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Sono arrivati i mostri!
30 artisti (tra americani ed europei) straordinari creatori di esserini mostruosi, colorati e unici
Comunicato stampa
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Orribili, meravigliosi mostri.
Tra le stranezze non è tanto strano affermare che le città contemporanee
siano popolate da mostri. Oramai è molto più facile nascondersi nel buio,
nella nebbia o nella folla che riempie le strade cittadine, piuttosto che in
un bosco incantato o in un castello abbandonato... Scherzi della natura?
Esperimenti genetici mal riusciti? Esseri provenienti da un'altra
dimensione? Ultimi abitanti di un mondo ormai scomparso? Frutto della
fantasia? Tracce di un lontano passato che è giunto sino a noi superando
mille ostacoli naturali? Mostri, leggende del passato che a volte possono
tramutarsi in realtà, quando ce ne da conferma la televisione o la radio...
Il "mostro" è l'essere "diverso" e che incute timore, ribrezzo, orrore, in
quanto qualcosa di sconosciuto, di anormale, qualcosa che l'uomo teme,
perché "fuori da l comune". Non temiamo forse tutto ciò che non comprendiamo
o esce dai normali canoni cui siamo abituati? Non abbiamo paura del buio
perché in esso si nasconde l'imprevisto, il "chiunque" o "la qualunque
cosa"?.
Possiamo definire mostruosa una raffigurazione quando suscita in chi la
osserva orrore o meraviglia, e le due cose spesso non si escludono. Le
raffigurazioni mostruose si oppongono alla realtà naturale, combinano e
fanno convivere diversi elementi in modo innaturale, associano elementi
naturali a elementi fantastici.
I mostri in mostra all’Arcivernice, realizzati nei materiali più disparati,
sono lo specchio di questa contraddizione: sono mostruosamente belli. Ormai
quella delle ugly e delle damned dolls, dei plush microbes, degli esserini è
diventata una mania. Pupazzini di forme indefinite, colorati e “quasi
impossibili” invadono il mondo. Dico “quasi impossibili” perché sono
comunque sono frutto della mente e della crea tività umana, pezzi da
collezione realizzati dalle mani di molti giovani artisti provenienti da
diverse parti del globo terrestre. Forse ognuno di loro ha avuto una
visione. Ognuno di loro ha visto in sogno (o per davvero) queste strane
creaturine. Esse potrebbero far paura, ma non ci riescono fino in fondo.
Certamente non intimoriscono i bambini, perché se il sonno della ragione
genera mostri loro sono così innocenti da generarli, a volte inconsciamente
e incoscientemente, solo con la fantasia. Un’immaginazione che spesso manca
a molti adulti scettici e poco propensi alle fantasticherie. Contro la noia
cittadina... sono arrivati i MOSTRI, trastullo per pochi afflitti da
sindrome di Peter Pan.
APPENDICE CURIOSTORICA
Il mostro, nel significato originario, è l'apparire, il manifestarsi, il
mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, che è un ammonimento e un
avvertimento per l'uomo. Il presagio suscita un senso di meraviglia e di
stupore e può essere fasto o nefasto, generando perciò rassicurazione o
spavento. Ho letto da qualche parte (per studio) e ve lo confermo, dopo
accurate ricerche, che alla fine del Seicento in area spagnola (cui la
nostra Isola, com’è noto, gravitava) giravano strane leggende sul conto di
alcuni "Mostri" nati in città. L'armamentario del 'meraviglioso' (inteso
come pluralità semantica evocante nello stesso tempo il raccapriccio, la
compassione, lo stupore, lo straordinario e il prodigio) veniva dispiegato
in narrazioni annunciate sotto forma di "successi", "ragguagli" e "relazioni
nuovissime".
Nel frontespizio la notizia veniva 'gridata' così come avrebbero poi fatto
gli strilloni per venderla: il fatto era "maraviglioso et inaudito",
"tremendo", "spaventevole", "orrendo". "Maravigliosi e orrendi prodigi",
"orribili mostri", "tremendissimi casi" erano i termini maggiormente
ricorrenti, per contro, sul versante dei fatti soprannat urali, ai quali si
possono aggiungere le relazioni degli "orribili e spaventosi terremoti".
Il più curioso e interessante, e anche divertente per noi cagliaritani, fu
impresso in una “Relaciones de sucesos” pubblicata nel 1659 presso la
tipografia madrilena di Gregorio Rodriguez. Il frontespizio del foglio
volante recava tale scritta:
Monstruo nacido en Caller, en la isla de Cerdeña. Verdadera y nueva relacion
donde se declara y da cuenta de còmo a catorce de abril del año 1658, naciò
este monstruo en la ciudad de Caller en la islas de Cerdeña.
COME NON CREDERCI, DUNQUE?
Giorgia Atzeni A-CRITICO D'ARTE
MONSTERS CREATOR
Tra le stranezze non è tanto strano affermare che le città contemporanee
siano popolate da mostri. Oramai è molto più facile nascondersi nel buio,
nella nebbia o nella folla che riempie le strade cittadine, piuttosto che in
un bosco incantato o in un castello abbandonato... Scherzi della natura?
