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Stefano Bressani / Dado Schapira – Into the white
In questa doppia personale domina un elemento: il bianco. Questo riaffiora come motivo comune, nelle trame intime e leggere delle opere di Dado Schapira e come punto di contrasto nelle sculture tessili dai colori e forme vivaci di Stefano Bressani, sfiorate dai suoi caratteristici guanti bianchi.
Comunicato stampa
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In occasione dei XXV Giochi olimpici invernali 2026 che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo, la Regione Lombardia e Milano assumono un significato di motore pulsante non solo per l’immagine dell’Italia in tutto il mondo ma anche come riferimento di promozione del nostro “Paese Museo” con progetti di mostre, eventi legati al mondo affascinante dello Sport. MARONCELLI DISTRICT, giovedì 5 febbraio, dedica in Omaggio ai XXV Giochi Olimpici Milano-Cortina venti mostre nelle gallerie, showroom e negozi legate ai quattro cardini centrali di ARTE E SPORT: Armonia, Bellezza, Benessere, Velocità.
Manuel Zoia Gallery è lieta di invitarvi per l’inaugurazione della mostra “INTO THE WHITE”, doppia personale degli artisti Stefano Bressani e Dado Schapira.
In questa esposizione domina un elemento: il bianco. Questo riaffiora come motivo comune, nelle trame intime e leggere delle opere di Dado Schapira e come punto di contrasto nelle sculture tessili dai colori e forme vivaci di Stefano Bressani, sfiorate dai suoi caratteristici guanti bianchi. Due visioni differenti si intrecciano: una sospesa tra memoria e filo, una tra energia cromatica e gesto sartoriale. Ne emerge un equilibrio inatteso, dove il bianco smette di essere semplice campo neutro e diventa punto di incontro e contrapposizione.
Il dialogo si muove tra sottrazione e accumulo; alcuni lavori necessitano respiro, creando una dimensione più meditativa, altri trasformano la materia tessile in soggetti vivi e pulsanti.
Da un lato emerge la forza plastica e sartoriale di Bressani, il cui progetto nasce proprio dall’incontro tra arte e sport: i suoi KUORIDISTROFFA© diventano satelliti luminosi orbitanti attorno all’opera cardine che vuole essere un omaggio monumentale alle sedici discipline olimpiche che animeranno Milano Cortina 2026. Dall’altro lato, grazie alla forza dei fili e delle parole di Schapira, le sue montagne, i suoi mondi e i suoi libri, vengono letti con occhi silenziosi, poche parole sottili come aria, diventano attimi cristallizzati.
Stefano Bressani si configura come un artista poliedrico e innovativo, riconosciuto nel panorama dell’arte contemporanea per aver sviluppato una tecnica espressiva considerata “unica”. La sua pratica artistica è fondata su due principi cardine: il riciclo e la sostenibilità ambientale, affrontati mediante una costante ricerca formale e tecnica che ha consentito all’artista di elaborare un linguaggio visivo inconfondibile e trasversale, applicabile a molteplici ambiti espressivi, tutti accomunati dal riferimento costante all’Arte come fulcro concettuale.
Ogni trama e superficie dei suoi lavori è scelta per la capacità di evocare forme anatomiche e rimandi fisiognomici, successivamente assemblate in blocchi unificati, incisi e modellati con la precisione propria della chirurgia estetica. Il risultato finale delle sue opere conduce l’osservatore in una dimensione altra, sospesa tra realtà e immaginazione, dove le campiture cromatiche intense si proiettano nello spazio tridimensionale, dialogando con la luce per generare piani visivi sovrapposti e dinamici.
All’interno del suo cosiddetto "Pianeta delle Stoffe", Bressani fonde elementi figurativi e astratti, costruendo un equilibrio visivo e concettuale tra forze in apparente contrasto. L’elemento iconico del “chiodo” agisce da punto di raccordo tra le istanze plastiche e quelle filosofiche, conferendo rigore formale a un linguaggio artistico che si muove tra materia e simbolo, tra artigianalità e incanto.
