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Stefano Fiorina – MI Fist
MI Fist, esordio a Milano dell’artista. Colore, loop produttivi, cartine king size e campionari industriali si trasformano in sculture circolari e dispositivi iper-pop. Alle 19.30 la performance partecipativa Lo Spaccio dei Sogni Infranti: un’azione che trasforma l’illusione in materia condivisa.
Comunicato stampa
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Il Vicolo è lieto di presentare MI Fist, la prima mostra personale di Stefano Fiorina a Milano, che inaugura giovedì 5 marzo alle 18.30 nello spazio di via Maroncelli 2.
Durante l’inaugurazione, alle ore 19.30, l’artista presenterà la performance partecipativa Lo Spaccio dei Sogni Infranti. In questa performance Gratta e Vinci già giocati, triturati e accumulati come scarto diventano il fulcro dell’azione e vengono rivenduti in buste a un prezzo simbolico che aumenta progressivamente, seguendo le stesse logiche del desiderio e del mercato. Lo Spaccio dei Sogni Infranti non si configura solo come una critica al consumo dell’illusione, ma come un gesto di restituzione simbolica: il fallimento seriale viene trasformato in materia condivisa, rendendo visibile il peso dei sogni non realizzati e rimettendolo in circolazione.
Fiorina, principalmente noto per la sua pratica performativa, sviluppa la sua ricerca partendo da un’osservazione critica della sovrapproduzione contemporanea. Materiali pubblicitari, residui industriali, elementi pop e frammenti della cultura visiva urbana vengono utilizzati come materia narrativa e trasformati in forme organiche, fiori, maschere, abiti e paesaggi simbolici.
All’interno di questo percorso, MI Fist segna un’evoluzione della ricerca dell’artista. Le opere in mostra infatti nascono dall’uso di campionari colore e di materiali legati all’industria della produzione cromatica.
Le mazzette dei colorifici, strumenti nati per catalogare, standardizzare e commercializzare il colore, diventano qui materia scultorea e moduli costruttivi. Attraverso un processo di riutilizzo sistematico, i campionari vengono scomposti, ricomposti e trasformati in sculture circolari di diverse dimensioni, in cui il colore non è più campione, ma superficie attiva, ritmo visivo e struttura. Dietro un’estetica immediata e dichiaratamente pop si sviluppa quindi una riflessione sulla sovrapproduzione, sulla serialità industriale e sulla possibilità di trasformare lo scarto in forma.
Accanto a questa serie, la mostra presenta un nuovo nucleo di lavori dedicato al mondo delle rolling paper. I packaging delle cartine king size, oggetti fortemente radicati nell’immaginario pop e nella street culture, subiscono lo stesso processo, perdendo quindi la loro utilità quotidiana venendo invece riattivati attraverso il lavoro e la ricerca dell’artista come moduli compositivi. In questa serie, attraverso collaborazioni con diversi brand, Fiorina indaga il confine tra arte, merchandising, branding e cultura urbana, trasformando involucri destinati al consumo rapido in elementi permanenti e simbolici.
La forma circolare che accomuna tutte le opere in mostra richiama l’idea di ciclicità di loop produttivo e riattivazione continua, dando vita a un sistema a scarto zero in cui ogni frammento trova una nuova funzione. La mostra si configura come un ambiente iper-pop e immersivo, in cui colore, design e cultura contemporanea si intrecciano. L’estetica, fortemente pop e immediata, si inserisce in una riflessione sulla pratica consapevole di trasformare l’eccesso in linguaggio e la sovrapproduzione in possibilità. Le strutture circolari, dai campionari colore ai lavori realizzati con i packaging delle rolling paper, richiamano visivamente rosoni, mandala e forme ipnotiche, trasformando materiali industriali e pop in simboli contemporanei di contemplazione e ritmo visivo.
Il titolo Mi Fist rimanda all’album d’esordio dei Club Dogo, progetto che ha segnato una rottura nel panorama musicale italiano e che, partendo da Milano, ha ridefinito un linguaggio, un’attitudine e un immaginario. Non si tratta di un omaggio nostalgico, ma di un riferimento all’idea di esordio come atto di forza e dichiarazione di presenza: un pugno simbolico, non contro il sistema, ma al suo interno.
Un gesto che afferma l’ingresso in gioco, la volontà di prendere posizione.
Il titolo riflette la natura della mostra: un lavoro che nasce da materiali poveri, scarti industriali, packaging, cultura pop e street culture, e li trasforma in dispositivi visivi potenti. Come l’hip-hop delle origini, capace di trasformare mezzi limitati in un linguaggio radicale, anche qui campionari colore, cartine e residui produttivi diventano forma, ritmo e identità.
“FIST” è inoltre un acronimo implicito di Fiorina Stefano. Qui dunque identità personale e contesto urbano si sovrappongono: nel titolo, Milano e l’artista coincidono.
