propria immagine per esplorare identità, trasformazione e zone nascoste del sé. L’autoritratto diventa
così un processo aperto, dove ogni scatto è un passo di conoscenza. È proprio in questa urgenza di
guardarsi oltre le apparenze che prende forma la sua personale smania d’arte.
Monica Belloni coltiva la pittura fin dall’infanzia, tra studi artistici, Accademia di Belle Arti di
Roma e una lunga esperienza creativa. Dopo anni di pausa, ritorna al colore e al segno con
urgenza, guidata da quella smania d’arte che non lascia scelta: dipingere è un bisogno
inevitabile. Nei suoi quadri, il gesto diventa memoria e la figurazione evocativa si intreccia a
simboli che parlano del suo vissuto, come se ogni strato di colore fosse un frammento vivo della
sua identità.
20
marzo 2026
Smania d’arte. Artisti Contemporanei con il bisogno irrefrenabile di creare
Dal 20 al 30 marzo 2026
arte contemporanea
Location
Craving Art – Art Gallery
Roma, Via Casperia, 33, (RM)
Roma, Via Casperia, 33, (RM)
Orario di apertura
16-20
Vernissage
20 Marzo 2026, 18.30
Autore
Curatore