Pur provenendo da un percorso autodidattico, Bressani ha saputo integrare competenze tecniche e immaginazione creativa, dando vita a una poetica personale in continua evoluzione. Nel corso della sua carriera, ha affrontato e contaminato ambiti quali il design, la moda, l’architettura, la musica, la gastronomia, la storia e la fotografia, dimostrando una versatilità che trascende i confini disciplinari. Oggi, l’essenza della sua opera non risiede più solamente nella tecnica utilizzata, bensì nel processo concettuale di scomposizione e ricomposizione delle forme, che riflette la sua personale interpretazione del reale. Le opere di Bressani fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero, e sono ospitate in musei e sedi espositive di rilievo istituzionale. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti, tra cui la Benemerenza Civica conferitagli dalla Città di Pavia per meriti artistici.
Dado Schapira è un pittore e artista tessile italiano. Nel suo percorso artistico figurano mostre personali, collettive e partecipazioni a fiere in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con diverse gallerie e i suoi lavori sono presenti in molte collezioni italiane e straniere. Fin dal suo esordio ha partecipato a importanti fiere nazionali come MIART, Arte Fiera Bologna, e aste internazionali come Sotheby’s.
Marta Tonetti, sua curatrice, lo ha definito un instancabile sperimentatore di tecniche e materiali, dai libri al legno, dalle sculture in sabbia alle macchine da scrivere. L’artista carica i suoi lavori di inestricabili fili che si trasformano in forme e grafie libere di parole, mondi, costellazioni e geografie fantastiche. Il filo diventa così mezzo espressivo privilegiato, non solo elemento materico ma anche segno, assimilabile al tratto grafico dell’artista e ai suoi piccoli diari di studio. Nelle parole cucite e negli infiniti intrecci di fili troviamo le tracce di una nuova comunicabilità. L’artista ci introduce in un racconto intimo nel quale spesso vecchi oggetti di un vissuto quotidiano prendono vita catturando lo spettatore in una lettura di forme e colori, coinvolgendolo come un gioco coinvolge il bambino, al fine di creare un legame profondo tra arte e vita. Il gesto nella sua ripetizione ha un tempo, un suo ritmo, una sua musica e per questo l’atto della tessitura risulta essere quasi come un rituale. È una lunga ricerca, metodica, minuziosa, interiore, profonda, nata dal bisogno e dall’esigenza di dare vita a dei racconti intimi, dominati da parole e forme presenti nell’inconscio.
Manuel Zoia Gallery è lieta di invitarvi per l’inaugurazione della mostra “INTO THE WHITE”, doppia personale degli artisti Stefano Bressani e Dado Schapira.
In questa esposizione domina un elemento: il bianco. Questo riaffiora come motivo comune, nelle trame intime e leggere delle opere di Dado Schapira e come punto di contrasto nelle sculture tessili dai colori e forme vivaci di Stefano Bressani, sfiorate dai suoi caratteristici guanti bianchi. Due visioni differenti si intrecciano: una sospesa tra memoria e filo, una tra energia cromatica e gesto sartoriale. Ne emerge un equilibrio inatteso, dove il bianco smette di essere semplice campo neutro e diventa punto di incontro e contrapposizione.
Il dialogo si muove tra sottrazione e accumulo; alcuni lavori necessitano respiro, creando una dimensione più meditativa, altri trasformano la materia tessile in soggetti vivi e pulsanti.
Da un lato emerge la forza plastica e sartoriale di Bressani, il cui progetto nasce proprio dall’incontro tra arte e sport: i suoi KUORIDISTROFFA© diventano satelliti luminosi orbitanti attorno all’opera cardine che vuole essere un omaggio monumentale alle sedici discipline olimpiche che animeranno Milano Cortina 2026. Dall’altro lato, grazie alla forza dei fili e delle parole di Schapira, le sue montagne, i suoi mondi e i suoi libri, vengono letti con occhi silenziosi, poche parole sottili come aria, diventano attimi cristallizzati.