Stefano Fiorina (Torino, 1990) ha all’attivo numerose mostre pubbliche in musei e istituzioni. Nel 2025 è stato selezionato da Exibart e inserito nel catalogo “222 artisti emergenti su cui investire nel 2026”, confermando il crescente interesse della critica per una ricerca che intreccia estetica, sostenibilità e partecipazione attiva del pubblico.
Biografia
Stefano Fiorina si forma presso l’Istituto Europeo di Design di Torino, dove frequenta il corso di Comunicazione Visiva. Dopo gli studi lavora come fotografo freelance tra Torino e Milano, collaborando con diversi studi professionali.
Nel 2019 vince la residenza artistica della Wunderkammer Gallery di Roma, dove nasce il progetto “I Portatori di Luce”, segnando l’inizio della sua ricerca scultorea. Attraverso materiali di riciclo e recupero realizza abiti, maschere, fiori e piante fantastici, creando un linguaggio visivo che fonde arte, natura e immaginazione. Parallelamente conduce workshop e laboratori esperienziali per bambini e adulti, sviluppando un approccio partecipativo e collaborativo.
Nel 2020 viene selezionato da Sara Sozzani Maino per The World of Vogue Talents, evento internazionale dedicato allo scouting di progetti artistici responsabili. Nel 2021 il Museo del Garda di Ivrea gli dedica una mostra personale in dialogo con la collezione permanente. Nel 2022 partecipa alla Lucca Biennale Cartasia (LUBICA) e a vari festival nazionali, tra cui Urban Vision (Acquapendente), Trame Festival (Grosseto), Meno Alti dei Pinguini (Arezzo) e Tramà (Aosta). Nel 2023 espone nella collettiva Start Saluzzo, dedicata all’arte contemporanea.
Nel 2024 collabora con la Triennale di Milano per i laboratori della mostra di Ron Mueck, e con OGR Torino e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per il progetto “I Speak Contemporary”.
Nel 2025 avvia una collaborazione con il MUBA – Museo dei Bambini di Milano e il Muzeiko di Sofia per un progetto europeo di arte partecipativa, e realizza la sua prima personale a Bologna, in occasione di Art City, presso MAG – Magazzino Art Gaze. Sempre nel 2025 inizia una collaborazione con Smoking Paper per progetti creativi e marketing, che prosegue anche nel 2026.
Contatti
Galleria Il Vicolo
+39 0291677418
Martina Gagliardi
+39 3400692103
Durante l’inaugurazione, alle ore 19.30, l’artista presenterà la performance partecipativa Lo Spaccio dei Sogni Infranti. In questa performance Gratta e Vinci già giocati, triturati e accumulati come scarto diventano il fulcro dell’azione e vengono rivenduti in buste a un prezzo simbolico che aumenta progressivamente, seguendo le stesse logiche del desiderio e del mercato. Lo Spaccio dei Sogni Infranti non si configura solo come una critica al consumo dell’illusione, ma come un gesto di restituzione simbolica: il fallimento seriale viene trasformato in materia condivisa, rendendo visibile il peso dei sogni non realizzati e rimettendolo in circolazione.
Fiorina, principalmente noto per la sua pratica performativa, sviluppa la sua ricerca partendo da un’osservazione critica della sovrapproduzione contemporanea. Materiali pubblicitari, residui industriali, elementi pop e frammenti della cultura visiva urbana vengono utilizzati come materia narrativa e trasformati in forme organiche, fiori, maschere, abiti e paesaggi simbolici.
All’interno di questo percorso, MI Fist segna un’evoluzione della ricerca dell’artista. Le opere in mostra infatti nascono dall’uso di campionari colore e di materiali legati all’industria della produzione cromatica.
Le mazzette dei colorifici, strumenti nati per catalogare, standardizzare e commercializzare il colore, diventano qui materia scultorea e moduli costruttivi. Attraverso un processo di riutilizzo sistematico, i campionari vengono scomposti, ricomposti e trasformati in sculture circolari di diverse dimensioni, in cui il colore non è più campione, ma superficie attiva, ritmo visivo e struttura. Dietro un’estetica immediata e dichiaratamente pop si sviluppa quindi una riflessione sulla sovrapproduzione, sulla serialità industriale e sulla possibilità di trasformare lo scarto in forma.
Accanto a questa serie, la mostra presenta un nuovo nucleo di lavori dedicato al mondo delle rolling paper. I packaging delle cartine king size, oggetti fortemente radicati nell’immaginario pop e nella street culture, subiscono lo stesso processo, perdendo quindi la loro utilità quotidiana venendo invece riattivati attraverso il lavoro e la ricerca dell’artista come moduli compositivi. In questa serie, attraverso collaborazioni con diversi brand, Fiorina indaga il confine tra arte, merchandising, branding e cultura urbana, trasformando involucri destinati al consumo rapido in elementi permanenti e simbolici.