Esperimenti genetici mal riusciti? Esseri provenienti da un'altra
dimensione? Ultimi abitanti di un mondo ormai scomparso? Frutto della
fantasia? Tracce di un lontano passato che è giunto sino a noi superando
mille ostacoli naturali? Mostri, leggende del passato che a volte possono
tramutarsi in realtà, quando ce ne da conferma la televisione o la radio...
Il "mostro" è l'essere "diverso" e che incute timore, ribrezzo, orrore, in
quanto qualcosa di sconosciuto, di anormale, qualcosa che l'uomo teme,
perché "fuori da l comune". Non temiamo forse tutto ciò che non comprendiamo
o esce dai normali canoni cui siamo abituati? Non abbiamo paura del buio
perché in esso si nasconde l'imprevisto, il "chiunque" o "la qualunque
cosa"?.
Possiamo definire mostruosa una raffigurazione quando suscita in chi la
osserva orrore o meraviglia, e le due cose spesso non si escludono. Le
raffigurazioni mostruose si oppongono alla realtà naturale, combinano e
fanno convivere diversi elementi in modo innaturale, associano elementi
naturali a elementi fantastici.
I mostri in mostra all’Arcivernice, realizzati nei materiali più disparati,
sono lo specchio di questa contraddizione: sono mostruosamente belli. Ormai
quella delle ugly e delle damned dolls, dei plush microbes, degli esserini è
diventata una mania. Pupazzini di forme indefinite, colorati e “quasi
impossibili” invadono il mondo. Dico “quasi impossibili” perché sono
comunque sono frutto della mente e della crea tività umana, pezzi da
collezione realizzati dalle mani di molti giovani artisti provenienti da
diverse parti del globo terrestre. Forse ognuno di loro ha avuto una
visione. Ognuno di loro ha visto in sogno (o per davvero) queste strane
creaturine. Esse potrebbero far paura, ma non ci riescono fino in fondo.
Certamente non intimoriscono i bambini, perché se il sonno della ragione
genera mostri loro sono così innocenti da generarli, a volte inconsciamente
e incoscientemente, solo con la fantasia. Un’immaginazione che spesso manca
a molti adulti scettici e poco propensi alle fantasticherie. Contro la noia
cittadina... sono arrivati i MOSTRI, trastullo per pochi afflitti da
sindrome di Peter Pan.
APPENDICE CURIOSTORICA
Il mostro, nel significato originario, è l'apparire, il manifestarsi, il
mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, che è un ammonimento e un
avvertimento per l'uomo. Il presagio suscita un senso di meraviglia e di
stupore e può essere fasto o nefasto, generando perciò rassicurazione o
spavento. Ho letto da qualche parte (per studio) e ve lo confermo, dopo
accurate ricerche, che alla fine del Seicento in area spagnola (cui la
nostra Isola, com’è noto, gravitava) giravano strane leggende sul conto di
alcuni "Mostri" nati in città. L'armamentario del 'meraviglioso' (inteso
come pluralità semantica evocante nello stesso tempo il raccapriccio, la
compassione, lo stupore, lo straordinario e il prodigio) veniva dispiegato
in narrazioni annunciate sotto forma di "successi", "ragguagli" e "relazioni
nuovissime".
Nel frontespizio la notizia veniva 'gridata' così come avrebbero poi fatto
gli strilloni per venderla: il fatto era "maraviglioso et inaudito",
"tremendo", "spaventevole", "orrendo". "Maravigliosi e orrendi prodigi",
"orribili mostri", "tremendissimi casi" erano i termini maggiormente
ricorrenti, per contro, sul versante dei fatti soprannat urali, ai quali si
possono aggiungere le relazioni degli "orribili e spaventosi terremoti".
Il più curioso e interessante, e anche divertente per noi cagliaritani, fu
impresso in una “Relaciones de sucesos” pubblicata nel 1659 presso la
tipografia madrilena di Gregorio Rodriguez. Il frontespizio del foglio
volante recava tale scritta:
Monstruo nacido en Caller, en la isla de Cerdeña. Verdadera y nueva relacion
donde se declara y da cuenta de còmo a catorce de abril del año 1658, naciò
este monstruo en la ciudad de Caller en la islas de Cerdeña.
COME NON CREDERCI, DUNQUE?
Giorgia Atzeni A-CRITICO D'ARTE
MONSTERS CREATOR
19
marzo 2006
Sono arrivati i mostri!
Dal 19 al 26 marzo 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA ARCIVERNICE
Cagliari, Via Lodovico Baylle, 115, (Cagliari)
Cagliari, Via Lodovico Baylle, 115, (Cagliari)
Orario di apertura
dal lunedì al sabato dalle 18 alle 20,30
Vernissage
19 Marzo 2006, ore 11.30
Curatore