Stefano Bressani si configura come un artista poliedrico e innovativo, riconosciuto nel panorama dell’arte contemporanea per aver sviluppato una tecnica espressiva considerata “unica”. La sua pratica artistica è fondata su due principi cardine: il riciclo e la sostenibilità ambientale, affrontati mediante una costante ricerca formale e tecnica che ha consentito all’artista di elaborare un linguaggio visivo inconfondibile e trasversale, applicabile a molteplici ambiti espressivi, tutti accomunati dal riferimento costante all’Arte come fulcro concettuale.
Ogni trama e superficie dei suoi lavori è scelta per la capacità di evocare forme anatomiche e rimandi fisiognomici, successivamente assemblate in blocchi unificati, incisi e modellati con la precisione propria della chirurgia estetica. Il risultato finale delle sue opere conduce l’osservatore in una dimensione altra, sospesa tra realtà e immaginazione, dove le campiture cromatiche intense si proiettano nello spazio tridimensionale, dialogando con la luce per generare piani visivi sovrapposti e dinamici.
All’interno del suo cosiddetto "Pianeta delle Stoffe", Bressani fonde elementi figurativi e astratti, costruendo un equilibrio visivo e concettuale tra forze in apparente contrasto. L’elemento iconico del “chiodo” agisce da punto di raccordo tra le istanze plastiche e quelle filosofiche, conferendo rigore formale a un linguaggio artistico che si muove tra materia e simbolo, tra artigianalità e incanto.
Pur provenendo da un percorso autodidattico, Bressani ha saputo integrare competenze tecniche e immaginazione creativa, dando vita a una poetica personale in continua evoluzione. Nel corso della sua carriera, ha affrontato e contaminato ambiti quali il design, la moda, l’architettura, la musica, la gastronomia, la storia e la fotografia, dimostrando una versatilità che trascende i confini disciplinari. Oggi, l’essenza della sua opera non risiede più solamente nella tecnica utilizzata, bensì nel processo concettuale di scomposizione e ricomposizione delle forme, che riflette la sua personale interpretazione del reale. Le opere di Bressani fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero, e sono ospitate in musei e sedi espositive di rilievo istituzionale. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti, tra cui la Benemerenza Civica conferitagli dalla Città di Pavia per meriti artistici.
Dado Schapira è un pittore e artista tessile italiano. Nel suo percorso artistico figurano mostre personali, collettive e partecipazioni a fiere in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con diverse gallerie e i suoi lavori sono presenti in molte collezioni italiane e straniere. Fin dal suo esordio ha partecipato a importanti fiere nazionali come MIART, Arte Fiera Bologna, e aste internazionali come Sotheby’s.
Marta Tonetti, sua curatrice, lo ha definito un instancabile sperimentatore di tecniche e materiali, dai libri al legno, dalle sculture in sabbia alle macchine da scrivere. L’artista carica i suoi lavori di inestricabili fili che si trasformano in forme e grafie libere di parole, mondi, costellazioni e geografie fantastiche. Il filo diventa così mezzo espressivo privilegiato, non solo elemento materico ma anche segno, assimilabile al tratto grafico dell’artista e ai suoi piccoli diari di studio. Nelle parole cucite e negli infiniti intrecci di fili troviamo le tracce di una nuova comunicabilità. L’artista ci introduce in un racconto intimo nel quale spesso vecchi oggetti di un vissuto quotidiano prendono vita catturando lo spettatore in una lettura di forme e colori, coinvolgendolo come un gioco coinvolge il bambino, al fine di creare un legame profondo tra arte e vita. Il gesto nella sua ripetizione ha un tempo, un suo ritmo, una sua musica e per questo l’atto della tessitura risulta essere quasi come un rituale. È una lunga ricerca, metodica, minuziosa, interiore, profonda, nata dal bisogno e dall’esigenza di dare vita a dei racconti intimi, dominati da parole e forme presenti nell’inconscio.
05
febbraio 2026
Stefano Bressani / Dado Schapira – Into the white
Dal 05 al 22 febbraio 2026
arte contemporanea
doppia personale
doppia personale
Location
Manuel Zoia Gallery
Milano, Via Pietro Maroncelli, 7, (MI)
Milano, Via Pietro Maroncelli, 7, (MI)
Orario di apertura
da mercoledì a sabato ore 15-19
Vernissage
5 Febbraio 2026, ore 18-21
Sito web
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