La forma circolare che accomuna tutte le opere in mostra richiama l’idea di ciclicità di loop produttivo e riattivazione continua, dando vita a un sistema a scarto zero in cui ogni frammento trova una nuova funzione. La mostra si configura come un ambiente iper-pop e immersivo, in cui colore, design e cultura contemporanea si intrecciano. L’estetica, fortemente pop e immediata, si inserisce in una riflessione sulla pratica consapevole di trasformare l’eccesso in linguaggio e la sovrapproduzione in possibilità. Le strutture circolari, dai campionari colore ai lavori realizzati con i packaging delle rolling paper, richiamano visivamente rosoni, mandala e forme ipnotiche, trasformando materiali industriali e pop in simboli contemporanei di contemplazione e ritmo visivo.
Il titolo Mi Fist rimanda all’album d’esordio dei Club Dogo, progetto che ha segnato una rottura nel panorama musicale italiano e che, partendo da Milano, ha ridefinito un linguaggio, un’attitudine e un immaginario. Non si tratta di un omaggio nostalgico, ma di un riferimento all’idea di esordio come atto di forza e dichiarazione di presenza: un pugno simbolico, non contro il sistema, ma al suo interno.
Un gesto che afferma l’ingresso in gioco, la volontà di prendere posizione.
Il titolo riflette la natura della mostra: un lavoro che nasce da materiali poveri, scarti industriali, packaging, cultura pop e street culture, e li trasforma in dispositivi visivi potenti. Come l’hip-hop delle origini, capace di trasformare mezzi limitati in un linguaggio radicale, anche qui campionari colore, cartine e residui produttivi diventano forma, ritmo e identità.
“FIST” è inoltre un acronimo implicito di Fiorina Stefano. Qui dunque identità personale e contesto urbano si sovrappongono: nel titolo, Milano e l’artista coincidono.
Stefano Fiorina (Torino, 1990) ha all’attivo numerose mostre pubbliche in musei e istituzioni. Nel 2025 è stato selezionato da Exibart e inserito nel catalogo “222 artisti emergenti su cui investire nel 2026”, confermando il crescente interesse della critica per una ricerca che intreccia estetica, sostenibilità e partecipazione attiva del pubblico.
Biografia
Stefano Fiorina si forma presso l’Istituto Europeo di Design di Torino, dove frequenta il corso di Comunicazione Visiva. Dopo gli studi lavora come fotografo freelance tra Torino e Milano, collaborando con diversi studi professionali.
Nel 2019 vince la residenza artistica della Wunderkammer Gallery di Roma, dove nasce il progetto “I Portatori di Luce”, segnando l’inizio della sua ricerca scultorea. Attraverso materiali di riciclo e recupero realizza abiti, maschere, fiori e piante fantastici, creando un linguaggio visivo che fonde arte, natura e immaginazione. Parallelamente conduce workshop e laboratori esperienziali per bambini e adulti, sviluppando un approccio partecipativo e collaborativo.
Nel 2020 viene selezionato da Sara Sozzani Maino per The World of Vogue Talents, evento internazionale dedicato allo scouting di progetti artistici responsabili. Nel 2021 il Museo del Garda di Ivrea gli dedica una mostra personale in dialogo con la collezione permanente. Nel 2022 partecipa alla Lucca Biennale Cartasia (LUBICA) e a vari festival nazionali, tra cui Urban Vision (Acquapendente), Trame Festival (Grosseto), Meno Alti dei Pinguini (Arezzo) e Tramà (Aosta). Nel 2023 espone nella collettiva Start Saluzzo, dedicata all’arte contemporanea.
Nel 2024 collabora con la Triennale di Milano per i laboratori della mostra di Ron Mueck, e con OGR Torino e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per il progetto “I Speak Contemporary”.
Nel 2025 avvia una collaborazione con il MUBA – Museo dei Bambini di Milano e il Muzeiko di Sofia per un progetto europeo di arte partecipativa, e realizza la sua prima personale a Bologna, in occasione di Art City, presso MAG – Magazzino Art Gaze. Sempre nel 2025 inizia una collaborazione con Smoking Paper per progetti creativi e marketing, che prosegue anche nel 2026.
Contatti
Galleria Il Vicolo
+39 0291677418
Martina Gagliardi
+39 3400692103
05
marzo 2026
Stefano Fiorina – MI Fist
Dal 05 marzo al 04 aprile 2026
arte contemporanea
arti performative
arti performative
Location
GALLERIA IL VICOLO
Milano, Via Pietro Maroncelli, 2, (Milano)
Milano, Via Pietro Maroncelli, 2, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10.30 - 19.30
Vernissage
5 Marzo 2026, ore 18.30 opening
ore 19.30 performance
Autore
Curatore


